Me lo sono chiesto spesso.
Capisco che per chi è di Roma il derby è quotidiano, il confronto è stridente, continuo contro la generale inciviltà. Io l'ho potuto vedere nei ristoranti, alle fermate della metro: appena si vedono simboli avversi parte il fastidio, lo sfottò, a volte quasi divertente, molto spesso fastidioso.
Ho letto qui, su questo forum, delle "lotte" in classe fin da bambini, quando si è minoranza.
Difficile, direte viverla a Roma questa continua frizione.
Il vostro amore per la Lazio è però nato in un ambiente almeno favorevole. Magari il papà o il nonno o la famiglia tutta (ancora una volta ricordo bellissimi racoconti sempre su questo forum), ci sono poi amici che sono diventati tali per affinità, per solidarietà per esperienze comuni, legami forti.
C'era poi lo stadio, come collante, i giornali pieni di notizie sulla Lazio, i vari giornaletti (no, non quelli....... ;) ) che ti parlavano di Lazio e le varie trasmissioni sulle radio e tele private.
Provate, però a pensare ad un ragazzo veneto, per esempio, profondo nord-est, senza nessun legame con Roma, senza nessun parente, nemmeno lontano che tiene alla Lazio, senza nessun amico che tiene alla Lazio, senza niente, nemmeno una maglia, una notizia se non scarni trafiletti sui giornali nazionali (parliamo di secoli fa, ormai....).
Qual'è la MAGIA che l'ha fatto diventare Laziale, qual'è il substrato sul quale alimentare questa passione profonda, fatta di serie B, trasferte a Monza, Taranto, tanto per citare 2 città agli antipodi, da solo, capace di custodire gelosamente le figurine di orsipodavinimielemagnocavalloambu................, capace di ritagliare da un giornale la prima aquila sul petto (quella della maglia Pouchan), capace di disegnarsi su una T-shirt bianca l'aquila stilizzata, di prendersi una multa per schiamazzi perchè, unico, suonava il clacson per una promozione in A, capcace di piangere a dirotto per quel napoli-Lazio del 73?
Adesso tutto è più facile: c'è internet, c'è Lazionet, le maglie le compri e magari ne hai una collezione.....
Allora, però?
Cosa è scattato dentro per portare, sempre e fino alla fine questa passione?
Il mio scudetto più grande non è stato quello di vivere tutto ciò in un ambiente che non mi capiva, dove però alla fine i miei amici più cari juventini, milanisti, interisti, sono diventati simpatizzanti per la Lazio, dove io rimango sempre "il Laziale", dove se giro, alla soglia dei 50 anni, con una maglia della Lazio addosso, sono fiero degli sguardi straniti delle persone che incontro, no il mio scudetto più grande è quello di aver trasmesso questo a mio figlio, anche lui straniero in patria, anche lui, a Parma come "il Laziale", anche lui con le sue maglie addosso, durante le sue partite, con i nostri colori, nei nostri abbracci solitari, profondi, pieni di urla a pieni polmoni per un gol, nei nostri incitamenti a squarcigola davanti ad uno schermo, che sono certo arrivino fino a voi, lì a Roma, curva o tribuna che sia.
Forza Lazio, sempre.
io sono di Ferrara e tifo Lazio...credo che essere romano e Laziale sia diverso rispetto agli altri comunque...il derby lo sentono diversamente secondo me...
:since
bellissimo topic adler, grazie!
Io che sono di roma sono diventato laziale grazie a mio padre e mio nonno, ero piccolissimo, avevo circa 4 anni, ed ero innamorato del real madrid (mica m'è annata male :)), poi vedevo che papà andava allo stadio a vedere la lazio con mio nonno e gli domandai come mai tifava lazio. Lui mi disse che era semplice essere difettoso, ma che la bellezza era nel saper soffrire, le gioie successive avevano un'altro gusto, un'altro sapore. I colori erano quelli del cielo, ispirati allo spirito olimpico dell'antica grecia, e il suo simbolo era quello di fierezza e libertà. Non ci misi molto ad essere laziale..
grazie papà e grazie nonno ;)
è più difficile fuori
a roma, il paragone continuo con le merde ti fa sentire vivo ed è taaaanto liberatorio
Non sono di Roma e non ci vivo. Sono laziale grazie a mio cugino, che da piccolo era il mio idolo. Almeno per quanto mi riguarda, la Lazio è snobbata alla grande dalle persone che conosco. Questo mi crea grande fastidio; tuttavia passano inosservate le vittorie ma anche le sconfitte. Se la Lazio perde un derby, sto male come un cane fino al derby successivo ma non ho nessun romanista da dover vedere esultare trionfante e che venga a provocare con cattiveria. Qui c'è solo qualche simpatizzante romanista, ed è tutta un'altra cosa. Al limite ricevo sfottò ma da tifosi di altre squadre (che mi lasciano del tutto indifferente). Ecco che diventano "derby" altre partite: quelle contro la squadra locale. Posso solo immaginarlo (perché non lo so) ma credo sia più facile per quelli "all'estero" come me. Abbiamo anche il vantaggio e la possibilità di poter dire serenamente "De Rossi è un gran giocatore" o ( :S) "Totti ha fatto un gran gol".
Da me (alto Lazio), si è in una via di mezzo. La maggioranza tifa le tre strisciate (soprattutto Inter e Juve), però c'è anche una buona comunità laziale, molto più storica rispetto a quella riommica, comparsa nell'anno del loro scudetto.
Si è sempre vissuta la lazialità e la rivalità con gli altri con molta più tranquillità. Almeno fino a che non è apparso Facebook :s
E' più difficile nascere e vivere Laziale a Roma o lontano dalla capitale?
Dipende. Come dice bene Porga, il paragone continuo con le merde ti fa sentire vivo, però allo stesso tempo...troppa merda parlante. Personalmente non ce la farei a subirli senza infervorarmi eccessivamente. E' un mio limite. :)
Preferisco la mia piccola e tranquilla realtà
Citazione di: porgascogne il 02 Mar 2012, 08:59
è più difficile fuori
a roma, il paragone continuo con le merde ti fa sentire vivo ed è taaaanto liberatorio
Per me sarebbe più difficile viverla a roma.
Per come sono fatto, avrei troppa difficoltà a condividere la settimana pre-derby con quelli dellà.
Sono troppo rosiconi, invadenti, strafottenti...non riuscirei.
A Roma non è assolutamente difficile (se li stoppamoarcàzzo a mucchi de sei).
Semmai è più faticoso.
Per lo orecchie (sentirli), per gli occhi (vederli) per le palle (sopportarli).
Sono a Roma da un paio d'anni, e per me è più facile essere laziale qui. Sarà che posso finalmente andare allo stadio, sarà che ci sono laziali con cui parlare (tipo il bar sotto casa), sarà che mi diverto a vedere gente con la tuta giallorossa e la scritta MERDE a caratteri cubitali sul petto. E poi dai, Roma è Roma!
Maremma, sono anch'io dell'alto lazio, concordo! Di riomici da piccolo non conoscevo nessuno, in classe erano tutti laziali o strisciati.
Laziale ereditario, lo era mio padre.
Secondo me è più difficile essere laziali a Roma, specie da piccoli.
Però te lo godi di meno. Niente stadio, per esempio.
Laziale grazie a mia sorella (e indirettamente mio padre), e grazie a Beppe Signori...
Io sono stato abbastanza fortunaTO, all'elementari eravamo a MAGGIORANZA LAZIALI!!!
Incredibile...
Dalle medie in poi, divento più difficile. Ma sono orgoglioso della squadra che tifo, ed ho imparato che l'ultima parola, in qualsiasi momento, bello o brutto che sia, deve essere la MIA.
Tifare rioma è solo moda...
P.S. E' normale che quando si perde un derby è preferibile vivere a parma, ma l'animo del laziale è lottare. E quindi tutto il formae mentis che subiamo durante gli anni della scuola ci aiutano ad essere la tifoseria che siamo. Coraggiosi, capoccioni, impavidi. Sempre pronti a tutto.
ETERNAMENTE INNAMORATI
Io sono l'esempio migliore.
Ho vissuto metà della mia vita fuori Roma e metà dentro. Sempre da Laziale.
Non c'è confronto, quando sei fuori non lo vivi pienamente. Ok la Tv, ok internet però non è la stessa cosa. Soffri a distanza..
Quando sei a Roma senti già da 1-2 settimane prima del derby la gente che si sfotte dalla finestre, entri negli alimentari, nei bar e trovi gli altarini di quelli là.
E l'alba del giorno dopo, sopratutto se devi lavorare a testaccio, sia che vinci o che perdi il classico rito è quello di aprire il giornale sulla pagina della Lazio e andarsene.
Cosa che invece non avviene da parte loro, che sfoggiano la loro "romanità" solo quando la loro piccola squadra vince, in caso contrario spariscono sciarpe, felpe, santini del capetanos e bruchetti vari.
Citazione di: Des1900 il 02 Mar 2012, 13:42
Cosa che invece non avviene da parte loro, che sfoggiano la loro "romanità" solo quando la loro piccola squadra vince, in caso contrario spariscono sciarpe, felpe, santini del capetanos e bruchetti vari.
Questo purtroppo non è più vero.
Anche quando ne prendono 4 a bergamo.
Escono con la loro bella tutina con le patacche.
Ma mica lo sanno che ha fatto il giorno prima.
E' la moda
Citazione di: porgascogne il 02 Mar 2012, 08:59
è più difficile fuori
a roma, il paragone continuo con le merde ti fa sentire vivo ed è taaaanto liberatorio
non solo.
ti fa sentire superiore.
che è una bella sensazione :D
Citazione di: Zoppo il 02 Mar 2012, 13:50
Escono con la loro bella tutina con le patacche.
E' la moda
:lol: :lol: :lol:
ammazza che mode de merda che ce stanno sto periodo
Bè io sona nato a ROMA e di stirpe LAZIALE,fin da bambino con i miei amici hò seguito la LAZIO specialmente all'olimpico.Lotte a non finire coi canidi,sia con amici,che sul lavoro.Poi a 30 anni mi sono trasferito in toscana ad empoli,ovvio che quà mi conoscono tutti come il LAZIALE.Io sia a ROMA,che dove sono adesso,hò sempre tenuto ferocemente alto il nome della LAZIO!
Da fuori si soffre meno il derby, ma si soffre di più il resto dell'anno. E' dura non poter seguire la squadra quanto si vorrebbe.
Io vivo da sempre nella periferia di Roma e vi posso assicurare che qui il derby ha un sapore speciale, perchè qui a volte i Lupacchiotti raggiungono livelli di spocchia e ridicolaggine che voi neanche osate immagginare, ho visto cose che ancora adesso al solo pensiero rabbrividisco: matrimoni con sciarpate, torte di compleanni e matrimoni con lo stemma della Roma, negozi di parrucchieri con le poltrone giallo e rosse, padri di famiglia uscire la sera o andare al lavoro con tute e magliette dai colori accessi e sgraditi alla vista, bimbi innocenti chiamati Francesco, Amantino, Chanel, Ilary etc. quindi per tutto questo e anche per molti altri motivi, noi laziali, che siamo da sempre una minoranza composta, discreta ed educata, il derby è ancora più importante e denota ancora di più la differenza sostanziale che c'è tra noi e loro e vincerlo è ancora più bello perchè, a differenza di quando vicono loro, nel quartiere cala un silenzio quasi assordante e per diversi giorni non si parla di calcio e der proggetto....
Vivo nel basso Lazio, ma ho trascorso metà della mia vita a Firenze, dove è nato mio figlio e dove ho conosciuto mia moglie.
Qui nel basso Lazio una volta erano tutti a strisce, ora, anche in considerazione dell'orda di barbari che si è riversata su questo territorio, prevalgono i ciucci, degnamente seguiti da quelli a strisce e da pseudo-riommici (gente che parla normalmente il nostro dialetto con cadenza campana ma che, riuniti nei bar per una partita della Mitica Riomma, esibiscono un romanesco che è tutto da ridere.
Sono Laziale da quando, a circa 20 anni, ho assistito da tifoso a quel Juve-Liverpool con 39 morti e una coppa comunque assegnata e festeggiata.
Da allora ho deciso che non avevo nulla a che vedere con quella squadra a strisce miserabile e ho dato retta alla mia Lazialità latente che è sfociata in un vero e proprio amore.
Mio figlio in principio tifava Viola proprio come sua madre (erano i tempi di Rui Costa, Batistuta ecc.) ma, un bel giorno (sarà stato nel 1998 o 1999) mi si è avvicinato e mi ha chiesto: "babbo, posso diventare della Lazio?".
Ecco, quel fatto mi ha dato una soddisfazione tale che non so raccontarvi, ma resta un'immagine indelebile nei miei ricordi.
Mia moglie non ha cambiato fede, ma in compenso simpatizza fortemente per la Lazio.
:asrm :asrm :asrm :asrm
dalla provincia di Latina, non puoi non essere laziale, specie quando tuo padre nel 1973 ti porta all'inaugurazione dell'unico club che ancora esiste intitolato ad una squadra, scattando foto insieme a Maestrelli, Lovati, Garlaschelli ....
Con il tempo, la vita ti porta verso altre esperienze, e così ti allontani un po' dalla tua passione di bambino.
Questa, misteriosamente, rinasce quando il lavoro ti porta lontano, e più passa il tempo più ti senti legato all'unica cosa che veramente rivela le tue origini.
Oggi, dopo vent'anni lontano da casa, ti accorgi che sei comunque riuscito a ricreare un po' di ambiente laziale intorno a te, con i tuoi figli che hanno compiuto la scelta più difficile ed emozionante che ci sia, diventare della Lazio, aspetti il sabato sera per telefonare a tuo padre per commentare la partita, magari anche il lunedì o martedì sera accendi la tele per vedere un po' di lazialità in tv.
Perché tutto ciò? perché la lazio è "casa", ovunque tu sia ...
la mia famiglia, dal lato di mio padre, è romana da 9 generazioni.
io ho: marito, fratello, cugini, zii, tutti romanisti, compreso mio padre che non c'è più.
la mia prima volta allo stadio è stato per vedere la roma, mi ci hanno portato mio padre e mio fratello. io avevo forse 10 anni e la cosa mi è scivolata come niente, dato che crescendo sono diventata Laziale, praticamente l'unica in famiglia. Mia mamma mi raccontava che da bambina faceva atletica nella SS Lazio, e da lì è nato il mio attaccamento a questi colori.
Quando in famiglia provano ad aprire bocca gli ricordo che quando è nata mia nonna, nel 1901, a Roma c'era solo la Lazio.
E' carattere...
Io sono di Ascoli, e qui ci sono abbastanza laziali, e molti romanisti, e la curiosità è che sono come quelli che voi descrivete a Roma. Io non sono Laziale da bambino, mi sono avvicinato alla Lazio nell'anno dei meno nove, poi pian piano è sbocciato un amore che si rafforza giorno dopo giorno. I miei bimbi di 4 e quasi 3 anni, già respirano Lazialità, speriamo non si guastano con il crescere. La mia "vittoria" più grande è stata mia moglie, a digiuno di calcio, all'inizio mi diceva cha ha fatto il Lazio? Adesso guarda le partite con me ed è partecipe ( anche se non lo vuole ammettere) :)
Citazione di: azzurra71 il 02 Mar 2012, 17:26
la mia famiglia, dal lato di mio padre, è romana da 9 generazioni.
io ho: marito, fratello, cugini, zii, tutti romanisti, compreso mio padre che non c'è più.
la mia prima volta allo stadio è stato per vedere la roma, mi ci hanno portato mio padre e mio fratello. io avevo forse 10 anni e la cosa mi è scivolata come niente, dato che crescendo sono diventata Laziale, praticamente l'unica in famiglia. Mia mamma mi raccontava che da bambina faceva atletica nella SS Lazio, e da lì è nato il mio attaccamento a questi colori.
Quando in famiglia provano ad aprire bocca gli ricordo che quando è nata mia nonna, nel 1901, a Roma c'era solo la Lazio.
E' carattere...
eroica.
Io lavoro a Messina. qui vi è simpatia per la Lazio, i suoi colori e, per chi la conosce un poco, la sua storia.
Vi è antipatia e insofferenza per gli altri, quelli brutti. Ancorché anche il Messina sia giallorosso, ma i colori sono davvero giallo e rosso, non come quelli degli altri.
Ora non più, ovviamente, ma i primi tempi ai colleghi che chiedevano quale fosse la mia squadra, venendo da Roma: la risposta standard era:
"Sono laureato, incensurato, apprezzo Shakespeare e Racine, non posso che essere della Lazio".
Sebbene, è triste dirlo, qualche tifoso della Lazio non apprezzi Racine.
Sarà.....ma io alla puzza di merda non mi sono mai abituato
Citazione di: alasinistra il 02 Mar 2012, 14:58
Vivo nel basso Lazio, ma ho trascorso metà della mia vita a Firenze, dove è nato mio figlio e dove ho conosciuto mia moglie.
Qui nel basso Lazio una volta erano tutti a strisce, ora, anche in considerazione dell'orda di barbari che si è riversata su questo territorio, prevalgono i ciucci, degnamente seguiti da quelli a strisce e da pseudo-riommici (gente che parla normalmente il nostro dialetto con cadenza campana ma che, riuniti nei bar per una partita della Mitica Riomma, esibiscono un romanesco che è tutto da ridere.
Sono Laziale da quando, a circa 20 anni, ho assistito da tifoso a quel Juve-Liverpool con 39 morti e una coppa comunque assegnata e festeggiata.
Da allora ho deciso che non avevo nulla a che vedere con quella squadra a strisce miserabile e ho dato retta alla mia Lazialità latente che è sfociata in un vero e proprio amore.
Mio figlio in principio tifava Viola proprio come sua madre (erano i tempi di Rui Costa, Batistuta ecc.) ma, un bel giorno (sarà stato nel 1998 o 1999) mi si è avvicinato e mi ha chiesto: "babbo, posso diventare della Lazio?".
Ecco, quel fatto mi ha dato una soddisfazione tale che non so raccontarvi, ma resta un'immagine indelebile nei miei ricordi.
Mia moglie non ha cambiato fede, ma in compenso simpatizza fortemente per la Lazio.
:asrm :asrm :asrm :asrm
ammazza che vita. scrivi di più. scrivi.
Citazione di: Adler Nest il 02 Mar 2012, 08:26
Me lo sono chiesto spesso.
Capisco che per chi è di Roma il derby è quotidiano, il confronto è stridente, continuo contro la generale inciviltà. Io l'ho potuto vedere nei ristoranti, alle fermate della metro: appena si vedono simboli avversi parte il fastidio, lo sfottò, a volte quasi divertente, molto spesso fastidioso.
Ho letto qui, su questo forum, delle "lotte" in classe fin da bambini, quando si è minoranza.
Difficile, direte viverla a Roma questa continua frizione.
Il vostro amore per la Lazio è però nato in un ambiente almeno favorevole. Magari il papà o il nonno o la famiglia tutta (ancora una volta ricordo bellissimi racoconti sempre su questo forum), ci sono poi amici che sono diventati tali per affinità, per solidarietà per esperienze comuni, legami forti.
C'era poi lo stadio, come collante, i giornali pieni di notizie sulla Lazio, i vari giornaletti (no, non quelli....... ;) ) che ti parlavano di Lazio e le varie trasmissioni sulle radio e tele private.
Provate, però a pensare ad un ragazzo veneto, per esempio, profondo nord-est, senza nessun legame con Roma, senza nessun parente, nemmeno lontano che tiene alla Lazio, senza nessun amico che tiene alla Lazio, senza niente, nemmeno una maglia, una notizia se non scarni trafiletti sui giornali nazionali (parliamo di secoli fa, ormai....).
Qual'è la MAGIA che l'ha fatto diventare Laziale, qual'è il substrato sul quale alimentare questa passione profonda, fatta di serie B, trasferte a Monza, Taranto, tanto per citare 2 città agli antipodi, da solo, capace di custodire gelosamente le figurine di orsipodavinimielemagnocavalloambu................, capace di ritagliare da un giornale la prima aquila sul petto (quella della maglia Pouchan), capace di disegnarsi su una T-shirt bianca l'aquila stilizzata, di prendersi una multa per schiamazzi perchè, unico, suonava il clacson per una promozione in A, capcace di piangere a dirotto per quel napoli-Lazio del 73?
Adesso tutto è più facile: c'è internet, c'è Lazionet, le maglie le compri e magari ne hai una collezione.....
Allora, però?
Cosa è scattato dentro per portare, sempre e fino alla fine questa passione?
Il mio scudetto più grande non è stato quello di vivere tutto ciò in un ambiente che non mi capiva, dove però alla fine i miei amici più cari juventini, milanisti, interisti, sono diventati simpatizzanti per la Lazio, dove io rimango sempre "il Laziale", dove se giro, alla soglia dei 50 anni, con una maglia della Lazio addosso, sono fiero degli sguardi straniti delle persone che incontro, no il mio scudetto più grande è quello di aver trasmesso questo a mio figlio, anche lui straniero in patria, anche lui, a Parma come "il Laziale", anche lui con le sue maglie addosso, durante le sue partite, con i nostri colori, nei nostri abbracci solitari, profondi, pieni di urla a pieni polmoni per un gol, nei nostri incitamenti a squarcigola davanti ad uno schermo, che sono certo arrivino fino a voi, lì a Roma, curva o tribuna che sia.
Forza Lazio, sempre.
io sono nato a roma e vivo a roma,
ma ho anche vissuto altrove, da piccolo.
adler, mi hai commosso.
e ti ringrazio.
Essere laziali a Roma può crearti problemi psicologici, intesi come complesso di superiorità. Per mia natura non mi sento mai superiore a chicchessia, a qual titolo poi... però quando li senti parlare tra di loro al bar, quando vedi come sono bardate le loro autovetture, i capi di abbigliamento che indossano e fanno indossare ai loro innocenti pupi, quando, annoiato nel traffico incappi in qualche radio locale, beh, che dire, ti rendi conto che se il Signore ci ha voluto diversi un motivo ce l'aveva, e Lo ringrazi con deferenza.
Sono stato laziale fuori, ma sempre da romano esportato. E' diverso, invece, un milanese doc di provata fede. Come quello che incontrai a Brescia nel lontano 1973, in una partita di Coppa Italia. Sciarpa e bandierona, accento meneghino, solo. Avvicinatolo, ci disse (a me e mio cugino, due spostati che si erano fatti mille chilometri in un giorno su una 500 per vedere un magnifico 2 a zero per loro) che lui era del Lazio Club Milano. Anzi, che lui ERA il Lazio Club Milano. Soci, uno. Eroe.
Citazione di: Adler Nest il 02 Mar 2012, 08:26
Provate, però a pensare ad un ragazzo veneto, per esempio, profondo nord-est, senza nessun legame con Roma, senza nessun parente, nemmeno lontano che tiene alla Lazio, senza nessun amico che tiene alla Lazio, senza niente, nemmeno una maglia, una notizia se non scarni trafiletti sui giornali nazionali (parliamo di secoli fa, ormai....).
questa è pure la mia descrizione. Ci sono i pro e i contro in tutto, molti mi dicono sempre che io non capisco cosa vuol dire avere a che fare coi romanisti. E' vero, ma loro non capiscono cosa vuol dire stare lontani dallo stadio quando sei una persona da "into the arena". Pro e contro, appunto
Sono laziale grazie a mio babbo che circa 30 anni fa é andato a Roma (un anno) per lavoro. Da lì é nata la sua simpatia per la Lazio e me l'ha trasmessa. Lui però non vuole farsi prendere troppo da queste stupidate come dice spesso e quindì ora la segue meno.
Io invece sono diventato un tifoso sfegatato, sono troppo passionale. Quando posso cerco sempre di informarmi grazie ad internet. Cerco di stare vicino alla Lazio il più possibile.
Sono del Sulcis, qui tifano tutti (a parte il Cagliari) le tre del nord, ci sono pochissimi laziali. Ne ho incontrato un paio ma li ho persi di vista. C'é anche ahimè qualche tifoso della roma (sempre pochissimi eh, ma comunque più dei laziali).
Come un mio amico per esempio. Ogni volta che ci vediamo ci sfottiamo, facciamo battutine, cose così. E anche un'altra romanista (orribile fisicamente) che stava nella mia scuola. Rompixxxxxxx come poche... Veramente fastidiosa :S
Per riprendere un altro topic la rivalità con i romanisti é sempre molto acccesa, non li reggo (tranne rari casi appunto :DD). Li conosco anche se non abito a Roma... :stop
Se vivessi nella città eterna o nelle vicinanze non so quanto riuscirei a sopportarli, dico la verità.
Qua se vince la roma almeno non vedi bandiere, sciarpette, etc., sei più tranquillo. Certo lo stadio, il clima "vero" della città non lo vivi, però dai mi accontento.
Citazione di: PILØ il 02 Mar 2012, 14:17
Da fuori si soffre meno il derby, ma si soffre di più il resto dell'anno. E' dura non poter seguire la squadra quanto si vorrebbe.
Stesso mio pensiero
Essere laziale è difficile per chi crede che sia difficile.
Possono chiamarmi fascista e burino, tanto io so che non è vero.
Sinceramente non me ne frega un cazzo di convincere qualche coattello delle mie ragioni, tantomeno di sentirmi discriminato in un nord che ha vinto tanto e troppo ma che, ne sono sicuro, non ha vinto Come noi.
Qui a Napoli non è facile , ma penso che a roma non sopporterei le orde di romanisti e mi sa che avrei pure qualche denuncia per aggressione con lesione multipla. :DD
Detto ciò , io seguo la squadra anche da vicino , visto che ho fatto l'abbonamento insieme ad altri amici , quindi la distanza è sopportabile e colmabile.
Sarebbe molto molto difficile stare al Nord Italia o all'estero (l'ho provato) per i motivi detti da PILO e quotati da Splash.
I napoletani sono simili ai romanisti cmq , ma almeno non c'è il dualismo che esiste a roma. E qui ritorno al primo rigo.
Laziale dalla scuola elementare. Non volevo uniformarmi ai tanti miei amici che tifavano per le strisciate che anche da noi, in Puglia, la fanno da padrone.
E da allora sono fieramente laziale, in paese siamo circa una decina e con i bruchi presenti c'è pure un sano clima di sfottò. Il mio orgoglio più grande quello di aver trascinato dalla ns parte mio figlio e mia moglie.
Il piccolo ormai è un mito tra gli amici. Due volte alla settimana gioca a calcetto (ha solo 9 anni) ma ci va orgogliosamente con la sua maglietta n. 18 (rocchi). Ora mi ha chiesto quella di Miro Klose....(ha preso tutti nove alla prima pagella di quest'anno.... come faccio a dirgli di no?????? domenica saremo a casa di un mio caro amico, laziale anch'egli che ha trasmesso (lui purtroppo non ha figli) l'amore per la nostra Lazio ad un suo nipote e con sciarpe e magliette faremo il tifo da lontano ma ....vicini col cuore a tutti voi.
L'unico dolore mi viene da mia figlia che pian pianino è scivolata...grazie alla pubblicità del capitano e di sua moglie dall'altra parte...ma prima di arrendermi ed accettare tale disgrazia, dovrà passare sul mio corpo oppure sarò costretta a diseredarla....a tal proposito sto già preparando le carte..... :beer: :beer: :beer: :beer:
Laziale dall'età di 9 anni, abitavo a Ponte Milvio a un chilometro dallo stadio, andavamo con mio papà sulla collina di Monte Mario sotto la Madonnina per vedere la partita, l'unica parte di campo che non si riusciva a vedere ero lo spicchio sotto la curva nord lato monte mario, li si immagginava, per il resto con il mio binocolo seguivo le prodezze dei miei campioni, perchè per me erano campioni. Mio padre mi fece un regalo bellissimo per il mio 14° compleanno, mi portò allo Stadio Olimpico nella partita più importante della stagione, una stagione straordinaria la partita era Lazio-Foggia la Lazio è "Campione d'Italia".
Adesso per motivi di lavoro e famiglia vivo in trentino dal 1997, esattamente ad Avio, ed ho la fortuna di avere un Amico Speciale, un amico d'infanzia, anche lui Romano ma purtroppo romanista, questo mi aiuta a vivere in maniera più calda e con qualche sfottò i derbi.
:since
Laziale in Svizzera. Orgoglioso di esserlo.
Citazione di: Adler Nest il 02 Mar 2012, 08:26
Me lo sono chiesto spesso.
Capisco che per chi è di Roma il derby è quotidiano, il confronto è stridente, continuo contro la generale inciviltà. Io l'ho potuto vedere nei ristoranti, alle fermate della metro: appena si vedono simboli avversi parte il fastidio, lo sfottò, a volte quasi divertente, molto spesso fastidioso.
Ho letto qui, su questo forum, delle "lotte" in classe fin da bambini, quando si è minoranza.
Difficile, direte viverla a Roma questa continua frizione.
Il vostro amore per la Lazio è però nato in un ambiente almeno favorevole. Magari il papà o il nonno o la famiglia tutta (ancora una volta ricordo bellissimi racoconti sempre su questo forum), ci sono poi amici che sono diventati tali per affinità, per solidarietà per esperienze comuni, legami forti.
C'era poi lo stadio, come collante, i giornali pieni di notizie sulla Lazio, i vari giornaletti (no, non quelli....... ;) ) che ti parlavano di Lazio e le varie trasmissioni sulle radio e tele private.
Provate, però a pensare ad un ragazzo veneto, per esempio, profondo nord-est, senza nessun legame con Roma, senza nessun parente, nemmeno lontano che tiene alla Lazio, senza nessun amico che tiene alla Lazio, senza niente, nemmeno una maglia, una notizia se non scarni trafiletti sui giornali nazionali (parliamo di secoli fa, ormai....).
Qual'è la MAGIA che l'ha fatto diventare Laziale, qual'è il substrato sul quale alimentare questa passione profonda, fatta di serie B, trasferte a Monza, Taranto, tanto per citare 2 città agli antipodi, da solo, capace di custodire gelosamente le figurine di orsipodavinimielemagnocavalloambu................, capace di ritagliare da un giornale la prima aquila sul petto (quella della maglia Pouchan), capace di disegnarsi su una T-shirt bianca l'aquila stilizzata, di prendersi una multa per schiamazzi perchè, unico, suonava il clacson per una promozione in A, capcace di piangere a dirotto per quel napoli-Lazio del 73?
Adesso tutto è più facile: c'è internet, c'è Lazionet, le maglie le compri e magari ne hai una collezione.....
Allora, però?
Cosa è scattato dentro per portare, sempre e fino alla fine questa passione?
Il mio scudetto più grande non è stato quello di vivere tutto ciò in un ambiente che non mi capiva, dove però alla fine i miei amici più cari juventini, milanisti, interisti, sono diventati simpatizzanti per la Lazio, dove io rimango sempre "il Laziale", dove se giro, alla soglia dei 50 anni, con una maglia della Lazio addosso, sono fiero degli sguardi straniti delle persone che incontro, no il mio scudetto più grande è quello di aver trasmesso questo a mio figlio, anche lui straniero in patria, anche lui, a Parma come "il Laziale", anche lui con le sue maglie addosso, durante le sue partite, con i nostri colori, nei nostri abbracci solitari, profondi, pieni di urla a pieni polmoni per un gol, nei nostri incitamenti a squarcigola davanti ad uno schermo, che sono certo arrivino fino a voi, lì a Roma, curva o tribuna che sia.
Forza Lazio, sempre.
Io ti devo ringraziare, perchè raramente ho trovato nelle parole altrui tanta vicinanza e condivisione....mi hai fatto molto emozionare....
Sono Laziale dal 1972, grazie al mio papà....e vivo a Firenze dal 1974,l'anno del primo scudetto.
Non ho praticamente mai vissuto a Roma, per ragioni di lavoro di mio padre e sono ovviamente circondato da viola e strisciati....vivo la mia lazialità con un gruppo di amici con cui viviamo la partita insieme, a casa di mia madre, la più Laziale di tutti.
Anche io sono "il Laziale", per tutti....tutti sanno che sono biancazzurro dai tempi delle raccolte degli articoli che riguardavano la Lazio fin dai primi anni settanta....
Sono ovviamente fiero di questo....e sono sicuro anch'io che il nostro tifo, unito a quello di mio padre dal cielo, arrivi in qualsiasi tribuna dove stà giocando la nostra amata Lazio.
Grazie ancora....
....da qualche parte, nel mondo, c'è una Lazio che è in vantaggio....lo credo davvero....
Forza Lazio.
Sempre, per sempre ed un giorno ancora.
:ssl
Laziale di nascita: sono nato a Roma e mi sono trasferito nei pressi di Catania quando avevo 6 anni (più di 20 anni fa). Sicuramente è molto più difficile vivere lontano dalla capitale, già solo per il fatto che non si può andare allo stadio quando si vorrebbe. Nessun amico Laziale, solo qualche conoscente. Nessun buon Laziale con cui condividere quotidianamente la mia passione. Nel 2000 ho scoperto Lazio.net e da allora mi sono sentito calcisticamente meno solo :) Avrò visto una decina di partite della Lazio dal vivo in vita mia, di cui una buona metà all'Olimpico.. è dura :( Nessun derby, e pensare che al derby d'andata avevo anche preso i biglietti dell'aereo ma poi non sono potuto venire :s
Almeno qui a Catania odiano le m.erde quasi quanto noi (per via del 7-0 di qualche anno fa) :ssl
Sogno di poter tornare stabilmente a Roma e finalmente abbonarmi 8)
è uno dei topic più belli di sempre. ti fa sentire un po' scemo. non esistono tifosi lontani a tal punto da essere diversi. e chissà quanti con le paytv si sono avvicinati, e quanti con cragnotti, lo scudetto, signori,mancini.
è bello poter fare a meno di roma, le viscere, il core, la palla di piombo che loro leccano così volentieri.
però il prossimo anno prenotate un volo o un treno. il derby vi aspetta.
è come andare a wembley a sentire i queen. solo che a volte sul palco ci trovi meat loaf.
fico racine citato qui. sa un po' come oggi in radio salomone che tentava di spiegare l'utilizzo dell'iphone.
qualsiasi cosa vi serva a roma, bussate pure, anche tu, dal profondo nord est
Citazione di: V. il 03 Mar 2012, 03:21
però il prossimo anno prenotate un volo o un treno. il derby vi aspetta.
è come andare a wembley a sentire i queen. solo che a volte sul palco ci trovi meat loaf.
fico racine citato qui. sa un po' come oggi in radio salomone che tentava di spiegare l'utilizzo dell'iphone.
qualsiasi cosa vi serva a roma, bussate pure, anche tu, dal profondo nord est
me ne son vista 2 di derby, uno più disastroso dell'altro.. a sto punto meglio se non ci vengo :p
Citazione di: V. il 03 Mar 2012, 03:21
è uno dei topic più belli di sempre. ti fa sentire un po' scemo. non esistono tifosi lontani a tal punto da essere diversi. e chissà quanti con le paytv si sono avvicinati, e quanti con cragnotti, lo scudetto, signori,mancini.
è bello poter fare a meno di roma, le viscere, il core, la palla di piombo che loro leccano così volentieri.
però il prossimo anno prenotate un volo o un treno. il derby vi aspetta.
è come andare a wembley a sentire i queen. solo che a volte sul palco ci trovi meat loaf.
fico racine citato qui. sa un po' come oggi in radio salomone che tentava di spiegare l'utilizzo dell'iphone.
qualsiasi cosa vi serva a roma, bussate pure, anche tu, dal profondo nord est
OT
sempre grande e sempre disponibile. Ricordo quando dopo una cena con altri lazionetters mi hai accompagnato a casa con la tua auto. Grande!!
EOT
Assolutamente piu' facile crescere laziali fuori Roma, soprattutto negli ultimi anni.
Io sono nato e cresciuto i primi anni della mia vita a Livorno. Mio padre e' romano (della provincia) e romanista, ma io sono cresciuto tranquillamente laziale. Mio padre era anche un frenquentatore di un roma club locale (era piu' una scusa per rimpatriate fra romani in esilio in toscana), ma nessuno di loro ha mai denigrato questo bimbetto di 8 anni che si era innamorato di Bruno Giordano (all'epoca mi ricordo che c'erano 4 laziali in U. 21).
Anzi per dirla tutta come si vive il derby fuori da Roma, mio padre mi concedeva il tifo biancoceleste perche' alla fine la Lazio era una squadra della sua citta'.
Con gli anni ci siamo trasferiti a Roma e la musica e' cambiata ( avevo 12 anni) e le battutudegli amici riomers di mio padre non erano simpatiche come quelle in toscana, era quasi cattive (ma come hai fatto cresce un fio della Lazio?) ed offensive. Ma quando ero ragazzo io negli anni '80 il Laziale aveva ancora diritto di cittadinanza a Roma, e fra i miei coetanei c'era una maggioranza giallorossa, ma trovavi un po di tutto.
Dopo l'era Cragnotti che ha fatto espldere il fegato a tanti, qualcuno ha iniziato a sponsorizzare il sillogismo romano e romanista. Il simbolo della lupa capitoloni e' diventato misteriosamente il simbolo della Roma (questo io lotrovo un vero furto ma e' un altro discorso) che prima aveva il lupetto spelacchiato, Totti grazie a Marizio Sostanco e' stato eretto a simbolo di Roma ( e non piu' della Roma).
Ho due bimbi di 6 e 3 anni cresciuti con i sani principi ed i valori olimpici dello sprt quindi gia' lazialissimi. Il grande ha fatto l'asilo a Colli aniene, ed aveva solo compagni romanisti. Per lui e' stata una soferenza. Una volta mi e' tornato a casa piangendo perche' ci si era messa anche la suora romanista a fargli cantare l'inno della Roma. Potete Immaginare il mio intervento sulla preside...
Comunque in conclusione per un bambino degli anni duemila essere laziali a Roma e' un calvario alla ricerca di un diritto di cittadinanza che sembra quasi negato con astio.
Gli adulti sono adulti... Ma il clima e' talmente astioso che rasenta il redicolo.
Per pero' questa una caratteristica dell'essere laziali. Sempre contro tutto e contro tutti. Laziali si nasce e non si diventa. Lo dice uno nato laziale a Livorno da un padre ed un nonno romanista (io a mio nonno da piccolo glielo dicevo sempre, ma come fai ad essere della roma se quando sei nato tu la roma non esisteva).
La mia esperienza.
Ho 20 anni e sono nato e vivo a Vicenza.
Non so per quale motivo ho cominciato a tifare Lazio ma penso che sia stata lei a scegliere me e non viceversa.
I primi ricordi stranamente vengono dopo gli anni delle coppe e dello scudetto; anche se alle elementari tifavo già per questa maglia nonostante qua fossero e sono tutti strisciati. Quante volte mi sono incazzato per chi cantava storpiando il nostro meraviglioso inno, e le prese in giro per ogni partita vs inter, milan, juve e che lotte per far imparare che non eravamo "il" Lazio ma "la" Lazio.Di romanisti manco l'ombra, mentre c'era qualche laziale storico.
Ricordo una vacanza a Rimini dove trovai un Laziale di Roma con cui feci amicizia e che alla fine della settimana mi diede la sua maglietta...di Claudio Lopez :=)) penso fosse il 2002/3.
Le notizie erano poche: 90 minuto, le partite per radio, la gazzetta di lunedi e poco altro.
Poi sono venuto a Roma con la mia famiglia nel 2003 e sono venuto alla prima di campionato di Mancini; contro il lecce vittoria per 4 a 1 :ssl
Ricordo la vittoria della coppa Italia nella doppia finale del 2004 con Fiore :s
Poi è arrivato il 2006, forse l'anno più difficile: ogni giorno sentirsi dire guarda che quest anno la Lazio la guardi che gioca con il vicenza, le insinuazioni sulla nostra disonestà, l'equazione che continuava a passare titti=romanista=romano,....ma Lazio mia ti ho sempre difeso portando in alto il tuo onore.
Poi ci siamo rialzati e le due coppe le ho vissute in maniera particolare: ho pianto al rigore di Dabo a casa da solo e vi invidiavo voi che potevate festeggiare assieme a altri fratelli Laziali ma la gioia è stata davvero grande che ancora oggi mi commuovo un po' mentre mi rivedo per terra, in ginocchio, di fronte alla tv con la mia scirapa al collo comprata in un pomeriggio afoso di agosto a Roma; la supercoppa l'ho vista con amici ed è stata un altro pomeriggio di passione.
Poi ho scoperto Lazionet e mi sono sentito sempre meno solo :ssl
capitolo Derby: ho un fratello riommanista penso per il suo amore omosessuale per titti e per andare contro al fratello maggiore con cui condivido sfottò quotidiani che ovviamente aumentano le settimane prima del derby.
Fa molto strano non essere a Roma soprattutto in queste occasioni: se perdi nel giro di due tre giorni nessuno si ricorda e dice più niente... ma se vinci vorrei teletrasportarmi subito a Piazza della Libertà per urlare forte insieme a voi!
Come già detto da altri anchio sono diventato "il Laziale" e sono sempre più orgoglioso ogni giorno che passa :ssl :ssl :ssl :ssl
ps: domani ho la prima partita da titolare in prima squadra dopo un brutto infortunio...quante bestemmie sapendo che si gioca alle tre!!! Ma penserò di avere davanti le merde e con la foto di Klose sotto il parastinco destro non c'ho paura di niente :^^
Cantate anche per chi vorrebbe essere al'Olimpico domani
FORZA LAZIO e riommamerda
Ciao a tutti,
Diciamo che sono un ibrido, nel senso che la fede me l'ha trasmessa mio padre che era romano ed ovviamente laziale, quindi è stata per me una naturale conseguenza tifare ed amare la Lazio anche se stavamo a Bologna.
Il mio amore è stato però temprato nei nefasti anni ottanta, quando io mi esaltavo per fiorini i miei compagni delle elementari mi sfottevano inneggiando maradona e van basten.... devo dire che è stata dura essere unico in mezzo a tanti ma questo altro non ha fatto che elevare all'ennesima potenza lo sconfinato amore per questi colori, per la nostra storia!!!
:asrm :asrm :asrm
Nella provincia di Viterbo 1 persona su 5 tifa Lazio, i riommers sono un po' meno (anche se sono aumentati soprattutto nell'ultimo decennio), la situazione qui è abbastanza "sobria". Spostandoti già a Civitavecchia (io vivo a ridosso del litorale) la musica cambia: è molto più sentita la cosa e la lotta si fa più ardua! A Roma io farei una divisione tra Roma Nord (dove la presenza biancoceleste è tanta) rispetto a Roma Sud (dove la quantità di merda è insopportabile).
L'amore non si spiega.... :)
Vi racconto questa aneddoto che mi sembra carino.
Anche i miei figli sono aquilotti.
Dovevo fare un regalo al minore, Pietro, di 13 anni.
Ha già sciarpe, maglie ed altri gadgets.
Ieri entro nel negozio più fornito qui a Reggio e chiedo alla commessa
dove sono i pantaloncini della Lazio.
Lei mi indica un anfratto dove stanno i materiali delle "squadre minori".
Non vedendomi tornare, si avvicina e mi chiede. "Li ha trovati?".
"I pantoloncini sì, ma non trovo i calzettoni." (Nella scansia Nappule c'erano
pure gli accappatoi, le mutande ed i pitali griffati)
Lei replica: "I calzettoni li abbiamo solo per le squadre principali"
Ed io "Siamo terzi quindi dopo Milan e Juventus, siamo noi la squadra principale."
Sorridendomi incalza "Lei ignora di esere incappato nell'unica commessa romanista che c'è a Reggio Emilia.
Ma guarda un po' cosa mi deve capitare, mi lasci almeno fare il pacchetto giallorosso,
come scherzo" (Confermando che le merde fuori da Roma sono meno Boriose e conoscono
l'uso dell'ironia)
"Prego faccia pure, io preferisco farvi lo scherzo domani...."
Pago e sorridendo lei mi congeda con un buona serata.
Io, incredulo, che l'aria del derby abbia soffiato fin qui
non resisto e concludo con un "Grazie. E per lei, buon lunedì...:-)"
Bellissima domanda. Io sono nato a Roma in una famiglia di romanisti (genitori, fratelli, zii, cugini, nipoti e quant'altro, tutti) e ho vissuto, come (credo) quasi tutti quelli che sono nati nella capitale, in mezzo a una stragrande maggioranza di difettosi per tanti anni. Benedico i miei sette, quasi otto anni di assenza da lì.
Credo sia piu' difficile a Roma. Ma e' sempre stato bello, perche' come dice il proverbio "necessita' fa virtu'" e la necessita' ci ha sempre reso molto piu' tosti di loro.
Nonno atleta della polisportiva Lazio.
Papà (classe '26) ovviamente Laziale.
Nasco anch'io a Roma e ivi vivo fino alla terza media. Anni durissimi in cui si tempra la mia Lazialità ed il mio odio per tutto quello che è di quell'accoppiata orrenda di colori. Ci trasferiamo a Pescara, dove faccio il liceo. All'epoca non esisteva la rivalità tra le due tifoserie. Anzi! Ricordo che l'anno dello scudetto (il 74) prestavo la mia bandiera (3m per 2, con tanto di aquila cucita da mamma) agli amici pescaresi (il Pescara fu promosso dalla C alla B, quell'anno). Ero, chiaramente "il laziale". Ero anche quello "dell'eschimo", quello dello zainetto, quello del "Corsarino".
Ero quello che la domenica, nelle due splendide annate 72/73 e 73/74, prendeva il treno (4 ore andare e 4 a tornare) oppure si fregava la 500 a mamma per andare a Roma a vedere la Lazio.
Poi il biennio di ingegneria a Bologna (da matricola con lo scudetto sul petto) e le trasferte in zona ed oltre. L'ambiente era quello degli studenti fuori sede. Molti strisciati nessun romanista. Erano anche gli anni di piombo e, devo ammetterlo, l'impegno politico mi assorbiva non poco. A quell'epoca dimenticai l'odio per le merde ed imparai ad odiare altri (c.l. ad esempio).
L'amore per una pisana mi porta a trasferirmi nella città della torre pendente (dove finirò, magari un po' fuori corso, l'uni). Le trasferte toscane non si possono perdere. Ne avrei parecchi di episodi da raccontare ...
Ma a Pisa sono tutti molto impegnati nell'odio per il Livorno e c'è poco tempo per la Lazio. Trovai molti amici che cercarono di confortarmi nell'anno del primo calcio scommesse.
Mi sposo e vengo a vivere a Milano. L'estate prima avevo fatto amicizia al mare con due ragazzi di Roma, difettosissimi, ma simpatici. Per il derby di ritorno decidemmo di andare allo stadio insieme. Arrivammo, mia moglie ed io, la sera del sabato e trovammo uno dei due in ospedale, la faccia fracassata in un incidete stradale. Nonostanta ciò, noi due andammo a vedere lo stesso il derby. Era quello dei "belli come il sole" (gol di Antonelli e pareggio di Giordano). Scendemmo in B. L'anno del -9 volevo fare qualcosa per la Lazio ... feci l'abbonamento che non usai MAI. Era il mio modo di contribuire alla nostra causa. A Milano i colleghi mi rispettavano. In qualche modo onoravano chi, in una situazione così difficile, teneva fede ai suoi colori. Ricordo che c'era un dirigente (mi sembrava un'entità astratta ... dirigente ...) di origini romane e Laziale. Mi concesse di dargli del tu in virtù di questa comune passione.
Intanto le trasferte passavano ... Monza ("niente male questo Dell'Anno"), Como, Bergamo (Oiviero cannoniere vero e D'Amico, coppa italia sotto un diluvio di agosto), Brescia, Vicenza, Piacenza, Parma (Rizzolo ci illude ma poi pareggiamo ed il ritorno in A si festeggia la settimana dopo, a Roma), Cremona (c'era, separato dagli ES, un gruppo nuovo di tifosi, si chiamavano Irriducibili). L'indimenticabile vittoria sul Milan (autogol di Maldini, pressato da Di Canio). Poi i figli, educati alla Lazialità sin dalla ... culla. L'esordio del grande a tre anni (Inter dei record, 1-0 su rigore di Matheus). La Grande Lazio ... I giorni nostri.
La Lazio è uno stile di vita. La Lazio è qualcosa che ti accompagna per tutta la vita e, se ripenso a mio nonno, oltre. Vivere la Lazio, a centinaia di chilometri di distanza è difficile. Ti manca lo stadio e lo stare insieme a tanti altri che gioiscono o soffrono per le stesse cose per cui gioisci o soffri tu. Certo è che si gode del privilegio di non dover vivere fianco a fianco con gli organismi mono neuronici.
Non lo so se è più difficile nascere e vivere laziale a Roma o fuori, io non sono di Roma, ma vi assicuro che sto in ansia, spero che inizi presto e risolviamo subito sta brutta pratica altrimenti vado a finire all'unità coronarica...
Kiraly ti stimo.
dedicato a voi
(http://img859.imageshack.us/img859/8333/derby.jpg)
Ciao a tutti e :wlazio:, questo è il mio primo post e, prima di iniziare, lasciatemi dire che sono felice ed orgoglioso di essermi
finalmente iscritto a LAZIONET e di far parte di questa grande famiglia che sento così mia.... :D
Credo che sia più facile vivere ed essere laziali fuori Roma. Più facile, soprattutto psicologicamente, perché non hai il confronto
quotidiano con i riommicidemmeeeerda e quindi nun te se 'ntorcinano le budella a vedelli, a sentilli, a dovelli sopportà (perché 'n
fonno tutti c'avemo diritto de campà a 'sto monno... - OT scusate subito lo sproloquio nel mio primo post - EOT)
Vi racconto la mia storia: nasco a Spoleto da padre romano cresciuto nel vivaio della Lazio e poi "emigrato" calcisticamente. Scelse
(perchè la LAZIO è una scelta, non una imposizione nè una questione di moda nè una casualità) la Lazio quando da piccolo suo
padre (riommista per la moda di quel periodo) lo portò a vedere un derby. Credo sia lo stesso derby che ha fatto innamorare di
Lazio Paolo Stoppa http://www.youtube.com/watch?v=6fvfC4OmTyY : si giocava ancora al Flaminio, era un buon periodo per la
riomma ma vinse la Lazio per 2 a 0 con gol di testa di Silvio Piola con la testa fasciata (!) per uno scontro di gioco.
La mia fede per la Lazio nasce praticamente con me, sono laziale da sempre per l'ammirazione/emulazione di mio padre e lo ringrazio
sempre tanto per questo. Nel novembre del 2006, il giorno prima di salutare questo mondo, nel lettino della terapia intensiva lui mi
prese la mano e, anche se intubato, con un filissimo di voce mi disse "forza Lazio, semo forti quest'anno"; la nostra ultima
chiacchierata ce la siamo fatta, mano nella mano, sulla Lazio... Un periodo bellissimo è stato quello del primo scudetto quando
cercavo di vestirmi, per quanto mi era possibile, sempre di biancoceleste. Ricordo quando, per la morte di Re Cecconi, andai a scuola
con il lutto al braccio: facevo le elementari e andavo in un istituto gestito da suore, mi dissero di toglierlo ma io lo tenni fino alla fine
della giornata. Figuratevi poi che in famiglia eravamo bene spartiti: io e papà laziali, mio fratello (gemello!!) e mamma difettosi e
quindi c'è sempre stata tanta accesa rivalità in campo sportivo e poi, lo dico sempre, ognuno nella vita ha la sua croce: io c'ho il
diabete, loro so' daaariomma.....Mio fratello ultimamente si è allontanato da loro e a Natale mi ha regalato un orologio da parete
della Lazio che capeggia nel mio ufficio :)
Poi tanti altri ricordi, più o meno nitidi (più meno che più a dire la verità) ma comunque tanti e tutti accomunati dalla passione per la
Lazio sempre urlata in faccia a chiunque. Ormai sono a Firenze dal terzo millennio e anche qua io so' quello della Lazio, che va in giro
con il cappellino dello scudetto, che compra lo stemma della Lazio e della coppa Italia per farseli cucire su una maglietta azzurra da
ostentare sempre e ovunque, che nel piazzale appena riasfaltato davanti casa ha scritto "W LAZIO" sul cemento e che, qualche
anno fa, scopre lazionet e a furia di leggerla scopre che lazionet è una famiglia, una gran bella famiglia... ;) :ssl
Leggo e trovo post sempre più belli, sono dei veri poemi, orgogliosi, ricchi, pieni di personalità e di carattere, densi, commoventi,
autentici, certamente superiori alla media.
La Lazio è questo e molto di più, che sia più o meno difficile viverla fuori o dentro Roma è comunque secondario, l'importante è
viverla: da laziale, da Lazio, dentro e fuori, nel bene e nel male, in una sala parto o in una di terapia intensiva...
Oggi poi, da stravincitore nel secondo derby, con la foto de' Scialoja su - Noi,Loro – messa sul desk, con la lezione di romanità data
dalla CN ai giallozozzi l'importante è ESSERE della Lazio, da vicino o da lontano poco importa e queste vittorie sono dedicate anche
a mio padre che, ne sono certo, nel suo sonno in attesa del riveglio sta sognando la verità di una grande, grandissima Lazio che
asfalta la riomma e che DOMINA nel cielo di Roma capitale!!
:band9: :band11: :band12: :band9: :band11: :band12: :band1: :band1: :band2: :band3: :band5: :band6: :band11: :band11: :band8:
Benvenuto Lucia' e forza Lazio! Detto da uno che ha la moglie ... viola ... in fase di conversione
Citazione di: Adler Nest il 02 Mar 2012, 08:26
Provate, però a pensare ad un ragazzo veneto, per esempio, profondo nord-est, senza nessun legame con Roma, senza nessun parente, nemmeno lontano che tiene alla Lazio, senza nessun amico che tiene alla Lazio, senza niente, nemmeno una maglia, una notizia se non scarni trafiletti sui giornali nazionali
Anche io mi identifico in questa descrizione. Non so per quale grazia divina sono nata laziale, qui siamo massimo 10 in circa 80.000 abitanti, i romanisti invece ovviamente sono di più.
Certo, si ricordano di esserlo solo quando vincono una partita, e lì devo sorbirmi le loro pippe, altrimenti la convivenza è assolutamente tranquilla. A volte risulto pesante se e quando sono un attimino brilla, perchè inizio a parlare della storia delle due squadre e non la smetto più, me ne rendo conto.
Se invece sono più che brilla parto con i cori. I miei amici mi odiano, però li sanno quasi tutti a memoria :D
L'unica cosa è che gli amori a distanza non mi sono mai piaciuti. Quanto avrei voglia di vederla ogni domenica non potete capire.
Io sono Ciociaro e quì di sicuro l'ambiente è più ovattato rispetto a Roma città, comunque anche da noi il clima è abbastanza pesante,
è frequentissimo incontrare bambini con abbigliamento peperonico o adulti con giubbini/sciarpette.... quindi la vicinanza con la capitale
ha contaminato anche il nostro territorio...
Detto questo credo che noi LAZIALI siamo in maggioranza, ci sono alcuni paesi da noi che son delle vere roccaforti LAZIALI
per fortuna aggiungerei io.
Laziale da sempre grazie a mio Padre che poi trascinato da me è via via con gli anni "peggiorato" arrivando all'odio puro nei confronti
degli arrugginiti e nei confronti der cappetano che odia più di qualsiasi cosa al mondo...hehehe.
Il derby lo vivo male nel senso vero della parola cioè somatizzo troppo, soprattutto negli ultimi anni grazie alla serie di risultati disgraziati.
Debbo dire che per tanti anni ci ha detto male anche a livello fortuna, per esempio vi ricordo il derby dominato (quello del rigore sbagliato da Floccari)
e poi perso su due calci piazzati, altro esempio il derby dell'era Mancini dove Sinisa sbagliò il rigore alla fine ecc, ecc. ma comunque
QUANT'E' BELLO ESSE LAZIALI.
p.s. Il mio cucciolo di 5 anni lo sto educando a dovere e gli sto creando un archivio storico con libri, dvd e giornali storici gelosamente conservati.
:ssl
Per me ha dificilisimo because io vivoaaaaa las vegas
(http://www.animated-gifs.eu/leisure-singers-elvis-presley/0004.gif)
Citazione di: Palo il 04 Mar 2012, 13:40
Nonno atleta della polisportiva Lazio.
Papà (classe '26) ovviamente Laziale.
Nasco anch'io a Roma e ivi vivo fino alla terza media. Anni durissimi in cui si tempra la mia Lazialità ed il mio odio per tutto quello che è di quell'accoppiata orrenda di colori. Ci trasferiamo a Pescara, dove faccio il liceo. All'epoca non esisteva la rivalità tra le due tifoserie. Anzi! Ricordo che l'anno dello scudetto (il 74) prestavo la mia bandiera (3m per 2, con tanto di aquila cucita da mamma) agli amici pescaresi (il Pescara fu promosso dalla C alla B, quell'anno). Ero, chiaramente "il laziale". Ero anche quello "dell'eschimo", quello dello zainetto, quello del "Corsarino".
Ero quello che la domenica, nelle due splendide annate 72/73 e 73/74, prendeva il treno (4 ore andare e 4 a tornare) oppure si fregava la 500 a mamma per andare a Roma a vedere la Lazio.
Poi il biennio di ingegneria a Bologna (da matricola con lo scudetto sul petto) e le trasferte in zona ed oltre. L'ambiente era quello degli studenti fuori sede. Molti strisciati nessun romanista. Erano anche gli anni di piombo e, devo ammetterlo, l'impegno politico mi assorbiva non poco. A quell'epoca dimenticai l'odio per le merde ed imparai ad odiare altri (c.l. ad esempio).
L'amore per una pisana mi porta a trasferirmi nella città della torre pendente (dove finirò, magari un po' fuori corso, l'uni). Le trasferte toscane non si possono perdere. Ne avrei parecchi di episodi da raccontare ...
Ma a Pisa sono tutti molto impegnati nell'odio per il Livorno e c'è poco tempo per la Lazio. Trovai molti amici che cercarono di confortarmi nell'anno del primo calcio scommesse.
Mi sposo e vengo a vivere a Milano. L'estate prima avevo fatto amicizia al mare con due ragazzi di Roma, difettosissimi, ma simpatici. Per il derby di ritorno decidemmo di andare allo stadio insieme. Arrivammo, mia moglie ed io, la sera del sabato e trovammo uno dei due in ospedale, la faccia fracassata in un incidete stradale. Nonostanta ciò, noi due andammo a vedere lo stesso il derby. Era quello dei "belli come il sole" (gol di Antonelli e pareggio di Giordano). Scendemmo in B. L'anno del -9 volevo fare qualcosa per la Lazio ... feci l'abbonamento che non usai MAI. Era il mio modo di contribuire alla nostra causa. A Milano i colleghi mi rispettavano. In qualche modo onoravano chi, in una situazione così difficile, teneva fede ai suoi colori. Ricordo che c'era un dirigente (mi sembrava un'entità astratta ... dirigente ...) di origini romane e Laziale. Mi concesse di dargli del tu in virtù di questa comune passione.
Intanto le trasferte passavano ... Monza ("niente male questo Dell'Anno"), Como, Bergamo (Oiviero cannoniere vero e D'Amico, coppa italia sotto un diluvio di agosto), Brescia, Vicenza, Piacenza, Parma (Rizzolo ci illude ma poi pareggiamo ed il ritorno in A si festeggia la settimana dopo, a Roma), Cremona (c'era, separato dagli ES, un gruppo nuovo di tifosi, si chiamavano Irriducibili). L'indimenticabile vittoria sul Milan (autogol di Maldini, pressato da Di Canio). Poi i figli, educati alla Lazialità sin dalla ... culla. L'esordio del grande a tre anni (Inter dei record, 1-0 su rigore di Matheus). La Grande Lazio ... I giorni nostri.
La Lazio è uno stile di vita. La Lazio è qualcosa che ti accompagna per tutta la vita e, se ripenso a mio nonno, oltre. Vivere la Lazio, a centinaia di chilometri di distanza è difficile. Ti manca lo stadio e lo stare insieme a tanti altri che gioiscono o soffrono per le stesse cose per cui gioisci o soffri tu. Certo è che si gode del privilegio di non dover vivere fianco a fian co con gli organismi mono neuronici.
Il tuo post e' meraviglioso. Uno dei piu' belli che abbia mai letto. In poche righe hai riassunto "cent'anni di lazialita' "... La tua vita cosi' movimentata ( girato mezza italia) unita' alla tua grande fede laziale, e' da soggetto per un film... Lo dico seriamente.
Complimenti.
Citazione di: LuckyLuciano il 08 Mar 2012, 09:54
Ciao a tutti e :wlazio: , questo è il mio primo post e, prima di iniziare, lasciatemi dire che sono felice ed orgoglioso di essermi
finalmente iscritto a LAZIONET e di far parte di questa grande famiglia che sento così mia.... :D
Credo che sia più facile vivere ed essere laziali fuori Roma. Più facile, soprattutto psicologicamente, perché non hai il confronto
quotidiano con i riommicidemmeeeerda e quindi nun te se 'ntorcinano le budella a vedelli, a sentilli, a dovelli sopportà (perché 'n
fonno tutti c'avemo diritto de campà a 'sto monno... - OT scusate subito lo sproloquio nel mio primo post - EOT)
Vi racconto la mia storia: nasco a Spoleto da padre romano cresciuto nel vivaio della Lazio e poi "emigrato" calcisticamente. Scelse
(perchè la LAZIO è una scelta, non una imposizione nè una questione di moda nè una casualità) la Lazio quando da piccolo suo
padre (riommista per la moda di quel periodo) lo portò a vedere un derby. Credo sia lo stesso derby che ha fatto innamorare di
Lazio Paolo Stoppa http://www.youtube.com/watch?v=6fvfC4OmTyY (http://www.youtube.com/watch?v=6fvfC4OmTyY) : si giocava ancora al Flaminio, era un buon periodo per la
riomma ma vinse la Lazio per 2 a 0 con gol di testa di Silvio Piola con la testa fasciata (!) per uno scontro di gioco.
La mia fede per la Lazio nasce praticamente con me, sono laziale da sempre per l'ammirazione/emulazione di mio padre e lo ringrazio
sempre tanto per questo. Nel novembre del 2006, il giorno prima di salutare questo mondo, nel lettino della terapia intensiva lui mi
prese la mano e, anche se intubato, con un filissimo di voce mi disse "forza Lazio, semo forti quest'anno"; la nostra ultima
chiacchierata ce la siamo fatta, mano nella mano, sulla Lazio... Un periodo bellissimo è stato quello del primo scudetto quando
cercavo di vestirmi, per quanto mi era possibile, sempre di biancoceleste. Ricordo quando, per la morte di Re Cecconi, andai a scuola
con il lutto al braccio: facevo le elementari e andavo in un istituto gestito da suore, mi dissero di toglierlo ma io lo tenni fino alla fine
della giornata. Figuratevi poi che in famiglia eravamo bene spartiti: io e papà laziali, mio fratello (gemello!!) e mamma difettosi e
quindi c'è sempre stata tanta accesa rivalità in campo sportivo e poi, lo dico sempre, ognuno nella vita ha la sua croce: io c'ho il
diabete, loro so' daaariomma.....Mio fratello ultimamente si è allontanato da loro e a Natale mi ha regalato un orologio da parete
della Lazio che capeggia nel mio ufficio :)
Poi tanti altri ricordi, più o meno nitidi (più meno che più a dire la verità) ma comunque tanti e tutti accomunati dalla passione per la
Lazio sempre urlata in faccia a chiunque. Ormai sono a Firenze dal terzo millennio e anche qua io so' quello della Lazio, che va in giro
con il cappellino dello scudetto, che compra lo stemma della Lazio e della coppa Italia per farseli cucire su una maglietta azzurra da
ostentare sempre e ovunque, che nel piazzale appena riasfaltato davanti casa ha scritto "W LAZIO" sul cemento e che, qualche
anno fa, scopre lazionet e a furia di leggerla scopre che lazionet è una famiglia, una gran bella famiglia... ;) :ssl
Leggo e trovo post sempre più belli, sono dei veri poemi, orgogliosi, ricchi, pieni di personalità e di carattere, densi, commoventi,
autentici, certamente superiori alla media.
La Lazio è questo e molto di più, che sia più o meno difficile viverla fuori o dentro Roma è comunque secondario, l'importante è
viverla: da laziale, da Lazio, dentro e fuori, nel bene e nel male, in una sala parto o in una di terapia intensiva...
Oggi poi, da stravincitore nel secondo derby, con la foto de' Scialoja su - Noi,Loro – messa sul desk, con la lezione di romanità data
dalla CN ai giallozozzi l'importante è ESSERE della Lazio, da vicino o da lontano poco importa e queste vittorie sono dedicate anche
a mio padre che, ne sono certo, nel suo sonno in attesa del riveglio sta sognando la verità di una grande, grandissima Lazio che
asfalta la riomma e che DOMINA nel cielo di Roma capitale!!
:band9: :band11: :band12: :band9: :band11: :band12: :band1: :band1: :band2: :band3: :band5: :band6: :band11: :band11: :band8:
bellissimo il tuo post, mi ha emozionato tantissimo....scrivi di più, che è un piacere leggerti,m mi raccomando
Carignano e' un piccolo paese alle porte di Parma. Ci saranno in tutto 400 abitanti. 2 sono Laziali.
Fino a ieri.
Ieri tornando a casa in auto vedo davanti a me un jogger.
Ha qualcosa di familiare: il colore mi dice che potrebbe essere una maglia d'allenamento modello 2010. E infatti sulle spalle vedo scritto S.S. Lazio con quel font puntinato.
Non ci posso credere!
Lui ha le cuffie su e continua a correre. Allora io rallento , seleziono dai file audio della mia auto la Cartella. Lazio, abbasso il finestrino, alzo il volume quel tanto che mi possa sentire senza pero' che sia ad un volume tale che sia una tamarrata e metto su Vola Lazio Vola.
" Perche' il coro che famo tutti quanti insieme dice Lazio sei grande e te volemo bene......".
Mio figlio ed io sorridiamo e gridiamo: Forza Lazio! Lasciandolo li' interdetto. Negli occhi gli ho visto questo pensiero: non sono solo.
è più difficile convivere coi romanisti o lontani dalla Lazio? Pensateci..secondo me date per scontato la prima senza pensare alla seconda. Chi sta a Roma e se non va allo stadio gli rode il culo sa perché dico così. Per me ci sono pro e contro..non è così facile dare una risposta
Citazione di: erodoto il 02 Mar 2012, 15:37
dalla provincia di Latina, non puoi non essere laziale
in quelle zone la giuve la fa da padrona, seguita da milan e inter. poi, a seconda della latitudine, rioma, naples e lazio (più napoletani a formia e gaeta, più laziali e romanisti da terracina in su).
Per il resto io, dopo aver girovagato vari quartieri, vivo da tempo a San Lorenzo. non so se mi spiego. Laziale doppio :DD
Citazione di: V. il 03 Mar 2012, 03:21
è uno dei topic più belli di sempre. ti fa sentire un po' scemo. non esistono tifosi lontani a tal punto da essere diversi. e chissà quanti con le paytv si sono avvicinati, e quanti con cragnotti, lo scudetto, signori,mancini.
è bello poter fare a meno di roma, le viscere, il core, la palla di piombo che loro leccano così volentieri.
però il prossimo anno prenotate un volo o un treno. il derby vi aspetta.
è come andare a wembley a sentire i queen. solo che a volte sul palco ci trovi meat loaf.
qualsiasi cosa vi serva a roma, bussate pure
bellissimo topic
sarà per "l'apritore" del topic, sarà per quelle belle facce di Laziali di ravenna, che ho visto sabato passato, o l'accento veneto mentre si parla di "aquile", o per chi, sbattuto dalla vita sotto i portici bolognesi ti guarda come se tu fossi portatore di chissà quale valore, mentre sei solo tu, romano, a doverti inchinare di fronte a tali esempi di fiera e commovente Lazialità
esempi che potrebbero insegnare moltissimo a tanti Laziali per caso, solo perché nati nella città (sembra) giusta: Roma
Sono romano e tifo lazio, quindi vivo la realtà quotidiana. A volte è difficile viverla, perchè il confronto è immediato ma come ogni moneta c'è anche il rovescio. Guardare le loro facce livide e sentirli minimizzare alle ultime sconfitte dei Derby mi lascia gonfio di gioia. Per natura sono silente, per questo mi sento laziale nell'anima, non ho gadget sull'automobile ne distinzioni tribali come amano fare loro. Solo le chiavi di casa hanno appeso lo stemma elegante. Godo delle vittorie assaporandole e soffro delle sconfitte in silenzio ma negli anni ho imparato che in questa città, a tratti veramente incivile anche solo nel parlare di calcio bisogna adottare la regola del martello e dell'incudine, oppure del più prosaico a chi tocca nun se'ngrugna. Quando perdono e trovo qualche maleodorante tifoso della peperonica spa che mi guarda in cagnesco gli faccio capire che chi vince ha sempre ragione...in questa città.
Io vivo a parigi da 15 anni.
Tutti quelli che frequento hanno in simpatia la Lazio.
Anche perché gli altri smetto subito di frequentarli.
Citazione di: italicbold il 06 Apr 2012, 09:51
Io vivo a parigi da 15 anni.
Tutti quelli che frequento hanno in simpatia la Lazio.
imho, perché tu ti poni da Laziale e loro, anche se non hanno la cartina al tornasole di un romoletto lì davanti che dimostri loro che la merda è merda no pain au chocolat, ti vedono per la persona che sei
per dire, io ripeto sempre che ho dei colleghi che arrivano un po' da tutta italia
appena arrivati, i romoletti, tipicamente, li omaggiano della loro simpatia chiedendo "evvabbè, sei de ****** ma mo' che sei qui a Roma per quale squadra avrai simpatia?" (come se ci fosse un unico contatore dei simpatizzanti e loro godessero a vedere accrescere i numeri...come se io dovessi godè pe' le scopate che se fa rocco siffredi)
insomma, 'sti secchi de piscio ogni volta se comportano così
e quando lo straniero dice loro "mah, io sono del ***** ma la aesse mi sta simpatica", devi da vede' come gongolano, guardandomi
io ripeto sempre la sstessa cosa
"aspetto due, toh, tre anni: e vi odieranno, come e forse più di quanto vi odio io"
e capita sempre così: ho colleghi siciliani del milan, o beneventano del napoli o lucani della juve, che li schifano come fossero la peste, ai romoletti ed alla rioma tutta
8)
che domande!
è OVVIO!
lontano dalla capitale.
Citazione di: Adler Nest il 05 Apr 2012, 18:43
Carignano e' un piccolo paese alle porte di Parma. Ci saranno in tutto 400 abitanti. 2 sono Laziali.
Fino a ieri.
Ieri tornando a casa in auto vedo davanti a me un jogger.
Ha qualcosa di familiare: il colore mi dice che potrebbe essere una maglia d'allenamento modello 2010. E infatti sulle spalle vedo scritto S.S. Lazio con quel font puntinato.
Non ci posso credere!
Lui ha le cuffie su e continua a correre. Allora io rallento , seleziono dai file audio della mia auto la Cartella. Lazio, abbasso il finestrino, alzo il volume quel tanto che mi possa sentire senza pero' che sia ad un volume tale che sia una tamarrata e metto su Vola Lazio Vola.
" Perche' il coro che famo tutti quanti insieme dice Lazio sei grande e te volemo bene......".
Mio figlio ed io sorridiamo e gridiamo: Forza Lazio! Lasciandolo li' interdetto. Negli occhi gli ho visto questo pensiero: non sono solo.
bellissimo il tuo racconto, e sei stato un grande a fargli sentire la canzone...quant'è bello esse Laziali..
sono nato a roma ma vivo da sempre in provincia, agro romano/pontino.
nella mia città, prima delle fantastiche vittorie morali e delle pubblicità telefonica e dell'avvento dei cartoni americani, regnava una sorta di equilibrio tra Noi ed i canidi abruzzesi.
ora purtroppo le strade sono invase da improbabili accostamenti bicromatici.
inizialmente mi davano veramente fastidio ma col passar del tempo sono diventati parte integrante del paesaggio come può essere un cassonetto della spazzatura pieno o una casa diroccata..situazioni che sai che prima o poi saranno sanate svuotando il cassonetto ed abbattendo la casa..
in definitiva credo che sia molto semplice vivere la lazialità sia a roma sia fuori roma, lontano o vicino che sia, perché stiamo parlando di LAZIALI,NON PERSONE QUALSIASI..GENTE FORTE CON RADICI FORTI.. :asrm :since
48 anni. Dall'84 a Bologna. I primi due anni sono stati duri. Adattarsi ad un nuovo modo di fare, pensare, vivere le cose. Via via una sempre più insistente insopportazione per Roma, per tutti quegli aspetti di inciviltà, non rispetto, caos endemico che fino ad allora non notavo. Via via sentivo di essere approdato al primo mondo, e che la villa gordiani che avevo lasciato era dannatamente indietro. I ritorni, quindi, sempre più diradati, e quei 3/4 giorni li vivevo con la sofferenza del figlio che rinnega la madre. Col tempo, al di là della famiglia, ho perso tutte le amicizie, i contatti, tranne un paio di amici/fratelli (guarda caso laziali).
Per anni la Lazio ha rappresentato il porto e il mare della mia romanità. Il cordone ombelicale con quella madre tradita che m'aveva tradito. Dal 2001 Lazionet è diventata la barca che mi porta in giro nel mare biancoblu, e ci navigo con costanza, parlando poco, godendomi l'ascolto come la bocca riarsa gode dell'acqua.
Negli ultimi anni ho fatto pace con mamma Roma. Grazie ai miei figli bolognesi. Che mi hanno costretto e insegnato ad amarla, di nuovo. Che sentono un legame di sangue e affetto, che sono laziali, anche se del calcio non gliene frega nulla.
Laziale fuori da Roma? Stessa difficoltà di quando stavo a Roma. Resistenza e opposizione nella capitale come a Bologna. Alle superiori 2 contro 15. Quanto mi piaceva fronteggiarli, orgoglioso e fiero della mia posizione minoritaria. E fuori Roma 30 anni a combattere gli stereotipi che la gente tira fuori quando scopre che sei laziale (e con me occorrono na ventina de secondi perché venga fuori ). "ma i laziali non sono quelli che abitano fuori Roma?", "ma i laziali non sono tutti fascisti?". Tutti quelli che ho conosciuto, e che conosco, dopo poco prendono in simpatia la Lazio e schifano gli stercaroli. Non so se per compassione e sfinimento o perché sono stato bravo a spiegargli la "storia".
Certo, lontano da Roma ho vissuto la mia Lazio in solitudine. Una piacevole ed eccitante solitudine, condivisa solo nelle pagine di Lazionet, nelle telefonate con mio padre, mia madre, i due amici.
Nel 2000, il mio secondo figlio aveva un anno e mezzo. Vinsi lo scudetto con auricolari e Tommaso(così l'ho chiamato....) in braccio in un parco alle porte di Bologna. Alle 18.04 cominciai a correre per il parco, senza emettere un suono, con lo stomaco che urlava, e gli occhi bagnati. Non rimpiango l'olimpico di quel giorno, davvero, contento di essermi vissuto quella gioia in quel modo.
E domani, dopo tanto tempo torno all'olimpico. Che negli anni mi sono concentrato in trasferte solitarie. Torno all'olimpico, che è tempo. Per Giorgio. Ci andrò con lo spirito che trasuda dalla foto di Longheggiò mentre corre tra gli scudi dei cellerini e le bottiglie in terra. Con quel sorriso sornione. Che significa fierezza, orgoglio, diversità, unicità.
Che la Lazio è unica. Tutto il resto è tremendamente noia.
Citazione di: saramago il 06 Apr 2012, 12:13
48 anni. Dall'84 a Bologna. I primi due anni sono stati duri. Adattarsi ad un nuovo modo di fare, pensare, vivere le cose. Via via una sempre più insistente insopportazione per Roma, per tutti quegli aspetti di inciviltà, non rispetto, caos endemico che fino ad allora non notavo. Via via sentivo di essere approdato al primo mondo, e che la villa gordiani che avevo lasciato era dannatamente indietro. I ritorni, quindi, sempre più diradati, e quei 3/4 giorni li vivevo con la sofferenza del figlio che rinnega la madre. Col tempo, al di là della famiglia, ho perso tutte le amicizie, i contatti, tranne un paio di amici/fratelli (guarda caso laziali).
Per anni la Lazio ha rappresentato il porto e il mare della mia romanità. Il cordone ombelicale con quella madre tradita che m'aveva tradito. Dal 2001 Lazionet è diventata la barca che mi porta in giro nel mare biancoblu, e ci navigo con costanza, parlando poco, godendomi l'ascolto come la bocca riarsa gode dell'acqua.
Negli ultimi anni ho fatto pace con mamma Roma. Grazie ai miei figli bolognesi. Che mi hanno costretto e insegnato ad amarla, di nuovo. Che sentono un legame di sangue e affetto, che sono laziali, anche se del calcio non gliene frega nulla.
Laziale fuori da Roma? Stessa difficoltà di quando stavo a Roma. Resistenza e opposizione nella capitale come a Bologna. Alle superiori 2 contro 15. Quanto mi piaceva fronteggiarli, orgoglioso e fiero della mia posizione minoritaria. E fuori Roma 30 anni a combattere gli stereotipi che la gente tira fuori quando scopre che sei laziale (e con me occorrono na ventina de secondi perché venga fuori ). "ma i laziali non sono quelli che abitano fuori Roma?", "ma i laziali non sono tutti fascisti?". Tutti quelli che ho conosciuto, e che conosco, dopo poco prendono in simpatia la Lazio e schifano gli stercaroli. Non so se per compassione e sfinimento o perché sono stato bravo a spiegargli la "storia".
Certo, lontano da Roma ho vissuto la mia Lazio in solitudine. Una piacevole ed eccitante solitudine, condivisa solo nelle pagine di Lazionet, nelle telefonate con mio padre, mia madre, i due amici.
Nel 2000, il mio secondo figlio aveva un anno e mezzo. Vinsi lo scudetto con auricolari e Tommaso(così l'ho chiamato....) in braccio in un parco alle porte di Bologna. Alle 18.04 cominciai a correre per il parco, senza emettere un suono, con lo stomaco che urlava, e gli occhi bagnati. Non rimpiango l'olimpico di quel giorno, davvero, contento di essermi vissuto quella gioia in quel modo.
E domani, dopo tanto tempo torno all'olimpico. Che negli anni mi sono concentrato in trasferte solitarie. Torno all'olimpico, che è tempo. Per Giorgio. Ci andrò con lo spirito che trasuda dalla foto di Longheggiò mentre corre tra gli scudi dei cellerini e le bottiglie in terra. Con quel sorriso sornione. Che significa fierezza, orgoglio, diversità, unicità.
Che la Lazio è unica. Tutto il resto è tremendamente noia.
Una applauso a te.
Da uno che a Villa Gordiani ancora ce abita...
Bello essere Laziali ovunque noi siamo, saremo.
Citazione di: saramago il 06 Apr 2012, 12:13
.....
Che la Lazio è unica. Tutto il resto è tremendamente noia.
:band1: :band1:
Vivo, da diversi anni, buona parte del mio tempo lontano da Roma.
Considerando che ogni ora trascorsa a Roma è interamente dedicata alla famiglia (e che la stessa, essendo la mia famiglia, è riomma esente per definizione) ho pochissimi contatti con i riommers. Questo mi fa vivere leggermente meglio i derby: non soffro le coattate successive alle loro scarse vittorie; sciarpe, tute e magliette alla cresima del nipote; la Bibbia secondo Nario alla radio, ecc.
Di contro proprio la nostalgia di casa e dei miei amici ha rafforzato il mio legame con la Lazio. Su queste pagine ritrovo lo spirito delle chiacchierate con gli amici dopo la scuola o alla fine della giornata lavorativa. Ritrovo quei bei pomeriggi passati a dissertare sull'utilità di Bacci o sull'incedibilità di Vagheggi e mi sento un po' a casa ovunque mi trovi.
metto su un business.
"week end coi romanisti".
un giro per i posti più zozzi della città, visita nella redazione del romanista, trigoria by night (dicono sia meglio), e colazioni e caffè nei bar più romanisti della capitale.
vitto e alloggio a casa mia.
venghino signori venghino a toccare.
Io vivo da 8 anni a milano dopo anni di stadio e confronto con i riomici. Continuo a non sopportarli e grazie al satellite seguo saltuariamente qualche loro trasmissione per non perdere l'abitudine a detestarli. I laziali che ho conosciuto qua (in tutto tre ) non hanno percezione di cosa significhi essere laziale a roma per cui sono capaci anche di dirti che la roma in fondo meritava lo scudetto ai danni dell'inter....vabbe' poi si fa l'abitudine a tutto...anche a mio figlio di due anni che dice "tre" con una e cosi' aperta che sembra fiorello che imita mike bongiorno....
Per fortuna ogni giorno mi leggo questo forum e mi dico "quant'e' bello esse laziali"
Complimenti all'autore del topic, ha "scoperchiato" una serie di storie molto interessanti e ha stimolato molte "new entry" nel popolo di Lazionet a raccontare le proprie emozioni e vicissitudini.
Per la mia esperienza di vita vissuta a Roma fin dalla nascita, è più difficile vivere da laziale a Roma, per i chiari motivi di "vicinanza" fastidiosa, zotica e spocchiosa (anche se i miei migliori amici sono romanisti dalla testa ai piedi.. :o)
:beer:
Citazione di: V. il 06 Apr 2012, 14:45
metto su un business.
"week end coi romanisti".
un giro per i posti più zozzi della città, visita nella redazione del romanista, trigoria by night (dicono sia meglio), e colazioni e caffè nei bar più romanisti della capitale.
vitto e alloggio a casa mia.
venghino signori venghino a toccare.
Caro V.: facciamo cosi', poi si puo' mettere su un business invece sugli angoli di vera Lazialita', sul locale giusto dove andare a mangiare magari con Kalle e Porga raffinati gastronauti e discuisire di Lazio, di libri e di musica, passando da Bacci a Mozart attraverso Vagheggi e vagheggiamenti.....
Poi ricambio l'ospitalita' a Parma dove il cielo quando e' bello ricorda il pantone della Lazio 2008-2009....
Come da 'testo personale' sotto al nick, ma non per questo meno fiero ed orgoglioso della mia 'malattia' ereditaria.
Per rispondere alla domanda di Adler, sicuramente sono più i contro che i pro per noi 'extra GRA'.....
Citazione di: porgascogne il 02 Mar 2012, 08:59
è più difficile fuori
a roma, il paragone continuo con le merde ti fa sentire vivo ed è taaaanto liberatorio
insomma, a Bolzano tra Milanisti, Interisti e Rubentini, non si sta male. Colleghi ed amici simpatizzano tutti per la Lazio e soprattutto ritengono pensano che i romanisti siamo come i Cesaroni... Poi se perdi il derby, il giorno dopo vai in ufficio tranquillo.
Anche girare con la maglia della Lazio è più bello, perché ti guardano con rispetto, come se il fatto di distinguersi dalla massa sia ben visto. Il contrario che a Roma.
E' strano x molti,xke' abitando in provincia di Bari molti si chiedono sempre il xke' di questa scelta...Io rispondo che essere Laziali e' uno stile di vita,infatti lo sono diventato a dieci anni innamorandomi follemente della curva Nord! Ora ne ho 39,e la Lazio ce l'ho nel sangue,il mio soprannome e' il Laziale,inutile dirvi quanto ne vado fiero! :ssl
http://www.youtube.com/watch?v=EGD3QkmckSU
:band1:
Citazione di: noodles il 06 Apr 2012, 18:17
insomma, a Bolzano tra Milanisti, Interisti e Rubentini, non si sta male. Colleghi ed amici simpatizzano tutti per la Lazio e soprattutto ritengono pensano che i romanisti siamo come i Cesaroni... Poi se perdi il derby, il giorno dopo vai in ufficio tranquillo.
Anche girare con la maglia della Lazio è più bello, perché ti guardano con rispetto, come se il fatto di distinguersi dalla massa sia ben visto. Il contrario che a Roma.
sì però fuori da Roma non hai la Lazio, non la puoi vedere, per vederla devi farti i Km
Ecco , in queste ore vivere a Napoli ed essere tifosi della Lazio è una lotta molto faticosa.
Citazione di: mi65 il 06 Apr 2012, 14:59
Io vivo da 8 anni a milano dopo anni di stadio e confronto con i riomici. Continuo a non sopportarli e grazie al satellite seguo saltuariamente qualche loro trasmissione per non perdere l'abitudine a detestarli. I laziali che ho conosciuto qua (in tutto tre ) non hanno percezione di cosa significhi essere laziale a roma per cui sono capaci anche di dirti che la roma in fondo meritava lo scudetto ai danni dell'inter....vabbe' poi si fa l'abitudine a tutto...anche a mio figlio di due anni che dice "tre" con una e cosi' aperta che sembra fiorello che imita mike bongiorno....
Per fortuna ogni giorno mi leggo questo forum e mi dico "quant'e' bello esse laziali"
Guarda che di Laziali a Milano non siamo pochi. Il fatto è che siamo gente civile. Ma se un laziale afferma che "in fondo" (*) quelli là meritavano lo scudetto ai danni dell'inter, allora non è affatto Laziale!
(*) In fondo ar bucio der ... !!
... ecco dove se lo sono preso lo scudetto!
Non metto in dubbio la civilta', e' insita nella nostro modo di vivere. Quello che volevo dire, ma mi sono spiegato sicuramente male, e' che e' piu' facile essere laziali lontani da roma, senza la necessita' di doverli sopportare dopo una nostra sconfitta o, addirittura peggio, dopo una loro vittoria.
Figurati, volevo sottolineare il fatto che i caciaroni, i "bori" ... quelli che "io so' daa cabitale!" sono loro mentre noi abbiamo un comportamento molto più compassato e, giustappunto, civile e non ci facciamo notare troppo.
Citazione di: mi65 il 06 Apr 2012, 23:23
Non metto in dubbio la civilta', e' insita nella nostro modo di vivere. Quello che volevo dire, ma mi sono spiegato sicuramente male, e' che e' piu' facile essere laziali lontani da roma, senza la necessita' di doverli sopportare dopo una nostra sconfitta o, addirittura peggio, dopo una loro vittoria.
scusa una cosa però, la lazialità non ha certamente solo a che fare col rapporto coi romanisti.. sennò davvero c'hanno ragione a dire che pensiamo sempre a loro! Tutti a parlare della difficoltà di aver a che fare con loro.. ma invece tutto il resto?
Citazione di: Adler Nest il 06 Apr 2012, 15:52
si puo' mettere su un business invece sugli angoli di vera Lazialita', sul locale giusto dove andare a mangiare magari con Kalle e Porga raffinati gastronauti e discuisire di Lazio, di libri e di musica, passando da Bacci a Mozart attraverso Vagheggi e vagheggiamenti.....
tu chiedi la morte civile. :D
ma l'invito resta valido.
Non ho vissuto l'essere laziali a roma se non quando facevo l'università, da pendolare. L'ho vissuto nella regione (intendo regione Lazio), dove ho abitato per più di trent'anni, e da lontano dove abito da alcuni anni. Sono esperienze completamente diverse di cui dirò solo quella che mi pare la differenza più vistosa, sottacendo del resto. Giù al paese l'essere laziale era una cosa che ti definiva nel rapporto con gli altri e che informava quasi tutta la tua giornata. Eri prima laziale, poi eri il tuo soprannome, poi eri il tuo nome, poi eri il figlio di, poi eri quello che facevi, quello che avevi studiato, e così via. Qui dove vivo adesso sono prima la mia professione, poi il mio titolo di studio, poi il signor tuo nome, poi il cliente di qualcuno, poi ecc., poi, molto poi ed eventualmente, sei uno della lazio. I miei colleghi lo sanno che sono della lazio e anche tifoso accanito, ma non è questo quello per cui ti conoscono, in fondo. Per raccontare due episodi, ero con un collega quando incrociai la squadra dei cani all'aeroporto di linate una domenica sera e quel collega vide il modo in cui mi rabbuiai e iniziai a smadonnare appena li vidi. Oppure, quando mi presentarono il nuovo dirigente, una di roma vagamente, a suo dire, difettosa, la prima cosa che le dissi, tanto per mettere le cose in chiaro in materia, fu un "quel cretino di totty" che deve averla intimorita parecchio perché nei nostri rapporti non c'è più stato alcun riferimento al calcio. Ecco, loro lo sanno, eppure per loro prima sono altro. Quindi l'essere laziale nella mia esperienza da lontano ha tutt'altra valenza.
E poi ci sono i rapporti con i canidi, che da lontano riescono ad essere molto più distaccati. Ne ho conosciuti tre qui dove vivo e sono stati tutti rapporti sereni e improntati alla cordialità, anche quando si parlava di calcio. Da vicino anche erano cordiali, per carità siamo gente civile, e anche loro nella maggior parte dei casi, ma c'era sempre una vaga incazzatura di fondo.
Oggi , per trovare qualcuno con cui condividere le mie emozioni sono dovuto entrare per forza su Lazionet , non che sia una cosa cosi' brutta , intendiamoci , pero' già mi rode non esserci stato allo stadio in questa giornata storica (che poi pure se non fosse stata storica sarei stato contento lo stesso di vedere la Lazio) , se poi non trovi nessuno con cui discutere di Lazio ...
Vivo da trentacinque anni in provincia di Cuneo, mi ci sono trasferito con la famiglia che avevo dieci anni. Sono nato a Roma e sono Laziale ( grazie Papa'). Una delle cose che ricordo con più piacere della mia infanzia e' l'ingresso in tribuna Tevere alla mia prima partita (quel Lazio verona del 74). Ho evitato di andare in scuole infestate da piccoli riomici durante i terribili anni 80. Ma mi sono perso gli anni 90 e lo scudetto. Mi sono visto due partite della stagione del -9 (Bologna e Modena visto che ero a naja a Ferrara). Il rammarico di essere lontano da Roma e di non poter venire allo stadio e' cresciuto con il passare degli anni: quando riesco a tornare (molto raramente) spesso per un motivo o per un altro non riesco a vedere la Lazio: sono riuscito a far coincidere gli impegni per Lazio Parma del 99 e il preliminare di quest'anno. Il 14 maggio del 2000 avevo accettato un invito a trascorrere una domenica al mare in Liguria con un mio carissimo amico (della viola) e rispettive famiglie. Non ce la facevo a stare a Cuneo a veder sfilare i ladri festosi per le strade. Inutile dire che abbiamo passato il pomeriggio davanti alla tv. Se qualcuno fosse passato sull'Aurelia nei pressi di Andora (Sv) alle 18,10 avrebbe visto un matto che correva e urlava "Campioni!" con una sciarpa degli Eagles in mano.
Forza Lazio, Sempre!