Avevate letto le dichiarazioni di Lotito in merito?
È un fiume in piena il presidente Lotito all'uscita dal centro sportivo di Formello. Il patron biancoceleste si è soffermato a lungo con i giornalisti presenti per spiegare che la posizione di Reja sulla panchina della Lazio non è assolutamente a rischio, confermando però il malessere esternato dal goriziano: «Innanzitutto nessuno ha respinto le dimissioni perché nessuno... - il presidente non ha chiuso la frase e ha proseguito - Sicuramente qui va regolamentato l'ambiente, mi riferisco ai tifosi ma anche ai mezzi di comunicazione che cercano in tutte le maniere possibili e immaginabili di creare il caso e di destabilizzare. Questo non va bene perché siamo alla seconda partita e non è possibile che l'allenatore abbia responsabilità. Aggiungo una cosa importante: il giorno della presentazione è stato fischiato è questa non è una cosa corretta. Fischi prima dell'inizio del campionato mi sembrano una cosa fuori luogo e questa è responsabilità dei mezzi di informazione che danno una visione sbagliata della realtà. Forse hanno interessi a creare cortine di fumo per altre motivazioni visto che siamo presenti nella città in più posizioni. Mal comune mezzo gaudio, questo forse è l'intendimento ma noi non abbiamo nessuna preoccupazione. Abbiamo allestito una squadra che riteniamo competitiva, constatazione tra l'altro condivisa da tutti e anche da voi. Dopo a un certo punto quando non sono arrivati i risultati ecco che tutti a dire "è colpa dell'allenatore, manca questo manca quell'altro", ma come mai le stesse considerazioni non vengono fatte anche per altre squadre che nonostante oggi ugualmente hanno stentato o stentano a raggiungere risultati in questo primissimo scorcio di campionato? Innanzitutto è un organico che si deve amalgamare, c'è una stagione dal punto di vista particolare visto che il caldo è eccessivo per il tipo di stagione, ci sono stati una serie di infortuni. Ci sono state una serie di situazioni che hanno inciso e soprattutto ci sono anche dei risultati che sono stati condizionati da episodi. Questi non possono vanificare la credibilità della squadra e la capacità professionale dell'allenatore. L'allenatore non si tocca. È chiaro? Non si tocca – ha scandito più volte il patron biancoceleste -. Chi pensa di poter condizionare l'allenatore sbaglia perché l'allenatore non si tocca. Lo stabilità la società e il sottoscritto se l'allenatore non è idoneo o è idoneo. Nella fattispecie mi risulta che oltre a essere idoneo, è una persona preparata, una persona estremamente seria, la squadra sta con l'allenatore e non vedo perché mai lo dovrei cambiare. Tutte queste chiacchiere che vengono scritte "dimissioni non dimissioni", se ogni giorno la gente cerca di intimidire l'allenatore è chiaro che possa dargli fastidio, ma la società sta con lui, il presidente sta con lui e visto che comando io e non certo i tifosi o i mezzi di informazione, quando deciderò se dovessi decidere che l'allenatore non è più idoneo prenderò le mie decisioni, ma nella fattispecie il problema non si pone perché l'allenatore ha il supporto della squadra, ha dimostrato capacità e professionalità. Quindi sono tutte notizie prive di fondamento e destabilizzanti». Dopo questa importante presa di posizione, Lotito ha indicato nei giornalisti e nell'ambiente in generale le cause della reazione dell'allenatore: «Reja è una persona per bene, e come tutte le persone con un briciolo di amor proprio se ogni giorno gli viene detto "hai rotto le scatole, vattene" alla fine si stufa e non è che fa piacere a tutti. Poi c'è chi reagisce come me, che non mi intimidisco ma anzi accresco la mia forza di reagire, e c'è chi invece dice "ma perché devo subire tutte queste umiliazioni?". Ed ha perfettamente ragione, sono cose improprie, non dovute e non meritate. La società condanna questi tipi di atteggiamenti». Lotito ha poi precisato che la visita ai ragazzi è stata dovuta solamente al fatto che prima non aveva avuto modo a causa della squalifica: «Io ho voluto incontrare la squadra perché sono stato per 44 giorni squalificato e non ho avuto contatti con la squadra perché sono uno che rispetta i provvedimenti. Mi sembrava doveroso incontrarli perché c'erano anche nuovi giocatori arrivati quando io non ero operativo e ho voluto fare il punto sulla situazione su quelli che devono essere i ruoli dei giocatori, su quella che è l'organizzazione della società, su quelli che sono gli atteggiamenti che deve adottare la squadra nei confronti della società, dell'allenatore e della piazza. L'umore non è legato alla società. Reja ha fatto considerazioni personali riferite all'ambiente. La stampa deve smettere di rompere le scatole. Se lo fate con me io mi diverto e ci gioco, se lo fate con altri ci possono rimanere male. È un problema questo che dobbiamo evitare che si riproponga e la società farà di tutto per farlo, con tutti i mezzi legali. Reja non è mai stato scaricato, tutt'altro. Lui è l'allenatore e nessuno ha mai pensato di toglierlo. Non consentirò che venga continuamente screditato».