Appresa la notizia della qualificazione del roma contro il Porto in dieci (siamo alle solite) mi è venuto in mente Bartleby lo scrivano e ho cominciato a ripetere, a voce e per iscritto, preferirei di no.
Sarri avrebbe esclamato: derby? Ci sta il pane e la sassata.
Io, che abito in zone prossime a Matassino, cito la saggezza popolare: cacio vinto 'un si rigioca.
Quindi preferisco allontanare il confronto, pur rischiando di doverlo ritrovare in finale, intanto perché una coppa in faccia è per sempre, e poi perché l'inedito scontro in una competizione europea è un precedente di cui non sento la mancanza, per diversi motivi:
Il derby è uno stress, comunque vada. Ci sono sempre e solo tre possibilità, che in un confronto dentro/fuori diventano due. Perché rischiare? Infatti leggo di sospiri di sollievo bipartisan, ché i cuori di tutti sono refrattari alle emozioni esagerate;
Il tabellone di coppa è tra 16 buone squadre, qualche grosso nome in crisi, qualche outsider, tutte pericolose, nessuna imbattibile; quindi la possibilità di arrivare in fondo, per quanto difficile sia, non è remotissima. I bookmakers danno la Lazio quarta favorita, dopo Manchester United, Tottenham e Athletic Bilbao, e l'aesse non è molto distante; quindi perché incrociare gli scarpini proprio con loro, col rischio di lanciarli verso la finale, se va male? 50% è troppo alto, stesso calcolo avranno fatto loro, almeno quelli in grado di fare di conto (se scherza, eh, nun ve la piate così);
La Lazio 24/25 partiva a fari spenti, spensierata, con buona parte della tifoseria che accarezzava le fidate vipere alloggiate nella saccoccia, vagheggiando di salvezze tranquille, ridimensionamenti tecnici esagerati eccetera. La stagione invece sta filando via in allegria, gioco brioso e divertente, un po' di sfortuna qua e là, una crescita costante, calciatori che si mettono in evidenza, partite spettacolari, gol, punti, il primato nella fase d'avvio dell'EL. Il tutto anche per la mancanza di assilli e di eccessi d'aspettativa che consente a Baroni di lavorare senza obiettivi tassativi. Comunque vada, sarà stato un successo. Metterci dentro la pressione di un dentro o fuori stracittadino, ma chi te lo fa fare? In più lo faresti da favorito, vista la distanza in campionato e in coppa, e peggio me sento: intanto nel derby di campionato si è perso senza discussioni, facendo belle sciocchezze all'inizio e non riuscendo a recuperare; poi, per definizione, lo squilibrio tecnico nel derby si attenua, a svantaggio del più forte, che nella circostanza, numeri alla mano, è la Lazio. In più c'è un incontro di mentalità opposte, tra i numerosi provocatori romanisti, almeno due da primato, vedi foto, e i laziali, anche fumantini ma poco inclini a menare per primi.
Il rischio frittata con un Paredes o un Mancini in campo c'è sempre, e se è partita la brocca a uno come Pedro immagino cosa potrebbe succedere ad altri con un arbitro poco sveglio, che in Europa può capitare. Sempre meglio di quelli prevenuti nostrani, ok, ma il rischio c'è.
Che lo corriamo a fare? Per fortuna è uscito il Plzen, se famo na birretta alla boema e ci giochiamo la partita, sperando di passare il turno, che non si sa mai. Nel frattempo incombe Venezia, che si sa che è bella ma non ci si vivrebbe. Di Francesco difrancescheggia, gioca gioca ma alla fine spesso perde e si accinge a retrocedere per l'ennesima volta, ma meglio non fidarsi, ché sull'isolotto è cascata pure la Lazio stellare, vigilia della befana, prima gara dell'anno 2000, Ganz e Maniero su un campo ghiacciato e capitombolo, 2-0.
La stagione finì in gloria, ma meglio non ripetere la scena.
Alla coppa ci penseremo quando sarà ora...

Lo sai ndo te lo devi mette sto dito?
Ti ricordi com'era il Magazine di Lazio.net?