Manca ancora una partita ma la testa ormai è già là.
Succede sempre così, nonostante tutti gli allenatori si affrettino a dire che inizieranno a pensare al derby dopo il 90° della partita successiva.
Invece pensiamo già a quella partita. Lo facciamo noi, lo fa Reja, lo fanno i giocatori.
E lo fanno anche gli avversari.
Perchè questo è un derby speciale, di quelli che, comunque vada, si ricorderà a lungo.
Troppo alta la posta in palio, troppo ghiotta l'occasione da entrambe le parti.
Mai più di questa volta però, il derby per noi comincerà con i 90 minuti precedenti: stiamo bene, o meglio, non siamo i moribondi di due mesi fa, ma la classifica è quella che è, manca ancora un bel colpo d'ali per spegnere le speranze delle inseguitrici.
E allora bisogna vincere a Bologna, sorpassare i felsinei e, con tutta probabilità, distanziare in maniera decisiva l'Atalanta, aspettando di vedere se l'Udinese torna ad essere trascinato giù o se il Livorno viene condannato definitivamente.
Bisogna farlo per la classifica, ma anche e soprattutto perchè la settimana successiva c'è il derby.
All'andata eravamo noi a non poter perdere per non dare risvolti drammatici alla nostra classifica.
Al ritorno le cose devono cambiare: con tre punti a Bologna, gli unici che potranno interpretare un pari come una condanna saranno gli odiati giallozozzi.
Per questo il nostro derby comincia al Dall'Ara: con lo spirito dimostrato a San Siro , con la cattiveria, la voglia, la concentrazione giusta, iniziamo a costruire il nostro derby già domenica prossima. Non diamo ai piscioruggine la possibilità di agitare lo spettro della "B" e lasciamo che la paura in campo e sugli spalti sia tutta per loro.
Con un occhio ai diffidati ed un orecchio a quello che succede all'Olimpico, andiamo a prenderci un pezzo di derby a Bologna.