L'unica cosa che manca...

Aperto da italicbold, 27 Ott 2016, 14:17

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Palo

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Citazione di: PabloHoney il 12 Nov 2016, 18:02
Io ci andrei cauto a liquidare il discorso di Sam così frettosamente... Il problema che solleva è reale, non so se grave come lo pone lui ma non è del tutto campato in aria. Non c'è una causa precisa ma un insieme di fattori, questi fanno si che per  un ragazzino non è così automatico iniziare ad appassionarsi a questi colori, va guidato altrimenti va dove tira il vento, e il vento tira dalla parte sbagliata
Certo! Se il padre del ragazzino segue l'onda del finché c'è er [...] non vado è ovvio. Per questo sposo più volentieri la opzione ES, uccidiamo gli zombies! Uno ad uno, sistematicamente. E facciamo capire "ar [...]" che urge una trasformazione in principe azzurro. Un paio di anni fa aveva fatto una bella dieta e credo avesse perso una roba tipo 20kg. Be' del peso suo, in realtà, me ne fotto! Ma faccia la Lazio sempre più competitiva, paghi i comunicatori della cornice marcia, offra pranzi e cene a chi si abbona, ma elimini (per quello che è nelle sue possibilità) qualsiasi resistenza.

italicbold

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Stiamo ricadendo nel perché e nel percome.
Riveniamo ai fondamentali.
Questa Lazio merita che si vada allo stadio a sostenerla.
Come ha detto il suo allenatore oggi :
Citazione"Laziali, sogniamo"

IL resto non conta più.


Ranxerox

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Citazione di: fish_mark il 12 Nov 2016, 18:48
Non so dove sia l'errore esattamente ma un errore sicuramente ci sarà.
Ti ho citato quell'episodio per dirti come mi potevo sentire e sopratutto come potevamo stare quel giorno. Per la cronaca loro vincevano uno scudo e noi eravamo ancora in B con una situazione per la promozione che si era maledettamente complicata (addirittura ci fu l'esonero di Clagluna a 4 giornate dal termine, tanto per semplificare le cose).
Insomma eravamo disperati e dispersi. Non ne incontravi uno di laziale neanche se lo pagavi, mentre loro occupavano Roma come i lanzichenecchi.
poi sono successe tante cose, tanto per cominciare altra serie B e un rischio di serie C.
E siamo tornati ancora.
E poi Cragnotti e ancora la rava e la fava.

Insomma, sono preoccupato quanto te. Proverei a essere un pochino più ottimista.
Perché a quel tempo, al di là di tutte 'ste rotture di cazzo delle aradio e del dare importanza ai risultati o ai presidenti, uno era orgoglioso di essere della Lazio e sosteneva la Lazio a prescindere.
Non perché un anno arrivava terza ed uno ottava, oppure perché non c'era il sogno, o anche perché il presidente se gira i soldi alle correlate.
Tifare Lazio era un atto di fede che stava davanti a tutto e a tutti.
Io come allora sto ancora la con lo stesso spirito, lo stesso ordine di importanza delle cose e la stessa passione.
Altri, evidentemente, no.
Ma dicono che è perché è cambiato il modo di essere tifoso.
Visti i risultati di partecipazione e di vera o presunta anaffettivita' e disaffezione, meglio quel tipo di tifosi di una volta.

GiPoda

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Citazione di: Sam Cromwell il 12 Nov 2016, 15:31
E vabbè oh, continuiamo a dire "corcazzo" e tutto passa che vi devo dire.
Figuratevi, io sono il primo a gridarlo forte al mondo intero e a dire che non ci avranno mai e che ce l'hanno sempre sgrullato e sempre ce lo sgrulleranno, ma negare che l'era di internet e la globalizzazione ci abbiamo dato una bella botta mi sembra miope.
Io la ricetta non la so purtroppo, ma è del tutto evidente che il laziale ha poco ricambio generazionale rispetto alle potenzialità, con numeri di audience da provinciale.
Lo zoccolo duro invecchia, non viene rimpiazzato nei numeri e quindi, al di là dei parcheggi e delle televisioni, ma chi ci deve andare allo stadio?
A me sinceramente sembra un problema più grande del parcheggio...
Bisogna intervenire subito e ci vorranno anni di duro lavoro per vedere i frutti, stiamo perdendo troppo tempo e continuando così più si va avanti e più sarà peggio. Imho naturalmente.
Purtroppo la penso come te, ecco perché sono ancora avvelenato con chi in questi 12 anni ha passato ogni giorno ad ammosciarci lo spirito e con coloro che hanno negato gli effetti di questa appestante goccia cinese.
Per il futuro penso che indubbiamente ci saremo ancora ma la domanda è: come.
Il come dipende da quanto riusciremo ad invertire la tendenza sul modo in cui viene raccontata quotidianamente la Lazio.
Se continuerà ad essere raccontata come descritto da Ian ieri sera, allora onestamente non nutro molte speranze.
Speriamo che chi produce la comunicazione che si rivolge ai tifosi della Lazio, non i  conduttori che evidentemente sono solo dei servi sciocchi, capisca che alla lunga questa politica di denigrazione quotidiana non paga perché il bacino si sta assottigliando e se scarseggia  l acqua, come dice un proverbio campano, " 'a papera non galleggia..".

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Palo

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Sono leggermente costipato per cui sono bloccato a casa e mi guardò quel che c'è. Oggi, su LSC, c'era il derby di andata del 2012-13, quello della pioggia, di goicoechea, di Piris (che la spazzava). Lazio - merde 3-2. Lo stadio era pieno! Poi pensavo a "di padre in figlio" prima edizione, stadio pienissimo! Tre anni fa! Due anni fa, la Lazio di Pioli 1.0 era tornata a riempire lo stadio. Poi la miopia, e della società, con un mercato pressoché nullo, e della curva nord (non ci abbonano se non alla fine della campagna acquisti, se ci avrà convinti) + la questione curva smezzata + la mancata qualificazione alla CL + uno spogliatoio devastato da alcuni cretini + infortuni a ripetizione ... hanno determinato lo svuotamento degli spalti.


Ma ...


I laziali ci sono! I laziali ci sono sempre e cresceranno i loro piccoli aquilotti. Il problema è quello di eliminare gli zombies e fare in modo che la gente abbia voglia di tornare allo stadio.

tashunka-witko

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Citazione di: Ranxerox il 12 Nov 2016, 20:52
Perché a quel tempo, al di là di tutte 'ste rotture di cazzo delle aradio e del dare importanza ai risultati o ai presidenti, uno era orgoglioso di essere della Lazio e sosteneva la Lazio a prescindere.
Non perché un anno arrivava terza ed uno ottava, oppure perché non c'era il sogno, o anche perché il presidente se gira i soldi alle correlate.
Tifare Lazio era un atto di fede che stava davanti a tutto e a tutti.
Io come allora sto ancora la con lo stesso spirito, lo stesso ordine di importanza delle cose e la stessa passione.
Altri, evidentemente, no.
Ma dicono che è perché è cambiato il modo di essere tifoso.
Visti i risultati di partecipazione e di vera o presunta anaffettivita' e disaffezione, meglio quel tipo di tifosi di una volta.

Da scolpire nella pietra a imperitura memoria.....parli sempre con la mia bocca....se eri femmina me te sposavo.....anzi no sta cazzata l'ho già fatta e risolta....me te qualcos'altro va!!  ;) :beer: :ssl :since :asrm

Ranxerox

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Citazione di: tashunka-witko il 14 Nov 2016, 09:24
Da scolpire nella pietra a imperitura memoria.....parli sempre con la mia bocca....se eri femmina me te sposavo.....anzi no sta cazzata l'ho già fatta e risolta....me te qualcos'altro va!!  ;) :beer: :ssl :since :asrm

:beer:

porga

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:DD
Citazione di: Ranxerox il 12 Nov 2016, 20:52
Perché a quel tempo, al di là di tutte 'ste rotture di cazzo delle aradio e del dare importanza ai risultati o ai presidenti, uno era orgoglioso di essere della Lazio e sosteneva la Lazio a prescindere.
...
Tifare Lazio era un atto di fede che stava davanti a tutto e a tutti.
Io come allora sto ancora la con lo stesso spirito, lo stesso ordine di importanza delle cose e la stessa passione.
Altri, evidentemente, no.
Ma dicono che è perché è cambiato il modo di essere tifoso.
...
E mi ricollego a quanto scritto da samcromwell ed a quanto replicato a chi lo "corcazzava"
Citazione di: Sam Cromwell il 12 Nov 2016, 12:20
Ma guardate che son stati postati dei dati, è inutile continuare coi parcheggi o con le pantofole, la Lazio nell'epoca di internet è in fase di estinzione, inutile girarci intorno e continuare a considerarci il sesto bacino.
Non c'è ricambio generazionale, non possiamo far finta di non vederlo.
...
Ma chi dovrebbe diventare oggi della Lazio? Perché? Per chi?
Secondo me, mia impressione che ho già detto, c'è più ricambio generazionale tra i tifosi del Torino e del Genoa, solo per citare città dove ci sono due squadre.
Citazione di: Sam Cromwell il 12 Nov 2016, 15:31
...
Figuratevi, io sono il primo a gridarlo forte al mondo intero e a dire che non ci avranno mai e che ce l'hanno sempre sgrullato e sempre ce lo sgrulleranno, ma negare che l'era di internet e la globalizzazione ci abbiamo dato una bella botta mi sembra miope.
Io la ricetta non la so purtroppo, ma è del tutto evidente che il laziale ha poco ricambio generazionale rispetto alle potenzialità, con numeri di audience da provinciale.
Lo zoccolo duro invecchia, non viene rimpiazzato nei numeri e quindi, al di là dei parcheggi e delle televisioni, ma chi ci deve andare allo stadio?
A me sinceramente sembra un problema più grande del parcheggio...
Bisogna intervenire subito e ci vorranno anni di duro lavoro per vedere i frutti, stiamo perdendo troppo tempo e continuando così più si va avanti e più sarà peggio. Imho naturalmente.
E, pur ritenendo giusto l'approccio di IB
Citazione di: italicbold il 12 Nov 2016, 19:47
Stiamo ricadendo nel perché e nel percome.
Riveniamo ai fondamentali.
Questa Lazio merita che si vada allo stadio a sostenerla.
Gradirei dire un paio di cose
Innanzitutto, qualcuno si è risentito delle mie parole circa i "disadattati informativi" e la "puerilità"
È ovvio come io intenda definire disadattati informativi tutti quelli che seguono le radio, come fosse una messa. Ma posso ampliare la definizione anche a chi, per contrastare la tendenza alla zombizzazione del tifoso laziale (io amo TWD, come potrei non sentire appropriato l'esempio di ES? ma guardate che cosa è diventato Rick Grimes a forza di ritenere i suoi simili peggiori degli zombie ai quali spacca la capoccia), ascolta lo stesso le radio, magari solo per farsi un'idea dell'aria che tira o per avere termini di controinformazione adeguati.
Al fuoco va tolta aria, punto. E parlare, anche per criticare, l'opinione o le notizie delle aradio, è cmq soffiare sul fuoco. Per me.
Da qui, la "puerilità": vedo un'eterna discussione da scuola materna. Sia questo rimbalzo delle cazzate propalate dalle aradio che la loro confutazione che, di fatto, ne sostiene l'esistenza e non la spegne con un'alzata di spalle, mi paiono un'inutile e puerile, si puerile, rinfacciarsi una colpa che sta solo nella ricerca degli ascolti o di un bacino adatto per la vendita di bittiù (vecchia immagine teotokrisiana ma mai fuoriluogo).
Le radio de carcio vanno spente. Tutte. Se non si può limitarne la loro esistenza – ed io lo farei per decreto – non vanno ascoltate. E se c'è qualcuno che le ascolta, non gli va fatta nessuna eco, nemmeno per criticarne le "idee".
Altrimenti è tutto un rumore di fondo che non spegne la stupidità, ma gli crea un sottofondo armonico di onde sulle quali propagarsi. È la mia idea, padroni di non essere d'accordo.
Questo, ovviamente, non significa che il problema – cmq marginale - non esista o non sia importante combatterlo. Ma combatterlo dandogli valenza, lo amplifica, non lo spegne. Cosa che, invece, va fatta sottraendo aria al loro tentativo di incendio.
Quanto scritto da samcromwell è, per me, IL problema.
Non parlo di ricambio generazionale inteso come la crescita di nuovi laziali DENTRO le famiglie già laziali: tranne sporadici casi, la maggiorparte di noi è nata e cresciuta dentro famiglie laziali, nelle quali è stato naturale rafforzare posizioni ed abitudini.
Volendo sviscerare il suo pensiero – semmai mi correggerà – l'idea del mancato ricambio generazionale è più collegata al fatto che siamo meno "attraenti" di una volta, che la narrazione collegata alla Lazio è stata sporcata da tutta una serie di notizie che l'hanno fatta apparire come la disputa post-crollo della DC fra chi dovesse mantenere la proprietà dei palazzi del partito. Un racconto-Lazio pieno di Miti e mitezza, di eroismo e di eroi di rimbalzo, è franato sotto i colpi di una guerra fratricida, di un duce decaduto, di un ex-condottiero sputaveleno, di bandiere ammainate troppo presto, di scommesse perse e oscure verità.
Questo sito, al quale voglio un bene dell'anima, è stato – e credo che tutti ne siamo consapevoli – l'unico approdo e scoglio contro i flutti che ci hanno a-mareggiato in questi ultimi 15 anni. Ma è stato l'unico. Il mondo lì fuori si apriva a decine di socialnetwork e noi ci trovavamo con la sola LN a difendere Alamo. Tutto il resto è stato investito da quelle cose che ho descritto sopra che, di fatto, ci hanno spacchettato in diecimila correnti che manco la vecchia DC (o l'attuale PD) e tutta la compattezza data da quanto diceva Rank all'inizio è stata persa in rivoli, twit, post, instagrammi. Mentre, va detto, dall'altra parte l'azione è stata esattamente all'opposto: pur essendo un'unica EBM (entità bovina mandrianizzabile), l'assenza di un forum di riferimento (e va detto, anche di battaglie da combattere in difesa di attacchi più o meno eterodiretti), li ha sguinzagliati in lungo ed in largo per i social rendendoli quelli che noi, una volta – all'epoca dei fatti narrati da Rank – eravamo: ovvero, piccole unità mobili di diti ar culo.
Ma mi tiro fuori da questo paragone che, peraltro, è fuori luogo perché non richiesto, poco attinente e perché a nessuno piace essere paragonato alla merda.
Me ne tiro fuori dicendo che, cmq, anche loro soffrono di una flessione di presenze – dovuta, ovviamente, innanzitutto al fatto che non vincono un cazzo da anni – ma che viene compensata con le cose elencate da samcromwell, ovvero, il solito ecumenismo romanista che gli fa raccattare dal calabrotto fuorisede al bangla felpato, ben consapevoli che saranno solo ascari da sfoggiare come numero ma consapevolmente relegati a bassa manovalanza del marketing piùbbellodermonno.
Noi, manco quello (e per fortuna, direi). Ma manco quello non per scelta ma per evidenza: quando un popolo è tanto diviso, è difficile schierarsi a suo favore perché è difficile qual è la fazione più vicina alle tue idee, mentre quando gli gnu vanno incontro al dirupo basta accodasse, che ce frega.
Questa ns idea di essere differenti da tutti e differenti da ogni altro laziale che tu conosca, prima o poi doveva implodere, ed è quello che sta accadendo, togliendo le basi di affraternamento che dovrebbe essere naturale.
Come vedete, non ho menzionato Lotito: è solo un aspetto, per me nemmeno il centrale e cmq è l'aspetto che fa si che, oggi, ci si possa ancora dividere sulla Lazio.
Quindi?
Quindi, torniamo ai fondamentali, come diceva IB.
Questa Lazio merita che si vada allo stadio, per come gioca. Che poi, per me, sarebbe anche un controsenso, perché noi della vecchia guardia ci andavamo anche quando giocava di merda, non giocava, giocava divinamente o si giocava le partite.
Quindi, come vedete abbiamo tifato e riempito lo stadio per partite che valevano molto, molto, molto meno anche del prox Lazio-genoa.
Il problema è, per me, - come ho detto prima – di narrazione. Si è perso un filo, si è sgretolata una roccia, è franato un muro di sostegno. Il laziale come pietra angolare e come singolo mattone di una lazialità diffusa, pare non esserci più. O meglio, c'è, esiste, ma ogni pietra pare abbia deciso di fare per i beati cazzi sua. Il castello così non solo non lo assembli ma manco regge: serve un legante più forte delle vittorie, più forte dello stringersi contro le avversità, più forte della Lazio stessa.
Il che, se ci pensate, è un controsenso. Ma il vecchio assunto che la Lazio esisterebbe lo stesso anche senza i suoi tifosi, è moribondo. La Lazio è fatta dei suoi tifosi, non è loro proprietà e sono loro ad appartenerle. Ma la Lazio stessa, senza di loro, non avrebbe anticorpi.
Io spero che in società, oggi, questo sia ben chiaro e che se ci sono cose da fare, vadano fatte. Credo che la strategia dello svecchiamento della squadra e dell'investire sui giovani sia una buna cosa, anche per ridare delle facce laziali alla Lazio. Credo che lo sforzo per mantenere i prezzi bassi sia onorevole. Credo che la modifica, evidente, alla capacità comunicativa sia sotto gli occhi di tutti. E quando i ns calciatori vanno in una scuola i ragazzini hanno gli occhi limpidi di Lazio.
I passi ci sono, mi pare.
Bisogna fare di più. Tutti.

ah
Citazione di: gesulio il 07 Nov 2016, 17:47DISCLAIMER porga e quelli come lui non sono compresi in questo discorso, chiaro!?!?
:lol: :lol:

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gentlemen

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Citazione di: porga il 15 Nov 2016, 12:09
Parto da questo post di rank e farò come robylele, "l'assemblatore di quote"
:DDE mi ricollego a quanto scritto da samcromwell ed a quanto replicato a chi lo "corcazzava"E, pur ritenendo giusto l'approccio di IBGradirei dire un paio di cose
Innanzitutto, qualcuno si è risentito delle mie parole circa i "disadattati informativi" e la "puerilità"
È ovvio come io intenda definire disadattati informativi tutti quelli che seguono le radio, come fosse una messa. Ma posso ampliare la definizione anche a chi, per contrastare la tendenza alla zombizzazione del tifoso laziale (io amo TWD, come potrei non sentire appropriato l'esempio di ES? ma guardate che cosa è diventato Rick Grimes a forza di ritenere i suoi simili peggiori degli zombie ai quali spacca la capoccia), ascolta lo stesso le radio, magari solo per farsi un'idea dell'aria che tira o per avere termini di controinformazione adeguati.
Al fuoco va tolta aria, punto. E parlare, anche per criticare, l'opinione o le notizie delle aradio, è cmq soffiare sul fuoco. Per me.
Da qui, la "puerilità": vedo un'eterna discussione da scuola materna. Sia questo rimbalzo delle cazzate propalate dalle aradio che la loro confutazione che, di fatto, ne sostiene l'esistenza e non la spegne con un'alzata di spalle, mi paiono un'inutile e puerile, si puerile, rinfacciarsi una colpa che sta solo nella ricerca degli ascolti o di un bacino adatto per la vendita di bittiù (vecchia immagine teotokrisiana ma mai fuoriluogo).
Le radio de carcio vanno spente. Tutte. Se non si può limitarne la loro esistenza – ed io lo farei per decreto – non vanno ascoltate. E se c'è qualcuno che le ascolta, non gli va fatta nessuna eco, nemmeno per criticarne le "idee".
Altrimenti è tutto un rumore di fondo che non spegne la stupidità, ma gli crea un sottofondo armonico di onde sulle quali propagarsi. È la mia idea, padroni di non essere d'accordo.
Questo, ovviamente, non significa che il problema – cmq marginale - non esista o non sia importante combatterlo. Ma combatterlo dandogli valenza, lo amplifica, non lo spegne. Cosa che, invece, va fatta sottraendo aria al loro tentativo di incendio.
Quanto scritto da samcromwell è, per me, IL problema.
Non parlo di ricambio generazionale inteso come la crescita di nuovi laziali DENTRO le famiglie già laziali: tranne sporadici casi, la maggiorparte di noi è nata e cresciuta dentro famiglie laziali, nelle quali è stato naturale rafforzare posizioni ed abitudini.
Volendo sviscerare il suo pensiero – semmai mi correggerà – l'idea del mancato ricambio generazionale è più collegata al fatto che siamo meno "attraenti" di una volta, che la narrazione collegata alla Lazio è stata sporcata da tutta una serie di notizie che l'hanno fatta apparire come la disputa post-crollo della DC fra chi dovesse mantenere la proprietà dei palazzi del partito. Un racconto-Lazio pieno di Miti e mitezza, di eroismo e di eroi di rimbalzo, è franato sotto i colpi di una guerra fratricida, di un duce decaduto, di un ex-condottiero sputaveleno, di bandiere ammainate troppo presto, di scommesse perse e oscure verità.
Questo sito, al quale voglio un bene dell'anima, è stato – e credo che tutti ne siamo consapevoli – l'unico approdo e scoglio contro i flutti che ci hanno a-mareggiato in questi ultimi 15 anni. Ma è stato l'unico. Il mondo lì fuori si apriva a decine di socialnetwork e noi ci trovavamo con la sola LN a difendere Alamo. Tutto il resto è stato investito da quelle cose che ho descritto sopra che, di fatto, ci hanno spacchettato in diecimila correnti che manco la vecchia DC (o l'attuale PD) e tutta la compattezza data da quanto diceva Rank all'inizio è stata persa in rivoli, twit, post, instagrammi. Mentre, va detto, dall'altra parte l'azione è stata esattamente all'opposto: pur essendo un'unica EBM (entità bovina mandrianizzabile), l'assenza di un forum di riferimento (e va detto, anche di battaglie da combattere in difesa di attacchi più o meno eterodiretti), li ha sguinzagliati in lungo ed in largo per i social rendendoli quelli che noi, una volta – all'epoca dei fatti narrati da Rank – eravamo: ovvero, piccole unità mobili di diti ar culo.
Ma mi tiro fuori da questo paragone che, peraltro, è fuori luogo perché non richiesto, poco attinente e perché a nessuno piace essere paragonato alla merda.
Me ne tiro fuori dicendo che, cmq, anche loro soffrono di una flessione di presenze – dovuta, ovviamente, innanzitutto al fatto che non vincono un cazzo da anni – ma che viene compensata con le cose elencate da samcromwell, ovvero, il solito ecumenismo romanista che gli fa raccattare dal calabrotto fuorisede al bangla felpato, ben consapevoli che saranno solo ascari da sfoggiare come numero ma consapevolmente relegati a bassa manovalanza del marketing piùbbellodermonno.
Noi, manco quello (e per fortuna, direi). Ma manco quello non per scelta ma per evidenza: quando un popolo è tanto diviso, è difficile schierarsi a suo favore perché è difficile qual è la fazione più vicina alle tue idee, mentre quando gli gnu vanno incontro al dirupo basta accodasse, che ce frega.
Questa ns idea di essere differenti da tutti e differenti da ogni altro laziale che tu conosca, prima o poi doveva implodere, ed è quello che sta accadendo, togliendo le basi di affraternamento che dovrebbe essere naturale.
Come vedete, non ho menzionato Lotito: è solo un aspetto, per me nemmeno il centrale e cmq è l'aspetto che fa si che, oggi, ci si possa ancora dividere sulla Lazio.
Quindi?
Quindi, torniamo ai fondamentali, come diceva IB.
Questa Lazio merita che si vada allo stadio, per come gioca. Che poi, per me, sarebbe anche un controsenso, perché noi della vecchia guardia ci andavamo anche quando giocava di merda, non giocava, giocava divinamente o si giocava le partite.
Quindi, come vedete abbiamo tifato e riempito lo stadio per partite che valevano molto, molto, molto meno anche del prox Lazio-genoa.
Il problema è, per me, - come ho detto prima – di narrazione. Si è perso un filo, si è sgretolata una roccia, è franato un muro di sostegno. Il laziale come pietra angolare e come singolo mattone di una lazialità diffusa, pare non esserci più. O meglio, c'è, esiste, ma ogni pietra pare abbia deciso di fare per i beati cazzi sua. Il castello così non solo non lo assembli ma manco regge: serve un legante più forte delle vittorie, più forte dello stringersi contro le avversità, più forte della Lazio stessa.
Il che, se ci pensate, è un controsenso. Ma il vecchio assunto che la Lazio esisterebbe lo stesso anche senza i suoi tifosi, è moribondo. La Lazio è fatta dei suoi tifosi, non è loro proprietà e sono loro ad appartenerle. Ma la Lazio stessa, senza di loro, non avrebbe anticorpi.
Io spero che in società, oggi, questo sia ben chiaro e che se ci sono cose da fare, vadano fatte. Credo che la strategia dello svecchiamento della squadra e dell'investire sui giovani sia una buna cosa, anche per ridare delle facce laziali alla Lazio. Credo che lo sforzo per mantenere i prezzi bassi sia onorevole. Credo che la modifica, evidente, alla capacità comunicativa sia sotto gli occhi di tutti. E quando i ns calciatori vanno in una scuola i ragazzini hanno gli occhi limpidi di Lazio.
I passi ci sono, mi pare.
Bisogna fare di più. Tutti.

ah :lol: :lol:

BRAVISSIMO !!!!!

robylele

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ot
non c'avevo mai fatto caso  :oops: ma adesso che mi ci fai pensare con F_Mark una volta ne ho assemblati una ventina.
oet

carib

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GuyMontag

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...

Che a me piaccia porga quando scrive, molto più che di persona (è un essere orrendo, cui la splendida presenza di moglie e figlia ahimè non riesce a far da contrappeso), è cosa nota.

Superato il ribrezzo per la lunghezza "à la GM" del suo post, trovo molti spunti interessanti.
Mi vien da pensare come, pur essendo frequentatore dello stadio da più di 50 anni, ormai il tifoso laziale non lo capisco più, non riesco ad analizzarlo, a trovarne le motivazioni, ad empatizzare.
Forse perché le radio/tv non le frequento, saranno 10 anni che non mi sintonizzo più, forse perché - complice internet - ormai non devo più acquistare/sbirciare al bar il Corriere o il Messaggero per avere informazioni sulla Lazio, forse perché (al di là di questo sito) io di laziali non è che ne frequenti una cifra, mi trovo inopinatamente ad essere un laziale atipico. Minoranza nella minoranza.

Quindi gli input che mi spingono ad andare allo stadio la domenica sono basici: gioca la Lazio? Sì? Ci vado. Un po' come il mio cane quando vede una coscia di pollo. Commestibile? Me la magno. Poi magari la coscia fa schifo, ma pure se ha mangiato una serie di cosce pessime se ne trova in giro una sempre se la magna. Poi, nel caso, mi rivolge un muto rimprovero canino esprimente la speranza che la prossima volta magari controllo la data di scadenza oppure non la condisco col peperoncino piccante, che lui notoriamente aborre. Mentre l'olio di palma non gli fa né caldo né freddo.

E' un mio limite non dovuto all'età, anzi. L'età mi rende sempre speranzoso che dopotutto, anche nella situazione più zozza nfame, c'è sempre la possibilità di beccare un Lazio-Cesena, che è la metafora di quelle partite dalle quali non ti aspetti proprio nulla ma poi esce fuori qualcosa che racconti ai figli (se riesci a legarli alla sedia, perché altrimenti fuggono con scuse penose. Adesso non trovano neanche più scuse, se ne vanno e basta). Eravamo quattro gatti, era di febbraio e si giocava pure di sera, insomma non c'era nessuna ragione plausibile per andare, e la coscienza sarebbe rimasta intonsa.

E poi escono fuori quelle partite. Ecco, per me la Lazio è questo, e nient'altro. Non è che mi aspetti ogni volta l'emozione, mi basta un 1-0 pidocchioso in una partitaccia melensa, il problema è che non riesco proprio a capire chi - professandosi tifoso laziale, e potendo recarsi allo stadio - non ci va. Non è che li giudico, che li considero putridi esseri inferiori, feccia dell'umanità, è che proprio non li capisco. Essendo nato in un mondo in cui gli esseri umani (anche quelli de là, nonostante la fatica nel definirli tali) ragionavano più o meno allo stesso modo, ho ricevuto l'imprinting. Saltare lo stadio, non era un'opzione. Si andava. E basta. Come quella volta che piccolino nascosi a mio padre un mal di gola fulminante pur di andare. Lazio-Fiorentina (viola freschi campioni d'Italia). Finì 5-1, per dire.

Lo so, poi sono intervenuti una serie di fattori stadio-allontananti. Non è solo l'homo lazialis, riguarda un po' tutti, nel caso specifico i soli fattori logistico-ambientali sono particolarmente ostili, ed è quasi superfluo notare come, se allora tutto invitava ad andare allo stadio, tutto oggi ci guida verso il divano.

Non riuscendo più ad entrare nella testa del laziale, però, non vedo soluzioni accettabili. Tanto più che normalmente, quando parlo di Lazio con laziali vari, non li reggo. Dal depresso cronico, all'antilotitiano, alla pippa sul costo dei biglietti e sui controlli, non ci discuto più. Li ascolto, dall'interno del mio cuoricino emerge un "fai come stracazzo ti pare" che però non affiora alle labbra, manco più mi esce - nei casi di laziocesena di cui sopra - un "ce pensi che cazzo te sei perso?", né mi considero più laziale di lui (oddio, lo ammetto, qualche volta mi scappa).

Non faccio parte di nessuna categoria, quindi. Né lotitiano né antilotitiano, né mhaifattoperdelalazialità, né graziecheciaisarvato, né sietelazialidatastiera né stistronzideurtras, niente tabelle, conte de chi viene e chi nun viene, né piove, i parcheggi, lacurvanonsidivide, fischiodjordjevicperché (a proposito... perché, emeriti strinzi?), né aradio, né catetere...

In definitiva, il mio contributo qui è nullo. Se vi serve un episodio su quando facemmo quadrato prima di Lazio-Catanzaro, o di Giorgione che fa tre gol a Napoli, sempre presente. Basta che nun v'addormentate.

arturo

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Citazione di: porga il 15 Nov 2016, 12:09
Parto da questo post di rank e farò come robylele, "l'assemblatore di quote"
:DDE mi ricollego a quanto scritto da samcromwell ed a quanto replicato a chi lo "corcazzava"E, pur ritenendo giusto l'approccio di IBGradirei dire un paio di cose
Innanzitutto, qualcuno si è risentito delle mie parole circa i "disadattati informativi" e la "puerilità"
È ovvio come io intenda definire disadattati informativi tutti quelli che seguono le radio, come fosse una messa. Ma posso ampliare la definizione anche a chi, per contrastare la tendenza alla zombizzazione del tifoso laziale (io amo TWD, come potrei non sentire appropriato l'esempio di ES? ma guardate che cosa è diventato Rick Grimes a forza di ritenere i suoi simili peggiori degli zombie ai quali spacca la capoccia), ascolta lo stesso le radio, magari solo per farsi un'idea dell'aria che tira o per avere termini di controinformazione adeguati.
Al fuoco va tolta aria, punto. E parlare, anche per criticare, l'opinione o le notizie delle aradio, è cmq soffiare sul fuoco. Per me.
Da qui, la "puerilità": vedo un'eterna discussione da scuola materna. Sia questo rimbalzo delle cazzate propalate dalle aradio che la loro confutazione che, di fatto, ne sostiene l'esistenza e non la spegne con un'alzata di spalle, mi paiono un'inutile e puerile, si puerile, rinfacciarsi una colpa che sta solo nella ricerca degli ascolti o di un bacino adatto per la vendita di bittiù (vecchia immagine teotokrisiana ma mai fuoriluogo).
Le radio de carcio vanno spente. Tutte. Se non si può limitarne la loro esistenza – ed io lo farei per decreto – non vanno ascoltate. E se c'è qualcuno che le ascolta, non gli va fatta nessuna eco, nemmeno per criticarne le "idee".
Altrimenti è tutto un rumore di fondo che non spegne la stupidità, ma gli crea un sottofondo armonico di onde sulle quali propagarsi. È la mia idea, padroni di non essere d'accordo.
Questo, ovviamente, non significa che il problema – cmq marginale - non esista o non sia importante combatterlo. Ma combatterlo dandogli valenza, lo amplifica, non lo spegne. Cosa che, invece, va fatta sottraendo aria al loro tentativo di incendio.
Quanto scritto da samcromwell è, per me, IL problema.
Non parlo di ricambio generazionale inteso come la crescita di nuovi laziali DENTRO le famiglie già laziali: tranne sporadici casi, la maggiorparte di noi è nata e cresciuta dentro famiglie laziali, nelle quali è stato naturale rafforzare posizioni ed abitudini.
Volendo sviscerare il suo pensiero – semmai mi correggerà – l'idea del mancato ricambio generazionale è più collegata al fatto che siamo meno "attraenti" di una volta, che la narrazione collegata alla Lazio è stata sporcata da tutta una serie di notizie che l'hanno fatta apparire come la disputa post-crollo della DC fra chi dovesse mantenere la proprietà dei palazzi del partito. Un racconto-Lazio pieno di Miti e mitezza, di eroismo e di eroi di rimbalzo, è franato sotto i colpi di una guerra fratricida, di un duce decaduto, di un ex-condottiero sputaveleno, di bandiere ammainate troppo presto, di scommesse perse e oscure verità.
Questo sito, al quale voglio un bene dell'anima, è stato – e credo che tutti ne siamo consapevoli – l'unico approdo e scoglio contro i flutti che ci hanno a-mareggiato in questi ultimi 15 anni. Ma è stato l'unico. Il mondo lì fuori si apriva a decine di socialnetwork e noi ci trovavamo con la sola LN a difendere Alamo. Tutto il resto è stato investito da quelle cose che ho descritto sopra che, di fatto, ci hanno spacchettato in diecimila correnti che manco la vecchia DC (o l'attuale PD) e tutta la compattezza data da quanto diceva Rank all'inizio è stata persa in rivoli, twit, post, instagrammi. Mentre, va detto, dall'altra parte l'azione è stata esattamente all'opposto: pur essendo un'unica EBM (entità bovina mandrianizzabile), l'assenza di un forum di riferimento (e va detto, anche di battaglie da combattere in difesa di attacchi più o meno eterodiretti), li ha sguinzagliati in lungo ed in largo per i social rendendoli quelli che noi, una volta – all'epoca dei fatti narrati da Rank – eravamo: ovvero, piccole unità mobili di diti ar culo.
Ma mi tiro fuori da questo paragone che, peraltro, è fuori luogo perché non richiesto, poco attinente e perché a nessuno piace essere paragonato alla merda.
Me ne tiro fuori dicendo che, cmq, anche loro soffrono di una flessione di presenze – dovuta, ovviamente, innanzitutto al fatto che non vincono un cazzo da anni – ma che viene compensata con le cose elencate da samcromwell, ovvero, il solito ecumenismo romanista che gli fa raccattare dal calabrotto fuorisede al bangla felpato, ben consapevoli che saranno solo ascari da sfoggiare come numero ma consapevolmente relegati a bassa manovalanza del marketing piùbbellodermonno.
Noi, manco quello (e per fortuna, direi). Ma manco quello non per scelta ma per evidenza: quando un popolo è tanto diviso, è difficile schierarsi a suo favore perché è difficile qual è la fazione più vicina alle tue idee, mentre quando gli gnu vanno incontro al dirupo basta accodasse, che ce frega.
Questa ns idea di essere differenti da tutti e differenti da ogni altro laziale che tu conosca, prima o poi doveva implodere, ed è quello che sta accadendo, togliendo le basi di affraternamento che dovrebbe essere naturale.
Come vedete, non ho menzionato Lotito: è solo un aspetto, per me nemmeno il centrale e cmq è l'aspetto che fa si che, oggi, ci si possa ancora dividere sulla Lazio.
Quindi?
Quindi, torniamo ai fondamentali, come diceva IB.
Questa Lazio merita che si vada allo stadio, per come gioca. Che poi, per me, sarebbe anche un controsenso, perché noi della vecchia guardia ci andavamo anche quando giocava di merda, non giocava, giocava divinamente o si giocava le partite.
Quindi, come vedete abbiamo tifato e riempito lo stadio per partite che valevano molto, molto, molto meno anche del prox Lazio-genoa.
Il problema è, per me, - come ho detto prima – di narrazione. Si è perso un filo, si è sgretolata una roccia, è franato un muro di sostegno. Il laziale come pietra angolare e come singolo mattone di una lazialità diffusa, pare non esserci più. O meglio, c'è, esiste, ma ogni pietra pare abbia deciso di fare per i beati cazzi sua. Il castello così non solo non lo assembli ma manco regge: serve un legante più forte delle vittorie, più forte dello stringersi contro le avversità, più forte della Lazio stessa.
Il che, se ci pensate, è un controsenso. Ma il vecchio assunto che la Lazio esisterebbe lo stesso anche senza i suoi tifosi, è moribondo. La Lazio è fatta dei suoi tifosi, non è loro proprietà e sono loro ad appartenerle. Ma la Lazio stessa, senza di loro, non avrebbe anticorpi.
Io spero che in società, oggi, questo sia ben chiaro e che se ci sono cose da fare, vadano fatte. Credo che la strategia dello svecchiamento della squadra e dell'investire sui giovani sia una buna cosa, anche per ridare delle facce laziali alla Lazio. Credo che lo sforzo per mantenere i prezzi bassi sia onorevole. Credo che la modifica, evidente, alla capacità comunicativa sia sotto gli occhi di tutti. E quando i ns calciatori vanno in una scuola i ragazzini hanno gli occhi limpidi di Lazio.
I passi ci sono, mi pare.
Bisogna fare di più. Tutti.

ah :lol: :lol:

Perdindirindina!

PabloHoney

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Citazione di: porga il 15 Nov 2016, 12:09

Bisogna fare di più. Tutti.


ottimo post che riassume tanti concetti che condivido.. mi resta qualche perplessità residua sulle radio... Che andrebbero spente, il problema e' che non le spegnamo, e quando da quei microfoni si arriva a fare letteralmente violenza, non so se il non parlarne proprio sia la cosa più utile da fare...




ian

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Tra i meriti che ascrivo al post di Porga c'è quello di aver innescato quello seguente di GM.

A proposito dei disadattati informativi (ho inteso la tua spiega, ma continuo a non ritenerlo esattamente un complimento  :) ) vorrei intanto aggiungere che per me non esistono quelli che ascoltano le aradio e poi se ne lamentano, o forse esistono ma sono pochissimi: per uno che se ne lamenta (come me, per es) esse sono INASCOLTABILI e URTICANTI.
Io li ho ascoltati per anni, certo, ma la sit.ne era completamente diversa e mai avrei immaginato la deriva presa, che me ne ha allontanato. A me capita di provare a sentirli per 20/30 secondi o 2/3 minuti ogni settimana o sovente anche più raramente. Ogni volta speranzoso di sentire qualcosa di Laziale o di divertente, ma niente, allora non ce la faccio e giro. E sono convinto che, come me, anche molti altri (di quelli che se ne lamentano).

Ma soprattutto vorrei chiederti e chiedere a tutti se sembra solo a me, allora, che l'accondiscendenza, il lassez faire, il non soffiare sul fuoco, il non inculasseli de pezza abbia prodotto tutto il teatrino cui assistiamo.

Non parlo di Lazionet ma di tutto intero il mondo laziale: questi hanno i loro megafoni accesi h24, 7/7, con svariate aradio, svariati giornali e giornaletti, svariati infiltrati in varie testate nazionali, svariati sitarelli ed una platea che, infatti, è più o meno cresciuta o si è addirittura estremizzata. Ed ora, ma anche lungo tutto il processo che qui ci ha condotti, nessuno ne parla (non parlo di LN ma di tutto il mondo laziale) e nessuno ne ha parlato (non parlo di LN ma di tutto il mondo laziale).

Io incontro ormai solo laziali dai contenuti radiofonici o laziali ignari (diciamo i pantofolai veri, quelli che venivano e manco sempre solo ai tempi del Cragna).


ES

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Citazione di: ian il 15 Nov 2016, 21:47
Tra i meriti che ascrivo al post di Porga c'è quello di aver innescato quello seguente di GM.

A proposito dei disadattati informativi (ho inteso la tua spiega, ma continuo a non ritenerlo esattamente un complimento  :) ) vorrei intanto aggiungere che per me non esistono quelli che ascoltano le aradio e poi se ne lamentano, o forse esistono ma sono pochissimi: per uno che se ne lamenta (come me, per es) esse sono INASCOLTABILI e URTICANTI.
Io li ho ascoltati per anni, certo, ma la sit.ne era completamente diversa e mai avrei immaginato la deriva presa, che me ne ha allontanato. A me capita di provare a sentirli per 20/30 secondi o 2/3 minuti ogni settimana o sovente anche più raramente. Ogni volta speranzoso di sentire qualcosa di Laziale o di divertente, ma niente, allora non ce la faccio e giro. E sono convinto che, come me, anche molti altri (di quelli che se ne lamentano).

Ma soprattutto vorrei chiederti e chiedere a tutti se sembra solo a me, allora, che l'accondiscendenza, il lassez faire, il non soffiare sul fuoco, il non inculasseli de pezza abbia prodotto tutto il teatrino cui assistiamo.

Non parlo di Lazionet ma di tutto intero il mondo laziale: questi hanno i loro megafoni accesi h24, 7/7, con svariate aradio, svariati giornali e giornaletti, svariati infiltrati in varie testate nazionali, svariati sitarelli ed una platea che, infatti, è più o meno cresciuta o si è addirittura estremizzata. Ed ora, ma anche lungo tutto il processo che qui ci ha condotti, nessuno ne parla (non parlo di LN ma di tutto il mondo laziale) e nessuno ne ha parlato (non parlo di LN ma di tutto il mondo laziale).

Io incontro ormai solo laziali dai contenuti radiofonici o laziali ignari (diciamo i pantofolai veri, quelli che venivano e manco sempre solo ai tempi del Cragna).
Io sono d'accordo con te, ma oggi il post di porga è talmente Laziale e aggregante che merita le luci.
E di seguito GM, che bei post.
Solo su Lazionet, per noi e voi.


Monteverde74

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Citazione di: italicbold il 27 Ott 2016, 14:17
E' il pubblico.
Va detto, inutile girarci intorno, la Lazio é una bella squadra, piena di promesse che piano piano stanno rivelandosi meravigliose realtà.
Questa squadra é bella e merita. L'abbraccio tra tutti i giocatori dopo il gol di Felipe Anderson é il segno che qualcosa di travolgente sta nascendo. Qualcosa a cui manca ancora l'ingrediente che renderebbe quest'avventura unica e memorabile nel tempo.

Il pubblico.

Ieri sono andato allo stadio con l'entusiasmo del ragazzino e devo dire che lo spettacolo sul campo non era corrisposto dallo spettacolo in tribuna. Troppi vuoti.
Questa squadra merita che ci si alzi dalla nostra poltrona e si vada allo stadio.
Daje.
Daje.

Ma non vedete che bella Lazio che abbiamo ?
Allora c'è da dire che la NORD ci sta riprovando, am come al solito tutti a dirgli che lo fa per mero interesse, quando anche fosse, l'interesse ultimo sarebbe comunque la Lazio...ma tant'è...
poi c'è da capire come mai solo l'olimpico risulta essere lo stadio più blindato in italia e poi perchè  a differenza di tutti gli stadi europi qui a roma devi parcheggiare a fiano romano per andare all'olimpico a PIEDI.
Poi c'è la storiella di lotito che ha permesso a molti, finalmente, di alzare bandiera bianca a e stare a casa al calduccio
ergo
difficile ora far smuovere tutti quelli che stanno ben bene al calduccio
allo stadio si vive meglio e di più la partita?
è vero
ma vacce te a pija freddo e a perde soldi, tempo etc etc etc
servirebbe una lazio '74 per darci un quid in più
secondo me.

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Monteverde74

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aggiungo, una cosa è successa molto particolare nelle aradio:
radio 6 è divenuta molto meno ascoltata
o meglio, ascoltata molto meno da chi vuole sentire di Lazio e ascoltata da chi vuole solo sentire sputare su di essa
e questo non è in discussione
onore a radio incontro olimpia
ma la posso fa tutta sta pubblicità?
:( :o :pp 8)

Monteverde74

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Citazione di: GuyMontag il 15 Nov 2016, 16:57

Non riuscendo più ad entrare nella testa del laziale, però, non vedo soluzioni accettabili. Tanto più che normalmente, quando parlo di Lazio con laziali vari, non li reggo. Dal depresso cronico, all'antilotitiano, alla pippa sul costo dei biglietti e sui controlli, non ci discuto più. Li ascolto, dall'interno del mio cuoricino emerge un "fai come stracazzo ti pare" che però non affiora alle labbra, manco più mi esce - nei casi di laziocesena di cui sopra - un "ce pensi che cazzo te sei perso?", né mi considero più laziale di lui (oddio, lo ammetto, qualche volta mi scappa).


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