Paul John Gascoigne, alias Paul Gazza Gascoigne, in arte Gazza, Gateshead 27 maggio 1967, l'eroe di Italia 90, il più grande talento inglese di fine anni 80, l'uomo mercato del momento, un personaggio, un clown, un ragazzo che faceva impazzire le folle.
E noi, una squadraccia, da poco risalita dalla B, una nobile decaduta, che faticava a risalire la china. Tanto poveri e tanto umili.
Finché nella primavera del 1991 viene fuori la notizia della ... trattativa della Lazio con Gazza! No, non può essere, ma che dici? Hi letto bene? La stella del momento, il protagonista di Italia 90, l'uomo accostato alla Juventus da chi viene trattato? Da Regalia? Sì è così, ormai non si può più smentire, ormai è fatta, anzi si va a Londra a firmare i contratti: che emozione vedere i servizi con le immagini da Ciampino e i dirigenti della Lazio che prendono l'aereo per il colpo dell'anno!
Intanto, ce lo mangiamo con gli nelle telecronache su TMC: che bello, è nostro! Finché arriva la finale della Coppa di Inghilterra, Gascoigne improvvisamente arretrato sulla linea di difesa, su una palla vagante va a dare un calcione e pof si rompe il ginocchio. Ma no!!!
Si rompe l'incantesimo, Gazza in ospedale, intervento delicatissimo, lunghissimo stop, Gazza che prova a convincere i nostri dirigenti che presto tornerà, ma intanto dobbiamo accantonare il sogno.
A questo punto parte un calvario di un anno, nel quale Gazza cerca di rialzarsi, per poi ricadere ancora una volta (risse da bar et alia). Si fa vedere nell'agosto 1991, poi finalmente nel maggio 1992 torna a Roma e all'aeroporto arrivano a salutarlo 5 mila ragazzi (tra i quali il sottoscritto: chi c'era di voi?).
Va bene, si firma, e da lì parte il suo calvario da un infortunio di quelli che in altre epoche (Rocca) avrebbe chiuso la sua carriera.
Con noi comincia a giocare e a crescere di condizione, il primo gol ... nel derby: puro orgasmo di gruppo, a 5 minuti dalla fine! Ne mette da parte 4-5 con il Pescara e poi deposita in rete, insomma sta per affermarsi con noi, quando un giovane della primavera (Nesta) in allenamento pone fine alla sua avventura nella Lazio.
Il suo personaggio troppo al centro delle cronache e il suo comportamento non proprio professionale furono un grosso ostacolo alla sua definitiva affermazione e consacrazione nel calcio italiano, problemi che poi lo hanno portato su una bruttissima strada.
In ogni caso, calcisticamente era un grande e ha fatto vedere grosse cose anche con noi. Lo ricordo con il Tottenham, gagliardo, da tutte le parti del campo, univa tecnica a spirito battagliero, un trascinatore.
Aveva numeri da vendere, anche se forse le aspettative erano eccessive, ma per noi ebbe comunque l'effetto trascinante e indimenticabile di farci uscire definitivamente dall'anonimato e di diventare grandi, seppure in maniera effimera e per breve tempo, con lui.
Peccato, Gazza! era quasi fatta!