Citazione di: Fla il Oggi alle 12:40Non capisco perché sono ancora così pavidi i giornalisti, ci vorrebbe più eco mediatica per metterlo alle strette.
Ma tu sai dirmi un giornalista con un'intelligenza raffinata, una penna libera o una conoscenza approfondita del calcio e della nostra cazzo di storia che gira intorno alla Lazio?
Uno dei top player del segmento è il ballerino fallito che scrive editoriali in base al taglio di capelli fattogli dal barbiere personale, una volta è "bere o affogare", un'altra è "Lotito Nerone", piccoli sfizi semantici che alterna tra una pagina piena dedicata al suo malcelato grande amore (le merde) o incursioni nelle situazioni di cui vorrebbe trattare maggiormente (le strisciate), ma ahimè più del CdS evidentemente non riesce a raggiungere.
Il resto è una pletora di ragazzini, tiktokers, scribacchini assurti a ruoli di caporedattore per anzianità o per mancanza di avversari, gente che per una velina da Formello venderebbe un rene.
I pochi che fanno critiche, magari sommarie ma comunque indirizzate verso un obiettivo per evitare distrazioni, o vengono epurati o dileggiati dagli stessi Laziali, ma comunque galleggiano anche loro sempre in ambiti radiofonici o di carta stampata limitati ad un bacino d'utenza piccolo e magari neanche troppo presente allo stadio di norma.
Purtroppo in questo momento chi fa della comunicazione intorno alla Lazio un lavoro non può non tenere conto che prendere posizioni nette significa rischiare di annullarlo, quel lavoro. E quindi si dà un colpo al cerchio e uno alla botte, a volte più forte da una parte invece che dall'altra, rivolgendo uno sguardo disperato anche ai tifosi, che se abdicano al loro ruolo naturale o peggio ancora smettono di interessarsi, poi il problema è che non ci sarà più nessuno a leggere o ad ascoltare quello che pensano, o che pensano di aver capito (che di solito è poco).