Ho applaudito Gesulio, sono scandalizzato per che si fomenta firmando "Avanti laziali, avanti curva nord" e va a celebrare il rito distante da motivo d'essere laziali e dalla curva nord stessa.
Ma postare coreografie realizzate dagli ultras in stadi in cui non ci sono barriere divisorie, dove non vedo spazi di fuga, dove non credo che stiano tutti seduti (o, meglio, in piedi) nel posto loro assegnato ... mi sembra un voler sottolineare che se vuoi lo stadio bello devi lasciare la libertà di organizzarlo, lo stadio bello.
Altrimenti mi viene facile mostrare lo spettacolo unico, irripetibile è MAI, MAI e poi MAI, neanche emulabile della Curva Nord al derby dello scorso anno. Che oggi non potrebbe essere realizzato. E che è il facile "buon motivo" per far dire ad un difensore del maxischermo: "Ecco perché noi non ci saremo!"
Il problema sta nella autoreferenzialità che i nostri (ma non solo i nostri) ultras hanno eletto come unico modo di rappresentare il loro essere. Prima di tutto sono ultras, vivo da ultras e agisco da ultras. Poi decido se essere della Lazio, dell'Olimpia Pallacanestro o se fare il picchiatore di destra.
Ma la Lazio ed i giocatori della Lazio rimangono soli. Soli perché, a parte quei 1000 o 10.000 che andranno a vedersela a tor di quinto (da ragazzino c'è stavano le mignotte, la sera a tor di quinto) ci saranno molti vuoti lo stesso allo stadio. E staremo lo stesso tutti col culo stretto, non per un dialogo Snejder - Poborsky, ma per la paura che la palla finisca ad un giocatore di colore cui possa essere possibile fare esercizio di idiozia razzista da parte di quelli che avranno deciso di esserci comunque e che, personalmente, vorrei sparissero dalla faccia della terra.