il derby, il sogno, l'aquila, l'asfalto...

Aperto da gesulio, 10 Mar 2011, 10:48

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

castroman77

*
Lazionetter
* 1.049
Registrato
affrontero' un orario impossibile ma sono ottimista  :ssl

porgascogne

Visitatore
Registrato
insomma, lo devo di'

ci sono settimane, come questa pre-derby, nelle quali io faccio di tutto per evitare di pensarci
questa settimana, un po' aiutato dal "treno" delle coppe europee e dall'anticipo dell'inter, si arriverà alla domenica abbastanza "stanchi" di calcio
poi giocheremo alle 15, orario perfetto, proprio per evitare l'attesa massacrante delle 20.45 del posticipo che fa tanto colosseo

giocheremo alle 15 e sarà una cosa in famiglia, senza tantissimi italici occhi che vogliono vedere il "calcio"
sarà una cosa fra noi e loro
tipo orazi e curiazi
tipo ok corral

quindi, stanco da 5 gg ci calcio internazionale e senza tantisismi occhi indiscreti, io vorrò veder i calci
la cattiveria, ma non quella sportiva
me ne fotto della palla in fallo laterale con taddei che si è infilzato con la bandierina del calcio d'angolo
si continua fino a che non viene il coroner

l'unico dubbio è

come trasmettre questa cosa, questa urgenza, questa NECESSITA' di un cambio di "vision" alla squadra, alla panchina, all'allenatore?


gesulio

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 19.411
Registrato
come detto su altro illustre topic, c'è una differenza di fondo tra loro e noi: loro ci odiano. non è odio sportivo, ma totale.
questi sono giocatori calati in un ambiente che ogni anno pensa che vincerà qualcosa di importante o di importantissimo, finendo per convincersene, e nonostante aiuti vari alla fine si ritrovano sempre con un pugno di mosche in mano (quelle che gli girano intorno da sempre, del resto, attratte dalla loro inconfondibile natura...).
questa frustrazione il bobolo la riversa su di noi, in quanto cugini cattivi, brutti, portaiella e in minoranza.

ed è una frustrazione che si sovrappone a quella ancestrale che riguarda gli ultimi anni dello scorso secolo, quando li travolgemmo in quella serie di derby fantastici e poi, mentre loro assistevano inerti, andammo a conquistare italia ed europa col solo ausilio delle nostre forze.

i giocatori questo lo percepiscono: sanno che in caso di tsunami da delusione ambientale, hanno comunque un'uscita di sicurezza, che si chiama derby. i loro giocatori introiettano in qualche maniera la frustrazione ambientale, la fanno corrispondere alla loro, in quanto sportivi, in quanto atleti incapaci di lasciare un segno importante nel mondo dello sport.
e canalizzano tutto verso l'oggetto supremo dell'odio dei tifosi: noi.

papalliano

*
Lazionetter
* 1.269
Registrato
sono d'accordo con Silverado.

la nostra non è una squadra per alte temperature. difficilmente trova il cinismo necessario per affondare un nemico con la bava alla bocca, che te la butta in caciara, in modo scorretto, magari sotto lo sguardo benevolo della terna arbitrale.

I Figli della Lupa Rognosa si portano da casa i rigoripaaroma (pare che ultimamente ne servano almeno un paio) e il "vento" favorevole. sono all'ultima spiaggia, e molto difficilmente affondano (per loro natura sono galleggianti).
Insomma, ci giochiamo il solito derby deja-vu, controcorrente, che "deve andare come deve andare".

Ciò detto,
i nostri ragazzi lo sanno che per vincere con mezzo gol di scarto devono meritarne tre-quattro in più.
Sanno che Tagliavento sarà lì a ricordare loro che il vento è favorevole solo ai canidi, e che lo dimostrerà per tutti i 90 minuti.
Lo sanno.
MA DIPENDE DA LORO, comunque.
ci sono due possibilità:
1) possono adagiarsi su un alibi facile e andare a piangere in un angolo; è già successo.
oppure
2) posso dimostrare al mondo che non sono una banda di perdenti che temono le sfide "calde". Possono diventare Grandi. Possono entrare nella Storia della Lazio, vincendo contro tutto e tutti.

Le imprese sportive difficili, controcorrente, al limite dell'impossibile, caratterizzano gli Eroi Sportivi.
Scegliessero: conigli bagnati, o eroi della Lazio.
così verranno ricordati.

p.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

arkham

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 13.462
Registrato
Citazione di: gesulio il 11 Mar 2011, 10:05
loro ci odiano.

Intervento interessante. Probabilmente hai ragione ma non è detto che sia proprio così.
Credo che anche il nostro, di ambiente, riesca in qualche modo a trasmettere ai giocatori più ricettivi che "il nemico è quello là".
Negli anni ho visto esultanze ammiccanti fra Cesar e Stankovic con la maglia dell'Inter, ho visto il Nedved dare sempre l'anima contro le merde. ho sentito Mihajlovic dire che non allenerebbe mai la asriomammerdammazzalaquantofaschifo e ho visto Radu fare uno sgambettino ad un riommico esultante.
Tutta gente che non viene da testaccio, da prati o dai parioli, insomma.
Gente alla quale la scossa del derby l'abbiamo saputa trasmettere noi.
Secondo me ad esempio, Zarate è uno di quelli che ha capito cosa significa vincere il derby. Così come altri, che vedo dare in campo qualcosa di più, al di là dei limiti tecnici di ognuno (Stendardo e Lichsteiner, tanto per dirne un paio).

porgascogne

Visitatore
Registrato

charlie

*
Lazionetter
* 9.787
Registrato
io chiedo solo due cose:
- in caso di nostroo vantaggio non mettiamoci tutti dietro la linea della palla. dovessimo segnare per primi non possiamo concedergli un attimo per rifiatare...che non vuole dire andare tutti avanti alla ricerca del raddoppio. teniemo la palla, facciamoli correre, stancare, rosicare.
- in caso di vantaggio loro non crollate mentalmente. non voglio vedere situazioni simili al dopo errore di floccari dell'anno scorso.

se vogliamo, lo vinciamo.

secco72

*
Lazionetter
* 326
Registrato
Citazione di: porgascogne il 11 Mar 2011, 09:57

l'unico dubbio è

come trasmettre questa cosa, questa urgenza, questa NECESSITA' di un cambio di "vision" alla squadra, alla panchina, all'allenatore?

A me sembra che in questi ultimi giorni i messaggi gli siano stati dati forti e chiari!
Adesso bisognerà vedere:
1. se l'hanno capito
2. se so' in grado di metterli in pratica

Per 1 sono abbastanza tranquillo. Per 2 c'ho qualche dubbio.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

est1900

Visitatore
Registrato

cartesio

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 24.253
Registrato
Citazione di: Silverado il 10 Mar 2011, 21:19
La mancanza di istinto killer della Lazio mi fa essere pessimista.
A maggior ragione quando la posta diventa altissima. E io credo che il derby di domenica sia il più importante da 10 anni a questa parte.
E' il primo derby, dal famoso 2-2 di Castroman, in cui tutte e due le squadre si giocano in positivo-negativo (cioè, ciò che guadagno lo sottraggo di netto all'altro) una posizione di prestigio e di rendita economica.

Non può essere sempre il derby più importante dell'ultima decade.
L'anno scorso decine di netters giuravano - prima, durante e dopo il derby - che quello era il più importante del secolo, perché avremmo avuto, stavamo avendo, avevamo avuto la possibilità di bloccare la corsa allo scudo della cacche. Ricordo i pianti greci sull'errore di Floccari - il più grave di tutta la storia della Lazio! - che aveva aperto la strada alla rimonta xxxxsta.
Eccheccazz!
Quest'anno, anche in coppa le squadre si sono giocate in positivo-negativo il passaggio del turno. Ce lo hanno fregato.
Mo' tocca a noi.      :x

orchetto

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 12.967
Registrato
Secondo me l'odio è uguale.
Quello che cambia sono solo i rapporti di forza extracalcistici.
Noi dobbiamo solo essere lucidi, freddi e spietati.

charlie

*
Lazionetter
* 9.787
Registrato
Citazione di: orchetto il 11 Mar 2011, 12:31

Noi dobbiamo solo essere lucidi, freddi e spietati.

esatto!

(e te pare poco, aggiungerei)

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Silverado

*
Lazionetter
* 2.271
Registrato
Aggiungo qualche considerazione al volo, col caffé di metà mattina sotto l'ascella.

Fondamentale sarà quello che avverrà nella testa dei nostri.
I loro, lo sappiamo, lo sanno, non credo si stiano interrogando troppo su come affrontare mentalmente la gara.
Vengono da 4 vittorie, il peso psicologico sanno che ce l'hanno i nostri sulle spalle.
Giocheranno istintintivamente come hanno giocato nel recente passato; tenderanno a ripetere quei pattern mentali e comportamentali che li hanno già premiati. Poco da aggiungere.

Ma i nostri?
Hanno un blocco sentendo la parola roma? Hanno un complesso? Magari non di inferiorità, perché son sicuro che loro non si sentono sinceramente inferiori, però, ecco, un complesso di "ineluttabilità", la sindrome della rassegnazione: puoi giocare meglio, peggio, in modo aggressivo, puoi attenderli, puoi costruire 7 palle gol, puoi  puoi avere la forza di andare in vantaggio o di pareggiare ma alla fine sai come andranno le cose. La pallina girerà sul bordo degli esiti possibili, come in una roulette, per poi arrestarsi proprio su quella casella-esito. Come se quella casella fosse un attrattore.
Puoi dire e dirti di combattere, di lottare contro tutto e tutti, di non arrenderti su ogni pallone, di rimanere concentratissimo per ogni singolo secondo della gara ma è tutto inutile: il background della tua mente sta già lavorando per conto suo ed è già arreso, abituato all'idea dell'ineluttabile.
Come si scardina tutto il meccanismo?

Loro lo scardinarono con la follia, con la leggerezza di chi aveva ormai perso tutto.
Avevano perso 4 derby consecutivi, stavano perdendo 3-1, l'arbitro aveva annullato un regolare 4-1.
Tutto era un incubo per loro, un tunnel di frustrazione.
Eppure da quel momento cominciarono a giocare leggeri, incoscienti.
Senza paura, perché ormai avevano superato anche la fase della disperazione; si trovarono in un limbo quasi zen, giocarono senza pensare più alle conseguenze di un'altra sconfitta, senza la consapevolezza del risultato che stava maturando. In inferiorità numerica agguantarono il pareggio e la fortuna volle che l'arbitro, chissà perché, giusta compensazione?, annullò il loro 4-3.

La leggerezza.
Ci penso da giorni, la leggerezza.
Non pensare a niente. Vai sotto di un gol? Di due gol? La leggerezza.
Però ci vorrebbe anche, come innesco, un po' di incoscienza, se non proprio di follia.
Un ingrediente che temo non si trovi nella "Cucina dell'Equilibrio" di Reja.

Come ultima considerazione una provocazione.
Il tabellino di Reja con la roma è grottesco, credo unico tra tutti gli allenatori professionisti. Non ho controllato esattamente ma parliamo tipo di 12 incontri, 10 sconfitte e 2 pareggi, una roba del genere.
Non credo in dimensioni, come dire, metafisiche ma in "porte mentali" personali che, clic!, si chiudono o, clic!, si aprono un po' ci credo. Altrimenti non avrei fatto tutta la premessa sul blocco dei nostri giocatori.
Ecco, per quanto riguarda Reja e la roma il blocco è qualcosa di preoccupante.
Per me ultima chance.
Sarò provinciale ma questa è verament l'ultima chiamata. O cambia la sua storia personale con i giallorossi oppure arrivederci, anche se ci dovesse portare in Champions arrivando secondo.
E' più forte di me.
Chi ha una "storia di risultati" come la sua ha un problema, e personalmente penso che un dna del genere sia incompatibile col ruolo di allenatore della Lazio.

intruppone23

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 4.014
Registrato
penso che qui dentro tutti abbiano amici della rioma.
spesso amici cari, fraterni, affettuosi e presenti.

le persone, per fortuna, non si possono catalogare in relazione alla loro fede calcistica.

però...

però da un paio d'anni ho deciso di non parlare di calcio con alcuni di questi, di evitare proprio l'argomento. e non perchè questo potrebbe portare a discussioni o altro. perchè quando queste persone si travestono da riommerdiste io li ODIO.
li odio profondamente, con il loro modo di piangere e lamentarsi, il loro incensarsi senza aver mai vinto nulla, di creare miti e poi distruggerli, di essere l'immagine più bieca, cafona e populista di questo paese.

li odio perchè hanno venduto il loro cervello ad un sistema che li umilia giorno dopo giorno, prendendoli in giro e facendoli sentire speciali quando invece di speciale hanno solo la violenza innata e gratuita. sia i tifosi che i calciatori.
li odio perchè sono tronfi di portare il nome di Roma sulle loro maglie, la mia Roma, la città dove sono nato, senza conoscerne la storia e le tradizioni, infangandone ripetutamente il nome ogni volta che ce n'è la possibilità.

li odio perchè loro non passeranno mai quello che abbiamo passato noi, ma non perchè non ne abbiano di che donde, ma solo perchè in questo paese la politica, quella sporca e lurida, si è infilata anche nel calcio, rendendolo sporco e lurido anch'esso.

per questo voglio vincere questo derby. come voglio vincere tutti i derby. ma questo, non so perchè, in maniera particolare. forse perchè ne abbiamo persi due immeritatamente quest'anno. ma questo lo sento particolarmente.

est1900

Visitatore
Registrato
Citazione di: Silverado il 11 Mar 2011, 12:48
Aggiungo qualche considerazione al volo, col caffé di metà mattina sotto l'ascella.

Fondamentale sarà quello che avverrà nella testa dei nostri.
I loro, lo sappiamo, lo sanno, non credo si stiano interrogando troppo su come affrontare mentalmente la gara.
Vengono da 4 vittorie, il peso psicologico sanno che ce l'hanno i nostri sulle spalle.
Giocheranno istintintivamente come hanno giocato nel recente passato; tenderanno a ripetere quei pattern mentali e comportamentali che li hanno già premiati. Poco da aggiungere.

Ma i nostri?
Hanno un blocco sentendo la parola roma? Hanno un complesso? Magari non di inferiorità, perché son sicuro che loro non si sentono sinceramente inferiori, però, ecco, un complesso di "ineluttabilità", la sindrome della rassegnazione: puoi giocare meglio, peggio, in modo aggressivo, puoi attenderli, puoi costruire 7 palle gol, puoi  puoi avere la forza di andare in vantaggio o di pareggiare ma alla fine sai come andranno le cose. La pallina girerà sul bordo degli esiti possibili, come in una roulette, per poi arrestarsi proprio su quella casella-esito. Come se quella casella fosse un attrattore.
Puoi dire e dirti di combattere, di lottare contro tutto e tutti, di non arrenderti su ogni pallone, di rimanere concentratissimo per ogni singolo secondo della gara ma è tutto inutile: il background della tua mente sta già lavorando per conto suo ed è già arreso, abituato all'idea dell'ineluttabile.
Come si scardina tutto il meccanismo?

Loro lo scardinarono con la follia, con la leggerezza di chi aveva ormai perso tutto.
Avevano perso 4 derby consecutivi, stavano perdendo 3-1, l'arbitro aveva annullato un regolare 4-1.
Tutto era un incubo per loro, un tunnel di frustrazione.
Eppure da quel momento cominciarono a giocare leggeri, incoscienti.
Senza paura, perché ormai avevano superato anche la fase della disperazione; si trovarono in un limbo quasi zen, giocarono senza pensare più alle conseguenze di un'altra sconfitta, senza la consapevolezza del risultato che stava maturando. In inferiorità numerica agguantarono il pareggio e la fortuna volle che l'arbitro, chissà perché, giusta compensazione?, annullò il loro 4-3.

La leggerezza.
Ci penso da giorni, la leggerezza.
Non pensare a niente. Vai sotto di un gol? Di due gol? La leggerezza.
Però ci vorrebbe anche, come innesco, un po' di incoscienza, se non proprio di follia.
Un ingrediente che temo non si trovi nella "Cucina dell'Equilibrio" di Reja.

Come ultima considerazione una provocazione.
Il tabellino di Reja con la roma è grottesco, credo unico tra tutti gli allenatori professionisti. Non ho controllato esattamente ma parliamo tipo di 12 incontri, 10 sconfitte e 2 pareggi, una roba del genere.
Non credo in dimensioni, come dire, metafisiche ma in "porte mentali" personali che, clic!, si chiudono o, clic!, si aprono un po' ci credo. Altrimenti non avrei fatto tutta la premessa sul blocco dei nostri giocatori.
Ecco, per quanto riguarda Reja e la roma il blocco è qualcosa di preoccupante.
Per me ultima chance.
Sarò provinciale ma questa è verament l'ultima chiamata. O cambia la sua storia personale con i giallorossi oppure arrivederci, anche se ci dovesse portare in Champions arrivando secondo.
E' più forte di me.
Chi ha una "storia di risultati" come la sua ha un problema, e personalmente penso che un dna del genere sia incompatibile col ruolo di allenatore della Lazio.

Sono profondamente d'accordo. Bisogna cambiare in qualche modo l'atteggiamento.
In questi quattro derby siamo stati freddi ma non cinici.
Isterici ma non cattivi.
I giocatori sono scesi in campo con una grande voglia di rivalsa, ne sono sicuro.
E sono certo che questi quattro minchioni vestiti di gialloezozzo gli stiano sulle palle come e più di noi.
Però non siamo riusciti a cavare un ragno dal buco.
C'è qualcosa di sbagliato nell'approccio.
Partiamo sempre carichi, concentrati. Poi c'è "l'episodio".
L'errore di Mauri nel primo derby
Il rigore di Floccari
Il mani di Licht

E dopo quello il derby gira. E diventa improvvisamente, inesorabilmente, roba loro.
E noi che passiamo i restanti minuti a schiacciare queste cacche lente nella loro area piccola con Culio Sercio che rimbalza da una parte all'altra, parando anche l'aria (a proposito, imho è una pippa tremenda ma è un bene che non giochi lui).

E ogni volta che prendiamo la sveja, ci rialziamo e ci diciamo "al prossimo li massacriamo".
E poi rintuzziamo sempre sullo stesso muro.
Scavalchiamolo, 'sto càzzo di muro.
Sia Dio, il cùlo, Zarate o chi volete voi a farlo. Ma scavalchiamolo.

Ultima annotazione: qua col brodino non si va lontano.
Tocca vincere.
Il brodino ti fa sentire un po' meglio ma qua tocca guarire da 'sto cancro.
Vincere, possibilmente rompendogli il c.ulo.
Questa è l'unica medicina.

giggio

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.007
Registrato
l'assenza di ranieri e culo sergio mi da tanta forza, poi totti in campo e il cerchio si chiude

stefy40

*
Lazionetter
* 1.767
Registrato
io se vedessi Libor Kozak in campo dall'inizio, e non solo quando staremo a scajà, sarei più contento...

... però se entra quando stamo a scajà e poi rimontiamo e vinciamo, va bene uguale!  :)

lusitania

*
Lazionetter
* 59
Registrato
Citazione di: gesulio il 10 Mar 2011, 10:48
Lazio [...] una squadra che tende per sua natura a lasciare sempre in vita l'avversario, anche fosse un solo tenue filo... l'incapacità di ammazzare le partite è veramente un problema quest'anno

La verità di questa frase mi ha fatto sentire un brivido freddo, se poi ci aggiungo il complesso di "ineluttabilità" di cui parlava silverado:

Citazione di: Silverado il 11 Mar 2011, 12:48
un complesso di "ineluttabilità", la sindrome della rassegnazione: puoi giocare meglio, peggio, in modo aggressivo, puoi attenderli, puoi costruire 7 palle gol, puoi  puoi avere la forza di andare in vantaggio o di pareggiare ma alla fine sai come andranno le cose. La pallina girerà sul bordo degli esiti possibili, come in una roulette, per poi arrestarsi proprio su quella casella-esito. Come se quella casella fosse un attrattore.
...allora temo il peggio. Tuttavia mai come ora la roma ha una squadra instabile dal punto di vista mentale e di gioco e questo è un fattore di debolezza che potrebbe non essere così difficile da sfruttare per noi.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Il Mitico™

*
Lazionetter
* 22.595
Registrato
Il derby, il soooooogno, l'aquila e l'asfaaaaaalto, questa notte incontrerò...

:D

ZombyWoof

*
Lazionetter
* 9.789
Registrato
vado a presentimenti, e temo una batosta colossale, una roba tipo 5-0 per loro.

troppo carichi noi, troppo assetati di rivincita loro. noi siamo una squadra molle, non siamo capaci a menare e ad accelerare.  loro la butteranno in caciara, con simulazioni, e tagliavento gli darà un'infinità di punizioni stroncando il nostro gioco.

Discussione precedente - Discussione successiva