contando sulla memoria e restando al campionato,
quattro anni fa la Lazio, con reja, ha conteso, perdendo, il quarto posto all'udinese
tre anni fa, sempre con reja, la classifica finale ha detto quarto posto (quando però il posti che contavano di più erano diventati tre)
poi è andato via reja ed è arrivato petkovic; che per venti partite circa ha conteso al napoli - a volte avanti noi, a volte avanti loro - il secondo posto dietro la juve; dopodiché lo sbrago: il girone di ritorno del campionato 12-13 e il girone d'andata del campionato 13-14 hanno visto un ridimensionamento radicale del rendimento della Lazio, incapace di andare oltre il centroclassifica, comunque sempre a distanze abissali dalle zone buone per le ambizioni europee
finché a gennaio la Lazio è stata di nuovo affidata a reja (e bollini), il quale nelle ventuno partite in cui ha ripreso la guida della squadra ha realizzato uno score da quarto posto. reja cioè - nel suo parziale di classifica - ha riportato la Lazio esattamente la dove l'aveva la aveva lasciata due anni fa
il campionato scorso ha detto che tre squadre hanno maturato una qualità e una competitività nettamente superiore alle altre; dietro queste squadre c'è un gruppone che - considerando infortuni, doppi o tripli impegni, in/adeguate coperture federali e in/adeguati trattamenti arbitrali, crisi ambientali, ecc. - difficilmente riesce a maturare differenze considerevoli al proprio interno (per dire, fiorentina e inter sono più distanti da napoli e roma di quanto non siano riuscite a distanziare la Lazio o il milan)
ciò detto, l'obiettivo ragionevole - a mio parere - per una Lazio (speriano adeguatamente) rafforzata post "quarto posto parziale" di reja, deve essere quello di vincere la corsa interna al suo gruppone e di rimettere in discussione la supremazia acquisita di juve, roma e napoli
le condizioni fondamentali perché ciò possa accadere sono sostanzialmente due: 1. centrare la campagna acquisti, 2. mettere in panchina l'uomo giusto. per quanto noi ora si possa dire, criticare, benedire, valutare, maledire, disprezze o auspicare, la risposta spetterà soltanto al campo. se il mercato porterà gli uomini giusti e se pioli saprà rivelare capacità sin qui sopite, allora sì. per quanto mi riguarda, ribadisco, il giudizio andrà calibrato soltanto in base alla capacità di competere per gli obiettivi cui, appunto, per la Lazio deve essere ragionevole ambire