Niente, non riesco ad addormentarmi.
Decido di alzarmi, sposto il braccio di lei e quasi la sveglio.
Vengo in cucina a fumare.
C'ho ancora l'adrenalina in circolo, manco avessimo vinto la Coppa dei Campioni.
Ripenso a quanto ho (calcisticamente) sofferto nell'ultimo anno, al dolore nel discutere con amici che paradossalmente quasi mi insultavano perché non aderivo alla protesta, perché continuavo ad andare allo stadio. Davvero ho pensato più volte che, visto l'andazzo, era l'occasione buona per defilarsi da tutto questo e dedicare i fine settimana alla famiglia e ai musei.
Poi ieri passo a Termini a salutare la squadra. Vedo i volti della gente, vedo quella luce e quella gioia che non vedevo più da tempo, oscurata dall'odio e da chissà che altro. Ci si guardava come a dire: ammazza quanto semo belli! Coi turisti che ci fotografavano dagli autobus scoperti.
E mio fratello che mi dice che l'anno prossimo si riabbona.
Sapevo che stasera sarebbe andata bene.
Non poteva andare diversamente.
Grazie.