Mi spiego: parlo della Lazio, quella che ci resta nella memoria. Quella che je manca un soldo pe' fa' una lira.
La storia si dimentica a fatica.
Non conosciamo bene il futuro, ci stiamo tutti innamorando di questa Lazio, e è vero, ci sono due fattori che farebbero propendere una tifoseria più sfacciata per un ottimismo sfrenato:
1) il livello tecnico. Lo avete già detto. Fra le due rose il paragone mette tenerezza.
2) la mentalità. Su questo però non siamo ancora sicuri, perché non sappiamo se Firenze è stato un episodio. Ci sono però gli ultimi venti minuti col Torino. Una vittoria che in altri tempi sarebbe venuta, se fosse venuta, soffrendo e non annullando con tranquillità l'avversario.
Il nostro gioco sembra davvero essere diverso dal proverbiale dominio Petkoviciano che si riduceva a un pressing forsennato ma sterile. Se è davvero così a Verona non c'è storia. Ma se è davvero così allora si deve parlare d'altro, in questa stagione, cose che per ora non mi sento di dire perché vabbe' ve lo spiego a parte. Cose che renderebbero i risultati di ieri molto positivi.