Citazione di: A.Nesta (c) il 12 Nov 2020, 09:55
Potete postare l'articolo integrale di abbetto? no perché quel poco che è stato citato è già abbastanza pesante.
LAZIO, DIFESA E CONTRATTACCO (Il Messaggero)
IL CASO
ROMA Il pericolo legato al caos tamponi, dal punto di vista sportivo, è tutt'altro che scampato. Anche se
l'ambiguità dell'ennesima (la quarta) contro-analisi, nell'ambito della giustizia ordinaria, può giocare a favore della Lazio: arrivano conferme sulla presunta positività di Strakosha e i test riprocessati negativi d'Immobile e Leiva (risultati invece positivi al Covid per la Uefa e al Campus Bio-Medico) nella perizia di otto ore all'ospedale Moscati. Anche se la Procura d'Avellino non può convalidare gli spifferi di martedì notte, dopo che gli esiti erano stati secretati: «La fuga di notizie non ha fondamento processuale. Non ci sono ancora i risultati del lavoro, si sapranno solo al deposito della relazione del consulente tecnico (la virologa Maria Landi, ndr) della Procura. Non ci sono ancora i nomi spiega il pm Vincenzo D'Onofrio - ma solo dei codici a barre. E al momento, posso solo dire che i dati diffusi non corrispondono ai dati processuali ancora da acquisire». Arriveranno entro dopodomani e si avrà un responso ufficiale. Dunque, ancora non possono riconquistare credibilità i tamponi (forniti da maggio) di Futura Diagnostica, sulla quale comunque ricadrebbero tutte le accuse (la Lazio pronta a costituirsi parte lesa) sotto l'aspetto penale. Oltretutto al vaglio ci sono pure tutti i carteggi sequestrati sabato fra il laboratorio irpino e il club biancoceleste.
STRATEGIA
Si difende, Lotito, sperando di poter presto passare al
contrattacco contro il complotto. Rimane in silenzio sugli sviluppi dell'inchiesta d'Avellino, ma nel frattempo
istruisce il tesserato, che potrebbe comportare la responsabilità oggettiva (e quindi sanzioni) della Lazio. Ora infatti conta solo l'eventuale violazione del protocollo sportivo. Conta quello che il responsabile sanitario Ivo Pulcini dirà oggi al procuratore federale Chiné nel tardo pomeriggio.
E' stata preparata una strategia, il dottore dovrà rispondere e argomentare soltanto se richiesto. Sarà accompagnato dall'avvocato biancoceleste Gentile all'interrogatorio: «Noi siamo serenissimi di aver fatto tutto nel rispetto delle regole e del protocollo. Abbiamo fatto comunicazioni alle Asl, circolari. Ci presenteremo con editti alla mano del Ministero». Già, perché a via Campania vogliono vederci chiaro sui giocatori spariti o indisposti (Hoedt, Pereira, Vavro, Armini, Cataldi, Djavan Anderson, Escalante, Luiz Felipe e Luis Alberto, auto-dichiaratosi positivo sui social, dopo un tampone effettuato in privato) prima che esplodesse il caos tamponi con Immobile, Leiva e Strakosha. La Lazio infatti non ha mai comunicato ufficialmente (tranne quando costretta) i suoi casi di positività, ma aveva comunque l'obbligo di isolarli e soprattutto denunciarli all' Asl per predisporne la quarantena di 10 giorni, secondo la norma riaggiornata. E' vero che ci sono altri casi (Donnarumma e Hakimi, per esempio) in cui è stata interrotta ben prima, ma dopo test negativi e sopratutto di concerto con la stessa autorità sanitaria. Il procuratore Chiné vuole capire se
Pulcini (terrorizzato dalla radiazione dall'albo dei medici) invece ha deciso da solo che alcuni positivi (secondo la Synlab e il Campus Biomedico, in tempi diversi) non fossero tali sulla base di un altro esame (della Futura Diagnostica). In quel caso scatterebbe il deferimento biancoceleste soprattutto per il famoso allenamento in gruppo
(guarda caso fra le riserve) di martedì (prima dello Zenit) di Strakosha, Leiva e Immobile.
Purtroppo resta comunque forte lo spauracchio (da -1 a -3 punti in classifica) di una penalizzazione.
Alberto Abbate