'sto goal, quel boato, passano gli anni ma c'è poco da fare, saranno ogni volta un colpo allo stomaco da lasciare emozionati e senza fiato. Come molti qui, quel giorno ero pure io appollaiato sugli spalti (curva sud, e per anni, chissà perché, ho ricordato che il goal fosse avvenuto nella porta della sud...) con papà e non ricordo chi altri. A vivere uno dei drammi che rendono unico l'essere laziali.
Alcuni anni dopo, come spesso in quegli anni, trascorrevo le mie vacanze estive a Pesaro. Le sorelle maggiori (entrambe notevoli) di un mio amico romano ci invitano ad andare a cena con alcuni loro amici. Io mi fiondo, attratto dalla possibilità di trascorrere una serata con le due sorelle.
Arrivati al ristorante, iniziano i saluti e le presentazioni di rito quando, tra i vari a tendermi la mano, Lui, Il Bomber! Gli salto al collo abbracciandolo, manco fossimo amici di vecchia data (o forse sì?). Scompostamente gli urlo "BOMBER! IL GRANDE GIULIANO!! C'ERO PURE IO QUEL GIORNO!! GRAZIE PER SEMPRE PER QUEL GOAL!!" e così via. Lui, molto più imbarazzato di me, deve aver farfugliato qualcosa del tipo "eheh... ogni volta che incontro un laziale, succede sempre la stessa cosa...". Tutto quello che accadde di altro nella serata non ebbe più importanza e, a dire il vero, manco me lo ricordo. Per me, era la serata con Bomberfiorini. E trascorsi il resto dell'estate a fare la spola tra lo stabilimento balneare che di solito frequentavo e quello frequentato dalle due sorelle e dalla loro comitiva di amici. Non più per la loro indiscutibile avvenenza, ma per la possibilità di fare quattro chiacchere con Giuliano. Una serata passata a sfidarci sulla pista di kart di Rimini resta tra i ricordi top delle mie estate pesaresi.
Ho avuto la fortuna di potertelo dire di persona, ma ancora grazie per sempre improbabile, grandissimo, Bomberfiorini. Domani sera sarai ancora una volta al centro dei pensieri di molti