Abbate:
http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/lazio/2011/04/04/news/lotito_arbitri-14475332/Lotito all'attacco
"Persa la credibilità"Il presidente della Lazio rilancia le accuse dopo la sconfitta con il Napoli. "Danneggiati da errori evidenti: non ce lo possiamo permettere perché la Champions vale 25 milioni"di ALBERTO ABBATE
ROMA - Il passo falso dell'Udinese non placa l'ira di Lotito. Anzi, la fomenta: "Con la vittoria ora saremmo al quarto posto, avremmo scavalcato i bianconeri". Nonostante gli obiettivi d'inizio stagione fossero altri, ora il presidente biancoceleste crede all'impresa e non vuole più altri bastoni fra le ruote: "Con il fair play finanziario i 25 milioni della qualificazione in Champions fanno la differenza e io ho l'obbligo di tutelare la Lazio, una società quotata in borsa".
All'indomani della sconfitta del San Paolo, Lotito torna prepotentemente a farsi sentire: "I miei commenti nel post-gara hanno fatto clamore - spiega a Radio Anch'io lo Sport - ma in realtà mi sono soltanto limitato a constatare dei fatti che snaturano la certezza del diritto. La nostra è stata una sconfitta immeritata". Nessun fato avverso, l'arbitro Banti ha mandato di traverso a Lotito l'ultimo pranzo domenicale: "Si dice che alla fine del campionato ci siano sempre delle compensazioni, ma se guardate le partite della Lazio ancora non ci sono state. Noi abbiamo avuto soltanto due rigori a favore, altre squadre ne hanno ottenuti ben 14. Sono per il rispetto delle regole e, se non c'è obiettività, la gente perde la voglia di assistere alle partite, non ha più fiducia nella credibilità delle istituzioni". Sono concetti che il presidente della Lazio esprime ora pubblicamente, accecato dalla rabbia, ma che pensa e sostiene da tempo.
Gli stessi contenuti li aveva svelati dieci giorni fa a Lubiana. In Tribuna aveva parlato a lungo con Nicchi, presidente dell'Aia, prima dell'inizio di Slovenia-Italia. Aveva chiesto rispetto per la sua Lazio, ora lo ribadisce con altri toni. E' pronto a portare avanti nuove azioni, ma non si sbilancia: " "Le azioni, io, le metto in atto, non le preannuncio. Ora dico solo che se la classifica non corrisponde alla meritocrazia, cosa dobbiamo fare? Il problema di fondo è che mi sono inserito in un sistema in cui non c'è certezza. I conti si faranno alla fine, ma io voglio essere valutato per meriti o demeriti, non per cose che non dipendono dalla mia volontà: creiamo le condizioni perché queste cose non accadano".
Lotito torna anche sugli episodi incriminati del San Paolo. Dal gol fantasma di Brocchi al penalty di Cavani: "Dobbiamo creare uniformità di giudizio, obiettività. Per questo ho chiesto l'uso della tecnologia, per avere la certezza delle decisioni. Ma per vedere quel gol non ce n'era bisogno, era dentro di un metro. E poi, io sto abituando i miei al rispetto delle regole, non a tuffarsi. Con il rosso a Biava oltre al danno anche la beffa". Le sconfitte di Roma e Udinese non placano la furia di Lotito, ma oggettivamente la Lazio può tornare a sorridere. Il numero uno biancoceleste a sperare di avere quel gruzzoletto che tanto farebbe comodo: "Il calcio di una volta era romantico, ora con il fair play finanziario fanno la differenza i 25 milioni della qualificazione in Champions". Soprattutto per il prossimo mercato. E' sincero.
(04 aprile 2011)