E' più difficile nascere e vivere Laziale a Roma o lontano dalla capitale?

Aperto da Adler Nest, 02 Mar 2012, 08:26

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silvia84

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è più difficile convivere coi romanisti o lontani dalla Lazio? Pensateci..secondo me date per scontato la prima senza pensare alla seconda. Chi sta a Roma e se non va allo stadio gli rode il culo sa perché dico così. Per me ci sono pro e contro..non è così facile dare una risposta

Eagle78

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Citazione di: erodoto il 02 Mar 2012, 15:37
dalla provincia di Latina, non puoi non essere laziale

in quelle zone la giuve la fa da padrona, seguita da milan e inter. poi, a seconda della latitudine, rioma, naples e lazio (più napoletani a formia e gaeta, più laziali e romanisti da terracina in su).

Per il resto io, dopo aver girovagato vari quartieri, vivo da tempo a San Lorenzo. non so se mi spiego. Laziale doppio  :DD

porgascogne

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Citazione di: V. il 03 Mar 2012, 03:21
è uno dei topic più belli di sempre. ti fa sentire un po' scemo. non esistono tifosi lontani a tal punto da essere diversi. e chissà quanti con le paytv si sono avvicinati, e quanti con cragnotti, lo scudetto, signori,mancini.
è bello poter fare a meno di roma, le viscere, il core, la palla di piombo che loro leccano così volentieri.
però il prossimo anno prenotate un volo o un treno. il derby vi aspetta.
è come andare a wembley a sentire i queen. solo che a volte sul palco ci trovi meat loaf.

qualsiasi cosa vi serva a roma, bussate pure

bellissimo topic

sarà per "l'apritore" del topic, sarà per quelle belle facce di Laziali di ravenna, che ho visto sabato passato, o l'accento veneto mentre si parla di "aquile", o per chi, sbattuto dalla vita sotto i portici bolognesi ti guarda come se tu fossi portatore di chissà quale valore, mentre sei solo tu, romano, a doverti inchinare di fronte a tali esempi di fiera e commovente Lazialità

esempi che potrebbero insegnare moltissimo a tanti Laziali per caso, solo perché nati nella città (sembra) giusta: Roma

paolo1971

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Sono romano e tifo lazio, quindi vivo la realtà quotidiana. A volte è difficile viverla, perchè il confronto è immediato ma come ogni moneta c'è anche il rovescio. Guardare le loro facce livide e sentirli minimizzare alle ultime sconfitte dei Derby mi lascia gonfio di gioia. Per natura sono silente, per questo mi sento laziale nell'anima, non ho gadget sull'automobile ne distinzioni tribali come amano fare loro. Solo le chiavi di casa hanno appeso lo stemma elegante. Godo delle vittorie assaporandole e soffro delle sconfitte in silenzio ma negli anni ho imparato che in questa città, a tratti veramente incivile anche solo nel parlare di calcio bisogna adottare la regola del martello e dell'incudine, oppure del più prosaico a chi tocca nun se'ngrugna. Quando perdono e trovo qualche maleodorante tifoso della peperonica spa che mi guarda in cagnesco gli faccio capire che chi vince ha sempre ragione...in questa città.

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italicbold

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Io vivo a parigi da 15 anni.
Tutti quelli che frequento hanno in simpatia la Lazio.
Anche perché gli altri smetto subito di frequentarli.

porgascogne

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Citazione di: italicbold il 06 Apr 2012, 09:51
Io vivo a parigi da 15 anni.
Tutti quelli che frequento hanno in simpatia la Lazio.

imho, perché tu ti poni da Laziale e loro, anche se non hanno la cartina al tornasole di un romoletto lì davanti che dimostri loro che la merda è merda no pain au chocolat, ti vedono per la persona che sei

per dire, io ripeto sempre che ho dei colleghi che arrivano un po' da tutta italia
appena arrivati, i romoletti, tipicamente, li omaggiano della loro simpatia chiedendo "evvabbè, sei de ****** ma mo' che sei qui a Roma per quale squadra avrai simpatia?" (come se ci fosse un unico contatore dei simpatizzanti e loro godessero a vedere accrescere i numeri...come se io dovessi godè pe' le scopate che se fa rocco siffredi)
insomma, 'sti secchi de piscio ogni volta se comportano così
e quando lo straniero dice loro "mah, io sono del ***** ma la aesse mi sta simpatica", devi da vede' come gongolano, guardandomi

io ripeto sempre la sstessa cosa
"aspetto due, toh, tre anni: e vi odieranno, come e forse più di quanto vi odio io"

e capita sempre così: ho colleghi siciliani del milan, o beneventano del napoli o lucani della juve, che li schifano come fossero la peste, ai romoletti ed alla rioma tutta

8)

Kim Gordon

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fabrizio1983

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Citazione di: Adler Nest il 05 Apr 2012, 18:43
Carignano e' un piccolo paese alle porte di Parma. Ci saranno in tutto 400 abitanti. 2 sono Laziali.
Fino a ieri.
Ieri tornando a casa in auto vedo davanti a me un jogger.
Ha qualcosa di familiare: il colore mi dice che potrebbe essere una maglia d'allenamento modello 2010. E infatti sulle spalle vedo scritto S.S. Lazio con quel font puntinato.
Non ci posso credere!
Lui ha le cuffie su e continua a correre. Allora io rallento , seleziono dai file audio della mia auto la Cartella. Lazio, abbasso il finestrino, alzo il volume quel tanto che mi possa sentire senza pero' che sia ad un volume tale che sia una tamarrata e metto su Vola Lazio Vola.
" Perche' il coro che famo tutti quanti insieme dice Lazio sei grande e te volemo bene......".
Mio figlio ed io sorridiamo e gridiamo: Forza Lazio! Lasciandolo li' interdetto. Negli occhi gli ho visto questo pensiero: non sono solo.
bellissimo il tuo racconto, e sei stato un grande a fargli sentire la canzone...quant'è bello esse Laziali..

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ernestocalisti

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sono nato a roma ma vivo da sempre in provincia, agro romano/pontino.
nella mia città, prima delle fantastiche vittorie morali e delle pubblicità telefonica e dell'avvento dei cartoni americani, regnava una sorta di equilibrio tra Noi ed i canidi abruzzesi.

ora purtroppo le strade sono invase da improbabili accostamenti bicromatici.

inizialmente mi davano veramente fastidio ma col passar del tempo sono diventati parte integrante del paesaggio come può essere un cassonetto della spazzatura pieno o una casa diroccata..situazioni che sai che prima o poi saranno sanate svuotando il cassonetto ed abbattendo la casa..

in definitiva credo che sia molto semplice vivere la lazialità sia a roma sia fuori roma, lontano o vicino che sia, perché stiamo parlando di LAZIALI,NON PERSONE QUALSIASI..GENTE FORTE CON RADICI FORTI.. :asrm :since

saramago

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48 anni. Dall'84 a Bologna. I primi due anni sono stati duri. Adattarsi ad un nuovo modo di fare, pensare, vivere le cose. Via via una sempre più insistente insopportazione per Roma, per tutti quegli aspetti di inciviltà, non rispetto, caos endemico che fino ad allora non notavo. Via via sentivo di essere approdato al primo mondo, e che la villa gordiani che avevo lasciato era dannatamente indietro. I ritorni, quindi, sempre più diradati, e quei 3/4 giorni li vivevo con la sofferenza del figlio che  rinnega la madre. Col tempo, al di là della famiglia, ho perso tutte le amicizie, i contatti, tranne un paio di amici/fratelli (guarda caso laziali).
Per anni la Lazio ha rappresentato il porto e il mare della mia romanità. Il cordone ombelicale con quella madre tradita che m'aveva tradito. Dal 2001 Lazionet è diventata la barca che mi porta in giro nel mare biancoblu, e ci navigo con costanza, parlando poco, godendomi l'ascolto come la bocca riarsa gode dell'acqua.
Negli ultimi anni ho fatto pace con mamma Roma. Grazie ai miei figli bolognesi. Che mi hanno costretto e insegnato  ad amarla, di nuovo. Che sentono un legame di sangue e affetto, che sono laziali, anche se del calcio non gliene frega nulla.
Laziale fuori da Roma? Stessa difficoltà di quando stavo a Roma. Resistenza e opposizione nella capitale come a Bologna. Alle superiori  2 contro 15. Quanto mi piaceva fronteggiarli, orgoglioso e fiero della mia posizione minoritaria. E fuori Roma 30 anni a combattere gli stereotipi che la gente tira fuori quando scopre che sei laziale (e con me occorrono na ventina de secondi perché venga fuori ). "ma i laziali non sono quelli che abitano fuori Roma?", "ma i laziali non sono tutti fascisti?". Tutti quelli che ho conosciuto, e che conosco, dopo poco prendono in simpatia la Lazio e schifano gli stercaroli. Non so se per compassione e sfinimento o perché sono stato bravo a spiegargli la "storia".
Certo, lontano da Roma ho vissuto la mia Lazio in solitudine. Una piacevole ed eccitante solitudine, condivisa solo nelle pagine di Lazionet, nelle telefonate con mio padre, mia madre, i due amici.
Nel 2000, il mio secondo figlio aveva un anno e mezzo. Vinsi lo scudetto con auricolari e Tommaso(così l'ho chiamato....) in braccio in un parco alle porte di Bologna. Alle 18.04 cominciai a correre per il parco, senza emettere un suono, con lo stomaco che urlava, e gli occhi bagnati. Non rimpiango l'olimpico di quel giorno, davvero, contento di essermi  vissuto quella gioia in quel modo.
E domani, dopo tanto tempo torno all'olimpico. Che negli anni mi sono concentrato in trasferte solitarie. Torno all'olimpico, che è tempo. Per Giorgio. Ci andrò con lo spirito che trasuda dalla foto di Longheggiò mentre corre tra gli scudi dei cellerini e le bottiglie in terra. Con quel sorriso sornione. Che significa fierezza, orgoglio, diversità, unicità.
Che la Lazio è unica. Tutto il resto è tremendamente noia.

Zoppo

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Citazione di: saramago il 06 Apr 2012, 12:13
48 anni. Dall'84 a Bologna. I primi due anni sono stati duri. Adattarsi ad un nuovo modo di fare, pensare, vivere le cose. Via via una sempre più insistente insopportazione per Roma, per tutti quegli aspetti di inciviltà, non rispetto, caos endemico che fino ad allora non notavo. Via via sentivo di essere approdato al primo mondo, e che la villa gordiani che avevo lasciato era dannatamente indietro. I ritorni, quindi, sempre più diradati, e quei 3/4 giorni li vivevo con la sofferenza del figlio che  rinnega la madre. Col tempo, al di là della famiglia, ho perso tutte le amicizie, i contatti, tranne un paio di amici/fratelli (guarda caso laziali).
Per anni la Lazio ha rappresentato il porto e il mare della mia romanità. Il cordone ombelicale con quella madre tradita che m'aveva tradito. Dal 2001 Lazionet è diventata la barca che mi porta in giro nel mare biancoblu, e ci navigo con costanza, parlando poco, godendomi l'ascolto come la bocca riarsa gode dell'acqua.
Negli ultimi anni ho fatto pace con mamma Roma. Grazie ai miei figli bolognesi. Che mi hanno costretto e insegnato  ad amarla, di nuovo. Che sentono un legame di sangue e affetto, che sono laziali, anche se del calcio non gliene frega nulla.
Laziale fuori da Roma? Stessa difficoltà di quando stavo a Roma. Resistenza e opposizione nella capitale come a Bologna. Alle superiori  2 contro 15. Quanto mi piaceva fronteggiarli, orgoglioso e fiero della mia posizione minoritaria. E fuori Roma 30 anni a combattere gli stereotipi che la gente tira fuori quando scopre che sei laziale (e con me occorrono na ventina de secondi perché venga fuori ). "ma i laziali non sono quelli che abitano fuori Roma?", "ma i laziali non sono tutti fascisti?". Tutti quelli che ho conosciuto, e che conosco, dopo poco prendono in simpatia la Lazio e schifano gli stercaroli. Non so se per compassione e sfinimento o perché sono stato bravo a spiegargli la "storia".
Certo, lontano da Roma ho vissuto la mia Lazio in solitudine. Una piacevole ed eccitante solitudine, condivisa solo nelle pagine di Lazionet, nelle telefonate con mio padre, mia madre, i due amici.
Nel 2000, il mio secondo figlio aveva un anno e mezzo. Vinsi lo scudetto con auricolari e Tommaso(così l'ho chiamato....) in braccio in un parco alle porte di Bologna. Alle 18.04 cominciai a correre per il parco, senza emettere un suono, con lo stomaco che urlava, e gli occhi bagnati. Non rimpiango l'olimpico di quel giorno, davvero, contento di essermi  vissuto quella gioia in quel modo.
E domani, dopo tanto tempo torno all'olimpico. Che negli anni mi sono concentrato in trasferte solitarie. Torno all'olimpico, che è tempo. Per Giorgio. Ci andrò con lo spirito che trasuda dalla foto di Longheggiò mentre corre tra gli scudi dei cellerini e le bottiglie in terra. Con quel sorriso sornione. Che significa fierezza, orgoglio, diversità, unicità.
Che la Lazio è unica. Tutto il resto è tremendamente noia.

Una applauso a te.
Da uno che a Villa Gordiani ancora ce abita...

Adler Nest

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Vivo, da diversi anni, buona parte del mio tempo lontano da Roma.

Considerando che ogni ora trascorsa a Roma è interamente dedicata alla famiglia (e che la stessa, essendo la mia famiglia, è riomma esente per definizione) ho pochissimi contatti con i riommers. Questo mi fa vivere leggermente meglio i derby: non soffro le coattate successive alle loro scarse vittorie; sciarpe, tute e magliette alla cresima del nipote; la Bibbia secondo Nario alla radio, ecc.

Di contro proprio la nostalgia di casa e dei miei amici ha rafforzato il mio legame con la Lazio. Su queste pagine ritrovo lo spirito delle chiacchierate con gli amici dopo la scuola o alla fine della giornata lavorativa. Ritrovo quei bei pomeriggi passati a dissertare sull'utilità di Bacci o sull'incedibilità di Vagheggi e mi sento un po' a casa ovunque mi trovi.

V.

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metto su un business.
"week end coi romanisti".
un giro per i posti più zozzi della città, visita nella redazione del romanista, trigoria by night (dicono sia meglio), e colazioni e caffè nei bar più romanisti della capitale.
vitto e alloggio a casa mia.
venghino signori venghino a toccare.

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Io vivo da 8 anni a milano dopo anni di stadio e confronto con i riomici. Continuo a non sopportarli e grazie al satellite seguo saltuariamente qualche loro trasmissione per non perdere l'abitudine a detestarli. I laziali che ho conosciuto qua (in tutto tre ) non hanno percezione di cosa significhi essere laziale a roma per cui sono capaci  anche di dirti che la roma in fondo meritava lo scudetto ai danni dell'inter....vabbe' poi si fa l'abitudine a tutto...anche a mio figlio di due anni che dice "tre" con una e cosi' aperta che sembra fiorello che imita mike bongiorno....
Per fortuna ogni giorno mi leggo questo forum e mi dico "quant'e' bello esse laziali"

Raptus

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Complimenti all'autore del topic, ha "scoperchiato" una serie di storie molto interessanti e ha stimolato molte "new entry" nel popolo di Lazionet a raccontare le proprie emozioni e vicissitudini.

Per la mia esperienza di vita vissuta a Roma fin dalla nascita, è più difficile vivere da laziale a Roma, per i chiari motivi di "vicinanza" fastidiosa, zotica e spocchiosa (anche se i miei migliori amici sono romanisti dalla testa ai piedi..  :o)

Adler Nest

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Citazione di: V. il 06 Apr 2012, 14:45
metto su un business.
"week end coi romanisti".
un giro per i posti più zozzi della città, visita nella redazione del romanista, trigoria by night (dicono sia meglio), e colazioni e caffè nei bar più romanisti della capitale.
vitto e alloggio a casa mia.
venghino signori venghino a toccare.
Caro V.: facciamo cosi', poi si puo' mettere su un business invece sugli angoli di vera Lazialita', sul locale giusto dove andare a mangiare magari con Kalle e Porga raffinati gastronauti e discuisire di Lazio, di libri e di musica, passando da Bacci a Mozart attraverso Vagheggi e vagheggiamenti.....
Poi ricambio l'ospitalita' a Parma dove il cielo quando e' bello ricorda il pantone della Lazio 2008-2009....

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zorba

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Come da 'testo personale' sotto al nick, ma non per questo meno fiero ed orgoglioso della mia 'malattia' ereditaria.

Per rispondere alla domanda di Adler, sicuramente sono più i contro che i pro per noi 'extra GRA'.....

noodles

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Citazione di: porgascogne il 02 Mar 2012, 08:59
è più difficile fuori

a roma, il paragone continuo con le merde ti fa sentire vivo ed è taaaanto liberatorio
insomma, a Bolzano tra Milanisti, Interisti e Rubentini, non si sta male. Colleghi ed amici simpatizzano tutti per la Lazio e soprattutto ritengono pensano che i romanisti siamo come i Cesaroni... Poi se perdi il derby, il giorno dopo vai in ufficio tranquillo.
Anche girare con la maglia della Lazio è più bello, perché ti guardano con rispetto, come se il fatto di distinguersi dalla massa sia ben visto. Il contrario che a Roma.

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