Non sono certo le sfide che preoccupano noi Laziali.
Non sono certo le sconfitte che possono in qualche modo minare l'animo di noi Laziali.
Noi abbiamo già visto l'oblio, l'abbiamo più volte varcato, ma ne siamo tornati sempre, a ricordare a tutti, soprattutto a coloro che vorrebbero tanto vederci scomparire, che c'è una squadra a Roma che dal 1900 si chiama Società Sportiva Lazio.
Non sono queste piccole e povere ladronerie che ci porteranno a non sperare più in una Lazio nell'Europa che conta, né ci faremo condizionare da quei torti che la Lazio subisce direttamente, com'è accaduto nella gara del San Paolo, o indirettamente, come tutti i favori attuati per tendere una mano ad una piccola anzi piccolissima roma.
Non saremo certo qui a urlarvi "Vergona"; sappiamo bene- e ne abbiamo tutte le domenica la controprova- che è un sentimento che non conoscete.
Quello che vi chiediamo è rispetto, un rispetto che in 111 anni di storia ci siamo sempre guadagnati.
Chiediamo quindi rispetto innanzitutto per la nostra storia, la nostra gloriosa storia che non può certo essere insultata a favore del potente di turno.
Chiediamo rispetto per tutti i Laziali che per sostenere la proprio amata spendono soldi sudati con gli abbonamenti , con i biglietti e con le pay tv.
Chiediamo rispetto per i nostri sentimenti, che non possono essere feriti da visioni sconcertanti, quali quelle a cui siamo stati costretti oggi al San Paolo.
Chiediamo rispetto per la le nostre maglie, che non possono essere insultate ogni domenica da comportamenti di arbitri non all'altezza del loro compito.
Allora è evidente che non sono molto bravo nell'arte dello scrivere, e vi assicuro non sono per niente permaloso; quindi ogni correzione, aggiunte, critica e perculeggiamento sono da me ben accetti.
Quindi quello che ho scritto può benissimo venir cestinato senza alcun problema; è giusto per capire quello che vogliamo, se lo vogliamo, scrivere. Se è una cosa di questo tipo, oppure una specie di dossier.