Quanto è accaduto ieri (non domenica) sui vari media locali e nazionali (poi mi spiegate la differenza) è - a posteriori - il benvenuto.
Una sorta di setaccio morale. Il re - finalmente - è nudo, ma ad ancora troppa gente è stato detto che è rivestito da sontuoso manto, e troppi non si fidano dei propri occhi. E' più tranquillizzante che qualcuno ti dica cosa hai visto.
Ciò accade a tutti i livelli. Qua siamo però su un sito di sport->calcio->Lazio e rimaniamo qui.
Il pretesto è banale. Criticabile o meno nella forma, ma è secondario. Anzi, assolutamente ininfluente. Ieri ho perso un po' (troppo) tempo a leggermi tutto, non è mio costume, ma sono giunto alla convinzione che era già tutto scritto. Se la Lazio avesse perso con l'Inter, sarebbe accaduto tutto ugualmente. Magari è stato loro fornito il destro ma, leggendo il papocchio di fango, veleno, insinuazioni ovunque, la mia opinione è che se la Lazio avesse fatto la famosa partita della vita, tre pali, miracoli di Julio Cesar ma poi al 92° avesse segnato l'Inter, non sarebbe cambiato nulla.
Ai loro occhi una sconfitta della Lazio è un reato di lesa maestà. Como se spieca? Il postulato è: lo scudetto è nostro, l'abbiamo meritato per diritto divino. Qualsiasi ostacolo rispetto all'inevitabile risultato è frutto di un imbroglio. Metteteci voi i colpevoli. Qualsiasi marachella possa aver commesso uno di loro è una scorciatoia (giusta, con quello che ci ha fatto il Palazzo è il minimo) per avvicinarsi all'Inevitabile. Il Re è Re per diritto divino, se la realtà è diversa è la realtà ad essere sbagliata.
Capita di nascere romanisti, così come capita di nascere ebrei, tedeschi o senegalesi. Però esistono tanti modi per essere romanisti, ebrei, tedeschi o senegalesi. Il fatto che - di qualunque estrazione, ceto, professione, livello culturale - il romanista abbia scelto di diventare quella barzelletta che è mi dà da pensare. Eppure ci sono romanisti che sono persone equilibrate, intelligenti, acute. Nella vita normale. Si passa al calcio, staccano la spina. Non vedono più nulla. Quando esce fuori un impiccio, un buffo (e dai tempi dei rolex, delle fideiussioni, a quelli del superbuffissimo con Unicredit), loro rimuovono. Non esiste. La Roma è una vittima del Potere. La Roma non ha debiti. La Roma è - sempre e comunque - Parte Lesa. Come nell'agghiacciante Mondo Nuovo di Huxley, la ripetizione continua, ossessiva, strisciante, dei medesimi concetti dall'infanzia crea il Romanista Modello. E' come se esistesse l'Idiotina che, propinata a piccole dosi dalla nascita, provoca l'atrofizzazione di una parte del cervello. C'è un racconto di Buzzati in cui la parola libertà non compare mai. Al suo posto, uno spazio bianco. La propaganda ha lavorato così bene che la popolazione questa parola non la sente neanche, quando è pronunciata. Non la confuta. Semplicemente non esiste, il sistema nervoso la rifiuta.
Incontri tra squadre con diverse motivazioni ce ne sono sempre stati. Per me è sbagliato, più che altro si potrebbero trovare diverse soluzioni (io sono un fan dei play-off) per ridurre le anomalie. Ma è comunque un problema generalizzato. Invece agisce l'Idiotina, tutti gli incontri della Roma con squadre demotivate sono regolarissimi, quelli delle avversarie no. La Roma perde con la Sampdoria? Non può essere normale, ci dev'essere un arbitro con simpatie interiste che le nega il Giusto. Un guardalinee esulta ad un gol della Fiorentina con l'Inter? Non è mai successo. Totti tocca la palla con la mano mentre la difesa del Parma dopo cinque minuti si allarga come le acque al passaggio di Mosé? Non è mai successo (corollario: se anche fosse successo, non è mai successo). La Roma vince comoda comoda a Bari di fronte ad un'avversaria che ha già detto tutto, e non è proprio motivatissima? Non è vero, è la Roma che è - sempre e comunque - maggica.
E' una battaglia persa in partenza. Non c'è antidoto contro l'Idiotina. Forse siamo fortunati, siamo di meno, brutti sporchi e cattivi. Siamo ipercritici, spesso stronzi, autolesionisti, molto spesso mi capita di inveire tra me e me contro il cazzo di curva che abbiamo. Però... però anche il più becero non ha assunto l'Idiotina. C'è sempre speranza. Leggo in giro e sono convinto che ce ne vorrebbero di più di Lazio-Inter. Il setaccio si scuote, si scuote. La sabbia scivola giù. E noi, pochi - machissenefrega - ci riconosciamo, e ci guardiamo con un sorriso complice. Il Re è nudo. E ha pure il pisello piccolo.