Ghirardi: "Per quindici club
il campionato dei poveracci"
Toni accesi nel Consiglio di Lega chiamato a discutere della ripartizione dei diritti tv in base ai bacini d'utenza. Il presidente del Parma: "Le 5 grandi si facciano il loro torneo, sono mesi che non troviamo accordo". Galliani: "Così club più deboli in Europa". Paolillo: "Strada sbagliata per interessi di bottega"
Ghirardi: "Per quindici club il campionato dei poveracci"
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MILANO - Anche il calcio italiano ha la sua 'Via Crucis'. La Pasqua è alle porte, ma è davvero un venerdì di passione per la Lega di serie A, con toni altissimi dopo la spaccatura di sette giorni fa sui criteri per individuare i 'bacini d'utenza', parametro per ridistribuire parte delle risorse provenienti dalla vendita dei diritti tv.
Nell'assemblea di venerdì 16 aprile, infatti, quindici società hanno votato una delibera che affida la conta dei tifosi alle agenzie demoscopiche Crespi, Doxa e Sport und Markt. Contrarie subito dopo le altre cinque (le due milanesi, Juve, Roma e Napoli), che avevano annunciato la volontà di impugnare la delibera.
GHIRARDI : "E' ROTTURA" - Terminato il Consiglio di Lega presso gli uffici milanesi di via Rosellini. All'uscita il presidente del Parma, Tommaso Ghirardi, ha parlato di una frattura che non si è ancora sanata dopo il documento dei 15 club. "Le posizioni sono rimaste uguali a prima, non è successo nulla - precisa - siamo venuti a perder tempo, come temevamo. Il Consiglio di Lega è diviso, spaccato: non siamo riusciti a trovare un unione d'intenti per continuare su questa ripartizione. Gli avvocati stanno valutando, ma il Consiglio è spaccato; l'Assemblea si è già ampiamente esposta e vuole le indagini demoscopiche, il Consiglio doveva dare mandato a questa delibera votata dall'Assemblea ma al momento non è stato ancora fatto". Molto deluso il presidente del Parma.
"E' uno scenario triste perchè non si riesce a sbloccare questi soldi in ballo che sono da ripartire, ma non si sa come - ha proseguito Ghirardi -. Si vede che non c'è bisogno di soldi. Oggi si cercava di trovare unità di intenti e serenità, la condivisione di alcuni aspetti, ma non è stato così e non c'è nient'altro da aggiungere".
"IN 15 FAREMO CAMPIONATO POVERACCI" - "Alle fine le grandi si facciano il loro campionato europeo e vorrà dire che le altre 15 faranno un campionato italiano dei poveracci - sbotta il presidente del Parma Tommaso Ghirardi - penso che sia assurdo venire in Lega il venerdì santo per questi argomenti, si sta degenerando. Non ho parole, chi vuole distruggere il calcio non è certamente chi fa dei sacrifici per portare avanti le proprie società e lotta quotidianamente coi bilanci e con la classifica. Credo che la gente sappia come stanno le cose". Poi il dirigente emiliano spiega nel dettaglio i termini della disputa. "Stiamo discutendo di una cosa che non esiste, sono sei mesi che veniamo in Lega per ripartire queste famose risorse. Non siamo riusciti a trovare un accordo fino alla settimana scorsa - sottolinea Ghirardi - adesso invece ci si fa le cause, ci si querela. Cosa è successo? Abbiamo ribadito che quando ci si mette d'accordo noi siamo disposti a distribuire le risorse, altrimenti come si fa a dividere? Mi sembra una follia. Noi abbiamo votato che le risorse vengano distribuite una volta che sia stato scelto un criterio e abbiamo dato mandato a delle società demoscopiche di fare la ricerca. Perché non si può fare?". Se le tante discussioni con la serie B hanno poi portato la Lega a dividersi in due - gli domandano - a cosa porterà la spaccatura tra grandi e piccole in serie A? "Siccome a creare la divisione sono stati i grandi club, vorrà dire che dovranno fare un campionato europeo che hanno più volte citato, e i quindici disperati faranno il loro campionatino dei delusi", ribadisce il presidente del Parma.
BERETTA: "VENERDI' SANTO MA C'E' DA LAVORARE" - Proprio l'attuale presidente concede solo una battuta arrivando nella sede di via Rosellini dove è riunito il Consiglio. "E' venerdì santo ma c'è tanto da lavorare, c'è da lavorare", dice Maurizio Beretta allargando le braccia prima di salire negli uffici.
Al Consiglio partecipano la vicepresidente di Lega Rosella Sensi (Roma), il consigliere federale Claudio Lotito (Lazio), i consiglieri di Lega Andrea Agnelli (Juventus), Aurelio De Laurentiis (Napoli), Adriano Galliani (Milan), Tommaso Ghirardi (Parma), Ernesto Paolillo (Inter), Gino Pozzo (Udinese), un rappresentante del Catania e, collegati in videoconferenza, Maurizio Zamparini (Palermo) e Riccardo Garrone (Sampdoria).
GALLIANI: "COSI' MENO COMPETITIVI IN EUROPA" - "Questo tentativo da parte di 15 società di interpretare a modo loro la legge renderà le squadre italiane ancora meno competitive in Europa di quanto siano oggi". Questo è il giudizio dell'ad del Milan Adriano Galliani alla luce della spaccatura creatasi nella Lega di serie A fra le cinque grandi e le altre società.
PAOLILLO: "STIAMO ANDANDO SU STRADA SBAGLIATA" - Mostra preoccupazione anche Ernesto Paolillo, amministratore delegato dell'Inter. "Oggi è una giornata importante in Lega, stiamo andando su strada totalmente diversa e lontana da quella che dovrebbe essere - sottolinea il dirigente del club nerazzurro -. Non c'è strategia e non c'è futuro e mi aspetto che torni la ragionevolezza, altrimenti Premier League e Liga saranno di un'altra pianeta rispetto al calcio italiano".
Poi Paolillo lancia un monito. "Bisogna tornare a parlare della crescita del calcio italiano che invece si sta distruggendo per piccoli interessi di bottega, si stanno togliendo legittime risorse alle squadre che più investono nel calcio e vengono invece ripartite a chi investe meno e non tenendo conto del vero appeal e del potenziale seguito delle squadre. E' un qualcosa di iniquo che porterà via risorse a chi investe di più, il calcio italiano si impoverirà - conclude l'ad dell'Inter - e non sarà più competitivo".
(22 aprile 2011)
Ma quindi la Lazio si e' ufficialmente schierata contro le grandi? Mi sono perso qualcosa?