Una rosa di 18,20 o 24 giocatori non sarà mai un gruppo omogeneo. Ci saranno sempre dei gruppetti, perché ognuno tende a fare amicizia e a frequentare le persone con le quali pensa di avere interessi comuni.
Questo succede ovunque. Anche se qualcuno di voi non ha mai praticato sport di squadra, è sicuramente andato a scuola. Basta ricordare cos'era la vostra classe, con quanti compagni andavate d'accordo, chi invice vi era antipatico e non frequentavate mai.
L'importante è che tra i gruppi che si formano non si crei un antagonismo tale da danneggiare il rendimento in campo.
La squadra del 1974 è un bell'esempio di come tre diversi gruppi di giocatori che non si amavano riuscissero a coalizzarsi contro un ambiente esterno che veniva considerato il vero "nemico". Grazie all'opera dell'allenatore, naturalmente.
Fonti ben informate mi hanno detto che due giocatori come Bettega e Furino, due mostri di antipatia, nemmeno si salutavano, ma hanno giocato insieme una vita senza che sul campo abbiano mai dimostrato questa idiosincrasia dell'uno verso l'altro.