Citazione di: V. il 28 Apr 2012, 12:42
sei sei pessimista cosmico e cronico a me non interessa, non ti stimo come tifoso, non ti vedo.
soprattutto perchè la nostra storia è cambiata.
qualcuno più volte, anche a distanza di anni, ha preso la Lazio e l'ha portata altrove.
questa è storia.
evidentemente piace far finta che non sia accaduto, perchè nell'indolenza ci si trova meglio, come tifosi.
capisco che buttare tutto all'aria è uno sport che appartiene alla nostra cara polisportiva, ma sperare che in fondo
a questo pessimismo ci sia la possibilità di raccattare qualcosa è intendere lo sport come elemosina.
la Lazio che ha vinto non ha vinto per diritto divino nè perchè ha chiesto l'elemosina.
E' un po' una palla, scrivere e trovarsi frainteso. Ma forse si legge solo ciò che si vuole leggere. Il povero Kurt non ha detto di essere pessimista. In nessun punto. Ha parlato del laziale pessimista. Così come ne ho parlato io che - per inciso, ma l'ho ben scritto - sono assolutamente l'opposto.
Scrivendo, si tende a generalizzare. Più o meno come fa V. quando cita il tifoso del Torino. Non è che posso scrivere ad ogni frase: il laziale è così (sempre mia opinione, per carità), tranne V. o Pippo o Pluto o Gigetto, che invece non sono così. Si parlava di quel che si respira allo stadio, di quel che si legge su questo forum, di un laziale mezzovuotista e disilluso (non te piace pessimista? Meglio?). E' una fotografia. Parziale, come tutte le fotografie. Italicbold suggerisce come sarebbe interessante modificare questo stato (implicitamente, anche lui conferma che è così). Certo che sarebbe interessante. Sarebbe bellissimo, e concordo pienamente con lui.
Con buona pace di V., che il pessimista cosmico non lo stima e non lo vede, se scrive di fatti dovrebbe convenire costui comunque esiste, non è minoranza, e invade gli stadi. Forse non è in definitiva pessimista di natura, forse è perché ne ha viste tante, forse perché ogni volta che si è lasciato andare ha preso sberle ovunque, è diffidente. Il che non vuol dire che non speri, che non faccia il tifo, che non soffra, che non gioisca quando c'è da farlo. E' lo stereotipo (perché di stereotipi si parla) del romano, disincantato di fronte a tutto. Sei più mejo te, perché quando vinciamo puoi dirgli te l'avevo detto io?
Che mi significa che la nostra storia è cambiata? Quando è cambiata? Negli anni '50 arrivavamo sempre fra terzo e quarto posto, negli anni '60 un botto di B, nel '74 che te lo dico a fà, gli ottanta me li vorrei dimenticare, bei novanta fino al duemila, questo decennio ci ha visto tra alti e bassi. E perché il laziale dovrebbe cambiare? E come, poi? Nei sessanta era giusto fosse pessimista, nel duemila no? A chi piace (ahi ahi qui si generalizza!) far finta? E buttare tutto all'aria? Se l'Olimpico si svuota non è perché il laziale è pessimista, lo era pure a Lazio-Vicenza o negli anni novanta, e hai da vede che begli stadi pieni, e i nostri dirimpettai ottimisti e guasconi non è che stiano molto meglio. E allora come si estrinseca in pratica questo buttare tutto all'aria?
Ma sò scemo io.
Perché poi dici - giustamente - che la Lazio non ha vinto per diritto divino. E' proprio così. Ed è proprio per questo che il laziale (tranne V., Pippo, Pluto, Gigetto, Franco B. e Er Caciotta), che sa di non essere aiutato da nessuno, ci va un po' più cauto forse di altri. Che se gira un cetriolo che te lo dico a fà. E allora va allo stadio, tifa, canta, soffre, esulta o si dispera. Ma con un tappo al culo. Hai visto mai.
E comunque questa partita E' da Lazio.
E anche questo topic, a ben leggere, è tipico.