"Ci sentivamo liberi grazie a Liedholm. Talmente liberi, che una volta ci ha mandati all'ospedale. Tutti insieme, in trasferta con la barella. Dovevamo andare ad Avellino per la Coppa Italia, il programma era il solito: allenamento al mattino, pranzo insieme a Trigoria e poi partenza. Purtroppo quella volta eravamo in anticipo e il nostro allenatore ha avuto l'idea del secolo. Ci ha portati a vedere la Lazio al Flaminio. 'ragazzi, è di strada...' Li morta.... sua. La Lazio.
Siamo arrivati senza avvertire nessuno e, come dire?, non siamo passati inosservati. Una macchia giallorossa sul tappeto buono del nemico. I tifosi si sono accorti di noi e ci hanno accolti da veri cugini: 'merde!'. Tutto lo stadio girato verso la tribuna, la nostra. Così per ottanta minuti; a dieci dalla fine ce ne siamo andati via. Il pullman della squadra era parcheggiato a duecento metri dalla tribuna. Liedholm aveva due amici vigili e si è barricato nel loro camioncino, noi ci siamo dovuti arrangiare. Siamo scesi dalla chetichella, siamo arrivati nel piazzale e abbiamo trovato tutta la curva della Lazio ad aspettarci. Che carini. Camminavamo e ci prendevano a calcio. Allungavamo il passo e ci insultavano. Correvamo e ci facevano lo sgambetto. Un assalto in piena regola, roba pesante. Mi hanno tirato di tutto, per la prima volta ho messo in pratica gli insegnamenti del maestro. 'palleggia di destro' e ho dato un calcio nel sedere a un laziale. 'palleggia di sinistro' e via con un altro calcio. 'fai lo slalom' e ho schivato un paio di paletti biancocelesti. 'fai finta' e ne ho dribblati altri due. Ce la siamo vista brutta, a fatica abbiamo raggiunto il pullman. Dovevamo contarci, ma Liedholm non era ancora arrivato. Quelli hanno preso delle pigne da terra e ce le hanno tirate, spaccando i vetri. Qualcuno di noi si è ferito e ha iniziato a sanguinare. Non sapevamo cosa fare, per ripararci ci siamo sdraiati lungo il corridoio fra i sedili. Un piccolo inferno. Dal nulla, a un certo punto, è ricomparso Liedholm, pettinatissimo e scortato dai due vigili.
'ragazzi, cosa è successo?'
Glielo abbiamo spiegato in coro: 'ma vaffa!'
Era un personaggio, un fenomeno. Prima delle partite importanti obbligava il dottor Alicicco a raccontarci le barzellette nello spogliatoio, quel pomeriggio la barzelletta eravamo noi. C'era una volta la Roma in casa della Lazio... Al pronto soccorso ci hanno dato talmente tanti punti che avremmo potuto riempire due classifiche.
Carlo Ancelotti sul Barone Liedholm che oggi avrebbe compiuto 100 anni.
Dal libro: Preferisco la Coppa
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