Giornalisti che parlano di Lazio....

Aperto da gentlemen, 30 Apr 2014, 19:04

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calimero

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Citazione di: Davy_Jones il 28 Mag 2020, 15:25
le iene quelli che hanno provato a vendere la teoria che olindo e rosa sono innocenti?

Comunque pare che sto servizio che non doveva essere reso pubblico prima di martedì l'hanno visto tutti. A leggere i resoconti di calciomercato.com Ruzzi dice che 7 milioni li hanno presi dalla Lazio come da contratto, altri 13 dovevano arrivare dalla "triangolazione" con la Pluriel, ma 3 di questi non gli sono stati riconosciuti.

A casa mia questo significa che gli altri 10 gli sono stati pagati.

Ce facesse vede na cazzo de ricevuta.

AquiladiMare

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Io invece vorrei sapere come è nato questo servizio

Chi ha chiamato chi???

Perché non credo proprio che la redazione delle iene abbia pensato a questa inchiesta tra le varie possibili

italicbold

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Da segnalare l'articolo di Rindone di oggi dove si parla di offerte per SMS intorno ai 60/70 milioni di euro.
E di Lotito che potrebbe/dovrebbe accettare perche, cito, in tempi di coronavirus vale la regola "prendere o lasciare". 
Mi piacerebbe che Rindone venga invitato direttamente dal presidente ad assistere alla telefonata, eventuale, con gli emissari del MU che avrebbero offerto 60 milioni per SMS. E che sia sommerso dagli schizzi di saliva del presidente per la incommensurabile pernacchia che darebbe come risposta.

Dissi

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Citazione di: italicbold il 29 Mag 2020, 09:14
Da segnalare l'articolo di Rindone di oggi dove si parla di offerte per SMS intorno ai 60/70 milioni di euro.
E di Lotito che potrebbe/dovrebbe accettare perche, cito, in tempi di coronavirus vale la regola "prendere o lasciare". 
Mi piacerebbe che Rindone venga invitato direttamente dal presidente ad assistere alla telefonata, eventuale, con gli emissari del MU che avrebbero offerto 60 milioni per SMS. E che sia sommerso dagli schizzi di saliva del presidente per la incommensurabile pernacchia che darebbe come risposta.

Deve abbassare le pretese, stacce!

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Sirius

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Citazione di: italicbold il 29 Mag 2020, 09:14
Da segnalare l'articolo di Rindone di oggi dove si parla di offerte per SMS intorno ai 60/70 milioni di euro.
E di Lotito che potrebbe/dovrebbe accettare perche, cito, in tempi di coronavirus vale la regola "prendere o lasciare". 
Mi piacerebbe che Rindone venga invitato direttamente dal presidente ad assistere alla telefonata, eventuale, con gli emissari del MU che avrebbero offerto 60 milioni per SMS. E che sia sommerso dagli schizzi di saliva del presidente per la incommensurabile pernacchia che darebbe come risposta.


So' tutti ricchi coi soldi degli altri... :)

italicbold

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Più che altro, sicuramente, in un'altra parte del giornale, un collega di Rindone avrà scritto che c'é un tesoretto che aspetta Petrachi per la vendita di Klujvert e Under.

MisterFaro

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Citazione di: italicbold il 29 Mag 2020, 09:14
Da segnalare l'articolo di Rindone di oggi dove si parla di offerte per SMS intorno ai 60/70 milioni di euro.
E di Lotito che potrebbe/dovrebbe accettare perche, cito, in tempi di coronavirus vale la regola "prendere o
lasciare
".
Mi piacerebbe che Rindone venga invitato direttamente dal presidente ad assistere alla telefonata, eventuale, con gli emissari del MU che avrebbero offerto 60 milioni per SMS. E che sia sommerso dagli schizzi di saliva del presidente per la incommensurabile pernacchia che darebbe come risposta.

Mbe' un'alternativa c'è l'ha lasciata, buonista!

tommasino

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Citazione di: italicbold il 29 Mag 2020, 09:14
Da segnalare l'articolo di Rindone di oggi dove si parla di offerte per SMS intorno ai 60/70 milioni di euro.
E di Lotito che potrebbe/dovrebbe accettare perche, cito, in tempi di coronavirus vale la regola "prendere o lasciare". 
Mi piacerebbe che Rindone venga invitato direttamente dal presidente ad assistere alla telefonata, eventuale, con gli emissari del MU che avrebbero offerto 60 milioni per SMS. E che sia sommerso dagli schizzi di saliva del presidente per la incommensurabile pernacchia che darebbe come risposta.
Sono OT perchè riporto una notizia che non riguarda la Lazio, ma comunque è attinente.
Ho letto che la valutazione attuale di lautaro è addirittura superiore ai 111 mil previsti dalla clausola, perche il CIES (osservatorio internazionale specializzato sul calcio) ha deciso così.
Dobbiammo stacce!

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dario

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Citazione di: Sirius il 29 Mag 2020, 09:27
So' tutti ricchi coi soldi degli altri... :)
Ma poi soprattutto salta a piè pari il piccolo dettaglio che Lotito, se vende, vende a molto.
Vivono sulla Luna, questi.

DajeLazioMia

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dario

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Aggiungo: pure il PSG che offre 15 milioni per Marusic fa ridere.
Ma come: spendono vagonate di trilioni di trilioni per chiunque e a noi offrite 15 milioni?
Manco per farvelo vedere in cartolina!

A.Nesta (c)

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Parliamo di cose serie: Lugano arriva? e Chevanton?

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AquiladiMare

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Quale sarà lo scandalo che verrà riportato alla luce oggi?

sono in trepidante attesa...

ZombyWoof

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Hanno detto che Lotito se vuole vendere deve abbassare le pretese?

Di pastore che dice che la roma ha grossi problemi finanziari e dovrà vendere molti dei meno peggiori, e comprare giovani al loro posto, ne hanno parlato?

L'offerta Cutrone + 20 mijoni per Correa per quale motivo è saltata, si sa?




Adler Nest

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Intanto arrivano ulteriori rivelazioni di Brambati:
su Strakosha mi sono confuso: volevo dire Savic, Milinkovic Savic: Quale? Non si sa.
Da fonti assolutamente certe so per certo che certamente è stato Lotito ad offrire (un) SMS al PSG.

Adler Nest

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Altra perla, altro pirla....

I PADRONI DEL CALCIO HANNO SEMPRE GIOCATO (Il Fatto Quotidiano)

Si riparte I vari Lotito, De Laurentiis e Preziosi non hanno mai smesso di rincorrere i miliardi dei diritti tv. Sconfitto Malagò, che non riesce a controllare la Lega


Ormai da tre mesi non si gioca una partita di campionato. La ripresa è fissata al venti giugno. Eppure ogni giorno da tre mesi le lobby del calcio – al plurale, ma saldate da legittimi interessi di potere e di denaro – giocano per non perdere. I patron Claudio Lotito (Lazio), Enrico Preziosi (Genoa), Aurelio De Laurentiis (Napoli) hanno giocato, ricorrendo spesso a falli di confusione, a interventi degli arbitri politici, soprattutto dem e renziani, per non perdere i milioni di euro che le televisioni devono pagare per i diritti tv. E le televisioni, capeggiate dal gruppo Sky con la sorellina Dazn, hanno giocato per non perdere i 212 milioni –ultima rata per la stagione sospesa – con uno spettacolo finto e poco, o per niente, invocato dal pubblico pagante (in poltrona). Urbano Cairo (Torino), Giampaolo Pozzo (Udinese), Massimo Ferrero (Sampdoria), insomma squadre terrorizzate dalla retrocessione o indifferenti all'esito formale del campionato o in più complessi e speciali rapporti con Sky Italia (come Cairo), hanno giocato per non perdere posizioni già acquisite o vantaggi per domani. Tutti i presidenti, distribuiti in correnti al pari dei virologi, quelli che preconizzano catastrofi umanitarie e quelli che ammiccano al complottismo sanitario, erano d'accordo su un punto: non saldare le mensilità ai calciatori milionari e scovare un espediente per scaricare il conto allo Stato. Il sindacato, per modo di dire, dei calciatori (Aic), affidato all'ex centrocampista riflessivo Damiano Tommasi, ha tuonato contro i ritorni affrettati in campo, le gare previste sotto la calura di luglio, la fragilità muscolare dei giocatori, ma mica s'è fatto mai latore di un messaggio, per quanto simbolico, di disponibilità: pronti a ridurci gli ingaggi, spesso milionari in Serie A. Anzi l'Aic ha protestato per i lunghi ritiri, i palleggi in quarantena e pure i tamponi: sacrifici talmente lancinanti da provocare depressione, hanno infine ammesso con contrizione.
LA LEGA DI SERIE A, che riunisce le venti società tradizionalmente divise, ha tutelato, a volte in maniera maldestra, gli introiti che nutrono il sistema: i diritti tv. Paolo Dal Pino, il presidente di Lega eletto dopo l'Epifania, s'è ritrovato tirato di qua e di là da fazioni opposte tranne che per il mandato di recuperare quei 212 milioni di euro (di cui 136 di Sky). La Figc di Gabriele Gravina e il Coni di Giovanni Mal ag ò hanno giocato per non perdere le stimmate di ragionevoli e istituzionali uomini di sport che respingono gli assalti dei famelici patron di Serie A, disposti a incentivare la pandemia pur di raccattare quei milioni. In realtà, la coppia era assortita male. Infervorato da un senso di vendetta nei confronti del calcio che non è riuscito a domare con il commissario Fabbricini, Malagò desiderava imporre la primazia del Coni sulla Figc e, in estrema istanza, sulla Lega. D'altronde Malagò è il padrone del Coni che, temendo un fallimento, ha rinviato i Mondiali di Sci di Cortina dal marzo 2021 al marzo 2022 dopo le Olimpiadi invernali di Pechino. Geniale. Gravina, con spirito politico e ambizioni personali, si è spogliato degli abiti di presidente della Figc per salvare il calcio. Questo calcio. Quello dei diritti tv. Ha lavorato per la Serie A e i suoi grandi elettori in Federcalcio – tipo Lotito e Preziosi – e ha impedito a B e C di chiudere per non scontrarsi in tribunale con De Laurentiis. S'intende De Laurentiis versione proprietario del Bari in C e non del Napoli.
VINCENZO SPADAFORA, il ministro dello Sport, ha giocato per non perdere la promessa che declamò subito dopo aver giurato sulla Costituzione: sono il ministro dello Sport e non del calcio. Sp ad af ora ha agito con prudenza finché non si è scoperto circondato dalla Lega. Dal Pino ha cercato invano di scavalcarlo per aprire un canale diretto con Giuseppe Conte, addirittura con una lettera firmata e poi cestinata e già in marzo con un parere legale sul contenzioso per i diritti tv dell'avvocato Guido Alpa , mentore del premier. Questi gli schieramenti in campo che hanno generato un duello a tratti davvero appassionante con pressioni e manovre, proposte e persino emendamenti ai vari decreti legge per l'emergenza. Tanto movimento senza palla che non è servito a niente. Perché alla fine, sia ammesso, la linea l'ha tracciata la Germania che ha autorizzato la Bundesliga, poi la Spagna con la Liga e infine la Gran Bretagna con la Premier e il Covid-19 che ha allentato la sua morsa. Per una volta ha deciso l'Europa, ma potranno spergiurare che ha vinto Lotito o Gravina. Tre mesi di fantasie e di acrobazie. I presidenti di Serie A si sono inventati consulenti degli uffici legislativi dei ministeri, inondando di bozze deputati e senatori. Alcune società hanno spinto una norma per congelare di un anno il divieto di pubblicizzare le scommesse, simbolo dei 5Stelle al tempo della moralizzazione. Come una sbronza ordinata in pieno proibizionismo. Altri hanno fabbricato un testo di legge per il credito d'imposta alle sponsorizzazioni. Il calcio ha sognato di mettere in cassa integrazione gran parte dei calciatori professionisti, ma il governo ha garantito un sostegno ai giocatori con retribuzioni non superiori a 50.000 euro. Gravina ha corretto la giustizia sportiva ottenendo un comma in un decreto che annulla i ricorsi alle strutture di Figc e Coni e gli conferisce la facoltà, inedita, di riformare la composizione dei campionati a sua discrezione. Un bel successo anche per il suo vice, nonché presidente dei Dilettanti e deputato di Forza Italia, Cosimo Sibilia.
SARÀ MEMORABILE in eterno l'audizione, il 7 maggio scorso, del professor Paolo Zeppilli, capo della commissione medica della Federcalcio, davanti ai colleghi del Comitato tecnico scientifico al ministero della Salute: litigio da tempi supplementari di una coppa del mondo sul protocollo da seguire per tamponi e positivi al virus. Allora Gravina ha smentito Zeppilli. Come smentire se stesso. La Lega ha fatto causa a Sky per il canone di maggio non saldato, ma la sentenza più delicata l'aspe tta Maximo Ibarra, l'amministratore delegato dell'azienda. In carica da ottobre e assente dalla sede di Milano da febbraio, Ibarra sente la crisi in arrivo per sé e Sky, vuole recuperare col calcio i profitti che mancano e che gli azionisti americani di Comcast pretendono. Se perde male, perché le vittorie non s'intravedono, rischia. Nel frattempo l'ex ad Andrea Zappia ha riallacciato i contatti con le società di Serie A. Chi comanda in Sky è un'altra conseguenza del virus. Non s'è capito se per il calcio italiano il gol dell 'anno l'abbia segnato Angela Merkel o Claudio Lotito. Nel dubbio, qualcuno avvisi l'aquila che dovrà volare all'Olimpico.

RubinCarter

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Citazione di: italicbold il 29 Mag 2020, 09:14
Da segnalare l'articolo di Rindone di oggi dove si parla di offerte per SMS intorno ai 60/70 milioni di euro.
E di Lotito che potrebbe/dovrebbe accettare perche, cito, in tempi di coronavirus vale la regola "prendere o lasciare". 
Mi piacerebbe che Rindone venga invitato direttamente dal presidente ad assistere alla telefonata, eventuale, con gli emissari del MU che avrebbero offerto 60 milioni per SMS. E che sia sommerso dagli schizzi di saliva del presidente per la incommensurabile pernacchia che darebbe come risposta.

Rindone c ha solo na cosa bona.

La rima.

Adler Nest

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Segnalo pure sto pezzo di un presunto laziale e molto più certamente lazialunto.
Cosa non si fa per uno stipendio.....

ECCO IL MIO DIARIO DI LAZIALE SCHIZOFRENICO (Il Fatto Quotidiano)

STEFANO DISEGNI


Per quanto possa dispiacermi, alla luce delle splendide prestazioni della mia squadra del cuore (la serie di risultati favorevoli, la Juventus strapazzata due volte in 15 giorni con lo stesso rotondo punteggio, il nostro centravanti capocannoniere), prestazioni che facevano sperare in un campionato non impossibilmente vinto dalla formazione cui tengo, pur tuttavia la mia coscienza civile mi fa ritenere che, considerando le problematiche ancora non risolte, non sia opportuno riprendere la competizione calcistica. Pippe! Qua dovemo ripartì subbito sennò ce cala 'a tenzione agonistica! Le portamo 'e mascherine? Sì! A tenemo a distanza? Sì! Perciò er campionato po' ricomincià, più presto possibbile! Sennò vor di' che 'a Juve c'ha paura. Sa che Ciro nun perdona, sente er fiato biancoceleste sur collo, anzi ha capito che stamo a mette 'a freccia e usa tutto er potere d'influenza su, coso, Spatafora, pe' chiudela qua e nun fasse male! E nun ce vonnò sta'! Sarebbe davvero irresponsabile da parte di tutti, Stato, enti sportivi e tifoserie, rischiare di precipitare di nuovo il Paese in drammatici percorsi che purtroppo ben conosciamo, mettendo a rischio la salute degli stessi atleti. Dispiace, certo; congiunture positive come quella che stava attraversando il mio team non capitano ad ogni stagione, anzi, per sdrammatizzare, potrei dire che ai nostri cugini non capitano mai proprio, ma è il momento di essere seri e guardare la realtà, invocando prudenza. Aòh, ma che sei scemo? Se er campionato nun ricomincia, pe' i romanisti è 'a fine de 'n'incubbo, se stavano già a organizzà pe' er suicidio de massa come i Lemmings! Io vorei dì alle autorità: tranquille, famo i bravi, esurtàmo composti, se Sergej segna strillamo dentro i sacchetti come in aereo, ner caso famo a botte da lontano. Ma fate ricomincià 'sto campionato! L'Aquila va a vince, i gobbi li famo piagne e er trionfo lo dedicamo a Totti, tanto è autoironico. Per concludere, da tifoso biancoceleste ma soprattutto da cittadino responsabile, ho i miei dubbi sull'opportunità di tornare in campo. Allora dillo che sei d'aa Roma, er virus l'hanno spruzzato loro, poi j'è scappato de mano, tipico. Lei è matto, sono laziale da generazioni, si tratta solo di buon senso. Ma statte zitto, romanista! Taccia, incosciente! Forza Lazio. Forza Lazio.

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momi

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Citazione di: dario il 29 Mag 2020, 09:57
Aggiungo: pure il PSG che offre 15 milioni per Marusic fa ridere.
Ma come: spendono vagonate di trilioni di trilioni per chiunque e a noi offrite 15 milioni?
Manco per farvelo vedere in cartolina!

Marusic secondo me non parte per meno di 25 testoni.

Pergianluca

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Citazione di: Adler Nest il 29 Mag 2020, 11:25
Altra perla, altro pirla....

I PADRONI DEL CALCIO HANNO SEMPRE GIOCATO (Il Fatto Quotidiano)

Si riparte I vari Lotito, De Laurentiis e Preziosi non hanno mai smesso di rincorrere i miliardi dei diritti tv. Sconfitto Malagò, che non riesce a controllare la Lega


Ormai da tre mesi non si gioca una partita di campionato. La ripresa è fissata al venti giugno. Eppure ogni giorno da tre mesi le lobby del calcio – al plurale, ma saldate da legittimi interessi di potere e di denaro – giocano per non perdere. I patron Claudio Lotito (Lazio), Enrico Preziosi (Genoa), Aurelio De Laurentiis (Napoli) hanno giocato, ricorrendo spesso a falli di confusione, a interventi degli arbitri politici, soprattutto dem e renziani, per non perdere i milioni di euro che le televisioni devono pagare per i diritti tv. E le televisioni, capeggiate dal gruppo Sky con la sorellina Dazn, hanno giocato per non perdere i 212 milioni –ultima rata per la stagione sospesa – con uno spettacolo finto e poco, o per niente, invocato dal pubblico pagante (in poltrona). Urbano Cairo (Torino), Giampaolo Pozzo (Udinese), Massimo Ferrero (Sampdoria), insomma squadre terrorizzate dalla retrocessione o indifferenti all'esito formale del campionato o in più complessi e speciali rapporti con Sky Italia (come Cairo), hanno giocato per non perdere posizioni già acquisite o vantaggi per domani. Tutti i presidenti, distribuiti in correnti al pari dei virologi, quelli che preconizzano catastrofi umanitarie e quelli che ammiccano al complottismo sanitario, erano d'accordo su un punto: non saldare le mensilità ai calciatori milionari e scovare un espediente per scaricare il conto allo Stato. Il sindacato, per modo di dire, dei calciatori (Aic), affidato all'ex centrocampista riflessivo Damiano Tommasi, ha tuonato contro i ritorni affrettati in campo, le gare previste sotto la calura di luglio, la fragilità muscolare dei giocatori, ma mica s'è fatto mai latore di un messaggio, per quanto simbolico, di disponibilità: pronti a ridurci gli ingaggi, spesso milionari in Serie A. Anzi l'Aic ha protestato per i lunghi ritiri, i palleggi in quarantena e pure i tamponi: sacrifici talmente lancinanti da provocare depressione, hanno infine ammesso con contrizione.
LA LEGA DI SERIE A, che riunisce le venti società tradizionalmente divise, ha tutelato, a volte in maniera maldestra, gli introiti che nutrono il sistema: i diritti tv. Paolo Dal Pino, il presidente di Lega eletto dopo l'Epifania, s'è ritrovato tirato di qua e di là da fazioni opposte tranne che per il mandato di recuperare quei 212 milioni di euro (di cui 136 di Sky). La Figc di Gabriele Gravina e il Coni di Giovanni Mal ag ò hanno giocato per non perdere le stimmate di ragionevoli e istituzionali uomini di sport che respingono gli assalti dei famelici patron di Serie A, disposti a incentivare la pandemia pur di raccattare quei milioni. In realtà, la coppia era assortita male. Infervorato da un senso di vendetta nei confronti del calcio che non è riuscito a domare con il commissario Fabbricini, Malagò desiderava imporre la primazia del Coni sulla Figc e, in estrema istanza, sulla Lega. D'altronde Malagò è il padrone del Coni che, temendo un fallimento, ha rinviato i Mondiali di Sci di Cortina dal marzo 2021 al marzo 2022 dopo le Olimpiadi invernali di Pechino. Geniale. Gravina, con spirito politico e ambizioni personali, si è spogliato degli abiti di presidente della Figc per salvare il calcio. Questo calcio. Quello dei diritti tv. Ha lavorato per la Serie A e i suoi grandi elettori in Federcalcio – tipo Lotito e Preziosi – e ha impedito a B e C di chiudere per non scontrarsi in tribunale con De Laurentiis. S'intende De Laurentiis versione proprietario del Bari in C e non del Napoli.
VINCENZO SPADAFORA, il ministro dello Sport, ha giocato per non perdere la promessa che declamò subito dopo aver giurato sulla Costituzione: sono il ministro dello Sport e non del calcio. Sp ad af ora ha agito con prudenza finché non si è scoperto circondato dalla Lega. Dal Pino ha cercato invano di scavalcarlo per aprire un canale diretto con Giuseppe Conte, addirittura con una lettera firmata e poi cestinata e già in marzo con un parere legale sul contenzioso per i diritti tv dell'avvocato Guido Alpa , mentore del premier. Questi gli schieramenti in campo che hanno generato un duello a tratti davvero appassionante con pressioni e manovre, proposte e persino emendamenti ai vari decreti legge per l'emergenza. Tanto movimento senza palla che non è servito a niente. Perché alla fine, sia ammesso, la linea l'ha tracciata la Germania che ha autorizzato la Bundesliga, poi la Spagna con la Liga e infine la Gran Bretagna con la Premier e il Covid-19 che ha allentato la sua morsa. Per una volta ha deciso l'Europa, ma potranno spergiurare che ha vinto Lotito o Gravina. Tre mesi di fantasie e di acrobazie. I presidenti di Serie A si sono inventati consulenti degli uffici legislativi dei ministeri, inondando di bozze deputati e senatori. Alcune società hanno spinto una norma per congelare di un anno il divieto di pubblicizzare le scommesse, simbolo dei 5Stelle al tempo della moralizzazione. Come una sbronza ordinata in pieno proibizionismo. Altri hanno fabbricato un testo di legge per il credito d'imposta alle sponsorizzazioni. Il calcio ha sognato di mettere in cassa integrazione gran parte dei calciatori professionisti, ma il governo ha garantito un sostegno ai giocatori con retribuzioni non superiori a 50.000 euro. Gravina ha corretto la giustizia sportiva ottenendo un comma in un decreto che annulla i ricorsi alle strutture di Figc e Coni e gli conferisce la facoltà, inedita, di riformare la composizione dei campionati a sua discrezione. Un bel successo anche per il suo vice, nonché presidente dei Dilettanti e deputato di Forza Italia, Cosimo Sibilia.
SARÀ MEMORABILE in eterno l'audizione, il 7 maggio scorso, del professor Paolo Zeppilli, capo della commissione medica della Federcalcio, davanti ai colleghi del Comitato tecnico scientifico al ministero della Salute: litigio da tempi supplementari di una coppa del mondo sul protocollo da seguire per tamponi e positivi al virus. Allora Gravina ha smentito Zeppilli. Come smentire se stesso. La Lega ha fatto causa a Sky per il canone di maggio non saldato, ma la sentenza più delicata l'aspe tta Maximo Ibarra, l'amministratore delegato dell'azienda. In carica da ottobre e assente dalla sede di Milano da febbraio, Ibarra sente la crisi in arrivo per sé e Sky, vuole recuperare col calcio i profitti che mancano e che gli azionisti americani di Comcast pretendono. Se perde male, perché le vittorie non s'intravedono, rischia. Nel frattempo l'ex ad Andrea Zappia ha riallacciato i contatti con le società di Serie A. Chi comanda in Sky è un'altra conseguenza del virus. Non s'è capito se per il calcio italiano il gol dell 'anno l'abbia segnato Angela Merkel o Claudio Lotito. Nel dubbio, qualcuno avvisi l'aquila che dovrà volare all'Olimpico.
Ma questi Carlo Tecce e Lorenzo Vendemiale (che chiaramente la sanno lunga, molto lunga), se non ci fossero stati Lotito ed i lestofanti amici suoi, cosa avrebbero pensato fosse giusto fare?

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