Il pagellone - Stagione 2016-'17

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cuchillo

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Il pagellone - Stagione 2016-'17
« il: 29 Mag 2017, 09:11 »
Marchetti 5,5 – ripete, grosso modo, le due stagioni precedenti, oscillando, quindi, dalle parti di una striminzita sufficienza alla quale, tuttavia, non arriva. Esce di scena in un momento in cui non stava facendo, però, particolarmente male. Si stava confermando anche un pararigori (Ilicic, Caprari) sulla scia di Carpi-Lazio della scorsa stagione (Mbakogu, Mbakogu), dopo che, tra l’altro, non ne aveva preso mai uno in campionato per un intero lustro. Restano, però, nella memoria soprattutto i due gol di Kessie che stavano vanificando la vittoria all’esordio e quello di Nainggolan che ha tumulato il derby d’andata, oltre al suo ennesimo misterioso “infortunio”. La speranza è che sia davvero il suo ultimo anno e che ci si saluti da buoni amici, ringraziandolo per il suo primo biennio monstre. (miglior partita stagionale: Napoli-Lazio 1-1).

Strakosha 7 – una lieta sorpresa considerando che aveva fallito in serie B, perdendo alla lunga il duello con Terracciano. Non so quanto abbia contato la componente fortuna ma sta di fatto che tutti i suoi errori (Schick, Salah, Berardi) non incidono mai sull’esito finale, eccezion fatta per Firenze in una partita considerata giustamente inutile a quattro giorni dall’Appuntamento. Molto bene in due derby su tre, la parata di mero istinto sembra essere il suo marchio di fabbrica. Bene sulla linea di porta, rivedibile sulle uscite, c’è molto da migliorare coi piedi. (miglior partita stagionale: Roma-Lazio 1-3).

Vargic n.g. – non combina danni nell’unica che gioca.

Basta 6+ – un’onesta via di mezzo tra le prime due stagioni. Tira fuori le unghie nelle gare ad alta intensità (finale con la Juve a parte), regalandosi/ci anche un gol, il primo in campionato, pesante come il travertino. (miglior partita stagionale: Lazio-Torino 3-1).

Patric 6,5 – soldato intelligente e con piedi tutt’altro che banali. Amante delle cose semplici fino all’ovvietà che tanto apprezzo: quando si è in pericolo, palla indietro al portiere. Utile gregario, peccato cali un po’ nel finale come qualità di prestazioni. (miglior partita stagionale: Lazio-Atalanta 2-1).

Radu 6 – un buonissimo primo scorcio di stagione, in cui alterna la fascia al centro. Poi, più che calare lui crescono gli altri e a lungo andare si deprime anche un po’. (miglior partita stagionale: Lazio-Pescara 3-0).
 
Lukaku 6,5 – è spesso rotto e questo gli abbassa la pagella di mezzo punto. È l’elemento che più cresce in corso di stagione sia tatticamente che atleticamente. Un giocatore importante, altroché. (miglior partita stagionale: Lazio-Roma 2-0, Coppa Italia).

De Vrij 6 – non so perché sto dando la sufficienza perché se dovessi basarmi sulla sua qualità e su quello che lui pensa di valere (o che il mercato gli riconosce, anche se prima queste offertone le vorrei vedere…) non sarebbe sopra il 5. Ma non volendo valutare nessuno in termini relativi, a una sufficienza risicata ci arriva. Se non è rotto a inizio partita, si rompe durante. E in tutte le partite che ha giocato si è mantenuto grosso modo sul livello dei compagni senza mai mostrare una reale superiorità se non in rarissime occasioni. Insomma, il valore aggiunto non si è davvero mai visto. (miglior partita stagionale: Lazio-Atalanta 2-1).

Bastos 6 – partito con un esordio davvero esaltante contro (la panza di) Higuain si è presto smarrito, quindi presto infortunato. Bene nei derby e in qualche altra rara occasione ma la sensazione complessiva è che sia stato perlopiù un anno di rodaggio in attesa del prossimo. (miglior partita stagionale: Lazio-Juventus 0-1).

Wallace 6,5 – inizia con Petagna che lo scherza, poi cresce a dismisura, inciampa nel derby d’andata, si rialza alla grande per poi gigioneggiare in un ultimo mese da tregenda. È il giocatore che meno riesco a decifrare. A sensazione dico che diventerà un difensore di calibro internazionale ma è davvero solo una sensazione perché se lo avessi visto solo nell’ultimo mese penserei al fratello scarso di Modibone Diakité. A differenza di Bastos, due mesi fatti come Iddio comanda me li ha fatti vedere. (miglior partita stagionale: Napoli-Lazio 1-1).

Hoedt 6,5 – se la stagione fosse finita a fine marzo gli avrei dato un 7 con tendenza al 7,5. Ma, appunto, c’è stato un altro mese e mezzo dove ha perlopiù inanellato disastri. La crescita rispetto alla scorsa stagione è stata esponenziale ma la differenza tra lui e il De Vrij del (solo) primo anno è la stessa che c’è tra Nesta e Cribari. Ha un sinistro come pochi difensori al mondo ma c’è tutto il resto che ancora non convince. (miglior partita stagionale: Inter-Lazio 1-2, Coppa Italia).

Prce n.g. – pochi minuti a Torino e prediamo pure gol…

Spizzichino n.g. - ben arrivato tra i professionisti.

Crecco n.g. – pochi spezzoni, pochissime indicazioni.

Biglia 7 – stagione a due facce: opaca la prima parte, molto positiva con punte di eccellenza la seconda. Si carica la squadra sulle spalle quando arriva il segmento di stagione che conta. Continua la sua maledizione nelle finali ed è l’unico capitano – non occasionale - degli ultimi 25 anni a non aver mai vinto un trofeo. Non credo certo a queste cagate ma che non sia uno perseguitato dalla fortuna si vede a occhio nudo. (miglior partita stagionale: Roma-Lazio 1-3).
 
Parolo 7- - il meno è perché ha inciso davvero troppo poco in zona gol: in due sole partite è andato a segno. Pochissimo per lui e pochissimo, in generale, per quello che la stagione ha offerto. Magari c’è anche il fatto che la licenza di entrare è stata affidata a Milinkovic e lui è rimasto più prudentemente ai margini dell’area grande. Come Basta, una giusta via di mezzo tra la stagione mostruosa del primo anno (soprattutto quel girone di ritorno) e quella ributtante del secondo. Meglio nella prima parte, tuttavia, quando la Lazio giocava peggio. (miglior partita stagionale: Udinese-Lazio 0-3).

Lulic 7 – era stato l’unico cui ho dato la sufficienza lo scorso anno (insieme a Berisha, mi pare), quest’anno, invece, gli do la medaglia di legno: il primo fuori dal podio. Dopo quella del primo anno (da 7,5), è stata questa la sua migliore stagione. Gioca costantemente bene e il suo cross sul palo lontano, ovviamente di destro, crossando da sinistra, è diventato uno dei simboli della stagione (pesantissimi i gol di Felipe Anderson a Milano e di Milinkovic e Immobile contro Atalanta e Bologna). La fotografia della sua annata è comunque l’assist per Keita nel derby di ritorno dopo una galoppata esaltante. Poi, resta sempre la mia solita valutazione, ossia che un vero up-grading la Lazio lo farà quando uno come Lulic diventerà un jolly che parta dalla panchina non uno cui dare una maglia da titolare praticamente sempre.  (miglior partita stagionale: Inter-Lazio 1-2, Coppa Italia).

Milinkovic-Savic 7,5 – da brutto anatroccolo a principe. Ero stato molto severo lo scorso anno Evidentemente, pur (ancora) convinto della sua brutta annata, non ne avevo colto delle qualità che quest’anno sono emerse prepotentemente. Signore assoluto dei derby, apriscatole formidabile in partite non messesi proprio bene (ne dico uno solo: il gol all’Atalanta), assist sublimi, tocchi di classe, potenza, sostanza. Peccato stecchi la finalissima e che non tiri mai dai 16 metri nonostante abbia spesso lo spazio per farlo: evidentemente non ce l’ha proprio nel repertorio.  Medaglia d’argento in comproprietà con Keita. (miglior partita stagionale: Lazio-Roma 2-0, Coppa Italia).

Cataldi 5+ - risucchiato nell’anonimato in cui era entrato già da un anno, non ha molto da offrire – se non degli ottimi calci d’angolo - ed evidentemente il ballottaggio con Murgia lo innervosisce invece di stimolarlo. Se ne va, sdegnato, a lottare per la salvezza. (miglior partita stagionale: Lazio-Pescara 3-0).

Murgia 6 - alla fine la sua stagione è più che dignitosa anche se gli esordi lasciavano sperare in qualcosa di meglio. Voto forse un po’ condizionato da Lazio-Napoli: quando il livello sale, fatica maledettamente a imporsi nonostante la personalità non gli manchi. Spero non sia un cataldiano fuoco di paglia da primo e incosciente anno. Tra l’altro, nel suo primo anno Cataldi – è vero, con molte più apparizioni – aveva lasciato un’impressione perfino migliore. (miglior partita stagionale: Inter-Lazio 1-2, Coppa Italia).

Leitner n.g.

Felipe Anderson 6,5 – assist-man professionista e qualche rigore procurato. Davanti alla porta ha perso molta confidenza o forse non l’ha mai davvero avuta (quegli oramai mitici 5 mesi evidentemente sono stati l’eccezione, non la regola). La stagione non è stata affatto male, considerando anche il grande sacrificio richiesto. Spiace, tuttavia, che quando la squadra è cresciuta lui sia regredito un po’. Non si capisce bene se abbia finito la benzina troppo presto o se abbia finito per pagare l’esplosione di Keita. Il suo strappo nel derby d’andata di Coppa Italia per il gol di Milinkovic è stato bello e determinante. E ha cambiato il destino. (miglior partita stagionale: Lazio-Genoa 3-1).

Keita 7,5 - determinante già dal primo scorcio di stagione: le gare contro Empoli, Cagliari e Sassuolo è lui a sbloccarle. Sblocca anche la gara contro la Fiorentina, mette il sigillo a Udine e ci regala un punto a Napoli piovuto dal cielo. Poi lascia sul posto Manolas e da lì parte un’altra stagione (a dicembre/gennaio c’era stata la Coppa d’Africa, non dimentichiamolo) culminata con 16 gol, rigori conquistati, assist e perle di rarissima bellezza. Considerando che come minutaggio avrà sì e no quello di una ventina di partite intere, la stagione è da top player. (miglior partita stagionale: Roma-Lazio 1-3).

Luis Alberto 5,5 – credo molto in questo ragazzo: a mio avviso sarà un acquisto vero della prossima stagione ma stando a quella appena conclusa, più gli spezzoni negativi che quelli positivi.  (miglior partita stagionale: Fiorentina-Lazio 3-2).

Lombardi 6 – sufficienza stiracchiatissima perché conclude la stagione con due interventi comici che palesano una palmare inadeguatezza. Va detto, però, che fino a Sassuolo-Lazio, ossia fino a fine marzo, quando chiamato in causa aveva risposto presente facendo sempre almeno una giocata decisiva. (miglior partita stagionale: Sassuolo-Lazio 1-2).

Immobile 8 – il migliore. 26 gol stagionali più quelli in Nazionale sono un bottino che manco nei miei sogni più proibiti. Un bomber del genere lo aspettavo da vent’anni. Non è e non sarà mai un top player perché ha limiti troppo potenti ma averceli avuti centravanti così! Gol pesanti in trasferta a sbloccare partite (Atalanta, Udinese, Bologna), rigori pesantissimi conquistati e trasformati (Atalanta, Udinese), altri solo conquistati (Milan), i due derby di Coppa Italia da assoluto protagonista, gol d’autore (Torino) e in tutto questo sacrificio, disponibilità, grinta e corsa. Ah, dato non banale: un cecchino dagli 11 metri. Solo una cosa si poteva pretendere in più: uno straccio di tiro nello specchio in 3 partite contro la Juve e per questo gli abbasso di mezzo punto il voto. (miglior partita stagionale: Roma-Lazio 3-2, Coppa Italia).

Djordjevic 4 – un impiastro. Un elemento totalmente inutile. La verità è che fatico davvero a capire se sia un problema di scarsezza o di altro. Talvolta la sensazione è che manco ci metta impegno e determinazione, altre volte (vedi Firenze) la voglia la vedi ma è talmente limitato che ti rassegni all’idea che tanto dentro non te la mette, puoi anche schiattare. (miglior partita stagionale: Torino-Lazio 2-2).

Rossi n.g. - anche se ha giocato davvero pochissimi minuti, qualcosa di più avrei voluto vedere.


Inzaghi 7,5 – anche lui non voglio giudicarlo in termini relativi. Poco m’interessa, quindi, che era all’esordio in A, non volendo calcolare le 7 partite della scorsa stagione. La stagione è stata decisamente positiva considerando che l’obiettivo stagionale (il ritorno in EL) è stato raggiunto con 270 minuti d’anticipo e senza passare dal preliminare di luglio. Ci sono, tuttavia, dei “però”. Il primo è che la finale è stata un disastro e lui ha delle precise responsabilità, prima tra tutte aver sfidato la sorte schierando inutilmente 5 titolari a Firenze (tra inizio gara e subentri). Ma non solo quella responsabilità, eh. Perché se una partita dura 20 minuti vuol dire che è stata tutta una somma di cose a non aver funzionato. Il secondo “però” è che se da un canto è stato bravissimo nei 4 derby (e gli do per questo tre quarti di punto in più) nelle altre “grandi sfide” di campionato ha quasi solo steccato. Il ruolino contro Juventus, Napoli, Inter, Milan e Fiorentina è imbarazzante. Lo salvano, appunto, i derby e la doppia sfida con l’Atalanta. Ha avuto il merito – e lo considero un grande merito - di aver sbagliato pochissimo con le medio-piccole. Se togliamo lo sfortunato pareggio interno col Bologna e la sconfitta salvifica col Chievo (quella sera è nato il segmento esaltante della Lazio), la Lazio ha avuto quasi un percorso netto. Ha, infine, sicuramente valorizzato giocatori (Milinkovic, Hoedt e Strakosha) ma ha avuto un ostracismo un po’ sospetto con altri (Bastos, Luis Alberto, lo stesso Lukaku). E se bismarckianamente gli è stato utile appoggiarsi sui senatori (Marchetti, Radu e Lulic) per cementare il gruppo, portandosi la vecchia guardia dalla sua parte, non dobbiamo neanche dimenticare che dal prossimo anno servirà un’altra strategia per mantenere coeso lo spogliatoio. La troverà? La seconda passata è sempre la più difficile, insegnano i manovali. A me è sembrato che da un certo momento in poi, finito l’effetto “cemento” e con una Lazio in crescita – per meriti anche suoi, eh! - si sia svariate volte incartato su formazioni e cambi soprattutto nelle rare occasioni delle 3 gare settimanali. Io più di qualche dubbio ce l’ho, non sulle sue capacità tout court ma sulla capacità di gestire non più emotivamente ma tecnicamente delle rotazioni. Sono fiducioso il giusto, insomma. Grazie per tutto, Simone, ma non facciamo di Inzaghi un fenomeno sportivo anzitempo perché non ha vinto nulla (l’occasione l’ha avuta per suoi meriti e per suoi demeriti l’ha buttata via) e ha troppo ancora da dimostrare. Però, come si suol dire: buona, anzi molto buona la prima!       


Offline charlie

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9040
Re:Il pagellone - Stagione 2016-'17
« Risposta #1 il: 29 Mag 2017, 14:08 »
Concordo.
Giusto mezzo voto in meno a Marchetti e Parolo.

cuchillo

cuchillo

Re:Il pagellone - Stagione 2016-'17
« Risposta #2 il: 29 Mag 2017, 14:14 »
Concordo.
Giusto mezzo voto in meno a Marchetti e Parolo.

Ci sta, tranquillamente.
Marchetti l'ho voluto comunque premiare per i due rigori decisivi parati e perché credo che, nel complesso, non abbia fatto una mezza stagione sciagurata. Ma il 5 ci sta tranquillamente.
Credo anche che un 6+ invece del 7- a Parolo, ci stia. Io, però, vi chiedo solo di considerare il periodo in cui Biglia o era assente per infortunio o arrancava.
Parolo, come Felipe Anderson, ha avuto il "torto" di non crescere col resto della squadra. Ma soprattutto a ottobre e novembre lui e Anderson sono stati gli uomini in più, che davvero hanno cantato e portato la croce.

Offline samu_s

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7720
Re:Il pagellone - Stagione 2016-'17
« Risposta #3 il: 29 Mag 2017, 14:19 »
Pagelle che mi trovano perfettamente d'accordo.
Forse un 6+/6,5 a Dv, soprattutto perché mi dà una sensazione di sicurezza e di carisma che non provo con gli altri in campo.
Re:Il pagellone - Stagione 2016-'17
« Risposta #4 il: 29 Mag 2017, 14:41 »
Marchetti  5   Il voto eccessivamente non negativo dipende solo dal fatto che a causa di infortuni vari (sulla natura dei quali non commento) ad un certo punto della stagione si è saggiamente tolto dalle palle, ed abbiamo così giocato quasi tutta la seconda parte con un portiere vero in porta: la diversità di rendimento tra le due mezze fasi stagionali è eclatante. Forse ha sorpreso parecchi del forum, non di certo me che sull’inderogabile ricerca di un portiere conduco da anni una battaglia campale pressoché in solitaria. BOCCIATO

Strakosha  8   Il ragazzo è forte e fortunato; infatti le poche volte in cui ha avuto dei gol sulla coscienza essi si sono rivelati ininfluenti al fine del risultato, od acquisiti a stagione conclusa. Per il resto un carattere di ferro ed una reattività degna dei migliori portieri, e dei difetti tecnici che si spera col tempo possa correggere.
Lo ringrazio soprattutto di una cosa: ha scongiurato un possibile titulo delle merde. Infatti con Marchetti in porta gli sfigati di trigoria avrebbero avuto un solo punto di distacco dalla juve in campionato a 180 minuti dalla fine, e sarebbero arrivati in finale di coppa Italia: 1 tra le 2 competizioni l’avrebbero vinta (o gliela avrebbero fatta vincere, il che è la stessa cosa). PROMOSSO

Vargic n.g.  Oggetto sconosciuto. RIMANDATO

* Basta 6 --   la quasi sufficienza  deriva dall’unica grande partita disputata quest’anno, che però per un laziale vale da sola mezza stagione. Per il resto conferma come la splendida stagione di 2 anni fa fu il suo canto del cigno: il crollo fisico/tecnico può arrivare a 30 come a 40 anni, la data è variabile, ma quando arriva bisogna solo prenderne atto e provvedere. BOCCIATO

Patric 6,5   bravo, soprattutto a non arrendersi ai suoi evidenti limiti ed a supplire con impegno ed abnegazione alle carenze strutturali: un Gottardi più caruccio. Merita la conferma. PROMOSSO

* Radu 6 --  Stesso discorso fatto per Basta, solo che lui invece di crollare tutto insieme mostra da anni un lento ma inesorabile calo di rendimento. Sarà l’età?
Se rimane, la panchina dovrà essere la sola sua unica destinazione. RIMANDATO
 
Lukaku 7,5  purtroppo si è visto poco, in parte per colpa sua o meglio della sua non perfetta  salute ed in parte per colpa del tecnico che gli ha preferito spesso altre (infauste) soluzioni. Dovrà essere necessariamente uno degli 11 titolari. STRAPROMOSSO

De Vrij 6,5  Non la sua migliore stagione, comunque rimane sempre il miglior figo del bigoncio difensivo. Da valutare se farlo rimanere: a quei livelli le motivazioni contano parecchio. PROMOSSO

Bastos 7   Complessivamente bene, le sue miglior prestazioni nei derbies e contro Higuain (e scusate se è poco). Si perde anche lui nel finale, come tutta la squadra. PROMOSSO

Wallace 6,5  Come Bastos, anche se appare più legnoso. Mezzo voto in meno per la sanguinosa sciocchezza nel derby d’andata. PROMOSSO

Hoedt 6   In progresso rispetto alla deludente prima stagione, ha stoffa e propensione al gol, ma deve migliorare parecchio in marcatura e concentrazione per tutta la partita. RIMANDATO

Biglia 7  Ottimo per gran parte della stagione ma stecca in finale di coppa, come in tutte le finali che ha disputato. Evidenti limiti caratteriali. Da tenere se motivato, se no arrivederci  e buona fortuna. PROMOSSO

Parolo 6  Si salva per grinta ed esperienza, ma ogni anno che passa perde sempre più in qualità. Quando di un giocatore come suo più grande merito si comincia a dire che ‘… comunque è un generoso…’ è ora di preoccuparsi. PROMOSSO (con gran fatica…)

Lulic 6,5  In controtendenza dopo le sue ultime annate bruttine. Però, pur andando bene e forse proprio a causa di questo, mostra ancor di più che se si hanno ambizioni di alta classifica lui può al massimo stare nei 16, ma non negli 11 titolari. PROMOSSO

Milinkovic-Savic 8  altro botto di stagione, godiamocelo finché possiamo perché lui sì è destinato a nobilissime platee. Di lotta e di governo, a volte pasticcione ma non tira mai indietro la gamba. STRAPROMOSSO

Cataldi 5   purtroppo si è dimostrato un giocatorino e nulla più, a malapena titolare (e neanche spesso) in un Genoa; peccato, perché la stoffa del centrocampista completo ce l’ha tutta. BOCCIATO

Murgia 6,5  esordio coi fiocchi, spesso utilizzato, mostra purtroppo negli incontri di livello i suoi limiti: va bene come titolare se giochi contro il Pescara, per il resto può essere un buon panchinaro. Comunque PROMOSSO.

Felipe Anderson 6,5   paga più di tutti le esigenze tattiche di Inzaghi che lo relega a cursore di fascia: il nuovo ruolo gli riesce anche bene, ma ovviamente perde in qualità in avanti dove uno come lui fa la differenza. Solo 6,5, ma non per colpa sua. PROMOSSO

Keita 7,5  Inizia in sordina, altalenante come sempre, poi sboccia nella seconda parte della stagione. Spesso devastante. Con lui vale lo stesso discorso degli altri ‘grandi’: rimane se convinto, se no aria e soldoni. STRAPROMOSSO.

Luis Alberto 6  inizio da desaparecido, poi piano piano e con colpevole ritardo (di chi? boh…) fa intravedere di essere un potenziale grande giocatore, uno dei pochi in tutto il campionato italiano che sa dare del tu al pallone. RIMANDATO (ma solo per farlo studiare, in realtà l’ho già promosso).

* Lombardi 6 --  esordio così così: fa tutto benino con grinta encomiabile, ma la sensazione è che sia soltanto un giocatorino. RIMANDATO

Immobile 7,5  brutto a vedersi, sembra che corre male e tutto scoordinato: però punge, speso portandosi appresso tutta la difesa avversaria, e la imbusta. Freddo anche sui rigori, particolare tecnico che l’ha visto spesso sbagliare nel passato. STRAPROMOSSO

Djordjevic  5   Intendiamoci: non è giocando 5 minuti ogni 5 partite che si possano pretendere i gol, né che possa acquisire una discreta condizione fisica: però lui si rassegna alla destinazione da panchinaro fisso e mai dà l’impressione di far cambiare opinione al tecnico nelle pochissime occasioni in cui viene impiegato. Di lui avremo un gran ricordo solo della moglie. BOCCIATO.

Inzaghi 6,5  mezzo voto in meno per l’osceno finale di stagione con l’apoteosi della ancor più oscena finale di coppa disputata, prestazione davvero maldestra.
Inizia male, in alcuni casi malissimo: cambia modulo ad ogni partita senza un filo logico, se non forse per dare un contentino a qualche potente dello spogliatoio.
Poi piano piano si libera dalla tutela e si decide a dare un’impronta alla squadra, la sua impronta, e la squadra fa un considerevole balzo nelle prestazioni. Inizia anche a panchinare qualche senatore, salvo poi riincartarsi in finale di coppa dove per la devozione ai big in pratica consegna il torneo alla juve senza lottare. Di notevole c’è l’impostazione degli ultimi 3 derbies, veramente magistrale. PROMOSSO

* N.B.  i 6 - - in realtà sono dei 5 e mezzo, cioè una lieve insufficienza, ma ho messo  6 - - per far vedere ‘la faccia del sei’ (cit.) La citazione è della mia professoressa di italiano e latino del liceo, la quale quando correggeva i compiti in classe in fase di commento dei voti diceva: “Caro XXXXXX, ti ho dato 6 - - ma non ti illudere: in realtà il voto sarebbe 5 e 1/2 cioè una lieve insufficienza, ma insufficienza. Però ho notato che ultimamente ti sei impegnato e allora a solo titolo di incoraggiamento ti ho messo 6 - - per farti vedere la faccia del 6...".

cuchillo

cuchillo

Re:Il pagellone - Stagione 2016-'17
« Risposta #5 il: 29 Mag 2017, 15:02 »
Lulic 6,5  In controtendenza dopo le sue ultime annate bruttine.

In realtà, le sue stagioni brutte sono state la seconda (2012-'13) e la terza (2013-'14).
Non mi pare che le ultime due siano state brutte.
Per me nell'anno di Pioli 6,5 tranquillo e lo scorso anno è l'unico cui ho dato 6 (insieme a Berisha).
Quest'anno ancora meglio ma Lulic non viene da brutte stagioni, a mio avviso.

Sul 7 a Bastos, sono un po' perplesso.
In realtà sono perplesso per qualsiasi voto che superi un 6 di fiducia.
Forse c'è qualcosa che fa e che io non vedo.

Offline paolo71

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Re:Il pagellone - Stagione 2016-'17
« Risposta #6 il: 29 Mag 2017, 15:18 »
@cuchillo
perfette.
Re:Il pagellone - Stagione 2016-'17
« Risposta #7 il: 29 Mag 2017, 15:29 »
Giuste le pagelle di Cuchillo, obiettive e non eccessivamente influenzate dagli ultimi eventi.
L'unica cosa che correggerei è Djordjevic che porello è ormai un ex attaccante e quindi forse un 5 o 5+ per l'impegno e lo spirito di gruppo glielo metterei, e Murgia a cui metterei un 6+ forse anche 6 e mezzo, ma ammetto di non aver visto la partita col Napoli del girone di ritorno.
Re:Il pagellone - Stagione 2016-'17
« Risposta #8 il: 29 Mag 2017, 15:39 »
In realtà, le sue stagioni brutte sono state la seconda (2012-'13) e la terza (2013-'14).
Non mi pare che le ultime due siano state brutte.
Per me nell'anno di Pioli 6,5 tranquillo e lo scorso anno è l'unico cui ho dato 6 (insieme a Berisha).
Quest'anno ancora meglio ma Lulic non viene da brutte stagioni, a mio avviso.

Sul 7 a Bastos, sono un po' perplesso.
In realtà sono perplesso per qualsiasi voto che superi un 6 di fiducia.
Forse c'è qualcosa che fa e che io non vedo.
Può essere, ma sono le mie pagelle ed è normale che ognuno veda le cose in maniera differente dagli altri, il calcio è per sua natura opinabilissimo.
Lulic, nello specifico, forse paga il fatto che sia un polivalente: come tutti i polivalenti fanno benino quasi tutto ma non eccellono mai in un campo specifico. Negli anni recenti ad esempio l'ho visto discreto quando faceva il terzino e maluccio quando veniva impiegato più avanti, invece in questa stagione ho notato l'esatto contrario: buono/ottimo come centrocampista/esterno d'attacco, insufficiente come terzino/esterno basso. Concludendo, Lulic71 è una risorsa preziosa averlo nel lotto della rosa dei titolari ma un limite se sta nella lista dei titolarissimi. Sempre secondo me, ovvio.

Offline sergione

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Re:Il pagellone - Stagione 2016-'17
« Risposta #9 il: 29 Mag 2017, 15:39 »
Marchetti 5,5 – ripete, grosso modo, le due stagioni precedenti, oscillando, quindi, dalle parti di una striminzita sufficienza alla quale, tuttavia, non arriva. Esce di scena in un momento in cui non stava facendo, però, particolarmente male. Si stava confermando anche un pararigori (Ilicic, Caprari) sulla scia di Carpi-Lazio della scorsa stagione (Mbakogu, Mbakogu), dopo che, tra l’altro, non ne aveva preso mai uno in campionato per un intero lustro. Restano, però, nella memoria soprattutto i due gol di Kessie che stavano vanificando la vittoria all’esordio e quello di Nainggolan che ha tumulato il derby d’andata, oltre al suo ennesimo misterioso “infortunio”. La speranza è che sia davvero il suo ultimo anno e che ci si saluti da buoni amici, ringraziandolo per il suo primo biennio monstre. (miglior partita stagionale: Napoli-Lazio 1-1).

Strakosha 7 – una lieta sorpresa considerando che aveva fallito in serie B, perdendo alla lunga il duello con Terracciano. Non so quanto abbia contato la componente fortuna ma sta di fatto che tutti i suoi errori (Schick, Salah, Berardi) non incidono mai sull’esito finale, eccezion fatta per Firenze in una partita considerata giustamente inutile a quattro giorni dall’Appuntamento. Molto bene in due derby su tre, la parata di mero istinto sembra essere il suo marchio di fabbrica. Bene sulla linea di porta, rivedibile sulle uscite, c’è molto da migliorare coi piedi. (miglior partita stagionale: Roma-Lazio 1-3).

Vargic n.g. – non combina danni nell’unica che gioca.

Basta 6+ – un’onesta via di mezzo tra le prime due stagioni. Tira fuori le unghie nelle gare ad alta intensità (finale con la Juve a parte), regalandosi/ci anche un gol, il primo in campionato, pesante come il travertino. (miglior partita stagionale: Lazio-Torino 3-1).

Patric 6,5 – soldato intelligente e con piedi tutt’altro che banali. Amante delle cose semplici fino all’ovvietà che tanto apprezzo: quando si è in pericolo, palla indietro al portiere. Utile gregario, peccato cali un po’ nel finale come qualità di prestazioni. (miglior partita stagionale: Lazio-Atalanta 2-1).

Radu 6 – un buonissimo primo scorcio di stagione, in cui alterna la fascia al centro. Poi, più che calare lui crescono gli altri e a lungo andare si deprime anche un po’. (miglior partita stagionale: Lazio-Pescara 3-0).
 
Lukaku 6,5 – è spesso rotto e questo gli abbassa la pagella di mezzo punto. È l’elemento che più cresce in corso di stagione sia tatticamente che atleticamente. Un giocatore importante, altroché. (miglior partita stagionale: Lazio-Roma 2-0, Coppa Italia).

De Vrij 6 – non so perché sto dando la sufficienza perché se dovessi basarmi sulla sua qualità e su quello che lui pensa di valere (o che il mercato gli riconosce, anche se prima queste offertone le vorrei vedere…) non sarebbe sopra il 5. Ma non volendo valutare nessuno in termini relativi, a una sufficienza risicata ci arriva. Se non è rotto a inizio partita, si rompe durante. E in tutte le partite che ha giocato si è mantenuto grosso modo sul livello dei compagni senza mai mostrare una reale superiorità se non in rarissime occasioni. Insomma, il valore aggiunto non si è davvero mai visto. (miglior partita stagionale: Lazio-Atalanta 2-1).

Bastos 6 – partito con un esordio davvero esaltante contro (la panza di) Higuain si è presto smarrito, quindi presto infortunato. Bene nei derby e in qualche altra rara occasione ma la sensazione complessiva è che sia stato perlopiù un anno di rodaggio in attesa del prossimo. (miglior partita stagionale: Lazio-Juventus 0-1).

Wallace 6,5 – inizia con Petagna che lo scherza, poi cresce a dismisura, inciampa nel derby d’andata, si rialza alla grande per poi gigioneggiare in un ultimo mese da tregenda. È il giocatore che meno riesco a decifrare. A sensazione dico che diventerà un difensore di calibro internazionale ma è davvero solo una sensazione perché se lo avessi visto solo nell’ultimo mese penserei al fratello scarso di Modibone Diakité. A differenza di Bastos, due mesi fatti come Iddio comanda me li ha fatti vedere. (miglior partita stagionale: Napoli-Lazio 1-1).

Hoedt 6,5 – se la stagione fosse finita a fine marzo gli avrei dato un 7 con tendenza al 7,5. Ma, appunto, c’è stato un altro mese e mezzo dove ha perlopiù inanellato disastri. La crescita rispetto alla scorsa stagione è stata esponenziale ma la differenza tra lui e il De Vrij del (solo) primo anno è la stessa che c’è tra Nesta e Cribari. Ha un sinistro come pochi difensori al mondo ma c’è tutto il resto che ancora non convince. (miglior partita stagionale: Inter-Lazio 1-2, Coppa Italia).

Prce n.g. – pochi minuti a Torino e prediamo pure gol…

Spizzichino n.g. - ben arrivato tra i professionisti.

Crecco n.g. – pochi spezzoni, pochissime indicazioni.

Biglia 7 – stagione a due facce: opaca la prima parte, molto positiva con punte di eccellenza la seconda. Si carica la squadra sulle spalle quando arriva il segmento di stagione che conta. Continua la sua maledizione nelle finali ed è l’unico capitano – non occasionale - degli ultimi 25 anni a non aver mai vinto un trofeo. Non credo certo a queste cagate ma che non sia uno perseguitato dalla fortuna si vede a occhio nudo. (miglior partita stagionale: Roma-Lazio 1-3).
 
Parolo 7- - il meno è perché ha inciso davvero troppo poco in zona gol: in due sole partite è andato a segno. Pochissimo per lui e pochissimo, in generale, per quello che la stagione ha offerto. Magari c’è anche il fatto che la licenza di entrare è stata affidata a Milinkovic e lui è rimasto più prudentemente ai margini dell’area grande. Come Basta, una giusta via di mezzo tra la stagione mostruosa del primo anno (soprattutto quel girone di ritorno) e quella ributtante del secondo. Meglio nella prima parte, tuttavia, quando la Lazio giocava peggio. (miglior partita stagionale: Udinese-Lazio 0-3).

Lulic 7 – era stato l’unico cui ho dato la sufficienza lo scorso anno (insieme a Berisha, mi pare), quest’anno, invece, gli do la medaglia di legno: il primo fuori dal podio. Dopo quella del primo anno (da 7,5), è stata questa la sua migliore stagione. Gioca costantemente bene e il suo cross sul palo lontano, ovviamente di destro, crossando da sinistra, è diventato uno dei simboli della stagione (pesantissimi i gol di Felipe Anderson a Milano e di Milinkovic e Immobile contro Atalanta e Bologna). La fotografia della sua annata è comunque l’assist per Keita nel derby di ritorno dopo una galoppata esaltante. Poi, resta sempre la mia solita valutazione, ossia che un vero up-grading la Lazio lo farà quando uno come Lulic diventerà un jolly che parta dalla panchina non uno cui dare una maglia da titolare praticamente sempre.  (miglior partita stagionale: Inter-Lazio 1-2, Coppa Italia).

Milinkovic-Savic 7,5 – da brutto anatroccolo a principe. Ero stato molto severo lo scorso anno Evidentemente, pur (ancora) convinto della sua brutta annata, non ne avevo colto delle qualità che quest’anno sono emerse prepotentemente. Signore assoluto dei derby, apriscatole formidabile in partite non messesi proprio bene (ne dico uno solo: il gol all’Atalanta), assist sublimi, tocchi di classe, potenza, sostanza. Peccato stecchi la finalissima e che non tiri mai dai 16 metri nonostante abbia spesso lo spazio per farlo: evidentemente non ce l’ha proprio nel repertorio.  Medaglia d’argento in comproprietà con Keita. (miglior partita stagionale: Lazio-Roma 2-0, Coppa Italia).

Cataldi 5+ - risucchiato nell’anonimato in cui era entrato già da un anno, non ha molto da offrire – se non degli ottimi calci d’angolo - ed evidentemente il ballottaggio con Murgia lo innervosisce invece di stimolarlo. Se ne va, sdegnato, a lottare per la salvezza. (miglior partita stagionale: Lazio-Pescara 3-0).

Murgia 6 - alla fine la sua stagione è più che dignitosa anche se gli esordi lasciavano sperare in qualcosa di meglio. Voto forse un po’ condizionato da Lazio-Napoli: quando il livello sale, fatica maledettamente a imporsi nonostante la personalità non gli manchi. Spero non sia un cataldiano fuoco di paglia da primo e incosciente anno. Tra l’altro, nel suo primo anno Cataldi – è vero, con molte più apparizioni – aveva lasciato un’impressione perfino migliore. (miglior partita stagionale: Inter-Lazio 1-2, Coppa Italia).

Leitner n.g.

Felipe Anderson 6,5 – assist-man professionista e qualche rigore procurato. Davanti alla porta ha perso molta confidenza o forse non l’ha mai davvero avuta (quegli oramai mitici 5 mesi evidentemente sono stati l’eccezione, non la regola). La stagione non è stata affatto male, considerando anche il grande sacrificio richiesto. Spiace, tuttavia, che quando la squadra è cresciuta lui sia regredito un po’. Non si capisce bene se abbia finito la benzina troppo presto o se abbia finito per pagare l’esplosione di Keita. Il suo strappo nel derby d’andata di Coppa Italia per il gol di Milinkovic è stato bello e determinante. E ha cambiato il destino. (miglior partita stagionale: Lazio-Genoa 3-1).

Keita 7,5 - determinante già dal primo scorcio di stagione: le gare contro Empoli, Cagliari e Sassuolo è lui a sbloccarle. Sblocca anche la gara contro la Fiorentina, mette il sigillo a Udine e ci regala un punto a Napoli piovuto dal cielo. Poi lascia sul posto Manolas e da lì parte un’altra stagione (a dicembre/gennaio c’era stata la Coppa d’Africa, non dimentichiamolo) culminata con 16 gol, rigori conquistati, assist e perle di rarissima bellezza. Considerando che come minutaggio avrà sì e no quello di una ventina di partite intere, la stagione è da top player. (miglior partita stagionale: Roma-Lazio 1-3).

Luis Alberto 5,5 – credo molto in questo ragazzo: a mio avviso sarà un acquisto vero della prossima stagione ma stando a quella appena conclusa, più gli spezzoni negativi che quelli positivi.  (miglior partita stagionale: Fiorentina-Lazio 3-2).

Lombardi 6 – sufficienza stiracchiatissima perché conclude la stagione con due interventi comici che palesano una palmare inadeguatezza. Va detto, però, che fino a Sassuolo-Lazio, ossia fino a fine marzo, quando chiamato in causa aveva risposto presente facendo sempre almeno una giocata decisiva. (miglior partita stagionale: Sassuolo-Lazio 1-2).

Immobile 8 – il migliore. 26 gol stagionali più quelli in Nazionale sono un bottino che manco nei miei sogni più proibiti. Un bomber del genere lo aspettavo da vent’anni. Non è e non sarà mai un top player perché ha limiti troppo potenti ma averceli avuti centravanti così! Gol pesanti in trasferta a sbloccare partite (Atalanta, Udinese, Bologna), rigori pesantissimi conquistati e trasformati (Atalanta, Udinese), altri solo conquistati (Milan), i due derby di Coppa Italia da assoluto protagonista, gol d’autore (Torino) e in tutto questo sacrificio, disponibilità, grinta e corsa. Ah, dato non banale: un cecchino dagli 11 metri. Solo una cosa si poteva pretendere in più: uno straccio di tiro nello specchio in 3 partite contro la Juve e per questo gli abbasso di mezzo punto il voto. (miglior partita stagionale: Roma-Lazio 3-2, Coppa Italia).

Djordjevic 4 – un impiastro. Un elemento totalmente inutile. La verità è che fatico davvero a capire se sia un problema di scarsezza o di altro. Talvolta la sensazione è che manco ci metta impegno e determinazione, altre volte (vedi Firenze) la voglia la vedi ma è talmente limitato che ti rassegni all’idea che tanto dentro non te la mette, puoi anche schiattare. (miglior partita stagionale: Torino-Lazio 2-2).

Rossi n.g. - anche se ha giocato davvero pochissimi minuti, qualcosa di più avrei voluto vedere.


Inzaghi 7,5 – anche lui non voglio giudicarlo in termini relativi. Poco m’interessa, quindi, che era all’esordio in A, non volendo calcolare le 7 partite della scorsa stagione. La stagione è stata decisamente positiva considerando che l’obiettivo stagionale (il ritorno in EL) è stato raggiunto con 270 minuti d’anticipo e senza passare dal preliminare di luglio. Ci sono, tuttavia, dei “però”. Il primo è che la finale è stata un disastro e lui ha delle precise responsabilità, prima tra tutte aver sfidato la sorte schierando inutilmente 5 titolari a Firenze (tra inizio gara e subentri). Ma non solo quella responsabilità, eh. Perché se una partita dura 20 minuti vuol dire che è stata tutta una somma di cose a non aver funzionato. Il secondo “però” è che se da un canto è stato bravissimo nei 4 derby (e gli do per questo tre quarti di punto in più) nelle altre “grandi sfide” di campionato ha quasi solo steccato. Il ruolino contro Juventus, Napoli, Inter, Milan e Fiorentina è imbarazzante. Lo salvano, appunto, i derby e la doppia sfida con l’Atalanta. Ha avuto il merito – e lo considero un grande merito - di aver sbagliato pochissimo con le medio-piccole. Se togliamo lo sfortunato pareggio interno col Bologna e la sconfitta salvifica col Chievo (quella sera è nato il segmento esaltante della Lazio), la Lazio ha avuto quasi un percorso netto. Ha, infine, sicuramente valorizzato giocatori (Milinkovic, Hoedt e Strakosha) ma ha avuto un ostracismo un po’ sospetto con altri (Bastos, Luis Alberto, lo stesso Lukaku). E se bismarckianamente gli è stato utile appoggiarsi sui senatori (Marchetti, Radu e Lulic) per cementare il gruppo, portandosi la vecchia guardia dalla sua parte, non dobbiamo neanche dimenticare che dal prossimo anno servirà un’altra strategia per mantenere coeso lo spogliatoio. La troverà? La seconda passata è sempre la più difficile, insegnano i manovali. A me è sembrato che da un certo momento in poi, finito l’effetto “cemento” e con una Lazio in crescita – per meriti anche suoi, eh! - si sia svariate volte incartato su formazioni e cambi soprattutto nelle rare occasioni delle 3 gare settimanali. Io più di qualche dubbio ce l’ho, non sulle sue capacità tout court ma sulla capacità di gestire non più emotivamente ma tecnicamente delle rotazioni. Sono fiducioso il giusto, insomma. Grazie per tutto, Simone, ma non facciamo di Inzaghi un fenomeno sportivo anzitempo perché non ha vinto nulla (l’occasione l’ha avuta per suoi meriti e per suoi demeriti l’ha buttata via) e ha troppo ancora da dimostrare. Però, come si suol dire: buona, anzi molto buona la prima!       
Ed io aggiungo Cuchillo voto 10 per competenza, coerenza e obiettivita'.
Da 10 e lode il commento su Inzaghi.

Offline Kredskin

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Re:Il pagellone - Stagione 2016-'17
« Risposta #10 il: 29 Mag 2017, 16:02 »

Marchetti 5,5
Concordo con Cuchillo

Strakosha 7
Concordo con Cuchillo

Basta 6
Per me stagione da 6, giusto per un paio di gare giocate alla grande. Ma la media non è poi così positiva.

Patric 6
Anche qui abbasso di mezzo voto, ha fatto il suo senza impressionare particolarmente.

Radu 6
Concordo con Cuchillo
 
Lukaku 6
Credo di averlo visto troppo poco e mai con continuità per dargli più di un 6. Diciamo che gli darei anche 7, se fosse quello visto nelle sue gare migliori.

De Vrij 6,5
Non è quello di due anni fa, ma comunque di gran lunga il migliore della difesa, quando manca si sente parecchio.

Bastos 5,5
Alterna ottime prestazioni e partite così così. Abbiamo preso tanti gol, anche per colpa sua.

Wallace 5,5
Stesso discorso di bastos. Abbiamo preso tanti gol, di errori ne ha fatti in abbondanza. Un domani potrà diventare molto forte, chissà, ma ad oggi è costato parecchio rispetto al rendimento offerto.

Hoedt 6-
Valore aggiunto quando c'è da far ripartire l'azione, ma anche lui di errori ne ha fatti.
In una stagione in cui prendi più gol di un'inter disastrata una riflessione bisogna farla.

Crecco
Per quel pochissimo che si è visto, non sembra poter stare in una rosa che deve combattere per entrare in CL.

Biglia 7
E' un giocatore di livello internazionale, quando manca si sente tantissimo.
 
Parolo 6.5
Sparisce troppe volte, per diverse partite sembra l'ombra di se stesso, ma quando è in forma fa la differenza.


Lulic 6.5
Buona stagione, condita da qualche brutta prestazione.

Milinkovic-Savic 8
E' un giocatore di livello superiore, uno di quelli che ti fa innamorare del calcio.


Murgia 6
Concordo con Cuchillo

Felipe Anderson 7
Statistiche alla mano, tra i migliori 5 centrocampisti della serie A. Recupera tantissimi palloni, serve assist, pronto a consacrarsi definitivamente.

Keita 8
Media tra il 7 del girone di andata, ed il 9 del girone di ritorno, dove segna un gol ogni 83'.
Questo Keita è un fenomeno assoluto.

Luis Alberto 6
Quando impiegato nel giusto contesto dimostra di poter fare cose buone.

Lombardi 5.5
18 presenze, 1 gol, zero assist. Speriamo cresca.

Immobile 8
Concordo con Cuchillo.

Djordjevic 4
Concordo con Cuchillo.



Inzaghi 7,5
Lodato da chiunque, pure dai romanisti, dimostra di poter stare su una panchina calda, imponendosi in uno spogliatoio davvero complicato. Attenzione però a sbrodolarsi, perché il finale di stagione è allarmante, e l'anno prossimo sarà 10 volte più difficile di questo.


Lazio 7
Stagione che poteva essere splendida, ma che ci vede perdere (male) l'ennesima finale senza giocarla, a distanze ingiustificabili dal terzo posto (contro una squadra che faceva la CL), dietro all'atalanta e davanti a delle milanesi disastrate. Però io quest'anno mi sono divertito parecchio, questa Lazio mi piace. Ci fosse stato Reja (e la conseguente manovra soporifera) avrei messo 6,5.

cuchillo

cuchillo

Re:Il pagellone - Stagione 2016-'17
« Risposta #11 il: 29 Mag 2017, 16:30 »
Può essere, ma sono le mie pagelle ed è normale che ognuno veda le cose in maniera differente dagli altri, il calcio è per sua natura opinabilissimo.
Lulic, nello specifico, forse paga il fatto che sia un polivalente: come tutti i polivalenti fanno benino quasi tutto ma non eccellono mai in un campo specifico. Negli anni recenti ad esempio l'ho visto discreto quando faceva il terzino e maluccio quando veniva impiegato più avanti, invece in questa stagione ho notato l'esatto contrario: buono/ottimo come centrocampista/esterno d'attacco, insufficiente come terzino/esterno basso. Concludendo, Lulic71 è una risorsa preziosa averlo nel lotto della rosa dei titolari ma un limite se sta nella lista dei titolarissimi. Sempre secondo me, ovvio.

Sì, sì. Ma infatti non discuto l'opinabilità del calcio, ci mancherebbe.
Avevo solo il dubbio che - senza volerlo, chiaramente - tu avessi potuto invertire le stagioni.
A mio avviso, il Lulic - E DI GRAN LUNGA - peggiore è stato quello della gestione Petkovic.
E, ti dirò, tolto il primo anno, dove mi piacque per l'intera stagione, se dovessi dirti i due mesi fatti meglio alla Lazio ti direi i due mesi da mezzala fatti durante il Reja-bis, che comunque non riscattarono una prima parte di stagione da 4, a essere generosi.
 
Dovessi tradurre in voti, queste le 6 stagioni di Lulic, for me:
7,5 - 5,5 - 5 - 6,5 - 6 - 7

cuchillo

cuchillo

Re:Il pagellone - Stagione 2016-'17
« Risposta #12 il: 29 Mag 2017, 16:32 »
Ed io aggiungo Cuchillo voto 10 per competenza, coerenza e obiettivita'.
Da 10 e lode il commento su Inzaghi.

Eh, troppa grazia, Sant'Anthony!  ;)

 :since
Re:Il pagellone - Stagione 2016-'17
« Risposta #13 il: 29 Mag 2017, 17:05 »
Marchetti 5 mai sicuro, troppi infortuni.

Strakosha 6.5 ottima reattività, fondamentali da migliorare, deve lavorare tantissimo sul tempismo nelle uscite fuori area e sulla sicurezza da dare alla difesa (carisma?)

Basta 6
non potrà piu' essere il titolare.

Patric 6
ha fatto il suo senza impressionare particolarmente. ma non so se è pronto per essere lui il titolare.

Radu 6
senza [...]a e senza lode. in calo comunque nella seconda parte di stagione.
 
Lukaku 6
inizio da incubo, infortunio, grandi miglioramenti e poi infortunio. boh? pare forte ma regge?

De Vrij 6
non so se per guai fisici o per svogliatezza, ma di cavolate ne ha fatte in marcatura. il problema è che è anche così è nettamente il piu' forte della difesa.

Bastos 5,5
assai legnoso e impreciso. sembra possa essere un buon difensore ma non lo conferma totalmente.

Wallace 5,5
lo chiamano il muro ma tranne quando sta al centro e le palle arrivano alte, a me sta sensazione di sicurezza non l'ha data. non mi ha convinto del tutto.

Hoedt 6,5
secondo me uno di quelli che è migliorato di piu'. non puo' pero' far nulla circa la sua costituzione fisica. lento lo sarà sempre. ma il senso di posizione e il piede sono buoni.

Crecco: s.v.

Biglia 7
ottimo centrocampista soprattutto a livello di pressing e riconquista palla. non sempre determinante come ci si aspetterebbe.
 
Parolo 6+
ha trovato grandi difficoltà a entrare in forma.

Lulic 7
imprescindibile per qualsiasi allenatore. peccato per i piedi non proprio educatissimi.

Milinkovic-Savic 8
straripante fisicamente e tecnicamente. un minimo troppo anarchico e presuntuoso. ma potrebbe non essere un difetto...

Murgia 6
deve poter crescere con molta calma

Felipe Anderson 7
sembra pronto al salto definitivo ma non riesce a farlo. a me da fastidio quell'aria di svogliatezza che, magari, dipende esclusivamente dal suo volto. però tecnicamente è senza dubbio alcuno il piu' forte della Lazio.

Keita s.v.
dipende da come si comporterà nei prossimi giorni...

Luis Alberto 5.5
bravino. ma tanto leggerino.

Lombardi 6
voglioso ma acerbo.

Immobile 8
forte. tignoso. un dito al c..lo, insomma. poi contro le merde sul dito c'ha messo pure un po' di sabbia...

Djordjevic 4
non comprendo cosa gli sia successo.


Inzaghi 7
ha dato comunque una impronta alla squadra. dovrà confermarsi e non sarà affatto facile. ma le doti le ha.


Offline TomYorke

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Re:Il pagellone - Stagione 2016-'17
« Risposta #14 il: 29 Mag 2017, 18:23 »
D'accordo con cuchillo su tutto tranne la il voto a Bastos, che già per caratteristiche è stato , secondo me, molto utile in questa stagione.
Re:Il pagellone - Stagione 2016-'17
« Risposta #15 il: 29 Mag 2017, 20:04 »
Marchetti: non da mai l'impressione di infondere sicurezza ai compagni di reparto oppure ai tifosi, para due rigori ma sin dall'esordio a bergamo da l'idea che ogni tiro nello specchio, per quanto innocuo, possa entrare allegramente. 5

Strakosha: Nonostante la giovane età si dimostra capace di fare il titolare alternando ottime prestazioni come derby e finale (dove, con marchetti, ce ne avrebbero fatti 4 o 5) a prestazioni non proprio esaltanti come quella, per fortuna abbastanza inutile, a Firenze. 7

Vargic: boh? meglio così, va. s.v.

Radu: una garanzia, tuttavia in palese fase calante della carriera. 6

Lukaku: positiva sorpresa nelle partite in cui viene impiegato, tanta corsa, tanta grinta, piede discreto, peccato per gli infortuni abbastanza frequenti e l'assenza nella partita più importanti. 6,5

Basta: Un voto in più per il gol al derby di ritorno, il giocatore che per ruolo e caratteristiche paga di più l'età avanzata. 5,5

Wallace: decisamente il più deludente del pacchetto difensivo, troppi fronzoli e lustrini inutili, alcune ottime partite ma anche tante, troppe distrazioni sanguinose e assolutamente inspiegabili. 5,5

Bastos: difensore solido e sicuro che viene da un calcio e un sistema completamente diverso e paga, apparentemente più di altri, la fase di ambientamento. 6+

De Vrji: dopo gli incubi difensivi dell'anno scorso il suo ritorno viene salutato come il ritorno del messia, la sua presenza garantisce sicurezza e affidabilità anche se sembra ancora condizionato dai postumi dell'infortunio o da questioni extra campo è decisamente il miglior difensore della rosa. 6,5

Hoedt: giudicando relativamente all'anno scorso, il suo miglioramento è il più evidente e dunque, il più positivo.
Fare peggio era difficile, ma in coppia con Stefan sembra un'altro, mostrando anche discreti piedi e capacità di impostazione. 6,5

Murgia: Esordisce in prima squadra segnando e mostrando qualità che lo portano ad essere decisamente uno dei più interessanti prospetti in Italia, forse non sarà proprio il vice Biglia che tutti desiderano, forse dovrà ancora maturare, ma lui è la prova che i giovani, se sono bravi e se si crede in loro, possono contribuire in modo importante. 6,5

Lombardi: inizio fortissimo, determinante a Bergamo, nel proseguio della stagione alterna buone cose a palesi limiti tecnici su cui dovrà lavorare, lui in primis, per imporsi a questi livelli.  6 (di incoraggiamento)

Parolo: più centrocampista difensivo che incursore, un gran lavoro per tenere in piedi il centrocampo anche nei momenti di maggior esposizione del 4-3-3, monumentale a Pescara. 6,5

Biglia: Alcune partite da 9, come nell'andata del derby di coppa, contro l'inter in coppa o nel ritorno sempre al derby in campionato, poi lunghe pause e un rendimento troppo altalenante e incostante per un giocatore che dovrebbe essere capitano e trascinatore, a cui si aggiunge un'altra finale persa, per chi ha deciso di tenere il conto... 6

Milinkovic-Savic: qualità fisiche e tecniche fuori dal comune, nel suo momento di maggior forma la Lazio sembra inarrestabile e difficilmente questa può essere una coincidenza, sventra il centrocampo della Roma e dell'Atalanta, squadre non esattamente materasso, e si impone come la nota più positiva di questa stagione. non si può dargli meno di 8

Luis Alberto: un gol allo scadere a genova come unico squillo, da me rinominato amichevolmente "luis il lento", soffre dal paradosso di essere stato comprato per fare l'esterno (sostituto di Candreva), si scoprirà essere più un trequartista centrale in una squadra che non utilizza il trequartista centrale, da rivedere, 5

Lulic: garantisce solidità ed equilibrio quando la squadra appare frequentemente sbilancia, a cui si aggiunge l'assist decisivo a Keita nel derby di ritorno in campionato.
Piedi magari non educatissimi, ma tanta corsa e tanto sacrificio per un giocatore indubbiamente tra i più duttili del campionato. 6,5

Felipe Anderson: gli indovinelli della sfinge, a confronto, sono una passeggiata.
Canta e porta la croce, pur non essendo più il formidabile apri-difese di due stagioni fa e sacrificandosi tantissimo anche in termini realizzativi, quando ha voglia porta assist e alza considerabilmente il livello tecnico della squadra.
Solo quando ha voglia, però. 6,5

Keita: aldilà delle questioni extracampo, o forse proprio per quelle, dimostra finalmente il suo valore confermandosi come uno dei giovani più talentuosi ed interessanti del panorama Europeo.
Alla faccia di chi invocava chiodi e martello.
Assolutamente devastante nel 3-5-2, se solo facesse anche un po' di fase difensiva, magari... 7,5

Immobile: 26 goal stagionali, corsa, carattere, determinazione, da anni non avevamo un finalizzatore così. 8

Djordjevic: ... ingiusto sparare sulla croce rossa ma assolutamente impresentabile. 3

Rossi: s.v.

Tounkara: s.v.

Simone Inzaghi: meriterebbe 9 per le premesse di un'inizio di stagione assolutamente fuori di testa e da ogni logica, 6 per il mese di maggio insufficiente e per l'oscena prestazione che però ha la ragionevole scusante di essere avvenuta contro la Juventus.
Nel complesso costruisce una squadra solida, compatta e competitiva, ricostruisce un gruppo e ricompatta un ambiente a pezzi dopo il tornado chiamato pioli. 7,5

Offline Balde89

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Re:Il pagellone - Stagione 2016-'17
« Risposta #16 il: 31 Mag 2017, 00:19 »
Marchetti 5,5 – ripete, grosso modo, le due stagioni precedenti, oscillando, quindi, dalle parti di una striminzita sufficienza alla quale, tuttavia, non arriva. Esce di scena in un momento in cui non stava facendo, però, particolarmente male. Si stava confermando anche un pararigori (Ilicic, Caprari) sulla scia di Carpi-Lazio della scorsa stagione (Mbakogu, Mbakogu), dopo che, tra l’altro, non ne aveva preso mai uno in campionato per un intero lustro. Restano, però, nella memoria soprattutto i due gol di Kessie che stavano vanificando la vittoria all’esordio e quello di Nainggolan che ha tumulato il derby d’andata, oltre al suo ennesimo misterioso “infortunio”. La speranza è che sia davvero il suo ultimo anno e che ci si saluti da buoni amici, ringraziandolo per il suo primo biennio monstre. (miglior partita stagionale: Napoli-Lazio 1-1).

Strakosha 7 – una lieta sorpresa considerando che aveva fallito in serie B, perdendo alla lunga il duello con Terracciano. Non so quanto abbia contato la componente fortuna ma sta di fatto che tutti i suoi errori (Schick, Salah, Berardi) non incidono mai sull’esito finale, eccezion fatta per Firenze in una partita considerata giustamente inutile a quattro giorni dall’Appuntamento. Molto bene in due derby su tre, la parata di mero istinto sembra essere il suo marchio di fabbrica. Bene sulla linea di porta, rivedibile sulle uscite, c’è molto da migliorare coi piedi. (miglior partita stagionale: Roma-Lazio 1-3).

Vargic n.g. – non combina danni nell’unica che gioca.

Basta 6+ – un’onesta via di mezzo tra le prime due stagioni. Tira fuori le unghie nelle gare ad alta intensità (finale con la Juve a parte), regalandosi/ci anche un gol, il primo in campionato, pesante come il travertino. (miglior partita stagionale: Lazio-Torino 3-1).

Patric 6,5 – soldato intelligente e con piedi tutt’altro che banali. Amante delle cose semplici fino all’ovvietà che tanto apprezzo: quando si è in pericolo, palla indietro al portiere. Utile gregario, peccato cali un po’ nel finale come qualità di prestazioni. (miglior partita stagionale: Lazio-Atalanta 2-1).

Radu 6 – un buonissimo primo scorcio di stagione, in cui alterna la fascia al centro. Poi, più che calare lui crescono gli altri e a lungo andare si deprime anche un po’. (miglior partita stagionale: Lazio-Pescara 3-0).
 
Lukaku 6,5 – è spesso rotto e questo gli abbassa la pagella di mezzo punto. È l’elemento che più cresce in corso di stagione sia tatticamente che atleticamente. Un giocatore importante, altroché. (miglior partita stagionale: Lazio-Roma 2-0, Coppa Italia).

De Vrij 6 – non so perché sto dando la sufficienza perché se dovessi basarmi sulla sua qualità e su quello che lui pensa di valere (o che il mercato gli riconosce, anche se prima queste offertone le vorrei vedere…) non sarebbe sopra il 5. Ma non volendo valutare nessuno in termini relativi, a una sufficienza risicata ci arriva. Se non è rotto a inizio partita, si rompe durante. E in tutte le partite che ha giocato si è mantenuto grosso modo sul livello dei compagni senza mai mostrare una reale superiorità se non in rarissime occasioni. Insomma, il valore aggiunto non si è davvero mai visto. (miglior partita stagionale: Lazio-Atalanta 2-1).

Bastos 6 – partito con un esordio davvero esaltante contro (la panza di) Higuain si è presto smarrito, quindi presto infortunato. Bene nei derby e in qualche altra rara occasione ma la sensazione complessiva è che sia stato perlopiù un anno di rodaggio in attesa del prossimo. (miglior partita stagionale: Lazio-Juventus 0-1).

Wallace 6,5 – inizia con Petagna che lo scherza, poi cresce a dismisura, inciampa nel derby d’andata, si rialza alla grande per poi gigioneggiare in un ultimo mese da tregenda. È il giocatore che meno riesco a decifrare. A sensazione dico che diventerà un difensore di calibro internazionale ma è davvero solo una sensazione perché se lo avessi visto solo nell’ultimo mese penserei al fratello scarso di Modibone Diakité. A differenza di Bastos, due mesi fatti come Iddio comanda me li ha fatti vedere. (miglior partita stagionale: Napoli-Lazio 1-1).

Hoedt 6,5 – se la stagione fosse finita a fine marzo gli avrei dato un 7 con tendenza al 7,5. Ma, appunto, c’è stato un altro mese e mezzo dove ha perlopiù inanellato disastri. La crescita rispetto alla scorsa stagione è stata esponenziale ma la differenza tra lui e il De Vrij del (solo) primo anno è la stessa che c’è tra Nesta e Cribari. Ha un sinistro come pochi difensori al mondo ma c’è tutto il resto che ancora non convince. (miglior partita stagionale: Inter-Lazio 1-2, Coppa Italia).

Prce n.g. – pochi minuti a Torino e prediamo pure gol…

Spizzichino n.g. - ben arrivato tra i professionisti.

Crecco n.g. – pochi spezzoni, pochissime indicazioni.

Biglia 7 – stagione a due facce: opaca la prima parte, molto positiva con punte di eccellenza la seconda. Si carica la squadra sulle spalle quando arriva il segmento di stagione che conta. Continua la sua maledizione nelle finali ed è l’unico capitano – non occasionale - degli ultimi 25 anni a non aver mai vinto un trofeo. Non credo certo a queste cagate ma che non sia uno perseguitato dalla fortuna si vede a occhio nudo. (miglior partita stagionale: Roma-Lazio 1-3).
 
Parolo 7- - il meno è perché ha inciso davvero troppo poco in zona gol: in due sole partite è andato a segno. Pochissimo per lui e pochissimo, in generale, per quello che la stagione ha offerto. Magari c’è anche il fatto che la licenza di entrare è stata affidata a Milinkovic e lui è rimasto più prudentemente ai margini dell’area grande. Come Basta, una giusta via di mezzo tra la stagione mostruosa del primo anno (soprattutto quel girone di ritorno) e quella ributtante del secondo. Meglio nella prima parte, tuttavia, quando la Lazio giocava peggio. (miglior partita stagionale: Udinese-Lazio 0-3).

Lulic 7 – era stato l’unico cui ho dato la sufficienza lo scorso anno (insieme a Berisha, mi pare), quest’anno, invece, gli do la medaglia di legno: il primo fuori dal podio. Dopo quella del primo anno (da 7,5), è stata questa la sua migliore stagione. Gioca costantemente bene e il suo cross sul palo lontano, ovviamente di destro, crossando da sinistra, è diventato uno dei simboli della stagione (pesantissimi i gol di Felipe Anderson a Milano e di Milinkovic e Immobile contro Atalanta e Bologna). La fotografia della sua annata è comunque l’assist per Keita nel derby di ritorno dopo una galoppata esaltante. Poi, resta sempre la mia solita valutazione, ossia che un vero up-grading la Lazio lo farà quando uno come Lulic diventerà un jolly che parta dalla panchina non uno cui dare una maglia da titolare praticamente sempre.  (miglior partita stagionale: Inter-Lazio 1-2, Coppa Italia).

Milinkovic-Savic 7,5 – da brutto anatroccolo a principe. Ero stato molto severo lo scorso anno Evidentemente, pur (ancora) convinto della sua brutta annata, non ne avevo colto delle qualità che quest’anno sono emerse prepotentemente. Signore assoluto dei derby, apriscatole formidabile in partite non messesi proprio bene (ne dico uno solo: il gol all’Atalanta), assist sublimi, tocchi di classe, potenza, sostanza. Peccato stecchi la finalissima e che non tiri mai dai 16 metri nonostante abbia spesso lo spazio per farlo: evidentemente non ce l’ha proprio nel repertorio.  Medaglia d’argento in comproprietà con Keita. (miglior partita stagionale: Lazio-Roma 2-0, Coppa Italia).

Cataldi 5+ - risucchiato nell’anonimato in cui era entrato già da un anno, non ha molto da offrire – se non degli ottimi calci d’angolo - ed evidentemente il ballottaggio con Murgia lo innervosisce invece di stimolarlo. Se ne va, sdegnato, a lottare per la salvezza. (miglior partita stagionale: Lazio-Pescara 3-0).

Murgia 6 - alla fine la sua stagione è più che dignitosa anche se gli esordi lasciavano sperare in qualcosa di meglio. Voto forse un po’ condizionato da Lazio-Napoli: quando il livello sale, fatica maledettamente a imporsi nonostante la personalità non gli manchi. Spero non sia un cataldiano fuoco di paglia da primo e incosciente anno. Tra l’altro, nel suo primo anno Cataldi – è vero, con molte più apparizioni – aveva lasciato un’impressione perfino migliore. (miglior partita stagionale: Inter-Lazio 1-2, Coppa Italia).

Leitner n.g.

Felipe Anderson 6,5 – assist-man professionista e qualche rigore procurato. Davanti alla porta ha perso molta confidenza o forse non l’ha mai davvero avuta (quegli oramai mitici 5 mesi evidentemente sono stati l’eccezione, non la regola). La stagione non è stata affatto male, considerando anche il grande sacrificio richiesto. Spiace, tuttavia, che quando la squadra è cresciuta lui sia regredito un po’. Non si capisce bene se abbia finito la benzina troppo presto o se abbia finito per pagare l’esplosione di Keita. Il suo strappo nel derby d’andata di Coppa Italia per il gol di Milinkovic è stato bello e determinante. E ha cambiato il destino. (miglior partita stagionale: Lazio-Genoa 3-1).

Keita 7,5 - determinante già dal primo scorcio di stagione: le gare contro Empoli, Cagliari e Sassuolo è lui a sbloccarle. Sblocca anche la gara contro la Fiorentina, mette il sigillo a Udine e ci regala un punto a Napoli piovuto dal cielo. Poi lascia sul posto Manolas e da lì parte un’altra stagione (a dicembre/gennaio c’era stata la Coppa d’Africa, non dimentichiamolo) culminata con 16 gol, rigori conquistati, assist e perle di rarissima bellezza. Considerando che come minutaggio avrà sì e no quello di una ventina di partite intere, la stagione è da top player. (miglior partita stagionale: Roma-Lazio 1-3).

Luis Alberto 5,5 – credo molto in questo ragazzo: a mio avviso sarà un acquisto vero della prossima stagione ma stando a quella appena conclusa, più gli spezzoni negativi che quelli positivi.  (miglior partita stagionale: Fiorentina-Lazio 3-2).

Lombardi 6 – sufficienza stiracchiatissima perché conclude la stagione con due interventi comici che palesano una palmare inadeguatezza. Va detto, però, che fino a Sassuolo-Lazio, ossia fino a fine marzo, quando chiamato in causa aveva risposto presente facendo sempre almeno una giocata decisiva. (miglior partita stagionale: Sassuolo-Lazio 1-2).

Immobile 8 – il migliore. 26 gol stagionali più quelli in Nazionale sono un bottino che manco nei miei sogni più proibiti. Un bomber del genere lo aspettavo da vent’anni. Non è e non sarà mai un top player perché ha limiti troppo potenti ma averceli avuti centravanti così! Gol pesanti in trasferta a sbloccare partite (Atalanta, Udinese, Bologna), rigori pesantissimi conquistati e trasformati (Atalanta, Udinese), altri solo conquistati (Milan), i due derby di Coppa Italia da assoluto protagonista, gol d’autore (Torino) e in tutto questo sacrificio, disponibilità, grinta e corsa. Ah, dato non banale: un cecchino dagli 11 metri. Solo una cosa si poteva pretendere in più: uno straccio di tiro nello specchio in 3 partite contro la Juve e per questo gli abbasso di mezzo punto il voto. (miglior partita stagionale: Roma-Lazio 3-2, Coppa Italia).

Djordjevic 4 – un impiastro. Un elemento totalmente inutile. La verità è che fatico davvero a capire se sia un problema di scarsezza o di altro. Talvolta la sensazione è che manco ci metta impegno e determinazione, altre volte (vedi Firenze) la voglia la vedi ma è talmente limitato che ti rassegni all’idea che tanto dentro non te la mette, puoi anche schiattare. (miglior partita stagionale: Torino-Lazio 2-2).

Rossi n.g. - anche se ha giocato davvero pochissimi minuti, qualcosa di più avrei voluto vedere.


Inzaghi 7,5 – anche lui non voglio giudicarlo in termini relativi. Poco m’interessa, quindi, che era all’esordio in A, non volendo calcolare le 7 partite della scorsa stagione. La stagione è stata decisamente positiva considerando che l’obiettivo stagionale (il ritorno in EL) è stato raggiunto con 270 minuti d’anticipo e senza passare dal preliminare di luglio. Ci sono, tuttavia, dei “però”. Il primo è che la finale è stata un disastro e lui ha delle precise responsabilità, prima tra tutte aver sfidato la sorte schierando inutilmente 5 titolari a Firenze (tra inizio gara e subentri). Ma non solo quella responsabilità, eh. Perché se una partita dura 20 minuti vuol dire che è stata tutta una somma di cose a non aver funzionato. Il secondo “però” è che se da un canto è stato bravissimo nei 4 derby (e gli do per questo tre quarti di punto in più) nelle altre “grandi sfide” di campionato ha quasi solo steccato. Il ruolino contro Juventus, Napoli, Inter, Milan e Fiorentina è imbarazzante. Lo salvano, appunto, i derby e la doppia sfida con l’Atalanta. Ha avuto il merito – e lo considero un grande merito - di aver sbagliato pochissimo con le medio-piccole. Se togliamo lo sfortunato pareggio interno col Bologna e la sconfitta salvifica col Chievo (quella sera è nato il segmento esaltante della Lazio), la Lazio ha avuto quasi un percorso netto. Ha, infine, sicuramente valorizzato giocatori (Milinkovic, Hoedt e Strakosha) ma ha avuto un ostracismo un po’ sospetto con altri (Bastos, Luis Alberto, lo stesso Lukaku). E se bismarckianamente gli è stato utile appoggiarsi sui senatori (Marchetti, Radu e Lulic) per cementare il gruppo, portandosi la vecchia guardia dalla sua parte, non dobbiamo neanche dimenticare che dal prossimo anno servirà un’altra strategia per mantenere coeso lo spogliatoio. La troverà? La seconda passata è sempre la più difficile, insegnano i manovali. A me è sembrato che da un certo momento in poi, finito l’effetto “cemento” e con una Lazio in crescita – per meriti anche suoi, eh! - si sia svariate volte incartato su formazioni e cambi soprattutto nelle rare occasioni delle 3 gare settimanali. Io più di qualche dubbio ce l’ho, non sulle sue capacità tout court ma sulla capacità di gestire non più emotivamente ma tecnicamente delle rotazioni. Sono fiducioso il giusto, insomma. Grazie per tutto, Simone, ma non facciamo di Inzaghi un fenomeno sportivo anzitempo perché non ha vinto nulla (l’occasione l’ha avuta per suoi meriti e per suoi demeriti l’ha buttata via) e ha troppo ancora da dimostrare. Però, come si suol dire: buona, anzi molto buona la prima!       

Ma sei uno scrittore? Se scrivi un saggio lo compro  :beer:
Condivido (oltre che alle magnifiche doti di scrittura) anche le analisi tecniche. Tutte.
Eccetto quest'ultimo passaggio sulla finale: contro la Juve non abbiamo perso per demeriti. La Juve nelle partite che contano non sbaglia un colpo: ha preso zero gol dal Barca in due partite, non vedo come si possa dare un demerito a Simoncino per non averla battuta.

Comunque, mi alzo sul divano, faccio un applauso e ti stringo la mano.

Offline Drenai

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Re:Il pagellone - Stagione 2016-'17
« Risposta #17 il: 31 Mag 2017, 00:34 »
credo che i demeriti che intendeva cuchillo fossero proprio nell'averla buttata via. partita approcciata e gestita male. magari perdevi lo stesso eh, nessuno imputa la sconfitta in sè, ma era lecito almeno aspettarsi di giocarsela al nostro meglio e non l'abbiamo fatto.

cuchillo

cuchillo

Re:Il pagellone - Stagione 2016-'17
« Risposta #18 il: 31 Mag 2017, 01:11 »
Caro Balde, ti ringrazio per le belle e immeritatissime parole. No, scrivere non è il mio mestiere. E si vede, dai.  ;)

Però, ho in canna due progetti editoriali molto concreti.

Il primo è assolutamente top secret. C'entra la Lazio ma non posso davvero parlarne. Ma se avrà un compimento, condividerò tutto con voi. Anche perché vi chiederò di contribuire alla tiratura, mica penserete di non comprarlo!

Il secondo è un dizionario (semiserio, in forma di diario) di cinema francese. Ma la strada è lunga. Sono/saranno 2.000 recensioni circa. Quello è l'obiettivo. Avoja a scrive. Spero nessuno mi rubi l'idea, anche perché davvero non c'è un opus del genere, in lingua italiana. Un lavoro simile è stato fatto ma raccoglieva schede prevalentemente tecniche (film francesi dal 1930 al 1993). Le mie sono/saranno proprio recensioni. Ma in fondo non ho questa grande paura che qualcuno lo faccia prima di me anche perché a chi cazzo interessa un tomo alto così di recensioni di film francesi?
(Sempre grato a Italicbold che mi porta i libri che non trovo su Amazon direttamente da Parigi... :beer:)   


Passando a Lazio-Juve, credo che a Inzaghi vada principalmente imputato un errore: l'aver schierato senza motivo dei titolari contro la Fiorentina seccando così due pedine importanti come Parolo e Lukaku.
Poi, se si prendono due gol in 20 minuti con due giocatori marcati a un metro, vuol dire che qualcosa mentalmente non ha funzionato. E l'allenatore c'entra per definizione.
La Juve non ha preso gol dal Barcellona e ha tramortito il Monaco ma in questi anni, squadre del nostro livello, hanno dimostrato che una partita di calcio contro di loro si può giocare. Il Milan la Supercoppa l'ha portata a casa e a giugno scorso in finale ha dato molto filo da torcere, così come la Lazio di Pioli (parlo sempre di Coppa Italia). Il Napoli, anche, due finali le ha vinte.
Noi scontiamo un complesso che preesiste a Inzaghi e Inzaghi questo complesso non lo ha estirpato.
Non si chiedeva per forza di vincere ma di tenere in bilico la partita almeno un tempo, sì.
Dopo 20 minuti, game over. Io non me lo aspettavo e penso che fosse giusto non aspettarselo.

Offline charlie

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9040
Re:Il pagellone - Stagione 2016-'17
« Risposta #19 il: 31 Mag 2017, 03:16 »

Noi scontiamo un complesso che preesiste a Inzaghi e Inzaghi questo complesso non lo ha estirpato.
Non si chiedeva per forza di vincere ma di tenere in bilico la partita almeno un tempo, sì.
Dopo 20 minuti, game over. Io non me lo aspettavo e penso che fosse giusto non aspettarselo.

Questa cosa mi fa molto male.
Mi rendo conto di non aver nemmeno commentato la sconfitta con la Juve.
Sono uscito dallo stadio con un misto di sensazioni, tra il tramortito ed il rassegnato.
Una partita che non ha minimamente inciso sulla mia personale disamina della stagione, come se non fosse mai stata giocata.
A distanza di giorni invece da fastidio. Da fastidio quel senso di impotenza e di, appunto, complesso.
Insomma, la cosa andrebbe analizzata davvero. Per bene. Magari in un topic apposito.
 

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