I tifosi laziali e l'Eterno Dilemma

Aperto da Tarallo, 04 Ago 2011, 12:11

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happyeagle

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non c'è equilibrio nelle valutazioni e chi fa comunicazione occupandosi di Lazio preferisce cavalcare l'onda del pessimismo , a volte per biechi motivi di antipatia personale col geftore , altre per scelte editoriali che preferiscono commentatori alieni al tifo per la Lazio ,

al netto delle prestazioni viste fino ad ora non ci possono essere dubbi che la Lazio sia più forte dello scorso anno , il pessimismo lo sopporto ma non mi tange
,

un sano entusiasmo è contagioso e qui la mancanza della squadra ( tecnico incluso) è stata grave , poi i soliti corvi ci svolazzano intorno a disegnare scenari da apocalisse , basterà un volo di Olympia a scacciarli ,

un applauso a IB esaustivo e preciso nel guardare un aspetto importante di tutta la questione , con i prezzi e le promozioni che la Lazio ha per gli abbonamenti , donne , bambini e over65 ci dovrebbe essere il pienone ogni domenica , invece si pone l'accento su ogni spiffero per non prendere troppa aria fresca allo stadio ,

meno mestizia ( club molto frequentato ) e più allegria può essere una ricetta ,

gioca la Lazio e gioca per noi non dimentichiamolo mai

italicbold

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Dissi

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il problema di fondo è proprio nella nostra tanto ostentata "diversità", non riusciamo a mediare tra la tracotanza ed il fideismo acritico di quelli là e il nostro pessimismo cosmico da cilicio pret-a-porter
i famosi 50 anni da orsacchiotto, insomma ...

COLDILANA61

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Parlo per Me .

Preferisco anche io il profilo basso .
Sono diventato Laziale per questo ? SI . E' quello imparato in una famiglia di Laziali .
E non solo per il calcio .

Mi ricordo una vecchia discussione sulla "patente" di lazialita' .
Cito (non ricordo chi) :

La Lazio e' la prima delle cose NON importanti della Vita .

Questa e' la mia filosofia .
Non mi abbatto e non mi gaso .

..... E tifero' sempre Lazio .
A prescindere dai trattamento dei giornalai , dal presidente in pectore , dal pessimismo cosmico , dal calcio mercato . Continuero a discutere sul forum ma sempre con LEGGEREZZA come detto da KG e Ribadito da IB .

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ES

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Citazione di: italicbold il 04 Ago 2011, 13:23
Pecca sui quali spero i moderatori lavorino alacremente.


Sul palo e il pessimismo non saprei che dire, cioé, é sempre la questione del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.
Mi verrebbe da dire anche che un po di sano e istintivo e fideistico entusiasmo porta anche qualche vantaggio.
Io lo dico, a me m'é parecchio roduto il chiulo aver perso la champion's a Udine.
Cioé, io penso che la scorsa stagione la Lazio abbia perso al champions per eccesso di timidezza, in primis dell'allenatore, di qualche giocatore e della società. Ma soprattutto anche dell'ambiente.
Di un ambiente di cacadubbi e brontoloni.
Di un ambiente che non s'é mai scordato di sottolineare, di discutere, di distinguere, precisare, invitare alla prudenza, guardare avanti, guardare indietro, guardare in fondo, riflettere, ipotizzare, su argomenti fondamentali come "la comunicazione", "il latinorum", "Meghni", "Il 442 o il 523 o il 334" , "Scaloni", "Lazio Style", "la posizione di Ledesma", "l'età di Dias", "il doppio impegno", "il triplo impegno", "la panchina corta", "la panchina lunga", "i cross di Lichsteiner", "Artipoli e Vignaroli", "il girone di ritorno di Reja", "il girone di andata di Reja"; "le file a via Calderini", "Il pantone", "il bilancio della Lazio", "Gli allievi regionali della Lazio", "i pulcini della Lazio", "i risultati della roma","la polisportiva", "il fisioterapista di Faraoni", "i commenti di Di Canio" e tanti altri che ora non mi vengono in mente.
Tutti argomenti che hanno una loro legittimità, ma che, a mio piccolo e umile modo di vedere, hanno affogato il "core business" di molti tifosi, fino a creare una specie di maëlstrom che ha inghiottito le vittorie della Lazio, i risultati della Lazio. Che é quelo che conta in fondo. L'unica cosa che conta veramente mi azzarderei a dire.
Non faccio fatica a pensare che nei canali di comunicazione del mondo Lazio avvenga la stessa cosa.
Io ho assistito a una sola partita allo stadio la scorsa stagione, Lazio-Bari, vittoria e consolidamento della posizione Champion's. A livello ambientale una vera tristezza, cioé, rispetto a quando se vinceva pe sbafo contro la Cremonese non c'é neanche paragone. Se quella domenica la roma non subiva il tracollo a Marassi contro il Genoa, creando una minima euforia ambientale, un marziano sceso sulla terra avrebbe scommesso che la Lazio aveva perso.
E questo, inutile girarci attorno, é un problema che impedisce alla Lazio di salire nei piani che contano.
Quando ci si lamenta dello scarso interesse che la Lazio riscuote nei media nazionali é anche un problema endemico.
E' anche il riflesso di un cacadubbismo che viene recepito al difuori del mondo Lazio. E che impedisce al mercato di una Lazio che ha comprato Klose e Cissé di essere considerato con più clamore di quello di chi ha comprato, per dire, un Dzemaili.

Questo per dire che si, il pessimismo cosmico permette di non cadere col culo per terra.
Ma vivaddio, sarebbe anche bello provarci. Anche perché probabilmente il gioco vale la candela.
E per salire in alto sarebbe un passo obbligato.
Anche per crescere e far crescere il mondo Lazio.
Altro che Zarate, i bambini di Zarate se se strabattono i [...]i, de Zarate in quanto Zarate, i bambini si innamorano dell'entusiasmo che si crea intorno alla cose, alle squadre.
I bambini che oggi citano il nome di titty non lo fanno perché titty é bello o perché fa tanti gol e vince le coppe (che nun é vero), ma perché alla loro età preferiscono gioire, sbracciarsi, urlare, per un rigore segnato al Matera come fosse una rovesciata contro il Brasile piuttosto che sindacare se Lotito ha messo nella relazione annuale della Lazio il costo dei portacenenri di Formello.
Se Zarate fa tre gol in sforbiciata e intorno c'é un stadio di 15 mila tifosi sbadiglianti di cui 5000 insultano Lotito, 5000 vogliono Ledesma più avanzato, 3000 protestano a gran voce che i calzoncini azzurri fanno cagare con la maglietta bianca e i restanti 2000 protestano per il prezzo del Borghetti, alla fine il regazzino, al padre chiede di andare a vedere il film dei Puffi in 3D, o la roma.

E' un peccato, lo dico sinceramente, che i laziali, noi laziali, non ci lasciamo andare mai a un sano, folle, incredibile, entusiasmo straripante.

C'é costata la champions lo scorso anno. ne sono sicuro.
perfetto,direi.
perchè non trovo mai un articolo del genere su un giornale,invece dei soliti copia e incolla triti e ritriti?sbiaditi,semplicistici,molte volte volutamente destabilizzanti;mi domando se c'è gente che è obbligatorio che scriva,o pure se possa essere sostituita da chi ha ancora luce negli occhi.

Io credo che x*y = 100
se x raddoppia,y dimezza,e così via.
l'una,di variabile,è l'umore dell'ambiente Lazio,l'altra,di variabile,quello della roma.Se di là è necessario essere sempre a 100,occorre che di quà si sia sempre a 1,è una legge che non può essere cambiata.Perchè sia stata creata questa legge io non so,ma certo le due variabili sono legate da questa semplicissima relazione.Di ciò son certo.

Yanez_de_Gomera

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Il nostro campionato di serie A negli ultimi anni é talmente falsato, il calcio italiano é diventato talmente farlocco, che ormai in molti siamo sempre più indotti a seguire in modo ipercritico le nostre squadre, se non si chiamano con il nome di quelle 4-5 che fanno parte del 'cerchio magico' dello show-business televisivo.

Perché sappiamo, sentiamo, percepiamo, annusiamo nell'aria che per spezzare quel cerchio di potere, di privilegio, di arroganza, di prepotenza e di faziosità serve (servirebbe) qualcosa che non abbiamo; una forza straordinaria, una società capace di crearsi agganci importanti, una squadra potente, giocatori di grande personalità, meccanismi di gioco fluidi, progetti e soluzioni rivoluzionarie. Insomma, servirebbe una contro-magia, un contro-incantesimo. O l'intervento diretto di qualche Provvidenza in stile Promessi Sposi, che scaraventi Don Rodrigo nel lazzeretto e restituisca la felicità ai giovani innamorati.  Secondo me, il pessimismo é la manifestazione superficiale di un senso di impotenza che noi laziali (ma guardate che non siamo solo noi) come tifosi viviamo verso una realtà calcistica deformata.

Ecco perché non dobbiamo avere paura del nostro pessimismo cronico, né dobbiamo vergognarcene o soffrire di complessi per il fatto che altri intorno a noi sprizzano euforia da tutte le parti. Con l'autoflagellazione ci dobbiamo convivere, come uno spleen che ci protegge dall'autoestinzione. Il pessimismo é terapeutico e aiuta a sopravvivere nei tempi difficili. E' il filtro necessario per riuscre a guardare la realtà per quello che é senza rassegnarsi ad accettarla.

E la realtà del calcio italiano, in questo periodo, fa veramente schifo.



arturo

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Citazione di: happyeagle il 04 Ago 2011, 14:34

gioca la Lazio e gioca per noi non dimentichiamolo mai

100%! e se permetti  lo metto come firma. :)

happyeagle

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Barabba Terzo

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L'apologia del pessimismo e della critica pretestuosa che "me gestisco da solo l'inculata" fatico a comprenderla, soprattutto se mischiamo i concetti di spirito critico e di pessimismo cosmico, che in realtà sono ben diversi.

La realtà è che il loro ottimismo ha sia effetti benefici che (pochi) effetti malevoli.
Il nostro pessimismo d'accatto invece ha solo effetti malevoli. E grossi. Le due cose sono imparagonabili.

Un ambiente lavora bene in mezzo all'ottimismo dilagante, poi magari a fine anno non vinci niente, ok, però hai avuto almeno la possibilità di provarci in tranquillità sostenuto dal tuo ambiente.

In mezzo al pessimismo più nero invece le cose possono solo andare male.
Però certo a fine anno puoi avere la soddisfazione di dire "l'avevo detto che non avremmo vinto un cazzo"...

porgascogne

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si, certe volte sembriamo quelli che, fermi al bar, guardano passare svariati tipi di donna differenti e, dopo averle sezionate a quarti e lombi, discettano su "quella ci ha le gambe storte", "quella ci ha il culo basso", "quella ci ha gli zigomi sporgenti", "quella ci ha le tette calate"

tutti come fossero dei brad pitt o dei joaquim cortez de 'ste emerita fava

poi, tranquilli, se alzano e vanno a casa
coi piedi piatti, le ascelle pezzate, il bianchetto ai lati della bocca e le mutande co' la sgommata

happyeagle

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Citazione di: Yanez_de_Gomera il 04 Ago 2011, 15:09

korkazzo ! ( epic quote :) )

il realismo pure pure , ma il pessimismo andrebbe  proprio bandito , torniamo a fare i Tifosi torniamo ad entusiasmarci ,

io con quegli altri non voglio avere niente a che spartire , sono loro che ci devono invidiare che siamo passati indenni a prove improbe per qualsiasi tifoseria , noi siamo della Lazio forgiati del metallo più duro nelle acque più pure ,

'con questa Maglia addosso non ho paura di niente'

, volendo si riesce a trovare qualcosa di buono anche nei più reconditi anfratti quando sei della Lazio .

cartesio

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Citazione di: italicbold il 04 Ago 2011, 13:23

E' un peccato, lo dico sinceramente, che i laziali, noi laziali, non ci lasciamo andare mai a un sano, folle, incredibile, entusiasmo straripante.

Eppure non è del tutto vero. Il boato dell'Olimpico al gol di Fiorini, che dicono abbia svegliato i sismografi, è il paradigma di tutti gli entusiasmi laziali. Entusiasmo da catastrofe scampata, come per la spedizione di Gentile per evitare il fallimento.
Ma ci sono stati altri momenti travolgenti. Il primo e il secondo scudetto, il gol di Castroman (catastrofe scampata), quello di Berhami (con un incredibile sorriso di Ledesma, che è un po' come la corsa dello Schuetzen sutirolese per il mondiale di Paolo Rossi) la Coppa Italia di Stam che se la porta via sotto la maglietta, la Supercoppa a Pechino col figlio di Lotito finalmente a godersi qualche momento di Lazio senza scassacazzi ad insultare il padre.... continuate, continuate pure.
Non fa male.

Citazione di: COLDILANA61 il 04 Ago 2011, 15:01
Cito (non ricordo chi) :

La Lazio e' la prima delle cose NON importanti della Vita .

Secondo me era Gesulio.

Io la ricordo così: La Lazio è la più importante tra le cose meno importanti.

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CrazyEagle

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Bah, io al pessimismo che si vede qua proprio non gli do corda, mi limito ormai ad un "Si si, vabbè c'hai ragione" e basta, tanto quando qualcuno si arrampica e si pianta con le unghie al proprio innato tafazzismo è difficile poi farlo scendere con il semplice ragionamento.

D'altra parte però basterà un'eventuale vittoria con il Chievo (o al preliminare di el) per ricominciare a gasarsi passando immediatamente all'eccesso diametralmente opposto (ed anche in quel caso la risposta è la stessa).

Molti (con i quali ho già scambiato opinioni) mi fanno pensare ad una donna paranoica che chiama o manda un sms al suo uomo... se questo non le risponde SUBITO lei pensa immediatamente che lui abbia deciso di lasciarla, che si trovi con un'altra chissà dove, che è un segno eloquente che tutto è finito, oddio chissà che sta a fa, ecco lo sapevo che annava a fini' cosi (non pensa che magari in realtà sta al cesso e ha il cellulare in un'altra stanza).
D'altra parte mi fanno pensare anche ad una (magari la stessa di cui sopra) che quando la risposta la riceve subito pensa che la proposta di matrimonio è ormai dietro l'angolo.

E gli amici la a scompisciarsi dalle risate. Facciamo che io faccio la parte di quest'ultimi, altri se vogliono continuare a fare la parte della donna di cui sopra s'accomodino :D

italicbold

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Citazione di: Yanez_de_Gomera il 04 Ago 2011, 15:09
Ecco perché non dobbiamo avere paura del nostro pessimismo cronico, né dobbiamo vergognarcene o soffrire di complessi per il fatto che altri intorno a noi sprizzano euforia da tutte le parti. Con l'autoflagellazione ci dobbiamo convivere, come uno spleen che ci protegge dall'autoestinzione. Il pessimismo é terapeutico e aiuta a sopravvivere nei tempi difficili. E' il filtro necessario per riuscre a guardare la realtà per quello che é senza rassegnarsi ad accettarla.

E la realtà del calcio italiano, in questo periodo, fa veramente schifo.

Ma neanche per sogno.
Voglio dire, non prenderla sul personale, ma quello che hai scritto é assurdo.
Ma davvero parliamo di spleen quando parlo di calcio.
"Tempi difficili", "sopravvivenza", "rassegnazione", ma non si é persi leggermente il senso della misura ?
Cioé, si, la Lazio é un grande amore, ma sempre una squadra di calcio resta.
Ma se devo vivere con lo spleen pure quando faccio il tifoso é meglio che lascio perdere.
Cioé la vita, quella vera, é un'altra cosa.

Poi, francamente, in inghilterra tra Manchester, Arsenal e Chelsea si sono spartiti gli ultimi 19 campionati, in Spagna inutile dire che tra Real e Barcelona il resto racccoglie le briciole.


Barabba Terzo

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Cioè, per farvi capire, cercatevi gli ultimi articoli della laziosonoloro. Ce ne è uno di oggi sul settore giovanile (scritto dal fido riccardo mancini, l'uomo dei lavori sporchi di zappulla) che fa spavento.
Io me vergogno di condividere qualcosa con gente così, sinceramente. Altro che filtro necessario.

CitazioneCambio di rotta. Una barca, pochi remi. Claudio Lotito deve cogliere la palla al balzo e cambiare un settore giovanile che continua a vivere all'ombra di quello giallorosso. Inutili i proclami in cui si continua a dire che il gap non c'è: la verità è che i giallorossi continuano a vincere scudetti, tre negli ultimi cinque anni, tutti in categorie diverse, mentre la Lazio non riesce a centrare neanche le final eight (Allievi e Giovanissimi Nazionali). Per non parlare poi di tutti quei ragazzi che ogni anno arrivano ad un passo dalla Primavera per poi essere svincolati, perché ritenuti non all'altezza della prima squadra del vivaio. Le giovanili biancoceleste sono una barca dove ognuno rema nella sua direzione, è arrivato il momento di fare di prendere decisioni definitive. Dentro o fuori sarà il presidente a decidere, l'importante è che faccia la scelta giusta nei tempi più rapidi. Il calcio si muove sempre, la Lazio non può restare ancora ferma.

Questo è quello di cui si nutre il tifoso laziale moderno, pretesti per intristirsi e pensare che tutto vada male.
Abbiamo fatto una bella squadra, quindi per lamentarci dobbiamo trovare qualcos'altro, il settore giovanile, la cucina di formello, il giardiniere di villa san sebastiano, stendardo che s'è laureato alla luiss, reja che non sa giocare a tresette etc.
Criticare e lamentarsi di quello che non va è giusto e sintomo di intelligenza e contatto con la realtà, trovare invece spunto per lamentarsi oltre il dovuto di cose minuscole, usare i pretesti insomma, è segno di malattia.

Invece di trovare dal particolare il generale (ci sono problemi, quindi la dirigenza non sta facendo bene) noi troviamo il particolare dal generale (dato che la Lazio sbaglia sempre allora ci devono sicuramente essere dei problemi anche stavolta, troviamoli!).
E da sempre questo porta all'errore.

E ho usato il termine tifoso laziale moderno non a caso.
Il tifoso laziale di oggi non c'entra nulla con quello dell'età epica del gol di fiorini, anche se magari è la stessa persona cresciuta.
E' cambiato proprio il modo di essere Laziali, sono due mondi ormai diversi.

ZombyWoof

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Citazione di: doctor il 04 Ago 2011, 14:19
OT (ma neanche tanto)

Il Barcellona ha preso 4 pippi dal Guadalajara (!).
Guardiola gazpacharo!

Fine OT (ma neanche tanto)

siamo proprio in topic invece. dopo due amichevoli, anzi prima, sono già partiti tremendi processi sommari a reja a lotito, a tare, a cana, al cazzo che ve se frega. . 

manco al bar sport, al peggiore dei bar sport che manco c'ha i caffè al vetro ma solo bicchierini di plastica.

italicbold

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Citazione di: Barabba Terzo il 04 Ago 2011, 15:53
Il tifoso laziale di oggi non c'entra nulla con quello dell'età epica del gol di fiorini, anche se magari è la stessa persona cresciuta.

Quel gol fu una delle più grandi gioie che io abbia mai provato in uno stadio.
Ma perdio non lo vorrei mai rivivere, neanche in una prossima vita.
Era uno spareggio per andare in C, o dentro o fuori.
Se perdevamo oggi la Lazio non esisteva più probabilmente.

Dusk

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Citazione di: cartesio il 04 Ago 2011, 15:34

Secondo me era Gesulio.

Io la ricordo così: La Lazio è la più importante tra le cose meno importanti.

Nanni. :)

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porgascogne

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Citazione di: Barabba Terzo il 04 Ago 2011, 15:53Il tifoso laziale di oggi non c'entra nulla con quello dell'età epica del gol di fiorini, anche se magari è la stessa persona cresciuta.
E' cambiato proprio il modo di essere Laziali, sono due mondi ormai diversi.

e, di ciò, non finirò mai di maledire il dottore

il vuoto pneumatico creato intorno/dentro la Lazio, in termini di vicinanza dei tifosi, di adesione, di solidarietà, è espressamente colpa sua, del suo staff e della sua vision del mondo, non solo degli affari

il profitto, il successo, i clienti
ed ecco i risultati

ovvio che non tornerei MAI alla Lazio di Napoli o delle pistole
ma, anche qui, i 50 anni da orsacchiotto, che magari avrebbero dato qualche titolo in meno e molti tifosi leggeri in più, ci sarebbero stati bene

Tarallo

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Mah.. Io faccio fatica a credere alla teoria della involuzione della specie piuttusto che a uno stato dell'anima.
Per me Lazio-Vicenza dimostra proprio che NON siamo cambiati, che e' nel baratro che cerchiamo le nostre gioie.
Non credo che Cragnotti abbia cambiato le cose, per quanto ha creato, questo si, un sacco de ragazzini cacacazzi.
Io me lo ricordo quando andavo allo stadio, tutti gli anni. Intorno era sempre tregenda.
E non erano sempre anni di B o di sconfitte. Il cacacazzi a fianco c'e' sempre stato, mi ricordo al famoso Lazio-Verona 1-2 all'intervallo poi 4-2 ceh mio zio, persona calmissima, a uno pe' poco non je da du' sveje perche' nogne se la faceva piu'.
E i Pancaro pipparzugo seduti vicino a voi negli anni dei grandi trofei ve li siete scordati?

P.S. Il Barcellona e' OT ma alla grande. La storia recente non e' esattamente la stessa, me pare. Criticare Reja vs. criticare Guardiola, fate voi se e' la stessa cosa.

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