Giornalisti che parlano di Lazio....

Aperto da gentlemen, 30 Apr 2014, 19:04

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Salohcin

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Adesivi e volantini, sbattuti in prima pagina.

Chi lancia una donna giù per le scale della curva la passa liscia?

ES

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Citazione di: Salohcin il 28 Set 2018, 12:03
Adesivi e volantini, sbattuti in prima pagina.

Chi lancia una donna giù per le scale della curva la passa liscia?

Chi, quando, questo?


tashunka-witko

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Noi contro di voi: è molto più di una partita di calcio

Redazione [...] 28/09/2018


Non è mai stata, non è e non sarà mai una partita come le altre. Lo dice la storia, lo dice il nostro cuore, il nostro dna. Non siamo come voi: se voi siete lo zenit, noi siamo il nadir; se voi siete il bianco, noi siamo il nero. Non è solo calcio. Non sarà mai solo un pallone che rotola su un rettangolo verde. Non qui. C'è di più, c'è una storia che travalica i confini del campo e affonda le sue radici nel territorio. E' l'ultimo rito pagano, la sfida tra due modi di vivere e respirare la propria esistenza e la città stessa. L'attesa del giorno dei giorni ti ravviva, ti regala quell'adrenalina che il quotidiano non ti può dare, dilaga come il mare gonfiato dal vento e alimentato dalla tempesta. Non è solo una partita, perché da voi ci siamo distinti sin dalla vostra creazione. Non nascita. Siete mai nati. Fusi. Obiettivo politico di un regime. Noi no. Siamo nati liberi, figli di un ideale di giovani che volevano dare lo sport a una Roma che si proiettava nel futuro. Non siamo mai stati al giogo della politica, non siamo nati per giochi di palazzo, li abbiamo rifiutati quei giochi e da quell'estate del '27 siamo diventati invisi ai salotti buoni (?), a una ristretta cerchia che stava mettendo al mondo la sua creatura. Quella ancora oggi coccolata, protetta, esaltata. Sempre. Non sarà mai una partita. E' uno scontro culturale. E' combattere contro un sistema che ci vuole mettere all'angolo, relegare all'inezia, al non contare nulla.

 

Ci odiano, ci combattono dai loro posti di comando, dalle redazioni, dalle televisioni, dalle radio, da quelle stanze dei bottoni che mandano gli impulsi che poi influenzano l'opinione pubblica. Quelli che decidono che quattro adesivi (vergognosi) diventino un caso mondiale, una notizia da CNN e che necessiti dell'attenzione del Presidente della Repubblica. Tanto era forte l'eco scatenata. Ma che decidono, consapevolmente, di ovattare il tentato omicidio di un uomo. E le innumerevoli vergogne perpetrate da una tifoseria da 90 feriti e un morto negli ultimi 20 anni. 90 feriti e un morto. Numeri che nessuno si prende la briga di analizzare. Perché non sono mica stati i Laziali. Quelli che dopo quegli adesivi diventano, TUTTI, piccoli Hitler, "Lazifascisti" per usare una vergognosa espressione coniata da Gramellini sul Corsera. In una generalizzazione schifosa. E allora, le prime pagine sempre dedicate a loro, la continua opera di ridimensionamento a mezzo stampa, le battutine in televisione, tipo quella del simpatico Nela ieri alla DS, i "Laziocacca" propinati da Fox e Sky per pubblicizzare una serie tv, diventano davvero quisquilie. La Lazio per me, per noi, è combattere contro la vostra opera, contro la vostra imposizione d'un pensiero unico, è la nostra guerra alla non omologazione. Il nostro canto libero. La nostra opposizione eterna alla vostra stupidità, alla vostra ignoranza che vi spinge a esaltare un ex giocatore paragonandolo a un gladiatore; ignorando, appunto, chi fossero i gladiatori a Roma. Schiavi. Non ci servono bandiere che non siano quelle che sventolano in Curva Nord, non ci serve un pupazzo creato ad arte per sentirci rappresentati. E' l'identità la nostra bandiera. La tradizione quella che ci rappresenta. E' la nostra tempra a renderci forti. La nostra guerra quotidiana contro di voi; che vi vestite da agnelli e invece siete lupi che, subdolamente, cercano di affossarci. Una battaglia inutile. Persa in partenza. Siamo testuggine che non si scompone. Siamo la Lazio.

E la Lazio non è solo una squadra di calcio e i Laziali non solo tifosi. Siamo un tutt'uno, un Popolo e la loro Patria che difendiamo contro tutto e tutti. A separarci da voi non c'è solo il Tevere. C'è la nostra storia ultracentenaria, c'è la Dea Roma che ha ribadito quale sia la figlia prediletta in una sera di fine maggio, c'è un'aquila che vola alta e sotto la sua ala raccoglie un Popolo che è ritratto secolare d'amore puro, rappresentante più degno di questa città. E quando arriva questo giorno e ci troviamo di fronte che i solchi si allargano, le differenze diventano evidenti. Il numero ci può far difetto, ma la qualità ci esalta. Siamo baciati da sorte benevola, scelti per tramandare un ideale che anima l'Urbe da oltre un secolo, vestiti di colori divini e stretti sotto l'egida di un simbolo sacro. Sappiamo da dove veniamo, sappiamo dove indirizzare chi sta muovendo i primi passi. Abbiamo chiare le nostre origini e la nostra identità, tramandiamo le gesta dei nostri eroi e non nascondiamo le sofferenze. Non abbiamo bisogno di apparire. Di esporre pacchiani capi d'abbigliamento. Noi siamo. Fieri e illuminati dal sorriso di chi vive d'amore ed è ricambiato nel modo più appagante che ci sia. Siam Laziali.

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ES

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Daniela

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Citazione di: laziale ardeatino il 27 Set 2018, 23:26
Io ho sentito Focolari non il giorno prima di Udinese-Lazio, ma due ore prima della partita, quando gli inviati da Udine hanno ufficializzato la formazione che sarebbe poi scesa in campo...
Questo il commento di Focolari:
"Il comportamento di Inzaghi è da Ufficio inchieste!!! E' evidente che questo signore la partita la voglia perdere, non si spiega altrimenti...Chissà, magari si è giocato l'1 dell'Udinese!"

Sapete qual è la cosa comica della questione? Che due minuti prima il conduttore aveva fatto una polemica sul fatto che la roma (il minuscolo è d'obbligo) non faceva più entrare a Trigoria e allo stadio gli inviati di quella radio perchè al momento dell'arresto di Parnasi per lo scandalo di Tor di Valle il conduttore stesso aveva espresso dubbi sul fatto che Pallotta non ne sapesse niente ed anzi secondo lui non poteva non sapere e quindi andava carcerato pure lui!

Questo ti spiega come questi signori pensino di poter dire qualsiasi cosa per radio, senza che nessuno si risenta, confondendo il concetto di libertà di parola, di pensiero e di opinione con la DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA!
Invece di ringraziare Iddio che non vengono querelati, fanno pure gli offesi!

Tornando al discorso originario io mi auguro che la Lazio e Inzaghi a Focolari lo querelino per quello che ha detto ieri.....


da querela :x

tashunka-witko

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Citazione di: Torakiki il 28 Set 2018, 12:21
Qui.


Roma-Frosinone, spinse una donna e la fece cadere dalla scalinata della curva nord: arrestato tifoso romanista

Ieri gli agenti della Digos con l'ausilio dei colleghi del commissariato Prati, hanno arrestato il tifoso romanista che all'inizio del secondo tempo della partita Roma – Frosinone ha violentemente spinto alle spalle e fatto cadere dalla scalinata di accesso alla curva nord una donna. Il gesto sarebbe scaturito da una discussione nata a causa di un tatuaggio con lo stemma del Liverpool che il marito della donna aveva su una gamba.

L'uomo era stato infatti accerchiato con atteggiamento minaccioso da altri tifosi, tra cui l'arrestato e la donna era corsa in suo aiuto; la discussione era culminata con lo spintonamento e la successiva caduta. Il tifoso romanista dopo il fatto era tornato tranquillamente ad assistere all'incontro di calcio mentre la donna era stata trasportata in ospedale per le cure mediche e giudicata guaribile in 30 giorni. Attraverso una visione minuziosa dei filmati dell'impianto di sorveglianza dello stadio, è stato possibile riconoscere ed identificare l'uomo ed arrestarlo.

A.Nesta (c)

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tommasino

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Ho appena saputo che Inzaghi e difra parleranno in contemporanea alle 14.
Su sky sport daranno la diretta di Simone, vero?

paolo71

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Citazione di: tommasino il 28 Set 2018, 13:09
Ho appena saputo che Inzaghi e difra parleranno in contemporanea alle 14.
Su sky sport daranno la diretta di Simone, vero?

sì, come nelle immagini del sabato di sky, come lo stanno chiamando loro, derby e juve naples...solo immagini dei gol del rioma...


Cesio

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Naturalmente sui sito di Repubblica e Messaggero tutto tace...

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robylele

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Citazione di: laziale ardeatino il 27 Set 2018, 23:26

Questo il commento di Focolari:
"Il comportamento di Inzaghi è da Ufficio inchieste!!! E' evidente che questo signore la partita la voglia perdere, non si spiega altrimenti...Chissà, magari si è giocato l'1 dell'Udinese!"

io mi auguro che la Lazio e Inzaghi a Focolari lo querelino per quello che ha detto ieri.....


Citazione di: Daniela il 28 Set 2018, 12:29
da querela :x

non so perché ma stavolta voglio spezzare una lancia in favore di Focolari (ad Agresti farei altrettanto, ma sulla schiena):

conoscendolo radiofonicamente da molti anni credo di poter dire che Focolari voleva solo usare un paradosso per sottolineare le nefaste scelte di Inzaghi ed esaltare la sua presunta competenza in materia calcistica.

Focolari dopo le partite ripete spesso ''felice di essermi sbagliato'' e credo sia pure vero.

No, non diceva sul serio, su... ;)

Però é vero che in quell'emittente si ritengano tutti ''liberi'' da condizionamenti e che siano gli unici che non seguono una linea editoriale compiacente e gli unici a dire quello che pensano.

Tutto sommato le picconate sulla società asroma le dànno loro, quindi va bene così.

P.s.: Agresti si é accorto da tempo come si accresce la popolarità. Dicendo tutto e il contrario di tutto ci riesce.

Esempio.

Vendi SMS: sei una piccola società.
Non vendi SMS: hai chiuso il mercato con la delusione finale, senza introitare decine di milioni. E il ragazzo sarà scontento per l'intera stagione.



Daniela

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Citazione di: robylele il 28 Set 2018, 14:09

non so perché ma stavolta voglio spezzare una lancia in favore di Focolari (ad Agresti farei altrettanto, ma sulla schiena):

conoscendolo radiofonicamente da molti anni credo di poter dire che Focolari voleva solo usare un paradosso per sottolineare le nefaste scelte di Inzaghi ed esaltare la sua presunta competenza in materia calcistica.

Focolari dopo le partite ripete spesso ''felice di essermi sbagliato'' e credo sia pure vero.

No, non diceva sul serio, su... ;)

Però é vero che in quell'emittente si ritengano tutti ''liberi'' da condizionamenti e che siano gli unici che non seguono una linea editoriale compiacente e gli unici a dire quello che pensano.

Tutto sommato le picconate sulla società asroma le dànno loro, quindi va bene così.

P.s.: Agresti si é accorto da tempo come si accresce la popolarità. Dicendo tutto e il contrario di tutto ci riesce.

Esempio.

Vendi SMS: sei una piccola società.
Non vendi SMS: hai chiuso il mercato con la delusione finale, senza introitare decine di milioni. E il ragazzo sarà scontento per l'intera stagione.




c'è modo e modo di fare  (e disfare) informazione

dire ad un allenatore che ha schierato una squadra senza senso perchè si è VENDUTO LA PARTITA è una cosa gravissima che sconfina nel penale e che non ha nulla a che fare con il giornalismo ed il legittimo diritto di cronaca e critica   

eagle s supporters

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Citazione di: nfario il 28 Set 2018, 08:55
E dopo la vittoria come si è espresso sto Credino?

Non lo so: mi sono rifiutato di sintonizzarmi nuovamente su quell'emittente....

Franzoni

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Citazione di: tashunka-witko il 28 Set 2018, 12:22
Noi contro di voi: è molto più di una partita di calcio

Redazione [...] 28/09/2018


Non è mai stata, non è e non sarà mai una partita come le altre. Lo dice la storia, lo dice il nostro cuore, il nostro dna. Non siamo come voi: se voi siete lo zenit, noi siamo il nadir; se voi siete il bianco, noi siamo il nero. Non è solo calcio. Non sarà mai solo un pallone che rotola su un rettangolo verde. Non qui. C'è di più, c'è una storia che travalica i confini del campo e affonda le sue radici nel territorio. E' l'ultimo rito pagano, la sfida tra due modi di vivere e respirare la propria esistenza e la città stessa. L'attesa del giorno dei giorni ti ravviva, ti regala quell'adrenalina che il quotidiano non ti può dare, dilaga come il mare gonfiato dal vento e alimentato dalla tempesta. Non è solo una partita, perché da voi ci siamo distinti sin dalla vostra creazione. Non nascita. Siete mai nati. Fusi. Obiettivo politico di un regime. Noi no. Siamo nati liberi, figli di un ideale di giovani che volevano dare lo sport a una Roma che si proiettava nel futuro. Non siamo mai stati al giogo della politica, non siamo nati per giochi di palazzo, li abbiamo rifiutati quei giochi e da quell'estate del '27 siamo diventati invisi ai salotti buoni (?), a una ristretta cerchia che stava mettendo al mondo la sua creatura. Quella ancora oggi coccolata, protetta, esaltata. Sempre. Non sarà mai una partita. E' uno scontro culturale. E' combattere contro un sistema che ci vuole mettere all'angolo, relegare all'inezia, al non contare nulla.

 

Ci odiano, ci combattono dai loro posti di comando, dalle redazioni, dalle televisioni, dalle radio, da quelle stanze dei bottoni che mandano gli impulsi che poi influenzano l'opinione pubblica. Quelli che decidono che quattro adesivi (vergognosi) diventino un caso mondiale, una notizia da CNN e che necessiti dell'attenzione del Presidente della Repubblica. Tanto era forte l'eco scatenata. Ma che decidono, consapevolmente, di ovattare il tentato omicidio di un uomo. E le innumerevoli vergogne perpetrate da una tifoseria da 90 feriti e un morto negli ultimi 20 anni. 90 feriti e un morto. Numeri che nessuno si prende la briga di analizzare. Perché non sono mica stati i Laziali. Quelli che dopo quegli adesivi diventano, TUTTI, piccoli Hitler, "Lazifascisti" per usare una vergognosa espressione coniata da Gramellini sul Corsera. In una generalizzazione schifosa. E allora, le prime pagine sempre dedicate a loro, la continua opera di ridimensionamento a mezzo stampa, le battutine in televisione, tipo quella del simpatico Nela ieri alla DS, i "Laziocacca" propinati da Fox e Sky per pubblicizzare una serie tv, diventano davvero quisquilie. La Lazio per me, per noi, è combattere contro la vostra opera, contro la vostra imposizione d'un pensiero unico, è la nostra guerra alla non omologazione. Il nostro canto libero. La nostra opposizione eterna alla vostra stupidità, alla vostra ignoranza che vi spinge a esaltare un ex giocatore paragonandolo a un gladiatore; ignorando, appunto, chi fossero i gladiatori a Roma. Schiavi. Non ci servono bandiere che non siano quelle che sventolano in Curva Nord, non ci serve un pupazzo creato ad arte per sentirci rappresentati. E' l'identità la nostra bandiera. La tradizione quella che ci rappresenta. E' la nostra tempra a renderci forti. La nostra guerra quotidiana contro di voi; che vi vestite da agnelli e invece siete lupi che, subdolamente, cercano di affossarci. Una battaglia inutile. Persa in partenza. Siamo testuggine che non si scompone. Siamo la Lazio.

E la Lazio non è solo una squadra di calcio e i Laziali non solo tifosi. Siamo un tutt'uno, un Popolo e la loro Patria che difendiamo contro tutto e tutti. A separarci da voi non c'è solo il Tevere. C'è la nostra storia ultracentenaria, c'è la Dea Roma che ha ribadito quale sia la figlia prediletta in una sera di fine maggio, c'è un'aquila che vola alta e sotto la sua ala raccoglie un Popolo che è ritratto secolare d'amore puro, rappresentante più degno di questa città. E quando arriva questo giorno e ci troviamo di fronte che i solchi si allargano, le differenze diventano evidenti. Il numero ci può far difetto, ma la qualità ci esalta. Siamo baciati da sorte benevola, scelti per tramandare un ideale che anima l'Urbe da oltre un secolo, vestiti di colori divini e stretti sotto l'egida di un simbolo sacro. Sappiamo da dove veniamo, sappiamo dove indirizzare chi sta muovendo i primi passi. Abbiamo chiare le nostre origini e la nostra identità, tramandiamo le gesta dei nostri eroi e non nascondiamo le sofferenze. Non abbiamo bisogno di apparire. Di esporre pacchiani capi d'abbigliamento. Noi siamo. Fieri e illuminati dal sorriso di chi vive d'amore ed è ricambiato nel modo più appagante che ci sia. Siam Laziali.
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baroncino

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Citazione di: tashunka-witko il 28 Set 2018, 12:22
Noi contro di voi: è molto più di una partita di calcio

Redazione [...] 28/09/2018


Non è mai stata, non è e non sarà mai una partita come le altre. Lo dice la storia, lo dice il nostro cuore, il nostro dna. Non siamo come voi: se voi siete lo zenit, noi siamo il nadir; se voi siete il bianco, noi siamo il nero. Non è solo calcio. Non sarà mai solo un pallone che rotola su un rettangolo verde. Non qui. C'è di più, c'è una storia che travalica i confini del campo e affonda le sue radici nel territorio. E' l'ultimo rito pagano, la sfida tra due modi di vivere e respirare la propria esistenza e la città stessa. L'attesa del giorno dei giorni ti ravviva, ti regala quell'adrenalina che il quotidiano non ti può dare, dilaga come il mare gonfiato dal vento e alimentato dalla tempesta. Non è solo una partita, perché da voi ci siamo distinti sin dalla vostra creazione. Non nascita. Siete mai nati. Fusi. Obiettivo politico di un regime. Noi no. Siamo nati liberi, figli di un ideale di giovani che volevano dare lo sport a una Roma che si proiettava nel futuro. Non siamo mai stati al giogo della politica, non siamo nati per giochi di palazzo, li abbiamo rifiutati quei giochi e da quell'estate del '27 siamo diventati invisi ai salotti buoni (?), a una ristretta cerchia che stava mettendo al mondo la sua creatura. Quella ancora oggi coccolata, protetta, esaltata. Sempre. Non sarà mai una partita. E' uno scontro culturale. E' combattere contro un sistema che ci vuole mettere all'angolo, relegare all'inezia, al non contare nulla.

 

Ci odiano, ci combattono dai loro posti di comando, dalle redazioni, dalle televisioni, dalle radio, da quelle stanze dei bottoni che mandano gli impulsi che poi influenzano l'opinione pubblica. Quelli che decidono che quattro adesivi (vergognosi) diventino un caso mondiale, una notizia da CNN e che necessiti dell'attenzione del Presidente della Repubblica. Tanto era forte l'eco scatenata. Ma che decidono, consapevolmente, di ovattare il tentato omicidio di un uomo. E le innumerevoli vergogne perpetrate da una tifoseria da 90 feriti e un morto negli ultimi 20 anni. 90 feriti e un morto. Numeri che nessuno si prende la briga di analizzare. Perché non sono mica stati i Laziali. Quelli che dopo quegli adesivi diventano, TUTTI, piccoli Hitler, "Lazifascisti" per usare una vergognosa espressione coniata da Gramellini sul Corsera. In una generalizzazione schifosa. E allora, le prime pagine sempre dedicate a loro, la continua opera di ridimensionamento a mezzo stampa, le battutine in televisione, tipo quella del simpatico Nela ieri alla DS, i "Laziocacca" propinati da Fox e Sky per pubblicizzare una serie tv, diventano davvero quisquilie. La Lazio per me, per noi, è combattere contro la vostra opera, contro la vostra imposizione d'un pensiero unico, è la nostra guerra alla non omologazione. Il nostro canto libero. La nostra opposizione eterna alla vostra stupidità, alla vostra ignoranza che vi spinge a esaltare un ex giocatore paragonandolo a un gladiatore; ignorando, appunto, chi fossero i gladiatori a Roma. Schiavi. Non ci servono bandiere che non siano quelle che sventolano in Curva Nord, non ci serve un pupazzo creato ad arte per sentirci rappresentati. E' l'identità la nostra bandiera. La tradizione quella che ci rappresenta. E' la nostra tempra a renderci forti. La nostra guerra quotidiana contro di voi; che vi vestite da agnelli e invece siete lupi che, subdolamente, cercano di affossarci. Una battaglia inutile. Persa in partenza. Siamo testuggine che non si scompone. Siamo la Lazio.

E la Lazio non è solo una squadra di calcio e i Laziali non solo tifosi. Siamo un tutt'uno, un Popolo e la loro Patria che difendiamo contro tutto e tutti. A separarci da voi non c'è solo il Tevere. C'è la nostra storia ultracentenaria, c'è la Dea Roma che ha ribadito quale sia la figlia prediletta in una sera di fine maggio, c'è un'aquila che vola alta e sotto la sua ala raccoglie un Popolo che è ritratto secolare d'amore puro, rappresentante più degno di questa città. E quando arriva questo giorno e ci troviamo di fronte che i solchi si allargano, le differenze diventano evidenti. Il numero ci può far difetto, ma la qualità ci esalta. Siamo baciati da sorte benevola, scelti per tramandare un ideale che anima l'Urbe da oltre un secolo, vestiti di colori divini e stretti sotto l'egida di un simbolo sacro. Sappiamo da dove veniamo, sappiamo dove indirizzare chi sta muovendo i primi passi. Abbiamo chiare le nostre origini e la nostra identità, tramandiamo le gesta dei nostri eroi e non nascondiamo le sofferenze. Non abbiamo bisogno di apparire. Di esporre pacchiani capi d'abbigliamento. Noi siamo. Fieri e illuminati dal sorriso di chi vive d'amore ed è ricambiato nel modo più appagante che ci sia. Siam Laziali.

tashunka...se mi/ci dai il permesso condividiamo tutto sui social...

kelly slater

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"I compagni attaccano LA nello spogliatoio."

Devo legge sta merda sul messaggero il giornp dopo il derby?
Lo dico e lo ripeteró alla noia: GDA, buzzanca, e tutti gli altri saccentoni de ragliosei: sietecomplici de quella merda siciliana che ci attacca ogni santo giorno.
Ma ce l ha proprio come missione quella di sfondare la Lazio senza pietá.
E mo gli fanno fare pure le pagelle.
A sta merda secca siciliana.

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Citazione di: kelly slater il 01 Ott 2018, 04:51
"I compagni attaccano LA nello spogliatoio."

Devo legge sta merda sul messaggero il giornp dopo il derby?
Lo dico e lo ripeteró alla noia: GDA, buzzanca, e tutti gli altri saccentoni de ragliosei: sietecomplici de quella merda siciliana che ci attacca ogni santo giorno.
Ma ce l ha proprio come missione quella di sfondare la Lazio senza pietá.
E mo gli fanno fare pure le pagelle.
A sta merda secca siciliana.

Però l'articolo era di Bernardini, mi pare. Dopodiché, Abbate è uno [...] in malafede, questo lo sappiamo tutti.

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