Io volevo andarci, ma avevo deciso di stare a casa. Poi mio figlio, da poco sedicenne, mi ha convinto:"Papà dobbiamo andare, oggi è troppo importante!". L'ho stressato per tutta la settimana coi lucciconi agli occhi mentre gli parlavo di Giorgio, di Re Cecconi e del -9. .... Via, siamo partiti alla volta dell'Olimpico, 1 ora e mezza di silenzio in macchina io e lui. Sotto lo stadio incontriamo Marco Del Vecchio, incappucciato sotto una felpa scura,lo saluto gli stringo la mano e lo presento a mio figlio, il quale poco più distante mi rimprovera il fatto che non è cosa buona salutare un ex romanista prima di una partita della nostra Lazio. Siamo entrati in Tevere due ore prima della partita, lo stadio si è riempito più in fretta del solito. Iniziano le emozioni: il grido della Nord e poi di tutto lo stadio "Giorgio Chinaglia è il grido di battaglia" mi ha fatto tornare i lucciconi, il volo di Olympia, la sua Maglia, la Lazio, uno spettacolo irripetibile! Al gol di Stefano Mauri ho abbracciato mio figlio e l'ho ringraziato per avermi portato allo stadio. La Lazio è parte di me.