Non ho ricordi molto nitidi dello scudetto del 1974, anche perché la mia lazialità cresce nel momento in cui se ne va ai Cosmos e quindi i miei eroi d'infanzia erano più Re Cecconi e Giordano, che lui.
Ma poi a 15 anni, in quel maledetto lazio-Reggiana, quando i barbari trionfavano a Genova, e io dovevo raccattare tre volte la palla nel sacco, dopo che per tre volte ero andato in vantaggio, si sparse la voce dell'arrivo di Giorgio, degli americani, dei fantastiliardi. A quel punto, la delusione, amarissima, di una promozione che si complicava cambiò subito nella dolce attesa di mille trasmissioni televisive e radiofoniche in cui ascoltare gli aggiornamenti di un qualcosa di fantastico, ossia una grande società per una grande squadra. E allora si partì con "se compramo Zico!", passando a "no se compramo Junior", per arrivare a un "no arriva Batista".
Avevo 15 anni e volevo sognare, dopo tanta clandestinità, dopo tanta serie B.
soprattutto mi volevo rialzare per gridare al mondo IO STO QUI A ZTRONZI!
E lui questa possibilità, effimera, ma me l'ha data. almeno per questo lo ringrazio.
Ieri sera a Goal di notte hanno mandato le immagini della sua visita in curva nord in occasione di un Lazio-Inter (30 settembre 1984, 1-1).
La telecamera lo segue dalla tribuna monte mario verso la curva nord attorniato da un servizio d'ordine fatto di mille ragazzi di 20 anni e anche meno, un servizio d'ordine dove è riconoscibihle un giovanissimo Guido De Angelis. Un documento strappacuore, strappalacrime, di quelli che ci fanno ritornare indietro negli anni, come quando trovi nel cassetto la tua foto della prima comunione e stai lì 10 minuti a guardartela.
Io ho vissuto quel sogno, effimero, piuttosto che il miracolo dello scudetto del 1974, ma un sogno pieno di tante speranze in una grande Lazio.
Quella speranza non va mai uccisa, anche se può durare un giorno soltanto.