E' da Lazio

Aperto da GuyMontag, 28 Apr 2012, 00:15

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Tarallo

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Citazione di: V. il 28 Apr 2012, 12:42
sei sei pessimista cosmico e cronico a me non interessa, non ti stimo come tifoso, non ti vedo.
soprattutto perchè la nostra storia è cambiata.

Ma e' cambiata de che?
Ma davvero ti metti nello stesso respiro del Bayern Monaco, come fa italic rivangando storie anteguerra del Monaco 1860 che adesso e' sparito?
Non abbiamo vinto un cazzo rispetto alla storia di Miro Klose, e di natura siamo come ci descrive Guy e se ci sono eccezioni ben vnegano, noi siamo aperti, in curva sudde e' l'opposto. Tutti gradassi e tre realisti che vengono azzittati a carci.

Famole ste vittorie, rispettando quelli come Klose, arriviamoci a questo Gotha del calcio, piuttosto che farsi umiliare dallo Zurigo e dal Vaslui.

Aspettiamo almeno chequalche lustro sia passato, come per il Bayern, prima di dimenticare l'rolo del fallimento, i 9 giocatori e i FIlippini.

Io voglio arrivarci quanto voi, ma mi compertero' da gradasso similromanista quando la mia bacheca me lo permettera', sempre nell'orgoglio del nostro spirito, della nostra natura e della nostra povera e ricca, martoriata e stellata storia.
Voi accomodatevi.

Eagle78

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Citazione di: strike il 28 Apr 2012, 14:02
Sono d'accordo con V. anche se non direi mai a nessuno, almeno qui, "andate a tifare la roma", eddaje V....

Mille volte mi sono sentito come Guy o come Kurt e molte volte ancora, temo, mi sentirò in quel modo. Ma appunto, temo. Me ne vorrei liberare. Credo che tutti noi siamo almeno un po' affezionati alla retorica del laziale solo contro tutti, del culto della sfiga, della nostalgia della tragedia, del pessimismo cosmico. O almeno, lo siamo noi un po' più "grandini" che abbiamo vissuto per lo meno i meno 9 (non dalla Juve dico), forse non è così per i giovani che sono diventati della Lazio ai tempi di Cragnotti. Però la storia cambia, si può cambiare, come dice IB può essere pure interessante.

d'accordo con te e mi piace il post di apertura dell'autore del topic. aggiungo che forse è errato il termine pessimismo e sarebbe più corretto parlare di disillusione del laziale. a me cmque non dà fastidio quando viene rimarcata questa caratteristica/generalizzazione sul laziale e a volte la considero un modo contorto per tenere i piedi per terra, fare pochi voli pindarici, essere più realisti (ok, si esagera nel guardare le cose con troppa negatività) e distinguerci da "altre" tifoserie. sono altre le generalizzazioni che non sopporto, molto più gravi...

AguilaRoja

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Citazione di: V. il 28 Apr 2012, 12:42
sei sei pessimista cosmico e cronico a me non interessa, non ti stimo come tifoso, non ti vedo.
soprattutto perchè la nostra storia è cambiata.
qualcuno più volte, anche a distanza di anni, ha preso la Lazio e l'ha portata altrove.
questa è storia.
evidentemente piace far finta che non sia accaduto, perchè nell'indolenza ci si trova meglio, come tifosi.

capisco che buttare tutto all'aria è uno sport che appartiene alla nostra cara polisportiva, ma sperare che in fondo
a questo pessimismo ci sia la possibilità di raccattare qualcosa è intendere lo sport come elemosina.
la Lazio che ha vinto non ha vinto per diritto divino nè perchè ha chiesto l'elemosina.

devo capire invece perchè possiamo fare le pulci al modo di tifare ultras e non possiamo descrivere modalità e contorcimenti vari del modo di tifare di noi comuni mortali.

la litania del noi siamo così giustifica e alimenta un sacco di cose che poi noi stessi ci troviamo a discutere, a respingere.

LO RIPETO: a me non mi va di finire come i tifosi del Torino, presi in giro da mezzi presidenti che per nascondere buffi e campagne acquisti indecenti, portano la squadra ogni due mesi a Superga e tutti si gonfiano commossi, e tutti straparlano della drammatica storia del torino, del NOI SIAMO FATTI COSI', dobbiamo soffrire...

Il Toro non è così. Sono i presidenti che hanno messo in giro la vulgata, e i tifosi anche eccellenti che hanno coltivato questa nostalgia per la tragedia.

anche il Manchester ha avuto la tragedia di Monaco: diresti tu che la loro è stata una vita tragica? che sono diventati tutti pessimisti cronici? lo diresti?

non è col tuo pessimismo cosmico che Nedved e Vieri a Birmingham l'hanno messa dentro.
Non c'entra proprio niente.
dimmi di tutto ma che sono un laziale pessimista cosmico e cronico no.
e non mi sposto da qui. Mi avanzano ancora nove dita.

Sul podio dei post di Lazionet, da quando ci sono.

doctor

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Io, da "vecchio" laziale che ne ha viste di ogni tipo, mi riconosco abbastanza in quello che dice Guy, ma comprendo (non nei modi) anche il sussulto di V.

Diciamo che la Lazio andrebbe bene come paradigma della Legge di Murphy.

Ecco. Secondo me questa le va a pennello.

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italicbold

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Citazione di: Tarallo il 28 Apr 2012, 16:16
Famole ste vittorie, rispettando quelli come Klose, arriviamoci a questo Gotha del calcio, piuttosto che farsi umiliare dallo Zurigo e dal Vaslui.

Non ci ha umiliato nessuno, con lo Zurigo abbiamo pareggiato da loro e vinto in casa, con il Vaslui le abbiamo pareggiate entrambe. Ammetto che non é come aver vinto 4 a 3 contro la Germania allo Stadio Azteca pero' non ci ha umiliato né lo Zurigo, né il Vaslui.


Tarallo

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Citazione di: italicbold il 28 Apr 2012, 16:45
Non ci ha umiliato nessuno, con lo Zurigo abbiamo pareggiato da loro e vinto in casa, con il Vaslui le abbiamo pareggiate entrambe. Ammetto che non é come aver vinto 4 a 3 contro la Germania allo Stadio Azteca pero' non ci ha umiliato né lo Zurigo, né il Vaslui.

La tua frase contiene la soluzione al problema.
Se spacchiamo il capello in due per sapere cosa abbiamo fatto col Vaslui e con lo Zurigo (in assenza di altre brillanti prestazioni in campo internazionale negli anni post-"cambiamento"), la discussione sulla grandezza della Lazio si puo' chiudere qui.

Aggiungo sul tema de "la storia e' cambiata" di vuppuntiana memoria (tra l'altro una storia che cambia diverse volte nel corso degli anni vuol dire che non cambia, ma vabbe').
Quando sarebbe cambiata sta storia? Con Eriksson? Nel 2000?
Tu italic c'eri, forse vuppunto no, ma io uno scudetto l'avevo gia' vinto, l'avevo gia' vista sta storia cambiare.
Ve lo devo ricorda' che e' successo dopo?
Ma facciamo finta che non sia successo, la storia e' cambiata nel 2000.
Ce vojono piu' bene de prima? Non abbiamo piu' lottato per non retrocedere? Pechino ha cambiato la storia?

Non ve seguo, davvero.

Quando la storia cambiera' saro' con voi, giuro.

italicbold

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Citazione di: Tarallo il 28 Apr 2012, 16:52
Quando la storia cambiera' saro' con voi, giuro.

Siamo a cavallo tra due topic, che secondo me, in fondo, girano tutti e due attorno a una stessa questione.
La storia non cambia da sola, cambia perché le persone la cambiano. ed é questo che volevo dire con l'esempio del Munich 1860. Se non c'erano 4 stronzetti di 13 anni che trattavano male i ragazzini dell'altra squadretta Beckembauer avrebbe giocato nell'altra squadra di Monaco e il Bayern non avrebbe probabilmente mai vinto 22 dei 49 campionati successivi.
Quindi con noi ce devi esse pure prima di cambiare la storia.

Quello che dice V. é che dobbiamo anche toglierci di dosso questa cappa di fatalismo, direi cattolico, in cui appena nati assumiamo, che lo si sia vissuto o meno, il peccato originale di una Lazio che vince il suo primo scudetto e poi muoiono come farfalle al calare della sera (un poeta sono, tra Ungaretti e Saba direi....:)).
Quello di V. é un grido di guerra per abbandonare quella retorica dello Scozzese in terra d'Inghilterra, del molti nemici molto onore, ce l'hanno tutti con noi[/i, Ce dice sempre male.
Perché in qualche modo si deresponsabilizza la società, i giocatori e noi stessi.
Dobbiamo essere più calvinisti. In questo senso.


Tarallo

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Forse ci sono diversi modi di leggere Guy, e io ne vedo uno solo, come al solito quello semplice.
Se conosco Guy il molti nemici molto onore non piace neanche a lui. A me non piace sicuro, anche se i nemici per me li abbiamo.

Secondo me si tratta di piu', come dicevano altri, di realismo vs. ipertrofia identitaria, quella di chi sappiamo noi.
Quelli della' co' sta pantomima daaa maggica la storia non l'hanno cambiata manco di un centimetro, erano merde, restano merde e il loro futuro ha tutta l'aria di essere pieno demmerda. Esistono tifoserie di squadre francamente che nel contesto del calcio mondiale sono un pelo nel culo della storia che usano termini quando parlano di loro stessi e della loro storia che non fanno neanche ride. Questo un po' e' tipico dei tifosi, e in questo io credo noi siamo diversi. E a me la cosa piace, fatto comunque assolutamente irrilevante, perche' per me e' assolutamente nel nostro DNA. Prima che i gradassi li facciamo noi (pensando al prossimo futuro trionfo piuttosto che alla nostra imminente catastrofe) dobbiamo vincere dieci volte un Milan.
Io so' vecchio ma magari campo abbastanza per arrivarci, ma oggi mi sembra leggermente prematuro.

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marcantonio

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Citazione di: italicbold il 28 Apr 2012, 17:09
Siamo a cavallo tra due topic, che secondo me, in fondo, girano tutti e due attorno a una stessa questione.
La storia non cambia da sola, cambia perché le persone la cambiano. ed é questo che volevo dire con l'esempio del Munich 1860. Se non c'erano 4 stronzetti di 13 anni che trattavano male i ragazzini dell'altra squadretta Beckembauer avrebbe giocato nell'altra squadra di Monaco e il Bayern non avrebbe probabilmente mai vinto 22 dei 49 campionati successivi.
Quindi con noi ce devi esse pure prima di cambiare la storia.

Quello che dice V. é che dobbiamo anche toglierci di dosso questa cappa di fatalismo, direi cattolico, in cui appena nati assumiamo, che lo si sia vissuto o meno, il peccato originale di una Lazio che vince il suo primo scudetto e poi muoiono come farfalle al calare della sera (un poeta sono, tra Ungaretti e Saba direi....:)).
Quello di V. é un grido di guerra per abbandonare quella retorica dello Scozzese in terra d'Inghilterra, del molti nemici molto onore, ce l'hanno tutti con noi[/i, Ce dice sempre male.
Perché in qualche modo si deresponsabilizza la società, i giocatori e noi stessi.
Dobbiamo essere più calvinisti. In questo senso.

Ti do ragione fino all'ultima frase, che non condivido. Il Calvinismo porta a un 'senso del peccato' ancora più opprimente di quello del Cattolicesimo da te menzionato sopra: secondo il Calvinismo, i successi (per lo più economici, da cui il feticismo del denaro del capitalismo moderno, leggasi "L'etica protestante e lo spirito del capitalismo", di Max Weber) nella vita sono il segno del favore divino che è capriccioso, viene dato agli eletti che Dio sceglierebbe a ca22o, mi si perdoni la caduta improvvisa di stile e con tutto il rispetto per l'Altissimo: hai successo? Sei un eletto, Dio già t'ha scelto per andare in Paradiso, indipendentemente dalle tue opere. Perdi? Sei Fantozzi, devi annà all'inferno, nun te devi lamentà e devi sottostare alle gerarchie socioeconomiche che sono state scritte in cielo. Secondo questa logica, tradotta in termini calcistici, le strisciate sarebbero le uniche autorizzate a vincere e noi dovremmo cedergli i giocatori a parametro zero e dirgli pure grazie.

Interessanti 'ste disquisizioni storico-psico-sociologiche applicate al calcio.

Ulissechina

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Citazione di: GuyMontag il 28 Apr 2012, 00:15
Diciamoci la verità, non è da noi, non sarebbe mai stato da noi.
Non sarebbe stato da noi essere terzi con sette-otto punti sulla quarta.
Non ci sarebbe dispiaciuto guardare le ultime giornate di campionato magari con un po' di distacco, e se c'era da andare al male una domenica, insomma, concediamo qualcosa alla famiglia, tanto ormai è fatta.
Ma non sarebbe stato da noi.
E' invece da noi soffrire maledettamente fino all'ultimo minuto dell'ultima partita.
Dodici anni fa, addirittura, un tempo dopo l'ultimo minuto dell'ultima partita.
Nessuno ci regala niente, e lassù ci si sono dimenticati.
Noi non ci diamo una mano. D'altronde, non ce la siamo mai data. Il laziale è funebre, terrorizzato di poter essere felice, vede un raggio di sole dopo un acquazzone come una breve pausa tra due temporali. Perché, che pioverà, è sicuro. Un mio amico fraterno, al fischio finale di quel Perugia-Juve, mi guardò con occhio smarrito. E mò?
E quel giorno a Perugia stava piovendo. Mai pioggia fu più benedetta, pioggia comunque era.

Il momento è quello che è.

La squadra gioca male, malissimo. E che squadra, poi? Non c'è più nessuno. Il bollettino degli infortunati è un romanzo horror-gotico, ogni mattina lo consulto armato di ogni sorta di amuleti, spizzandolo come le carte a poker. E non lo puoi perdere manco un giorno. Mi sono distratto un attimo e zac, per il Profeta stagione finita. Dopo Brocchi, dopo Klose, dopo Lulic, la falce della stagione finita miete vittime, incurante se si tratti di titolari o riserve, anche Stankevicius si accoda alla lista - quella invece infinita. La ricaduta è dietro l'angolo, per uno che (forse) ce la fa altri tre accusano, povericristi che non si fanno mai male, tipo Ledesma o Gonzalez, arrancano spompati senza ricambi possibili, siamo arrivati all'impensabile di rimpiangere Del Nero o convocare Makinwa, il quale per la sorpresa si è subito infortunato. Stagione finita anche per lui. Prima di cominciare.

I nostri eroi si chiamano ora Scaloni e Garrido, visto che Radu e Konko fanno come la lumaca dell'indovinello, un passo avanti e due indietro, e che Dias sembra diventato un misto tra Gutierrez e Trotta.
Rocchi soffre di solitudine là davanti, sempre più pelato, laddove Kozak viene ammonito mentre si allaccia gli scarpini prima di entrare in campo e Alfaro ara allegramente praterie.

Un'armata Brancaleone che fa simpatia e tenerezza. Che sembra il Peter Sellers di Hollywood Party. Gli sparano, cade ma non muore mai. E si rialza per suonare la sua tromba. E' un miracolo che siamo ancora là. Pareggiamo e le altre pareggiano, perdiamo e le altre perdono. Che poi qualcuna si avvicina, è normale. Non foss'altro per cortesia.

Ma siamo là. Il traguardo pare lontanissimo, un Lecce o un Novara ostacoli proibitivi. Per non parlare dell'Udinese. Che per simpatia nei nostri confronti, forse per rispetto, sta mantenendo doverose distanze, pigliando sberle mica male ovunque vada. Perché noi giochiamo male, è vero, ma il bel gioco è un optional. Il Napoli di oggi è un ronzino annaspante, l'Udinese si è detto, l'Inter sta diventando una squadra decente dopo aver preso sganassoni tutta la stagione, e sta ancora là. Di quelli là, possiamo solo gustare siparietti comici quando intervista la Sanipoli.

Ma a quattro dalla fine in quel posto ci siamo noi. Certo, magari andare ad Udine con Radu e Konko sulle fasce, con Klose là davanti, col Profeta in grande spolvero, mentre Lulic stantuffa sulla fascia, con l'imbarazzo della scelta a centrocampo, ecco anch'io avrei preferito.

Ma non c'è nulla da fare. Non sarebbe stato da Lazio.
Questa partita, in questo momento della stagione, in queste condizioni, senza più alibi, più spazio, più margine, ecco.

Questa sì, questa è da Lazio.

E' daglianni 50 che vivo questa storia, purtroppo!
Questa è la Lazio e a noi non ci ha regalato nulla nessuno, anzi.....

GuyMontag

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Citazione di: V. il 28 Apr 2012, 12:42
sei sei pessimista cosmico e cronico a me non interessa, non ti stimo come tifoso, non ti vedo.
soprattutto perchè la nostra storia è cambiata.
qualcuno più volte, anche a distanza di anni, ha preso la Lazio e l'ha portata altrove.
questa è storia.
evidentemente piace far finta che non sia accaduto, perchè nell'indolenza ci si trova meglio, come tifosi.

capisco che buttare tutto all'aria è uno sport che appartiene alla nostra cara polisportiva, ma sperare che in fondo
a questo pessimismo ci sia la possibilità di raccattare qualcosa è intendere lo sport come elemosina.
la Lazio che ha vinto non ha vinto per diritto divino nè perchè ha chiesto l'elemosina.

E' un po' una palla, scrivere e trovarsi frainteso. Ma forse si legge solo ciò che si vuole leggere. Il povero Kurt non ha detto di essere pessimista. In nessun punto. Ha parlato del laziale pessimista. Così come ne ho parlato io che - per inciso, ma l'ho ben scritto - sono assolutamente l'opposto.

Scrivendo, si tende a generalizzare. Più o meno come fa V. quando cita il tifoso del Torino. Non è che posso scrivere ad ogni frase: il laziale è così (sempre mia opinione, per carità), tranne V. o Pippo o Pluto o Gigetto, che invece non sono così. Si parlava di quel che si respira allo stadio, di quel che si legge su questo forum, di un laziale mezzovuotista e disilluso (non te piace pessimista? Meglio?). E' una fotografia. Parziale, come tutte le fotografie. Italicbold suggerisce come sarebbe interessante modificare questo stato (implicitamente, anche lui conferma che è così). Certo che sarebbe interessante. Sarebbe bellissimo, e concordo pienamente con lui.

Con buona pace di V., che il pessimista cosmico non lo stima e non lo vede, se scrive di fatti dovrebbe convenire costui comunque esiste, non è minoranza, e invade gli stadi. Forse non è in definitiva pessimista di natura, forse è perché ne ha viste tante, forse perché ogni volta che si è lasciato andare ha preso sberle ovunque, è diffidente. Il che non vuol dire che non speri, che non faccia il tifo, che non soffra, che non gioisca quando c'è da farlo. E' lo stereotipo (perché di stereotipi si parla) del romano, disincantato di fronte a tutto. Sei più mejo te, perché quando vinciamo puoi dirgli te l'avevo detto io?

Che mi significa che la nostra storia è cambiata? Quando è cambiata? Negli anni '50 arrivavamo sempre fra terzo e quarto posto, negli anni '60 un botto di B, nel '74 che te lo dico a fà, gli ottanta me li vorrei dimenticare, bei novanta fino al duemila, questo decennio ci ha visto tra alti e bassi. E perché il laziale dovrebbe cambiare? E come, poi? Nei sessanta era giusto fosse pessimista, nel duemila no? A chi piace (ahi ahi qui si generalizza!) far finta? E buttare tutto all'aria? Se l'Olimpico si svuota non è perché il laziale è pessimista, lo era pure a Lazio-Vicenza o negli anni novanta, e hai da vede che begli stadi pieni, e i nostri dirimpettai ottimisti e guasconi non è che stiano molto meglio. E allora come si estrinseca in pratica questo buttare tutto all'aria?

Ma sò scemo io.

Perché poi dici - giustamente - che la Lazio non ha vinto per diritto divino. E' proprio così. Ed è proprio per questo che il laziale (tranne V., Pippo, Pluto, Gigetto, Franco B. e Er Caciotta), che sa di non essere aiutato da nessuno, ci va un po' più cauto forse di altri. Che se gira un cetriolo che te lo dico a fà. E allora va allo stadio, tifa, canta, soffre, esulta o si dispera. Ma con un tappo al culo. Hai visto mai.

E comunque questa partita E' da Lazio.
E anche questo topic, a ben leggere, è tipico.

Tarallo

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Ma (per tornare a bomba sulla frase d'apertura del topic) davero qualcuno pensava, prima di Lecce e Novara, che le vincevamo entrambe e arrivavamo terzi co' la pippa in bocca?
Li vojo conosce sti laziali, perche' forse si, c'e' un'altra generazione.
Che n'ha da pija' de tranvate, temo.

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Mak1002006

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Credo dipenda dall'età. Se per esempio sei del 68 ed hai visto tutto il brutto e tutto lo sporco
che ha circondato la nostra amatissima Lazio, sei come Guy, se invece sei un "tifoso dell'era moderna",
io definisco così i fortunati aquilotti che hanno vissuto la Lazio dall'era Calleri in poi, sei come V..
Se facciamo una statistica credo sia così, con le dovute eccezioni ovviamente. :band5: :band6: :band7: :band12: :bakar:

Ulissechina

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Ho vissuto la storia della Lazio dagli anni 50 fino ad oggi, quella precedente me la raccontava mio padre.
La storia è stata sempre la stessa, anche ai tempi di Cragnotti avremmo meritato molto di piu' di quello che abbiamo raccolto.
La Lazio è questa, ed è bella perchè è imprevedibile a volte ti da delle gioie inattese a volte delle travante tremende.

marcantonio

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Citazione di: Tarallo il 28 Apr 2012, 17:32
Ma (per tornare a bomba sulla frase d'apertura del topic) davero qualcuno pensava, prima di Lecce e Novara, che le vincevamo entrambe e arrivavamo terzi co' la pippa in bocca?
Li vojo conosce sti laziali, perche' forse si, c'e' un'altra generazione.
Che n'ha da pija' de tranvate, temo.

Io sono della 'vecchia generazione' (o forse di una generazione di mezzo, sono nato nell'emblematico 1974, inoltre scopro solo adesso che c'è una 'vecchia' e una 'nuova' generazione di laziali, ma mi pare che sia proprio così), per cui non dicevo niente ma me l'aspettavo. Stavo zitto e m'imponevo, con falsa autosuggestione, di essere ottimista. È che nel DNA della Lazio (e nella psicologia dei suoi tifosi - solo di quelli della 'vecchia generazione'? Non so) c'è scritto: sculeremo sempre. Scusate l'oxfordismo. Poi magari vinciamo lo stesso e c'è pure più gusto.

P.S.: Tanto pe' capisse, quando avevo l'età dell'interista e mediatico bambino Filippo, a scuola non è che mi prendessero per il qulo: di più. I peperoni vincevano lo scudo, stavano comunque al vertice, erano più tronfi di oggi se possibile, e noi stavamo in B o a fa' gli spareggi per non andare in C. Questo dopo aver vinto lo scudetto. Prima di ricominciare un'altra era di trionfi. Prima di ricadere di nuovo in basso. Fino a oggi che ancora non abbiamo capito qual è il nostro posto nelle gerarchie calcistiche.

kurt

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Citazione di: Ulissechina il 28 Apr 2012, 17:39
Ho vissuto la storia della Lazio dagli anni 50 fino ad oggi, quella precedente me la raccontava mio padre.
La storia è stata sempre la stessa, anche ai tempi di Cragnotti avremmo meritato molto di piu' di quello che abbiamo raccolto.
La Lazio è questa, ed è bella perchè è imprevedibile a volte ti da delle gioie inattese a volte delle travante tremende.


Proprio così, se non ci avessi creduto, se non avessi avuto fede, a Lazio Parma 99 non sarei andato. Avrei voluto esserci a Lazio Reggina 2000 ma avevo prosciugato il conto in banca per regalare a mia moglie una settimana di ferie in Spagna dal weekend seguente, visto che era incinta e prevedevo che in seguito, per un bel pezzo, di vacanze, neanche a parlarne. Ho sbagliato anno.
Pero' la sciarpetta quella domenica 14 maggio me l'ero portata appresso, in Liguria a casa di amici. Ci credevo? Boh? Non lo so, forse era solo orgoglio.
Non scambierei gli scudetti della Juve dal dopoguerra ad oggi con il nostro del 2000: una cosa così, solo noi.
Certo che mi piacerebbe aver portato a casa anche altre vittorie meritate tipo il 73 o il 99 e perché no il 2001 visto quello che hanno combinato per favorire quelli della', mentre noi nonostante tutto fino al gol di Dalmat eravamo ancora li.
Non sono rassegnato a questa dimensione, visto che dopo il derby un pensierino allo scudo l'avevo fatto anch'io.
Pero' ho sentimenti contrastanti quando parlo della Lazio. Perché sembra che come la luce in fondo al tunnel si faccia più vicina qualcuno tiri la corda dietro e ci riporta al buio. Certo che quando quelle poche volte siamo riusciti ad uscire da sto caxxo di tunnel la luce e' stata accecante. E bellissima.
Sono del 67 conta qualcosa? Me sa de si.

Forza Lazio, Sempre.

Ulissechina

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* 13.491
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Citazione di: Tarallo il 28 Apr 2012, 17:32
Ma (per tornare a bomba sulla frase d'apertura del topic) davero qualcuno pensava, prima di Lecce e Novara, che le vincevamo entrambe e arrivavamo terzi co' la pippa in bocca?
Li vojo conosce sti laziali, perche' forse si, c'e' un'altra generazione.
Che n'ha da pija' de tranvate, temo.

Da  laziale che ne ha viste e vissute tante, all'ultima partita vista allo stadio,  Lazio ciucci, a due minuti dalla fine sul 3 a 1 contavo i secondi di recupero che non passavano mai.
Purtroppo questa angoscia, noi laziali di oltre mezzo secolo, ce la portiamo dentro da sempre.

strike

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Citazione di: kurt il 28 Apr 2012, 18:16
(...)
Non sono rassegnato a questa dimensione, visto che dopo il derby un pensierino allo scudo l'avevo fatto anch'io.
Pero' ho sentimenti contrastanti quando parlo della Lazio. Perché sembra che come la luce in fondo al tunnel si faccia più vicina qualcuno tiri la corda dietro e ci riporta al buio. Certo che quando quelle poche volte siamo riusciti ad uscire da sto caxxo di tunnel la luce e' stata accecante. E bellissima.
Sono del 67 conta qualcosa? Me sa de si.

Forza Lazio, Sempre.

Dici bene "sentimenti contrastranti". E se dici che non sei rassegnato siamo già d'accordo. E' un po' il "tappo al culo" di Guy. La sua fotografia è corretta. Ce l'abbiamo tutti. Forse ce l'hanno quasi tutti i tifosi, della Lazio e non. Forse non c'entra neanche tanto la generazione, se non per i laziali giovanissimi.

Io dico che invece di indulgere a questo sentimento maliconico ma consolatorio dell'esser soli contro tutti, scozzesi in terra inglese, non mi ricordo chi ha scritto "nostalgia della tragedia", che insomma la luce è bellissima e accecante ma dura poco, che magari si vince ma mai facile, che se abbiamo Lecce e Novara dobbiamo cagarci sotto (io me cagavo sotto, caro Tarallo)... dovremmo avere maggior coscienza della storia della Lazio e pretendere il massimo, sempre. Non è nemmeno questione di ottimismo o di pessimismo, è questione di mentalità, di immagine di noi stessi. E secondo me il discorso di IB sul calvinismo ha il suo fondamento.

Non voglio insegnare la storia della Lazio a nessuno ma ho qualche dubbio che non sia mai cambiata. Chinaglia, Maestrelli, Cragnotti e altri l'hanno cambiata eccome. Poi siamo tornati in B o a lottare per non andarci, purtroppo può succedere ancora, ma qualcuno aveva provato a portarci più in là, come dice V.. E qualcun altro ci ha portato dove siamo ora, che non era scontato, anzi ha del miracoloso, è molto "da Lazio", ma comunque potrebbe essere meglio. La storia la fanno le persone. E' il fatalismo che mi irrita. E' il topic sull'EL quando siamo terzi. E' fare spallucce perché "è sempre stato così". Sempre così un par de pallle.

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Mr. Mojo

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Il lazialismo leopardiano vs il lazialismo dannunziano

:pp

Tarallo

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Citazione di: strike il 29 Apr 2012, 09:51
E' il fatalismo che mi irrita. E' il topic sull'EL quando siamo terzi. E' fare spallucce perché "è sempre stato così". Sempre così un par de pallle.

Ma io su questo sono d'accordo. Mi pare che quello che diceva Guy e' che a noi niente e' mai venuto facile. Nessuno ci ha mai regalato nulla, e non ricordo una vittoria che non s'e' sviluppata dopo situazioni quantomeno drammatiche. O che non sia state seguita da drammi tutti laziali.
Questa e' storia. Nessuno ha vinto uno scudetto due ore dopo aver finito l'ultima partita, questo e' solo l'esempio piu' lampante e il meno lacrimoso.

Non rassegnarsi non significa disconoscerre la realta', anzi. La realta' fa si' che la nostra volonta' di lottare non possa mai scendere di un millimetro altrimenti e' finita. E noi, si lotta. Altro fanno telefonate a amici. Noi lottiamo. Questa e' una realta'.

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