Citazione di: geddie il 05 Feb 2021, 09:07
Infatti, I figli sono Laziali. Il che dovrebbe azzerare la discussione. E' vero pero' che negli anni 50 la frase incriminata difficilmente sarebbe stata pronunciata. Forse un Laziale burino andava meglio. A scanso di equivoci a me del burino I romanisti, quando ancora ci parlavo, mi hanno dato, prima rispondevo che io sono nato a viale ReginaMargherita poi ho conosciuto i Laziali burini e neanche lo ritengo più un insulto.
Non dimenticare che il figlio l'ha chiamato da Londra ieri per fargli notare in pandemonio che quel passaggio ha sollevato.
Quindi, o il figlio non ha letto il romanzo del padre (cosa che posso capire, visto il livello...) oppure l'ha letto e non si è sentito di dir nulla benché laziale.
Fate le vostre considerazioni.
Io continuo a pensare che dare addosso al laziale sia diventato ormai cool non solo nelle borgate, cosa comprensibile, ma anche all'interno delle opere di creazione.
Quindi io non accetto questa cosa. Che vadano a ironizzare i loro demoni, punto.
Poi magari Avati è talmente mediocre che davvero non l'ha fatto apposta, ma non dimentichiamoci che un libro che sarà pubblicato passa attraverso diversi lettori e uno o più editor.
Nessuno si è accorto dell'inopportunità della cosa...?
Per come vanno le cose a Roma, e nel cinema ne è pieno di 'ste cose, la cosa è stata fatta passare volontariamente da qualche peperonico frustrato che ha preso la palla al balzo invece magari di dire al Maestro Avati che quel passaggio sarebbe stato meglio scriverlo diversamente.
Alla fine ha ragione chi ha detto che sì, Avati 'stavolta ha scelto il ghost writer sbagliato...