Giorgio Chinaglia

Aperto da PILØ, 01 Apr 2012, 17:27

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Il nostro Giorgione

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Ancora credo che sia uno scherzo.

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Monsieur Opale

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ti devo la mia lazialità

PabloHoney

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Basterebbe questa, davanti agli occhi di chi scendera' in campo domenica...



ciao Giorgio

valpa62

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Kredskin

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Io ci spero che sia uno scherzo

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Monsieur Opale

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"Io li odiavo, non lo so perché, visto che avevo tanti amici che giocavano con la Roma come Cordova Rocca e Vieri. Ma quando scendevo in campo odiavo loro e soprattutto i loro tifosi, e io e Pino (Wilson, ndr) sapevamo come far infuriare i tifosi della Roma. Ci bastava fargli vedere il piedino dal tunnel degli spogliatoi prima dell'ingresso in campo per controllare il terreno di gioco e quelli impazzivano. Allora noi uscivamo, facevamo finta di controllare il terreno, poi correvamo verso la Sud. Sapevamo come farli imbufalire. Ci bastava starcene fermi e guardarli per mandarli in bestia. Ci urlavano e tiravano di tutto e noi fermi, impassibili. Poi sorridevamo e agitavamo le braccia e a quel punto succedeva il finimondo. Ci caricavamo così. Poi io entravo in campo e segnavo.

Giorgio Chinaglia, 31/03/1974".

Precisione

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I cannonieri: Higuain è fenomenale ma i gol più pesanti sono di Chinaglia (Mario Sconcerti)

Detto che Higuain è un caso eccezionale, la storia del gol racconta molte altre diversità. Prendiamo i suoi avversari diretti in questa classifica, Nordahl e Angelillo. Vengono da due epoche vicine ma opposte. Nordahl è ancora nella scia del Dopoguerra, Angelillo è al confine dei mitici anni Sessanta, modernità. Nordahl fa parte di una moda improvvisa, quella degli uomini del nord Europa, tutti di colpo ne cercano qualcuno. Giocatori di nazionalità mai usate diventano familiari, arrivano gli Hansen, Skoglund, Liedholm, Gren, Nordahl, Jepsson, Gustavsson e molti altri, tutti danesi e svedesi. C'è un perché molto crudele, oltre che il bisogno di novità. Danesi e svedesi sono fra le poche gioventù risparmiate. La Svezia non entrò mai ufficialmente in guerra. La Danimarca fu invasa, ma rinunciò a combattere. Negli altri paesi perirono intere generazioni di giovani, quando si potè si ricominciò dai superstiti. Svedesi e danesi sono diversi fisicamente, hanno dieci centimetri e dieci chili in più di noi. Questo cambiò il nostro calcio in qualcosa di molto più fisico. Si potè cominciare a giocare di testa, le diversità tecniche erano l'altezza e la forza in un'epoca in cui il pallone è di cuoio, inzuppato di pioggia pesa più di un chilo. Nordahl arriva a Milano in treno con la moglie che è pieno gennaio, indossano solo camicie di seta, sono convinti di essere in Africa, il paese del sole. Il giorno dopo, e per una settimana, avranno 40 di febbre. Pochi sanno che Nordahl fu un regalo dell'avvocato Agnelli. Il Milan aveva preso il danese Ploger che stava addirittura già arrivando a Milano. A Domodossola salì sul treno un dirigente della Juve che lo convinse a tradire. Soddisfatto ma con la gentilezza dei forti, l'Avvocato cercò di rimediare, disse che i suoi osservatori in Svezia gli avevano segnalato un altro centravanti e lo lasciava al Milan. Era Nordahl. Ploger segnò un gol in un anno, Nordahl centinaia.

Torniamo a Higuain e al peso dei suoi gol, dei gol di tutti. Credo che il modo migliore di misurarli stia nel rapportarli con tutti i gol del campionato. Esempio: i gol attuali di Higuain rappresentano il 3,50% dei gol del campionato. Ogni 100 gol segnati, 3,5 sono di Higuain. È una buona media? Sì, molto buona, ma non eccezionale. Equivale a quelle di Platini e Van Basten, ma è lontana da quelle dei grandi attaccanti italiani degli anni Settanta. Riva nel 1970 segnò il 4,52% dei gol di tutto il campionato. Boninsegna un anno dopo il 4,75%. Chinaglia nel 1974, scudetto Lazio, è risultato il giocatore più decisivo nella storia del calcio, 4,82%, campionato vinto, mentre né Nordahl, né Angelillo, né Higuain, nella stagione dei loro record hanno vinto lo scudetto. Paolo Rossi nel Vicenza ha fatto il 4,68% di tutti i gol del campionato, Giordano il 4,17%. Perché Higuain ha un quoziente più basso pur avendo segnato di più? Per due motivi: il primo è che sono aumentate le partite, da 30 a 38. Il secondo è che è aumentata la media gol. Si segna tutti un po' di più, quindi balza meno agli occhi l'eccezione.

Vediamo adesso cosa cambia cambiando parametro, giudicando il semplice rapporto presenze-gol. Con Higuain siamo ai massimi livelli, ma fra i tre oltre i 30 gol resta in testa Angelillo, con una media di 1,00, cioè un gol a partita. Higuain è altissimo, 0,97 (33 reti in 34 partite), Nordahl a 0,94. Differenze inesistenti su nove mesi di campionato. Ma la sorpresa è alla fine. Chi ha la media più alta in Italia è Bobo Vieri, stagione 2002-2003, scudetto alla Juve di Lippi. Vieri nell'Inter giocò 23 partite segnando 24 gol. Media 1,04 a gara, vale 40 gol adesso. Era un buon centravanti anche lui...

Link: http://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/2015-2016/notizie/higuain-fenomenalema-gol-piu-pesantili-ha-segnati-chinaglia-3f4ee282-161e-11e6-b246-a80944d1fa5b.shtml

biancocelestedentro

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Cinque anni. Ci manca.

Palo

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Giorgio Chinaglia


È il grido di battaglia!!!

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seagull

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Sempre presente nei nostri cuori, Giorgione.

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Articolo odierno su "il Giornale":

Giorgio "Long John" Chinaglia, vessillo di un popolo

Gianluca Dodero  - Sab, 01/04/2017 - 11:52

La notizia mi arrecò un sentimento di inaspettato dolore e di amarezza per il tipo di morte, in tono minore, non degna di una vita vissuta sempre al confine estremo degli eccessi e delle regole. Un contrappasso esagerato, forse immeritato

Ma che c'entri tu con Chinaglia, che sei nato nel 1990 e sei cresciuto con i trionfi della Lazio stellare di Cragnotti e non hai vissuto quelle folli, strampalate, straordinarie stagioni della banda Maestrelli? Aspettate signori, Chinaglia vive nei libri che ho letto, nelle immagini che ho gustato, nei ricordi di una giovane ragazza invaghita di quel ragazzone che scorazzava, sgomitava, rideva, stendeva, travolgeva compagni e avversari; negli occhi di un ragazzo che tirava il petto in fuori seguendo con lo sguardo il dito indice puntato nei confronti dei cugini e il piedone che spuntava dalla panchina per provocarli; nelle parole di un signore adulto che poteva girare per Roma ostentando superiorità dopo alcuni anni di predominanza giallorossa.

Possente, affascinante, arrogante, spavaldo di essere, temerario, corteggiato da donne e circondato da nemici, dietro a questa maschera da duro e puro nascondeva il suo sorriso da gigante buono, da ingenuo, da amico generoso. La sua fisicità mi ha sempre ricordato Tex Willer e i suoi celebri cazzottoni. Non a caso Long John resterà nella storia anche per le scazzottate stile saloon, per il calcione rifilato all'indolente D'Amico, per il "vaffa" (Grillo è arrivato molto dopo) nei confronti del Ct Valcareggi e per la sua irruente gestualità. Altro che Balotelli.



Precursore, perché oltre ad aver trascinato la Lazio verso il suo primo scudetto, fu uno dei primi calciatori a trasferirsi in America, precisamente nei New York Cosmos. Quanti giocatori a fine carriera migrano e vanno a far parte di movimenti calcistici emergenti? Oggi è una tendenza, all'epoca fu atto pionieristico.

Andò oltre, perché con il suo esempio diede un contributo fondamentale alla creazione del dna del popolo laziale. Fece maturare uno spirito, un sentimento, un riconoscibile segno distintivo comune e soprattutto la volontà di autocrearsi attorno ad alcuni specifici valori, come la spavalderia forzata da autodifesa, perché essere laziali a Roma è un percorso spirituale alto, ma per viverlo bisogna avere la possibilità di farlo.

In vita se ne è andato da solo, ma quel nome e quella faccia da quel giorno sono diventate Cultura, fissate per sempre nell'immaginario collettivo e nella storia della Lazio e del calcio italiano. Long John è universalmente riconosciuto nell'Olimpo pagano del calcio e la sua storia sconfina nell'epica.

E allora, oggi come cinque o cinquanta anni fa, e per l'eternità, ogni Laziale tramanda di padre in figlio il coro più bello del mondo:" Giorgio Chinaglia è il grido di battaglia!"

hidalgo

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Dalla mia bacheca fb di oggi:

"Due e solo due sono stati i motivi che mi hanno reso laziale a vita.
Il primo: la contagiosa, accesissima fede sportiva di mio padre.
Il secondo: Giorgio Chinaglia."


paolo71

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oggi indosserò la 9 col tuo nome sulla schiena, sarò lì in curva a vedere la Nostra Lazio

JSV23

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Per sempre il grido di battaglia

Ciao Giorgio...

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nestorburma

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Citazione di: Monsieur Opale il 02 Apr 2016, 11:27
"Io li odiavo, non lo so perché, visto che avevo tanti amici che giocavano con la Roma come Cordova Rocca e Vieri. Ma quando scendevo in campo odiavo loro e soprattutto i loro tifosi, e io e Pino (Wilson, ndr) sapevamo come far infuriare i tifosi della Roma. Ci bastava fargli vedere il piedino dal tunnel degli spogliatoi prima dell'ingresso in campo per controllare il terreno di gioco e quelli impazzivano. Allora noi uscivamo, facevamo finta di controllare il terreno, poi correvamo verso la Sud. Sapevamo come farli imbufalire. Ci bastava starcene fermi e guardarli per mandarli in bestia. Ci urlavano e tiravano di tutto e noi fermi, impassibili. Poi sorridevamo e agitavamo le braccia e a quel punto succedeva il finimondo. Ci caricavamo così. Poi io entravo in campo e segnavo.

Giorgio Chinaglia, 31/03/1974".

:band1: :band1: :band1: :band1:

paolo71

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Citazione di: Monsieur Opale il 02 Apr 2016, 11:27
"Io li odiavo, non lo so perché, visto che avevo tanti amici che giocavano con la Roma come Cordova Rocca e Vieri. Ma quando scendevo in campo odiavo loro e soprattutto i loro tifosi, e io e Pino (Wilson, ndr) sapevamo come far infuriare i tifosi della Roma. Ci bastava fargli vedere il piedino dal tunnel degli spogliatoi prima dell'ingresso in campo per controllare il terreno di gioco e quelli impazzivano. Allora noi uscivamo, facevamo finta di controllare il terreno, poi correvamo verso la Sud. Sapevamo come farli imbufalire. Ci bastava starcene fermi e guardarli per mandarli in bestia. Ci urlavano e tiravano di tutto e noi fermi, impassibili. Poi sorridevamo e agitavamo le braccia e a quel punto succedeva il finimondo. Ci caricavamo così. Poi io entravo in campo e segnavo.

Giorgio Chinaglia, 31/03/1974".
se posso permettermi...
dal libro "Passione Lazio"...di Mario Pennacchia

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