Io mi preoccupo: Ledesma, Carrizo, Hernanes, Zarate: mi ritrovo sempre a leggere le mie idee su questi giocatori (valore e posizione in campo) nei post di Tarallo.
Oggi però un piccolo distinguo io mi sento di farlo, ed è sulla prestazione di Zarate: secondo me ieri sera ha giocato a calcio, facendolo (anche se neanche troppo bene) in una squadra di calcio.
Insomma, una prestazione da 6, niente di che.
Però una prestazione paragonabile a certe partite di Mauri, o anche di Hernanes.
O, come dice bene Mister Tarallo, Gonzalez.
Se Zarate ci prova, sempre e comunque, allora lo possiamo considerare un calciatore della Lazio e valutare i suoi stati di forma, l'incisività e l'opportunità tattica di schierarlo, esattamente come facciamo con Floccari, Kozak, addirittura Cana.
Se invece sta lì ad aspettare la giocata dal cielo, la palla giusta in area per strappare golletto&titoletto, allora per me dargli delle possibilità è addirittura dannoso, con giovani come Kozak e soprattutto Rozzi in rosa.
Zarate va trattato da giocatore normale, e lui deve imparare a comportarsi da tale.
Messi, Zarate, Stroppa
Ai tempi di Zoff molti non capivano perché Stroppa non giocasse, essendo tecnicamente più dotato di molti compagni.
Nella sua prima stagione collezionò molte presenze, contese il posto a Tohmas Doll e fu uno dei protagonisti di quella Lazio.
Nella seconda stagione fu invece accantonato, e partì titolare in poche occasioni. Però veniva chiamato spesso in causa dal mister, come primo cambio o valida alternativa, in una Lazio che le Coppe non le faceva e di chance ne poteva concedere poche.
Stroppa ogni volta faceva il suo, alimentava i dubbi, riusciva a far vedere le sue qualità anche in venti minuti.
C'è chi lo paragonava a Donadoni, che se non era il Messi della fascia destra, poco ci mancava.
Stroppa dava il massimo, spesso era decisivo e alla fine venne considerato un buon calciatore, utile alla causa.
Zarate finora non ha fatto vedere neanche questo.
Ha giocato sempre, per un anno e mezzo, perché il campo diceva che forse poteva essere Messi. Lampi, tocchi di classe, scatti e gol, facevano dimenticare pause e limiti tattici palesati anche nella prima ormai mitologica stagione.
Quando gli si è chiesto qualcosa di più, non è stato capace di darlo.
E piano piano ha perso anche la capacità di mettere in mostra le sue doti migliori.
Insomma, quando doveva essere un Messi, non è stato nemmeno più capace di essere uno Stroppa.
La storia è piena di questi casi: a memoria ricordo Spadino Robbiati, piuttosto che Flachi.
Le doti tecniche le ha, l'età è ancora, anche se non lo sarà a lungo, dalla sua parte.
Sta a lui dimostrare che può starci, nella Lazio. Non il leader, l'idolo, il fuoriclasse, ma uno di quelli che all'occorrenza serve. Ieri sera secondo me un pochino si è mosso in questa direzione.
Noi non dobbiamo avere pregiudizi: ma ci dobbiamo mettere in testa che Maurito NON E' un giocatore in grado di farci fare il salto di qualità.