http://www.lazio.net/news/2012/08/09/lazio-aogo-o-peluso-corriere-dello-sport/ (http://www.lazio.net/news/2012/08/09/lazio-aogo-o-peluso-corriere-dello-sport/)
Citazione«Sono amareggiato perché perdiamo un ragazzo e non il terzino sinistro. Non abbiamo problemi di quel tipo, in quella zona giocherà un altro al suo posto. Noi siamo un gruppo unito, una società sana con una progettualità ben definita, che ha portato la squadra a giocarsi la finale scudetto. Mi dispiace che sia andata così. Ho parlato anche con alcuni suoi compagni di squadra, volevo capire cosa può scattare nella testa di un ragazzo. Molti mi hanno detto, in effetti, che forse la situazione si è sviluppata non proprio nei tempi e nei modi opportuni. Componente economica? Può essere, ma a questa età non si dovrebbe pensare al denaro» . Non è vero che la Lazio non avesse un progetto su Marin. «Ha esternato pensieri che non sono di un ragazzo di 17 anni e che gli sono stati inculcati. Non può dire che ha la Lazio nel cuore e che non esisteva un progetto. I fatti parlano chiaro: a gennaio, d'accordo con il ds Tare, lo abbiamo portato sotto età in Primavera e non a fare la comparsa. E' diventato titolare, è stato uno dei più giovani a giocare il Viareggio sino ad arrivare alle finali scudetto. Quando è arrivato non difendeva bene: è cresciuto, è migliorato grazie alla società, all'area tecnica, ai compagni. Se è andato al City, lo deve al progetto che la Lazio stava sviluppando su di lui. Mi dispiace, qui faccio un discorso generale, che comandi il dio denaro anche per ragazzi così giovani. E se Rozzi e Onazi sono a contatto della prima squadra, qualche domanda devo farmela. Il calcio giovanile sta diventando una giungla»
Questo dice Bollini, allenatore dei ragazzi.
Estenderei la metafora della giungla a tutto quello che circonda il pallone e nel nostro caso il pallone della Lazio. Perché non sono solo i soldi a generare il degrado sportivo (ed è anche vero che di questo ne abbiamo una minima visione).
Non c'è più un giorno di pace.
Quello che siamo diventati è soffocante.
Quindi punteri il dito sopratutto sull'ansia collettiva di manifestarsi, di essere oltre la propria immagine o meglio di tendere ad un immagine ideale e vincente.
Che non esiste e non può esistere:perché ciò che sognamo è delegato ad altri e in maniera infinitamente indiretta. Ed è sostanzialmente come fare l'amore con una donna "usando" e "soltanto" il corpo di un altro uomo, con tutto ciò che ne consegue.
Perché nel calcio non ci sono regole, ed è il trionfo della logica del mafioso, dell'illecito e della violenza . E tutti dovrebbero essere attenti, cautelarsi, ad investire tanta passione e felicità in questo schifo. Cioè non si manda una ragazzina in mezzo ai "porci"
perché lo sport era altro
Un'insoddisfazione che si alimenta quotidianamente di altra insoddisfazione che in gran parte è la m.erda giornaliera propinata dai media che se ne fregano di formare, educare lo sportivo (in questo caso)
I tifosi e i tifosi della Lazio (a cui irrazionalmente mi sento legato) sono come le oche ingozzate (loro in maniera coatta) per sviluppare il mitico foie gras.
A me non piace.
D'accordo su tutto.
bel topic..
peccato finirà presto a pagina 2...
potevi mettere nel titolo un "senza di loro" o "idea di"
un abbraccio
e un ringraziamento...
Forza Lazio!
D'accordo anche io
Ma non vedo alternative o possibilità di cambiare/interrompere questa deriva
Se non quella di violentarsi ed allontanarsi da questa passione, magari dedicandosi a discipline ancora "vergini" dal dio denaro (d'altronde la Lazio ha molte sezioni sportive).
Chi pensa di farcela ?
E' un topic condivisibile, profondo, che riguarda aspetti della nostra società e quindi della nostra vita, il calcio è solo lu spunto per parlarne.
Il Sistema è marcio, cresciuto e degenerato senza educazione sportiva ed etica, ma perchè pretenderla dal calcio quando è merce rara in ogni settore? Certo ci sono discipline sportive, penso al rugby, che riescono a mantenere vivi certi valori, allora penso che è possibile farlo anche col calcio, ma il rugby non sposta centinaia di milioni di euro ed ecco che torniamo al centro del problema: i soldi, che accecano tutti.
Vedo solo una soluzione, allontanarsi dal calcio oppure seguirlo con la giusta distanza, ci si riesce? In alcuni casi penso di farcela, poi però sento un risultato, vedo una maglia celeste ed ecco che si riaccende la fiamma, illogica, se credete della passione.
topic bello e ben sviluppato, ma amarissimo. :(
Citazione di: robylele il 09 Ago 2012, 14:04
topic bello e ben sviluppato, ma amarissimo. :(
già
belle parole, lastoriasiamonoi, davvero
Citazione di: robylele il 09 Ago 2012, 14:04
topic bello e ben sviluppato, ma amarissimo. :(
e, imho, bollini è una brava persona, sulla quale puntare anche per il futuro
è colpa della nostra società
è colpa dei "miti" e obiettivi che sono stati decisi per noi
il dio denaro, rispetto alla passione, alla correttezza, allo sport, alla disciplina
per fortuna che non esiste solo il calcio dei "grandi"
ma anche quello dei piccoli
finchè vedremo genitori in tribuna a sputare veleno per le partite in categoria non ci sarà via d'uscita
è l'educazione l'unica via
EDUCAZIONE
Citazione di: Monteverde74 il 09 Ago 2012, 14:15
è colpa della nostra società
è colpa dei "miti" e obiettivi che sono stati decisi per noi
il dio denaro, rispetto alla passione, alla correttezza, allo sport, alla disciplina
per fortuna che non esiste solo il calcio dei "grandi"
ma anche quello dei piccoli
finchè vedremo genitori in tribuna a sputare veleno per le partite in categoria non ci sarà via d'uscita
è l'educazione l'unica via
EDUCAZIONE
se è per questo, so' bastati due memorial per far passare la voglia a tanti, qui dentro
Citazione di: porgascogne il 09 Ago 2012, 14:14
e, imho, bollini è una brava persona, sulla quale puntare anche per il futuro
E anche un allenatore molto preparato, mi sembra.
Potrebbe anche ritagliarsi un futuro in prima squadra, chissà.
OT
Citazione di: fiDelio il 09 Ago 2012, 14:27
E anche un allenatore molto preparato, mi sembra.
Potrebbe anche ritagliarsi un futuro in prima squadra, chissà.
bentornato fide'
:p
EOT
Citazione di: Monteverde74 il 09 Ago 2012, 14:15
è colpa della nostra società
è colpa dei "miti" e obiettivi che sono stati decisi per noi
il dio denaro, rispetto alla passione, alla correttezza, allo sport, alla disciplina
per fortuna che non esiste solo il calcio dei "grandi"
ma anche quello dei piccoli
finchè vedremo genitori in tribuna a sputare veleno per le partite in categoria non ci sarà via d'uscita
è l'educazione l'unica via
EDUCAZIONE
Sacrosanta verita' ....
L' educazione e' la soluzione e l'isolamento dai media una cura iniziale da adottare ....
Citazione di: robylele il 09 Ago 2012, 14:04
topic bello e ben sviluppato, ma amarissimo. :(
appeno ho letto il titolo,mi è venuto in mente il libro del Prof. Rodotà,che oltre ad avere lo stesso titolo tratta in maniera eccellente il valore che dovrebbero avere parole come " Moralismo" e "moralità" e che, invece, nella nostra società,sono considerati disvalori e coloro che ne chiedono l'osservanza, non come persone perbene,ma come " fessacchiotti".
Io credo che nella parole di Bollini, che colpiscono e sono lusinghiere per la persona stessa, ci siano diversi spunti, per cui varrebbe la pena riflettere.
Cominciando dall'inizio
"Sono amareggiato perché perdiamo un ragazzo e non il terzino sinistro. Non abbiamo problemi di quel tipo, in quella zona giocherà un altro al suo posto."
Questo modo di percepire la realtà dovrebbe aiutarci a recuperare una "sana"passionalità.
Perché noi come tifosi in questo caso non dovremmo essere nemmeno tanto amareggiati, perché Marin non lo conosciamo direttamente. Non lo abbiamo vissuto.
Perché in fondo la nostra grazia è l'esistenza della Lazio.
Non esistono giocatori, ne curve nord, ne opinionisti, ne agenti, ne ultras... siamo noi a legittimarli, nominandoli.
E' la nostra eseprienza diretta soprattutto a fare la nostra vita. Uno lo capisce subito facendo il paragone tra una partita vista in tv e una vista allo stadio.
Quindi penso che le vie per uscire da questa deriva ci siano e non possono essere che "culturali" e anche come si è scritto, attraverso l'educazione. Chi ha il potere di farlo si guarda bene dal suggerirlo (e questo è vero non solo per le questioni calcistiche) ed è ovviamente chi poi ingozza le oche.
Ma noi! Noi intanto potremmo sperimentare (io ho iniziato tanti anni fa e non ho più smesso) su come passare il tempo con la radio spenta, cioè senza ascoltare le trasmissioni sportive e pseudo tali. E fare altro, dimenticando scalette e palinsesti (che sono delle atroci gabbie)
Imparare a farsi un'opinione propria ed avere la forza di esercitarla (cioè riflettere), senza ricorrere all'ausilio o al supporto dell'opinionista di turno.
Se le fonti delle notizie fossero delle sorgenti d'acqua chi di noi si disseterebbe col corrieredellosport?
E ci vuole del coraggio a bere la mediocre acqua che sgorga dalle trasmissioni radiofoniche sportive!
Sportivamente parlando.
Ringrazio borges per l'abbraccio e arturo per la citazione... e tutti gli altri che hanno condiviso, anche l'amarezza. In effetti mi sentivo solo, sbagliando.
Forza Lazio!
oh.
finalmente qualcuno che scopre l'acqua calda.
lastoriasiamonoi, non me ne volere, ma sono piuttosto suscettibile agli slanci moralisti.
per vari motivi, tra questi, quello che interessa noi da vicino, è che rosico quando ci si scandalizza.
che già lo scandalo mi innervoscisce di default, quando poi ci si stupisce che il Calcio sia questo mi sento mancare..
ma mica per cinismo, proprio perchè mi chiedo ma ndo avete vissuto sino ad ora??
che c'era bisogno del calcio, di marin, o di chissà cos'altro??
Citazione di: lastoriasiamonoi il 09 Ago 2012, 15:49
"Sono amareggiato perché perdiamo un ragazzo e non il terzino sinistro. Non abbiamo problemi di quel tipo, in quella zona giocherà un altro al suo posto."
Questo modo di percepire la realtà dovrebbe aiutarci a recuperare una "sana"passionalità.
Perché noi come tifosi in questo caso non dovremmo essere nemmeno tanto amareggiati, perché Marin non lo conosciamo direttamente. Non lo abbiamo vissuto.
Perché in fondo la nostra grazia è l'esistenza della Lazio.
D'accordo sulle storture che il calcio moderno ha portato in questo sport, figlie di una società che calpesta ogni valore morale per inseguire il valore materiale
Ma non esageriamo, per me si
è importante che esista la Lazio, ma anche che vinca e non vada in giro per l'italia a raccogliere sberle; tanto per essere chiari, non riuscirei a dire con serenità "è andato via Klose, pazienza, giocherà un altro al posto suo, tanto l'importante è che la Lazio esista"
Perchè di pazienza in pazienza, di "altro" in "altro", rischieresti anche di sparire (partecipiamo ad una competizione, per quanto esasperata ed intrisa di interessi economici, ma pur sempre competizione)
Forza Lazio !
Kim Gordon buon per te, che stai avanti.
Intanto interviste come quella di Bollini non capita sempre di leggerle ed è confortante sapere che ci siano persone che cercano ancora d'insegnare altro calcio, altra educazione.
Il mio discorso nasce proprio da un intento moralizzante (vedi il post di arturo) e non perché scandalizzato.
Si scandalizza chi è poco informato.
Capisco la tua rabbia, ma non mi pare che la tua misura rappresenti l'opinione pubblica.
Tu ce l'hai presente l'opinione "laziale"?
L'ansia e l'isteria collettiva che si respira, la senti?
L'elogio del realismo
L'elogio del moralismo deve essere una reazione spontanea a uno scandalo recente: l'acquisto di un promettente, quanto giovane, quanto sconosciuto talento nostrano, che ci abbandona per altri, esotici e munifici lidi.
Sommessamente, pacatamente e riflessivamente starebbe qui lo scandalo? Il calcio professionistico tout court sarebbe diventato lo scandalo, dove i soldi porterebbero "degrado sportivo"? Lo sport professionistico è stato creato da quasi un secolo a questa parte e quindi sotto questo punto di vista dovremmo essere tutti vaccinati.
Chiedersi se esista un'immagine ideale e vincente non ha quasi senso se si riconosce come dato di partenza, la natura più intima dello sport professionistico, dove giovani fortunati (se non altro per quello che fanno) dedicano la loro vita all'attività sportiva e per questo ricevono – come è giusto – soldi e fama. Tutto questo ha un prezzo, mille sacrifici, di ragazzi che si estraniano da una vita "normale" da ragazzo, fatta di uscite con gli amici e di amori con la fidanzata, per poter un giorno arrivare a una coppa come a una medaglia.
Nel calcio ci sono le regole quelle del tavolo di poker. Puoi giocare divertendoti con un tramviere e un impiegato perché sai di avere le loro stesse chances, ma se al tavolo si siede lo sceicco, allora non avrai scampo e avrai due scelte: alzarti oppure continuare, ma a quel punto rischierai la casa e la moglie.
Quindi nessuna logica mafiosa, dell'illecito e della violenza: basta soltanto tirar fuori il grano necessario - e ce ne vuole tanto, lo sappiamo - almeno per restare al tavolo.
Pertanto non ha senso storico lamentarsi del fatto che "lo sport era altro" perché a quel punto dovremmo chiederci quando avvenne la fine di quell'altro sport. Basta ricordare che il primo acquisto di un giocatore di calcio, in Italia, avveniva nel 1923 con tale Rosetta, acquistato dalla Juventus (degli Agnelli), a fronte di qualche centinaia di migliaia di lire e un posto da ragioniere della FIAT.
I tifosi e i tifosi della Lazio sono quindi spettatori più o meno coscienti ma comunque consapevoli dello show.biz che caratterizza sempre più il calcio. Inoltre, si osservato che il calcio si è incamminato molto tardivamente su questa strada, anticipato da decenni da altri sport come l'automobilismo e il tennis, tanto per citarne qualcuno.
In tutto questo i richiami alla moralizzazione di certi homines novi sono fuori luogo. Anche se certamente è necessaria un maggiore controllo di certi fenomeni che rischiano di sfibrare il tessuto dell'intero movimento calcistico internazionale (si veda il deteriore fenomeno PSG), parlare dei veri-valori-dello-sport e della moralizzazione nel calcio è come invocare la castità nell'industria pornografica.
Il calcio professionistico e non è, purtroppo, questo: sangre y mierda.
Citazione di: lastoriasiamonoi il 09 Ago 2012, 16:20
Capisco la tua rabbia, ma non mi pare che la tua misura rappresenti l'opinione pubblica.
Tu ce l'hai presente l'opinione "laziale"?
L'ansia e l'isteria collettiva che si respira, la senti?
eccome se la sento.
e capisco anche il tuo elogio alle parole di Bollini.
ed anche il desiderio di condividerle
o comuqnue di aprirci un dibattito.