Secondo me, per come la vedo io, il "racconto-ricostruzione" di Aquilante è troppo profondo.
Troppo ragionato. Troppo "Spectre".
Il problema è molto più semplice (chi era che diceva: La banalità del male?), molto più sedimentato, radicato, irreversibile. "Naturale" starei per dire.
Non cè, non c'è davvero necessità di un consiglio di redazione che elabori, discerna, scelga nè strategie nè scenari.
Fanno da soli, ognuno sa il suo compito.
E' come immaginare che all'epoca Berlusconi telefonasse di volta in volta a Fede o a Vespa o a Belpietro cosa dire, cosa scrivere, quale strategia, quale via... macchè!!! loro sapevano benissimo cosa fare, cosa dire. E non sbagliavano mai.
E così, i titolisti non hanno bisogno di essere imbeccati, gli impaginatori nemmeno, i redattori poi meno che mai.
Ognuno al suo posto, ognuno sa cosa fare, convinto di fare tutto per il bene de a roma.
Siamo alla pulizia etnica, voi ci scherzate.