Giornalisti che parlano di Lazio....

Aperto da gentlemen, 30 Apr 2014, 19:04

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Gio

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Non si dice che un'offesa é tale se così la interpreta chi si sente offeso, al di là delle intenzioni dell'autore? O per i Laziali non vale?
Fantasia o non fantasia é un insulto buttato lí gratuitamente.  Frutto di uno stereotipo duro a morire. C'erano mille altri modi per rappresentare la stessa cosa. Fosse in un libro che tratta di curve e di tifosi, uno capirebbe anche. Così un po' meno.

Poi, come molte cose nel mondo Lazio, la notizia fa più rumore (e danni) del fatto in sé, ma é un altro discorso.

geddie

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Infatti, I figli sono Laziali. Il che dovrebbe azzerare la discussione. E' vero pero' che negli anni 50 la frase incriminata difficilmente sarebbe stata pronunciata. Forse un Laziale burino andava meglio. A scanso di equivoci a me del burino I romanisti, quando ancora ci parlavo, mi hanno dato, prima rispondevo che io sono nato a viale ReginaMargherita poi ho conosciuto i Laziali burini e neanche lo ritengo più un insulto.

Indaco

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Citazione di: Tarallo il 05 Feb 2021, 08:59
Quindi ha dato dei merdosi ai suoi figli.

No, ha solo usato i figli per salvarsi da una figura di merda. Non sarebbe il primo che utilizza un famigliare per rimediare a una stronzata detta o fatta. Usando uno di famiglia a mo' di scudo, soprattutto poi un figlio, chi potrebbe più dirgli qualcosa?

tallondachille

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Citazione di: richard il 05 Feb 2021, 08:59
Stiamo parlando di pupi avati, i suoi film di merda li guardano in tutto 12 persone contando la famiglia, forse per i libri arrivano a 8... Gli abbiamo fatto una bella pubblicità, per fortuna i romanisti coi libri senza disegni nun je la ponno fa'.
Mannasseaffanculo (cit.)
Be no, qualche film di Pupi Avati è molto bello. Io ricordo un film con una partita a poker sanguinosissima la fine dell'anno (o era Natale) con Delle Piane e Gianni Cavina che mi è piaciuto molto.

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Tarallo

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Citazione di: Indaco il 05 Feb 2021, 09:08
No, ha solo usato i figli per salvarsi da una figura di merda. Non sarebbe il primo che utilizza un famigliare per rimediare a una stronzata detta o fatta. Usando uno di famiglia a mo' di scudo, soprattutto poi un figlio, chi potrebbe più dirgli qualcosa?

Quindi il suo intento era di insultare i laziali, inclusi i figli.
Continuo a non capire la distinzione.
Usa i figli come scudo, ma li ha insultati. O no?

Indaco

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Citazione di: Tarallo il 05 Feb 2021, 09:10
Quindi il suo intento era di insultare i laziali, inclusi i figli.
Continuo a non capire la distinzione.
Usa i figli come scudo, ma li ha insultati. O no?

Quando ha scritto il libro non ci ha fatto caso, probabilmente per superficialità, volendo dare colore e veridicità a un racconto. Quando, a distanza di tempo, qualcuno si è inalberato e ha reso la cosa pubblica, o ammetteva di essere stato un [...] sciatto e superficiale, o provava a salvarsi, utilizzando una delle cose più care che ha, i figli, pensando che usando i figli nessuno gli avrebbe più potuto dire nulla. Diciamo che i figli sono stati l'atout con cui ha pensato di chiudere una partitaccia (ormai per lui).

Millenovecento Lazio

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Citazione di: geddie il 05 Feb 2021, 09:07
Infatti, I figli sono Laziali. Il che dovrebbe azzerare la discussione. E' vero pero' che negli anni 50 la frase incriminata difficilmente sarebbe stata pronunciata. Forse un Laziale burino andava meglio. A scanso di equivoci a me del burino I romanisti, quando ancora ci parlavo, mi hanno dato, prima rispondevo che io sono nato a viale ReginaMargherita poi ho conosciuto i Laziali burini e neanche lo ritengo più un insulto.

Non dimenticare che il figlio l'ha chiamato da Londra ieri per fargli notare in pandemonio che quel passaggio ha sollevato.
Quindi, o il figlio non ha letto il romanzo del padre (cosa che posso capire, visto il livello...) oppure l'ha letto e non si è sentito di dir nulla benché laziale. 

Fate le vostre considerazioni.

Io continuo a pensare che dare addosso al laziale sia diventato ormai cool non solo nelle borgate, cosa comprensibile, ma anche all'interno delle opere di creazione.
Quindi io non accetto questa cosa. Che vadano a ironizzare i loro demoni, punto.
Poi magari Avati è talmente mediocre che davvero non l'ha fatto apposta, ma non dimentichiamoci che un libro che sarà pubblicato passa attraverso diversi lettori e uno o più editor.
Nessuno si è accorto dell'inopportunità della cosa...?
Per come vanno le cose a Roma, e nel cinema ne è pieno di 'ste cose, la cosa è stata fatta passare volontariamente da qualche peperonico frustrato che ha preso la palla al balzo invece magari di dire al Maestro Avati che quel passaggio sarebbe stato meglio scriverlo diversamente.

Alla fine ha ragione chi ha detto che sì, Avati 'stavolta ha scelto il ghost writer sbagliato... :=))

Buckley

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raga', non so voi ma io e' da quando so' nato che mi sento chiamare "laziale di merda". Quando scegli di appartenere a una minoranza, questo e' cio' che ne consegue. In politica, nella musica, nell'arte, nello sport, sono sempre stato attratto dalle minoranze. Come faccio a lamentarmi adesso?
Le merde per me so' loro. E tanto mi basta.

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Millenovecento Lazio

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Citazione di: Tarallo il 05 Feb 2021, 09:10
Quindi il suo intento era di insultare i laziali, inclusi i figli.
Continuo a non capire la distinzione.
Usa i figli come scudo, ma li ha insultati. O no?

Informati sulla biografia di Avati e capirai che la cosa potrebbe essere molto plausibile.
Un padre, e un signore, non avrebbe mai messo in mezzo i figli ma si sarebbe preso la responsabilità di scusarsi per conto suo.
Così ha invece fatto una figura barbina come scrittore (senti che me tocca scrive...) e come padre, dal momento che i figli sono stati ingiustamente travolti pure loro.
Le conseguenze del comportamento di un uomo che oggi vedrà il suo libro fiondarsi un bel po' di posizioni avanti nelle vendite.

Questa è la vita, il mondo a rovescio.

MisterFaro

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Citazione di: Gio il 05 Feb 2021, 09:02
Non si dice che un'offesa é tale se così la interpreta chi si sente offeso, al di là delle intenzioni dell'autore? O per i Laziali non vale?
Fantasia o non fantasia é un insulto buttato lí gratuitamente.  Frutto di uno stereotipo duro a morire. C'erano mille altri modi per rappresentare la stessa cosa. Fosse in un libro che tratta di curve e di tifosi, uno capirebbe anche. Così un po' meno.

Poi, come molte cose nel mondo Lazio, la notizia fa più rumore (e danni) del fatto in sé, ma é un altro discorso.

A me sembra che sia valso, le scuse di Avati partono proprio da questo principio




(nel merito delle frasi del libro)
Penso che Avati abbia sfruttato il concetto di maggioranza:
quelli che esternano sempre l'essere tifosi sono loro, loro utilizzano l'essere tifosi di "altre" squadre come un'offesa anche quando il calcio non c'entra niente, "prima riommisti poi..." ricordate?, e a loro ha attribuito quella frase. Che non mi ha fatto piacere ma cavolo diamogli il peso che merita, altrimenti perdiamo in credibilità pure quando ci difendiamo dal vomito vero

geddie

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Citazione di: Millenovecento Lazio il 05 Feb 2021, 09:18
Non dimenticare che il figlio l'ha chiamato da Londra ieri per fargli notare in pandemonio che quel passaggio ha sollevato.
Quindi, o il figlio non ha letto il romanzo del padre (cosa che posso capire, visto il livello...) oppure l'ha letto e non si è sentito di dir nulla benché laziale. 

Fate le vostre considerazioni.

Io continuo a pensare che dare addosso al laziale sia diventato ormai cool non solo nelle borgate, cosa comprensibile, ma anche all'interno delle opere di creazione.
Quindi io non accetto questa cosa. Che vadano a ironizzare i loro demoni, punto.
Poi magari Avati è talmente mediocre che davvero non l'ha fatto apposta, ma non dimentichiamoci che un libro che sarà pubblicato passa attraverso diversi lettori e uno o più editor.
Nessuno si è accorto dell'inopportunità della cosa...?
Per come vanno le cose a Roma, e nel cinema ne è pieno di 'ste cose, la cosa è stata fatta passare volontariamente da qualche peperonico frustrato che ha preso la palla al balzo invece magari di dire al Maestro Avati che quel passaggio sarebbe stato meglio scriverlo diversamente.

Alla fine ha ragione chi ha detto che sì, Avati 'stavolta ha scelto il ghost writer sbagliato... :=))
Probabile che quel passaggio sia ispirato dai figli anche. Perché se sono Laziali in situazioni di uno contro cento si sono trovati.

Millenovecento Lazio

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Citazione di: Buckley il 05 Feb 2021, 09:22
raga', non so voi ma io e' da quando so' nato che mi sento chiamare "laziale di merda". Quando scegli di appartenere a una minoranza, questo e' cio' che ne consegue. In politica, nella musica, nell'arte, nello sport, sono sempre stato attratto dalle minoranze. Come faccio a lamentarmi adesso?
Le merde per me so' loro. E tanto mi basta.

Allora riesumiamo Malcom X e impicchiamolo!

In altri termini, non è che le minoranze siano tali perché prestano il fianco all'oppressione, direi semmai il contrario, combattendo per la loro identità, la loro specificità.

Le minoranze non sono "gregge", qualità che invece qualifica semmai le maggioranze.
 

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Gio

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Citazione di: MisterFaro il 05 Feb 2021, 09:23
A me sembra che sia valso, le scuse di Avati partono proprio da questo principio




(nel merito delle frasi del libro)
Penso che Avati abbia sfruttato il concetto di maggioranza:
quelli che esternano sempre l'essere tifosi sono loro, loro utilizzano l'essere tifosi di "altre" squadre come un'offesa anche quando il calcio non c'entra niente, "prima riommisti poi..." ricordate?, e a loro ha attribuito quella frase. Che non mi ha fatto piacere ma cavolo diamogli il peso che merita, altrimenti perdiamo in credibilità pure quando ci difendiamo dal vomito vero
Sì, ma parlavo a chi qui giudica improprio offendersi per un frase contenuta in un racconto. A me non piace e non mi sento fuori luogo.

A me piacerebbe fare l'esperimento opposto. Trovare un coraggioso scrittore che scriva "roma merxa" in un libro e, poi, si metta a sostenere che ce l'aveva coi Laziali. E vedere che succede.

Maremma Laziale

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Comunque il libro finisce che i riommers morono tutti male e l'unico che sopravvive è Furio Momente'.  :=))

richard

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Citazione di: Maremma Laziale il 05 Feb 2021, 09:36
Comunque il libro finisce che i riommers morono tutti male e l'unico che sopravvive è Furio Momente'.  :=))
Il problema è come finisce il lettore dopo aver letto il libro  :=))

geddie

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Citazione di: Millenovecento Lazio il 05 Feb 2021, 09:29
Allora riesumiamo Malcom X e impicchiamolo!

In altri termini, non è che le minoranze siano tali perché prestano il fianco all'oppressione, direi semmai il contrario, combattendo per la loro identità, la loro specificità.

Le minoranze non sono "gregge", qualità che invece qualifica semmai le maggioranze.

Perche' non lo facciamo? Dalla situazione estrapolata dal libro di Avati si evince che loro sono il gregge, nient'altro. Poi che da lettore e tifoso della Lazio incappare nella frase non faccia piacere e scappi il vaffa culo immediato nei confronti di chi la pronuncia e' normale. Pero' affanculo in questo caso ci mando il personaggio, non l'autore.

purple zack

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discussione surreale, davvero surreale

appena letto un romanzo bellissimo, IL ROSSO E IL BLU

è una favola il cui protagonista è un migrante africano in Italia

quando il suo amico viene picchiato a sangue dai fascistelli, questi gli urlano "negrodimmerda"

secondo voi è il pensiero dell'autore?
questa frase rende il romanzo razzista?
ma davvero stiamo ancora a parlà de sta cosa?


seagull

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Oggi in rassegna stampa noto troppe lodi e commenti positivi sulla Lazio, il suo gioco, la forza dei quinti, di Inzaghi ed i suoi collaboratori  :meow:

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Tarallo

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Citazione di: purple zack il 05 Feb 2021, 09:47
discussione surreale, davvero surreale

appena letto un romanzo bellissimo, IL ROSSO E IL BLU

è una favola il cui protagonista è un migrante africano in Italia

quando il suo amico viene picchiato a sangue dai fascistelli, questi gli urlano "negrodimmerda"

secondo voi è il pensiero dell'autore?
questa frase rende il romanzo razzista?
ma davvero stiamo ancora a parlà de sta cosa?

:lol:

Io con Philip Roth ho volato troppo alto :lol:

Millenovecento Lazio

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Citazione di: purple zack il 05 Feb 2021, 09:47
discussione surreale, davvero surreale

appena letto un romanzo bellissimo, IL ROSSO E IL BLU

è una favola il cui protagonista è un migrante africano in Italia

quando il suo amico viene picchiato a sangue dai fascistelli, questi gli urlano "negrodimmerda"

secondo voi è il pensiero dell'autore?
questa frase rende il romanzo razzista?
ma davvero stiamo ancora a parlà de sta cosa?

Sei lontano mille miglia dal focus della questione.
Si parla di un dialogo che non ci sta né per contesto storico e né argomentativo nel senso che poteva utilizzare un'altra qualsiasi discussione borgatara senza mettere di mezzo il calcio (e ovviamente la Lazio). Un passaggio del tutto gratuito.
Il tuo esempio è così scontato invece che sorprende perfino che tu l'abbia fatto.


 

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