Risvegliarsi oggi con una partita come quella di ieri sera ti da la stessa sensazione di quelle focose e voluttuose notti d'estate, dove tra capovolgimenti di fronte e colpi di scena inaspettati, porti a casa un grande grandissimo risultato che poi riassapori con la mente a bocce ferme e a mente fredda.
Mi ero astenuto dal dare giudizi su una stagione come questa comunque esaltante, che andava al di là di ogni più rosea previsione.
Prima della partita di ieri sera questa stagione nella memoria di un laziale poteva stare a metà strada tra quella del 1997-98 e quella del 1998-99. Nella prima, dopo tre mesi di puro delirio in cui rischiammo anche di lottare per il titolo, una Coppa Italia non copri del tutto il rammarico per un finale di stagione davvero deludente con le sette sconfitte che rovinarono un po' quanto fatto fino a quel momento. Nella seconda, invece, la rimonta del Milan (e della protervia del Palazzo) fece sfumare un titolo che avevamo tra le mani lasciandoci con l'amaro in bocca ma comunque fiduciosi per il futuro oltre che pienamente soddisfatti per una stagione alla grande, dove avevamo comunque portato a cas auna copopa europea.
La scorsa notte eravamo davanti a un bivio: la gloria oppure la cenere, le stelle oppure le stalle. Era una finale secca, di 90 minuti, dove avevamo due risultati su tre, ma tutto contro di noi. Potevamo compiere il miracolo portando a termine il lavoro svolto, oppure scivolare e rovinare tutto. Dal mio punto di vista, a questo punto della stagione e per come si erano messe le cose, una qualificazione in Europa League sarebbe stata un risultato insufficiente, in qualche maniera deludente. Insomma, si rischiava di mettere la mosca nella crema: uno sbrego che rovinava il tutto.
E invece no. E' successo tutto e il contrario di tutto. Prima avanti, poi raggiunti, quindi di fronte al baratro quando qualcuno dall'alto si è ricordato di noi (e una volta cavolo!) e allora ci pensiamo noi, da soli a finire il lavoro. Beh, una Lazio così in una partita così, a memoria d'uomo (la mia personale) non me la ricordavo da un pezzo.
Per tutto questo il mio voto è un 8,5. Tolgo un mezzo punto per un derby perso con una squadra "Impresentabile" per mille motivi a partire da quello tecnico e per le troppe sconfitte nella stagione. Il 10 ci sarebbe stato per un secondo posto con Coppa Italia. Ci siamo andati vicino, molto vicino.
Sono ubriaco di gioia. Oggi non sto fermo un attimo: mi sento un incrocio tra Rocky in Rocky IV che spacca la legna e l'Incredibile che per mantenersi in forma alza i vagoni dei treni.
Vi voglio bene tutti. A partire da Lotito. Ma anche Tare è un bel ragazzo.
Ed ora un po' di musica dai