abbiamo sbagliato tutti, anche per inesperienza.
lo scontro diretto di udine andava "protetto", cioè andava vissuto da mesi e preparato come fosse un derby.
il mese in cui assente di natale l'udinese ha steccato noi post-derby siamo crollati come idioti.
non importava il napoli e la roma, tutte squadre che ci hanno distratto con declini e ritorni, nè l'ipotesi (all'epoca), che anche qualche juventino coltivava, di insidiare il secondo posto alla juve.
era l'udinese che avremmo dovuto andare a stanare, mettendoci un memo in agenda. forse i campionati si vincono anche così, fissando quelle cinque partite fondamentali derby a parte.
a udine dovevamo arrivare più coperti, nei punti e nella formazione. coperti e solidi, non fragili e pronti a saltare al primo schiaffo. l'udinese non è una squadra coraggiosa e questo mi brucia.
è vero che basta dire che prendevi il punto col bologna e quelli contro il lecce e il pareggio a novara.
ma anche i puntarelli li fai se hai un motivo. ci sono domeniche che hanno dei conti propri, avulsi dal campionato.
ma se tu stai facendo la scalata, sono poche le partite che vivi così. le altre sono tutte da giocare in vista della scalata.
ci siamo ridotti a giocare da piccolo cabotaggio, alla giornata per l'epidemia di infortunati e quindi gioco forza, ma lo abbiamo fatto sciattamente anche quando avevamo ancora qualche carta in più e non abbiamo approfittato.
nessuno del gruppo Lazio ha saputo vedere più lontano. meno che mai l'allenatore.
abbiamo perso dei punti da cretini due volte.
la prima perchè li abbiamo persi scioccamente.
la seconda perchè li abbiamo persi in vista di udine.
ricordo una vittoria del milan anni fa qua a roma. 1-5 vittoria inutile, con gilardino in palla, poi silurato dai rossoneri. segnò anche ambrosini da fuori.
ci stava che in una serata di black out il milan ne facesse quattro, veniva da giornate storte, l'inter avrebbe cmq vinto lo scudetto. in porta muslera fu un casino.
bastava andare in conferenza e dire abbiamo sbagliato tutto,amen.
invece ciancichella preferì diversamente, e indirettamente diede inizio alla polemica contro muslera che ci accompagnò per mesi.
sembrava fosse accaduto chissà che. divenne un tormentone, a caro prezzo.
ecco, io su certe cose sorvolerei. mentre a molti piace soffermarsi, aprire processi, stilare liste.
ci sono partite che si possono anche scajare di brutto. e sticagrancassi.
basta essere bravi a convogliarci dentro di tutto. ci sono sconfitte che possono servire da parafulmine.
invece noi non "programmiamo" nulla e non abbiamo la prontezza di renderci conto se vale la pena
tornare a casa e andare a letto con la sconfitta, oppure lasciarla per strada.
quest'anno la notte di palermo è stata infausta come quella contro il milan del 2007.
si sapeva, si vedeva, eppure tutto il putiferio che è nato dopo è iniziato come se nessuno già avesse intuito la disfatta, come se nessuno avesse visto anche la casualità della serataccia. palermo era una sera da archiviare, invece tutti hanno voluto lasciar aperto il fascicolo per giorni e giorni.
forse siamo abituati a pensare che le parole stanno dalla parte romanista
ma spesso nelle competizioni vince chi se la racconta meglio, chi fa finta di niente di fronte a certi suoi scivoloni.
e i tre punti ti vengono a sorreggere proprio quando tu stai lì a balbettare, quando sei indeciso se confessare a tutti, e quanto ci piace farlo, se hai fatto la minchiata, oppure startene muto, come se non fosse successo nulla.
sembra un paradosso, ma ho l'impressione che il derby di ritorno non l'abbiamo spalmato/usato/ da nessuna parte. sai quando ti regalano un buono e tu non lo spendi? uguale.
sì, ci ha tolto dall'incubo, ci ha fatto fare pernacchie in rete, ci ha dato tre punti che oggi valgono oro.
ma oltre non l'abbiamo usato.
abbiamo usato (male) molto di più le sonore sconfitte, alcune delle quali legittime e dimenticabili.
e che quel pavido catenacciaro di guidolin ci stia sopra a me rode parecchio