Per essere precisi, nella Germania nazista i beni requisiti agli ebrei deportati, in primis le case, erano istituzionalmente redistribuiti agli ariani, con enorme godimento di questi ultimi. Di qui nasce l'enorme vergona tedesca, che dopo cinque generazioni viene percepita ancor oggi dalla stragrande maggioranza della popolazione. Il nazismo storico è stato un colossale fenomeno di popolo, molto di più persino del fascismo storico.
Dopodichè, sono totalmente ostile alla archetipizzazione dei fenomeni politici, la tesi degli ur-fascismi è una troiata pazzesca e ricercare nella società contemporanea "i fascismi" occulta i veri problemi, indirizzando la discussione in direzione calcistica, come dimostrano i goffi interventi di Laziale Ardeatino (ovviamente sbagliati, ma chiediamoci perché sbagli e da dove provenga l'errore, che non è "suo", ma di moltissimi).
Il razzismo e in generale le varie forme di discriminazione legate al territorio dilagano nelle borgate, anche tra chi si è nutrito di ideali di sinistra radicale, addirittura elevandoli a sistema istituzionale e di vita.
Io inclino a pensare che la malattia del razzismo - inteso come impulso irresistibile di ostilità verso chi è estraneo a quella che percepisce essere la propria "comunità" - si annidi in ciascuno di noi, come un virus; poi c'è chi si è immunizzato, e chi no. Questi ultimi, disgraziatamente, sono come bombe pronte a esplodere, basta l'innesco giusto. E i noti maiali che guazzano nel fango della politica sanno perfettamente come si possa far brillare.
E questo, caro Laziale Ardeatino, lo dovresti provare a cogliere. Te lo dice uno che non ha alcuna antipatia intrinseca per "la destra", ma solo per chi nega la pari dignità degli altri.