Provo a dare un contributo, magari minimo. Da che mondo è mondo, il numero di abbonati della Lazio è stato sempre una frazione minima rispetto alla capacità totale dello Stadio e questo sta a significare che la maggior parte degli spettatori sono i cosiddetti "tifosi occasionali" (gli stessi che per anni qualcuno ha apostrofato con la simpatica dedica "tifoso occasionale porti male"). Così come non si può pensare che i veri tifosi siano solo quei 10.000-20.000, contro le statistiche che ci indicano in più di 1,5 milioni.
Detto questo, punto 1: secondo me è proprio sbagliato considerare la presenza allo stadio come elemento centrale e discriminante della passione. Io sono 16 anni che non vado allo stadio. Mica per qualche strano motivo, solo per il semplicissimo fatto che a me non piace andare allo stadio. Certo, quando posso compro materiale ufficiale e seguo la mia passione con costanza (anche ad auronzo) e la sto trasmettendo a mio figlio. Insomma, chi mi conosce mi reputa un tifoso piuttosto accesso, ma nonostante ciò, io allo stadio non ci vado.
punto 2: la parte di spettatori che numericamente manca di più allo stadio non sono tanto i tifosi "assidui" o ex-tali, ma sono i tifosi occasionali, oggi completamente assenti. Ed è lì, secondo me, che converrebbe concentrare gli sforzi.
punto 3: le analisi fatte sulle motivazioni dell'abbandono dello stadio andrebbero rapportarte sia alla parte "occasionale" degli spettatori sia alla parte "assidua". Rientrano sicuramente nella prima parte la percezione della Lazio: scandali, pessimismo cosmico (eufemismo), i pessimi risultati nei confronti dei merdici, ma anche i numerosi appelli a non frequentare lo stadio da parte del tifo organizzato.
Così come "Lotito no", tessere del tifoso e le barriere in curva hanno pesantemente disgregato i secondi.
Il tutto molto imho.