L'attimo fuggente

Aperto da GuyMontag, 09 Mar 2013, 10:43

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GuyMontag

Per una volta nella storia la traduzione del titolo di un film risulta più azzeccata dell'originale. Dead Poets Society, in italiano, era L'attimo fuggente. Film bellissimo, poetico e struggente, la cui scena finale (Capitano, mio capitano) a distanza di più di vent'anni ancora mi sprizza qualche lacrimuccia dagli occhi.

Carpe diem, cogliete l'attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita, così uno straordinario Robin Williams si rivolge ai suoi studenti. Cogliete l'attimo, ragazzi, la vita è un lungo e monotono fiume, agitato da accecanti lampi di gioia o di dolore. Non siamo noi che scegliamo ciò che ci dà gioia, noi possiamo solo accettare con animo grato questi doni del cielo.

Altre sono, sicuramente, le vere gioie della vita, ma gli attimi, quegli attimi, non sono soggetti a classifica. L'altra sera, non mi chiedete perché, tante ne vidi di più grandi e più importanti, ma da solo nella mia stanzetta, sotto lo sguardo incredulo e un po' disgustato della mia compagna, saltellavo gioioso e urlavo "ma che hai fatto, ma che hai fatto!" al secondo gol della Lazio. Non pretendevo di essere capito, sostanzialmente me ne fregava poco o niente. Era uno di quegli attimi.

Quegli attimi ti sconvolgono, e meraviglioso è il retrogusto che ti lasciano, un po' come la buona erba d'antan (che - non illazionino i maldicenti - non ho ovviamente mai fumato...), quella lieve sensazione di essere in quel momento un po' diverso, e quel sorrisino scemo sta lì a dimostrare che sì, non solo sono diverso, ma in questo momento sto meglio di voi, proprio molto meglio...

L'effetto può durare o esaurirsi subito, è soggettivo. Dopo Stoccarda, però, immaginavo che qualche briciola rimanesse, il giorno dopo. Così, giusto per condividere il fatto che ieri sera la maria era proprio buona. Invece era svanito, puf, una tramontana gelida che ci riportava alla realtà, alla tristissima realtà. Fatta di preoccupazioni per la difesa, di pereirinha, di attenzione al ritorno, di rinnovi di cavanda. Problemi reali, per carità. Ma esiste un momento per manifestarli. Se io esco con la ragazza a lungo corteggiata e infine corono il sogno d'amore, e al ritorno a casa sono preoccupato perché lo sterzo tira un po' a destra, significano due cose: che non sono in grado di cogliere l'attimo e che forse è meglio fare un salto dal meccanico. Ma anche dopodomani, o la settimana prossima, in definitiva.

Che gli altri ignorino queste gioie, ci sta. Che scorrendo la gazzetta o il corsport (rigorosamente minuscolo) la nostra impresa non è sminuita, semplicemente, nel miglior stile dell'orwelliano miniver, non è mai avvenuta. L'Europa League era funzionale ad un futuro trionfo nerazzurro, ora è solo argomento accessorio nell'analisi della débacle. Nessuno ovviamente fa cenno al fatto che una squadra italiana col Tottenham, l'immenso Tottenham del sovrumano Bale, in due partite non ha beccato neanche un gol. Ma era un altro Tottenham. Ah, vabbé, allora...

Ma i più attenti nel minimizzare siamo noi. Non mi succede mai, ieri mattina, accerchiato da una bolla di traffico, ho acceso la radio, e un inviato di una radio locale, senza nominare la parola Stoccarda, riportava le preoccupazioni perché la squadra si era stancata, perché (cit.) Petko aveva dovuto far entrare dei titolari (Ledesma e Gonzo) e che al ritorno, stante squalifica di Cana e Ciani, avremmo dovuto far giocare Biava e Dias, invece dell'auspicato turnover tombale.

Ragazzi, questi attimi ce li dobbiamo coccolare, accarezzare, e riporre con delicata attenzione nello scrigno dei momenti belli. Ché, per quanti orrori ci aspettino in futuro, lì sono e lì restano, e almeno un minuto per riassaporarli e goderceli non è che ci sta male, anche se poi in Champion non ci andiamo. La partita più importante non è sempre ed ineluttabilmente la prossima. Godiamoceli insieme, continuiamo a riarrotolare e svolgere il nastro di quei cinquanta metri del nostro piccolo meraviglioso baby slalomista. Il resto passa.

Mi viene in mente il nostro tifoso italocrucco, iDresda, che all'andata in treno leggeva Böll per stemperare tensione e noia, e mi sa che al ritorno ogni pagina veniva distratta da flash ed immagini di quel pomeriggio, ecco cosa avrebbe potuto dire il nostro ragazzo al cronista che si dichiarava preoccupato perché la squadra non si era riposata abbastanza in vista di Lazio-Fiorentina. Forse lo stesso che io dissi, in quel pomeriggio del 14 maggio di 13 anni fa, quando il mio amico fraterno, dopo esserci abbracciati alle diciottoezeroquattro, mi fece: eh, però, mi sa che l'anno prossimo non riusciremo a vivere un momento così bello.

Ecco, amico mio carissimo, fratello di tante battaglie, per un attimo, non di più, fatte na canna che stai meglio, in alternativa, a te e chi non te lo dice co na mano arzata... mavattenaffanculo...

sweeper77

grazie guy
di attimi memorabili più se ne hanno pochi , più se ne deve gioire.

enrico94


colosseo2000

Citazione di: GuyMontag il 09 Mar 2013, 10:43
Per una volta nella storia la traduzione del titolo di un film risulta più azzeccata dell'originale. Dead Poets Society, in italiano, era L'attimo fuggente. Film bellissimo, poetico e struggente, la cui scena finale (Capitano, mio capitano) a distanza di più di vent'anni ancora mi sprizza qualche lacrimuccia dagli occhi.

Carpe diem, cogliete l'attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita, così uno straordinario Robin Williams si rivolge ai suoi studenti. Cogliete l'attimo, ragazzi, la vita è un lungo e monotono fiume, agitato da accecanti lampi di gioia o di dolore. Non siamo noi che scegliamo ciò che ci dà gioia, noi possiamo solo accettare con animo grato questi doni del cielo.

Altre sono, sicuramente, le vere gioie della vita, ma gli attimi, quegli attimi, non sono soggetti a classifica. L'altra sera, non mi chiedete perché, tante ne vidi di più grandi e più importanti, ma da solo nella mia stanzetta, sotto lo sguardo incredulo e un po' disgustato della mia compagna, saltellavo gioioso e urlavo "ma che hai fatto, ma che hai fatto!" al secondo gol della Lazio. Non pretendevo di essere capito, sostanzialmente me ne fregava poco o niente. Era uno di quegli attimi.

Quegli attimi ti sconvolgono, e meraviglioso è il retrogusto che ti lasciano, un po' come la buona erba d'antan (che - non illazionino i maldicenti - non ho ovviamente mai fumato...), quella lieve sensazione di essere in quel momento un po' diverso, e quel sorrisino scemo sta lì a dimostrare che sì, non solo sono diverso, ma in questo momento sto meglio di voi, proprio molto meglio...

L'effetto può durare o esaurirsi subito, è soggettivo. Dopo Stoccarda, però, immaginavo che qualche briciola rimanesse, il giorno dopo. Così, giusto per condividere il fatto che ieri sera la maria era proprio buona. Invece era svanito, puf, una tramontana gelida che ci riportava alla realtà, alla tristissima realtà. Fatta di preoccupazioni per la difesa, di pereirinha, di attenzione al ritorno, di rinnovi di cavanda. Problemi reali, per carità. Ma esiste un momento per manifestarli. Se io esco con la ragazza a lungo corteggiata e infine corono il sogno d'amore, e al ritorno a casa sono preoccupato perché lo sterzo tira un po' a destra, significano due cose: che non sono in grado di cogliere l'attimo e che forse è meglio fare un salto dal meccanico. Ma anche dopodomani, o la settimana prossima, in definitiva.

Che gli altri ignorino queste gioie, ci sta. Che scorrendo la gazzetta o il corsport (rigorosamente minuscolo) la nostra impresa non è sminuita, semplicemente, nel miglior stile dell'orwelliano miniver, non è mai avvenuta. L'Europa League era funzionale ad un futuro trionfo nerazzurro, ora è solo argomento accessorio nell'analisi della débacle. Nessuno ovviamente fa cenno al fatto che una squadra italiana col Tottenham, l'immenso Tottenham del sovrumano Bale, in due partite non ha beccato neanche un gol. Ma era un altro Tottenham. Ah, vabbé, allora...

Ma i più attenti nel minimizzare siamo noi. Non mi succede mai, ieri mattina, accerchiato da una bolla di traffico, ho acceso la radio, e un inviato di una radio locale, senza nominare la parola Stoccarda, riportava le preoccupazioni perché la squadra si era stancata, perché (cit.) Petko aveva dovuto far entrare dei titolari (Ledesma e Gonzo) e che al ritorno, stante squalifica di Cana e Ciani, avremmo dovuto far giocare Biava e Dias, invece dell'auspicato turnover tombale.

Ragazzi, questi attimi ce li dobbiamo coccolare, accarezzare, e riporre con delicata attenzione nello scrigno dei momenti belli. Ché, per quanti orrori ci aspettino in futuro, lì sono e lì restano, e almeno un minuto per riassaporarli e goderceli non è che ci sta male, anche se poi in Champion non ci andiamo. La partita più importante non è sempre ed ineluttabilmente la prossima. Godiamoceli insieme, continuiamo a riarrotolare e svolgere il nastro di quei cinquanta metri del nostro piccolo meraviglioso baby slalomista. Il resto passa.

Mi viene in mente il nostro tifoso italocrucco, iDresda, che all'andata in treno leggeva Böll per stemperare tensione e noia, e mi sa che al ritorno ogni pagina veniva distratta da flash ed immagini di quel pomeriggio, ecco cosa avrebbe potuto dire il nostro ragazzo al cronista che si dichiarava preoccupato perché la squadra non si era riposata abbastanza in vista di Lazio-Fiorentina. Forse lo stesso che io dissi, in quel pomeriggio del 14 maggio di 13 anni fa, quando il mio amico fraterno, dopo esserci abbracciati alle diciottoezeroquattro, mi fece: eh, però, mi sa che l'anno prossimo non riusciremo a vivere un momento così bello.

Ecco, amico mio carissimo, fratello di tante battaglie, per un attimo, non di più, fatte na canna che stai meglio, in alternativa, a te e chi non te lo dice co na mano arzata... mavattenaffanculo...

Stesse sensazioni...le stesse provai con la sgroppata di Nesta contro il guimaraes....la certezza, come l'ho visto partire, che sarebbe stato gol

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Mak1002006


jp1900

Citazione di: sweeper77 il 09 Mar 2013, 10:49
grazie guy
di attimi memorabili più se ne hanno pochi , più se ne deve gioire.
È che noi non ne avremmo neanche pochi, ma dobbiamo sempre alzare l'asticella.

Inviato dal mio GT-I9100

saramago

grazie Guy, che riesci a mandare a fare in culo con uno stile, con una devastante leggerezza di cui non sarò mai capace.  :beer:

RubinCarter


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Bashush

Citazione di: GuyMontag il 09 Mar 2013, 10:43
Per una volta nella storia la traduzione del titolo di un film risulta più azzeccata dell'originale. Dead Poets Society, in italiano, era L'attimo fuggente. Film bellissimo, poetico e struggente, la cui scena finale (Capitano, mio capitano) a distanza di più di vent'anni ancora mi sprizza qualche lacrimuccia dagli occhi.

Carpe diem, cogliete l'attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita, così uno straordinario Robin Williams si rivolge ai suoi studenti. Cogliete l'attimo, ragazzi, la vita è un lungo e monotono fiume, agitato da accecanti lampi di gioia o di dolore. Non siamo noi che scegliamo ciò che ci dà gioia, noi possiamo solo accettare con animo grato questi doni del cielo.

Altre sono, sicuramente, le vere gioie della vita, ma gli attimi, quegli attimi, non sono soggetti a classifica. L'altra sera, non mi chiedete perché, tante ne vidi di più grandi e più importanti, ma da solo nella mia stanzetta, sotto lo sguardo incredulo e un po' disgustato della mia compagna, saltellavo gioioso e urlavo "ma che hai fatto, ma che hai fatto!" al secondo gol della Lazio. Non pretendevo di essere capito, sostanzialmente me ne fregava poco o niente. Era uno di quegli attimi.

Quegli attimi ti sconvolgono, e meraviglioso è il retrogusto che ti lasciano, un po' come la buona erba d'antan (che - non illazionino i maldicenti - non ho ovviamente mai fumato...), quella lieve sensazione di essere in quel momento un po' diverso, e quel sorrisino scemo sta lì a dimostrare che sì, non solo sono diverso, ma in questo momento sto meglio di voi, proprio molto meglio...

L'effetto può durare o esaurirsi subito, è soggettivo. Dopo Stoccarda, però, immaginavo che qualche briciola rimanesse, il giorno dopo. Così, giusto per condividere il fatto che ieri sera la maria era proprio buona. Invece era svanito, puf, una tramontana gelida che ci riportava alla realtà, alla tristissima realtà. Fatta di preoccupazioni per la difesa, di pereirinha, di attenzione al ritorno, di rinnovi di cavanda. Problemi reali, per carità. Ma esiste un momento per manifestarli. Se io esco con la ragazza a lungo corteggiata e infine corono il sogno d'amore, e al ritorno a casa sono preoccupato perché lo sterzo tira un po' a destra, significano due cose: che non sono in grado di cogliere l'attimo e che forse è meglio fare un salto dal meccanico. Ma anche dopodomani, o la settimana prossima, in definitiva.

Che gli altri ignorino queste gioie, ci sta. Che scorrendo la gazzetta o il corsport (rigorosamente minuscolo) la nostra impresa non è sminuita, semplicemente, nel miglior stile dell'orwelliano miniver, non è mai avvenuta. L'Europa League era funzionale ad un futuro trionfo nerazzurro, ora è solo argomento accessorio nell'analisi della débacle. Nessuno ovviamente fa cenno al fatto che una squadra italiana col Tottenham, l'immenso Tottenham del sovrumano Bale, in due partite non ha beccato neanche un gol. Ma era un altro Tottenham. Ah, vabbé, allora...

Ma i più attenti nel minimizzare siamo noi. Non mi succede mai, ieri mattina, accerchiato da una bolla di traffico, ho acceso la radio, e un inviato di una radio locale, senza nominare la parola Stoccarda, riportava le preoccupazioni perché la squadra si era stancata, perché (cit.) Petko aveva dovuto far entrare dei titolari (Ledesma e Gonzo) e che al ritorno, stante squalifica di Cana e Ciani, avremmo dovuto far giocare Biava e Dias, invece dell'auspicato turnover tombale.

Ragazzi, questi attimi ce li dobbiamo coccolare, accarezzare, e riporre con delicata attenzione nello scrigno dei momenti belli. Ché, per quanti orrori ci aspettino in futuro, lì sono e lì restano, e almeno un minuto per riassaporarli e goderceli non è che ci sta male, anche se poi in Champion non ci andiamo. La partita più importante non è sempre ed ineluttabilmente la prossima. Godiamoceli insieme, continuiamo a riarrotolare e svolgere il nastro di quei cinquanta metri del nostro piccolo meraviglioso baby slalomista. Il resto passa.

Mi viene in mente il nostro tifoso italocrucco, iDresda, che all'andata in treno leggeva Böll per stemperare tensione e noia, e mi sa che al ritorno ogni pagina veniva distratta da flash ed immagini di quel pomeriggio, ecco cosa avrebbe potuto dire il nostro ragazzo al cronista che si dichiarava preoccupato perché la squadra non si era riposata abbastanza in vista di Lazio-Fiorentina. Forse lo stesso che io dissi, in quel pomeriggio del 14 maggio di 13 anni fa, quando il mio amico fraterno, dopo esserci abbracciati alle diciottoezeroquattro, mi fece: eh, però, mi sa che l'anno prossimo non riusciremo a vivere un momento così bello.

Ecco, amico mio carissimo, fratello di tante battaglie, per un attimo, non di più, fatte na canna che stai meglio, in alternativa, a te e chi non te lo dice co na mano arzata... mavattenaffanculo...

Su questo PC non mi ero mai loggato, per queste tue parole ho perso mezzora a trovare la password per poterti citare, sei un Grande!!!

Omar65

Quoto in toto Guy, ad usual.

Non ho potuto seguire la partita, ho solo sentito la prima mezz'ora  per radio. Beh, non hanno fatto altro che rompere le palle a Pereirinha, a vivisezionarne ogni giocata per concludere che è inadeguato. Anche dopo il gol (ovviamente non era stato bravo a crederci su quella palla, era solo culo). Era radio Mana' Mana'.

Ma chissene frega Guy, non ci avranno. Mai.

Adler Nest

Guy e Aquilante: 2 delle piu'' belle penne di Lazionet per darci ossigeno con il medesimo messaggio.
Capre diem ragazzi, carpe diem e ai "si-maisti" un affettuoso maannateveaffanculo!!!!

hidalgo

Guy, sei quasi meglio di Onazi....
:) :) :) :)


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AquilaLidense

Guy for presidente

Barabba Terzo

Citazione di: Omar65 il 09 Mar 2013, 12:40
Quoto in toto Guy, ad usual.

Non ho potuto seguire la partita, ho solo sentito la prima mezz'ora  per radio. Beh, non hanno fatto altro che rompere le palle a Pereirinha, a vivisezionarne ogni giocata per concludere che è inadeguato. Anche dopo il gol (ovviamente non era stato bravo a crederci su quella palla, era solo culo). Era radio Mana' Mana'.

Ma chissene frega Guy, non ci avranno. Mai.

Radio manà manà ha come direttore artistico paolo arcivieri e la maggiornza dei conduttori è romanista militante.
Ringrazia di non aver sentito di peggio.

Ulissechina

Citazione di: Adler Nest il 09 Mar 2013, 13:32
Guy e Aquilante: 2 delle piu'' belle penne di Lazionet per darci ossigeno con il medesimo messaggio.
Capre diem ragazzi, carpe diem e ai "si-maisti" un affettuoso maannateveaffanculo!!!!

;) :since

TheVoice

Citazione di: Adler Nest il 09 Mar 2013, 13:32
Guy e Aquilante: 2 delle piu'' belle penne di Lazionet per darci ossigeno con il medesimo messaggio.
Capre diem ragazzi, carpe diem e ai "si-maisti" un affettuoso maannateveaffanculo!!!!

:band1:

WhiteBluesBrother

Ottimo ed abbondante. Estenderei il vaffanculo a tutti quelli che potendo venire, preferiranno la tv domani, pretendendo poi grandi acquisti, come sempre...

robylele

Citazione di: AquilaLidense il 09 Mar 2013, 16:55
Guy for presidente

Citazione di: Adler Nest il 09 Mar 2013, 13:32
Guy e Aquilante: 2 delle piu'' belle penne di Lazionet per darci ossigeno con il medesimo messaggio.
Capre diem ragazzi, carpe diem e ai "si-maisti" un affettuoso maannateveaffanculo!!!!

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carib

Citazione di: GuyMontag il 09 Mar 2013, 10:43
... Se io esco con la ragazza a lungo corteggiata e infine corono il sogno d'amore, e al ritorno a casa sono preoccupato perché lo sterzo tira un po' a destra..
:rotfl:

SATOR 58

Citazione di: GuyMontag il 09 Mar 2013, 10:43
Per una volta nella storia la traduzione del titolo di un film risulta più azzeccata dell'originale. Dead Poets Society, in italiano, era L'attimo fuggente. Film bellissimo, poetico e struggente, la cui scena finale (Capitano, mio capitano) a distanza di più di vent'anni ancora mi sprizza qualche lacrimuccia dagli occhi.

Carpe diem, cogliete l'attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita, così uno straordinario Robin Williams si rivolge ai suoi studenti. Cogliete l'attimo, ragazzi, la vita è un lungo e monotono fiume, agitato da accecanti lampi di gioia o di dolore. Non siamo noi che scegliamo ciò che ci dà gioia, noi possiamo solo accettare con animo grato questi doni del cielo.

Altre sono, sicuramente, le vere gioie della vita, ma gli attimi, quegli attimi, non sono soggetti a classifica. L'altra sera, non mi chiedete perché, tante ne vidi di più grandi e più importanti, ma da solo nella mia stanzetta, sotto lo sguardo incredulo e un po' disgustato della mia compagna, saltellavo gioioso e urlavo "ma che hai fatto, ma che hai fatto!" al secondo gol della Lazio. Non pretendevo di essere capito, sostanzialmente me ne fregava poco o niente. Era uno di quegli attimi.

Quegli attimi ti sconvolgono, e meraviglioso è il retrogusto che ti lasciano, un po' come la buona erba d'antan (che - non illazionino i maldicenti - non ho ovviamente mai fumato...), quella lieve sensazione di essere in quel momento un po' diverso, e quel sorrisino scemo sta lì a dimostrare che sì, non solo sono diverso, ma in questo momento sto meglio di voi, proprio molto meglio...

L'effetto può durare o esaurirsi subito, è soggettivo. Dopo Stoccarda, però, immaginavo che qualche briciola rimanesse, il giorno dopo. Così, giusto per condividere il fatto che ieri sera la maria era proprio buona. Invece era svanito, puf, una tramontana gelida che ci riportava alla realtà, alla tristissima realtà. Fatta di preoccupazioni per la difesa, di pereirinha, di attenzione al ritorno, di rinnovi di cavanda. Problemi reali, per carità. Ma esiste un momento per manifestarli. Se io esco con la ragazza a lungo corteggiata e infine corono il sogno d'amore, e al ritorno a casa sono preoccupato perché lo sterzo tira un po' a destra, significano due cose: che non sono in grado di cogliere l'attimo e che forse è meglio fare un salto dal meccanico. Ma anche dopodomani, o la settimana prossima, in definitiva.

Che gli altri ignorino queste gioie, ci sta. Che scorrendo la gazzetta o il corsport (rigorosamente minuscolo) la nostra impresa non è sminuita, semplicemente, nel miglior stile dell'orwelliano miniver, non è mai avvenuta. L'Europa League era funzionale ad un futuro trionfo nerazzurro, ora è solo argomento accessorio nell'analisi della débacle. Nessuno ovviamente fa cenno al fatto che una squadra italiana col Tottenham, l'immenso Tottenham del sovrumano Bale, in due partite non ha beccato neanche un gol. Ma era un altro Tottenham. Ah, vabbé, allora...

Ma i più attenti nel minimizzare siamo noi. Non mi succede mai, ieri mattina, accerchiato da una bolla di traffico, ho acceso la radio, e un inviato di una radio locale, senza nominare la parola Stoccarda, riportava le preoccupazioni perché la squadra si era stancata, perché (cit.) Petko aveva dovuto far entrare dei titolari (Ledesma e Gonzo) e che al ritorno, stante squalifica di Cana e Ciani, avremmo dovuto far giocare Biava e Dias, invece dell'auspicato turnover tombale.

Ragazzi, questi attimi ce li dobbiamo coccolare, accarezzare, e riporre con delicata attenzione nello scrigno dei momenti belli. Ché, per quanti orrori ci aspettino in futuro, lì sono e lì restano, e almeno un minuto per riassaporarli e goderceli non è che ci sta male, anche se poi in Champion non ci andiamo. La partita più importante non è sempre ed ineluttabilmente la prossima. Godiamoceli insieme, continuiamo a riarrotolare e svolgere il nastro di quei cinquanta metri del nostro piccolo meraviglioso baby slalomista. Il resto passa.

Mi viene in mente il nostro tifoso italocrucco, iDresda, che all'andata in treno leggeva Böll per stemperare tensione e noia, e mi sa che al ritorno ogni pagina veniva distratta da flash ed immagini di quel pomeriggio, ecco cosa avrebbe potuto dire il nostro ragazzo al cronista che si dichiarava preoccupato perché la squadra non si era riposata abbastanza in vista di Lazio-Fiorentina. Forse lo stesso che io dissi, in quel pomeriggio del 14 maggio di 13 anni fa, quando il mio amico fraterno, dopo esserci abbracciati alle diciottoezeroquattro, mi fece: eh, però, mi sa che l'anno prossimo non riusciremo a vivere un momento così bello.

Ecco, amico mio carissimo, fratello di tante battaglie, per un attimo, non di più, fatte na canna che stai meglio, in alternativa, a te e chi non te lo dice co na mano arzata... mavattenaffanculo...
... GRAZIEEEEE !!!! :ssl :ssl :ssl :ssl :ssl