Citazione di: DajeLazioMia il 29 Mar 2016, 23:16
Paglia:
'Emozione Lazio' ha fatto molto parlare. Diversi i dibattiti che si sono accesi dopo la sua nascita, soprattutto tra i tifosi della Lazio che non vedono molto di buon occhio il progetto. Guido Paglia, uno dei fondatori, è intervenuto a Radio Olympia per chiarire alcuni aspetti: "Se invece di leggere i post sui social si fosse letto il manifesto, molte polemiche non ci sarebbero state. La nostra iniziativa è animata dalla volontà di ricreare un sentimento di lazialità forte in un momento dove sembra che tutto si sia disgregato per colpa di una gestione dissennata della società. Nessuno ha mai parlato di voler incontrare la società, gli obiettivi sono chiari e sono stati specificati". Una chiarificazione appunto sugli scopi: "Abbiamo tre punti nell'immediato. Chiedere un confronto con il prefetto Gabrielli in merito alla questione delle barriere in curva. Costruire un dialogo con la famiglia Nervi, il comune e il Coni per il futuro del Flaminio. E la rinascita dei Lazio club. Ci sono state polemiche anche sulle adesioni annunciate e in alcuni casi smentite in queste ore. C'è stata un po' di confusione e un errore comunicativo. Però credo che sia esagerato puntare il dito in questo momento, c'era la voglia di iniziare subito con un'iniziativa sulla quale lavoriamo da due mesi. Abbiamo già parlato con Cristiano Sandri e domani lo incontreremo, così come abbiamo parlato con gli altri. Però non è giusto strumentalizzare questo aspetto". Un accenno ai post poco carini comparsi sui social: "Ho letto molti commenti fuori luogo, anche queste reazioni dimostrano che c'era bisogno di smuovere l'ambiente. Il nostro obiettivo è quello di riunificare la tifoseria per vedere se facendo massa critica si riuscirà a spingere la società a rilanciare il progetto Lazio. Solo costituendo massa critica i tifosi potranno incidere nelle scelte future della società". Per concludere Paglia ribadisce la motivazione che ha portato alla nascita dell'iniziativa: "Vogliamo far crescere il peso della tifoseria, è inutile dire e ripetere che Lotito se ne deve andare. Non porta a nulla. Più del 60 per cento della società è nelle sue mani e nessuno può toglierglielo, quindi o si rimane immobili dietro ad uno slogan o si cerca di agire cercando di acquistare un peso specifico come tifoseria che possa spingere la società a costruire una Lazio diversa.
Quindi non vogliono incontrare la società ma vogliono semplicemente fare "massa critica" per spingere l'attuale proprietà a costruire una Lazio diversa.
Io non riesco a capire come si può spingere la società a migliorare se non ci parli, solo con la forza della massa critica.
Io pure l'altro giorno ho scritto come deve migliorare la società. Due dirigenti, lo staff dei preparatori, lo staff medico e quello fisioterapico, un allenatore top, un terzino sinistro, un centravanti ed un vice Biglia. Se riusciamo a fare una "massa critica" di una ventina di netters, magari "mannamo na mail" a Lotito è vediamo che succede.
Nel frattempo, dopo due mesi di lavoro, sono partiti con un po' di confusione ed un errore comunicativo (che detto da Paglia è tutto un programma).
Per inciso "ricreare un sentimento di Lazialita' forte dove sembra che tutto si sia disgregato per colpa di una gestione dissennata della società", me pare una cazzata.
Tutto gli si può imputare a Lotito meno che la sua gestione sia dissennata. Anzi, secondo la vulgata comune, proprio il fatto che sia troppo assennata non permette di sognare la gloria e i trofei.
Per ultimo. Guido, da esperto della comunicazione, devi capire che il calcio è cambiato. Non è che puoi andare subito in puzza per le interpretazioni da social. Allora Lotito ed i giocatori della Lazio che cosa dovrebbero fare. Una conferenza stampa al giorno su quello che scrivono Marco87, Joe Strummer, Kredskin, Carib o Fish Mark?
Comunque vedremo, già mi pare che ci sia un discreto aggiustamento di rotta. Da queste dichiarazioni non mi pare di leggere al momento i "Lotito vattene" a spallate.