Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno:
LE CURIOSITÀ di Lazio-Napoli: dal "Segno io stasera" di Mauri, alla fuga di Lulic dai tafferugli in Monte Mario
08.04.2012 17.16 di Giorgia Baldinacci per lalaziosiamonoi.it articolo letto 457 volte
Fonte: Giorgia Baldinacci -
Lalaziosiamonoi.itE' stata una notte magica, il giusto tributo a chi come Giorgio questa Lazio l'ha resa grande. Ieri la Lazio targata Reja gliel'ha dimostrato di essere ancora grande. La magnifica coreografia della Curva Nord, il tributo a Chinaglia, l'incoraggiamento al piccolo Mirko, il successo forse inaspettato ma ancora più bello contro il Napoli, la Champions che si colora di biancoceleste. Ma c'è anche di più, quello che non potete vedere in tv o dagli spalti. Quello ve lo racconto io.
MAURI: "STASERA SEGNO IO" - Un gol da cineteca, da incorniciare, da rivedere milioni di volte. Non solo perchè ha riportato la Lazio in vantaggio sugli azzurri di Mazzarri, prima che il rigore siglato Ledesma chiudesse i conti, ma perchè è stato perfetto. E' sembrato quasi che lo spirito di Chinaglia si fosse reincarnato in Mauri, nei suoi lunghi capelli mossi dal vento, nel suo accento brianzolo. Rovesciata da manuale del calcio, bolide micidiale, De Sanctis battuto e incredulo. Ma Mauri se lo sentiva, lo aveva predetto e cercato quel gol ieri sera. Forse non si aspettava di realizzare una tale perla del calcio ma lo aveva confidato prima della partita a Stefano De Martino, il Responsabile della Comunicazione della Lazio: "Stasera segno io". Così fu, e nella gioia sfrenata dopo il gol è corso ad abbracciare subito lui, come a dire: "Hai visto, te l'avevo detto".
LA FUGA DI LULIC - L'atmosfera era magica sì, dalla parte biancoceleste però. I tifosi del Napoli si sono subito distinti per i loro educati, eleganti e rispettosi fischi e cori durante il minuto di silenzio per onorare Chinaglia. Poi in Tribuna Monte Mario, quella laterale vicina ai Distinti Sud, scoppiano i primi tafferugli. Là i tifosi di entrambe le squadre si incontrano, sono mischiati tra loro. Qualche scaramuccia, niente di che, i disordini prontamente sedati. Ma tra la marmaglia in agitazione c'è lui, Senad Lulic. E mica si smentisce, appena vede che le acque si agitano via a fuggire, era un treno anche ieri. Uno steward lo riconosce subito, lo invita a scavalvare e a mettersi al sicuro in Tribuna Stampa. Ma il bosniaco sa come cavarsela, e dalla fuga non si direbbe proprio ancora infortunato. Sicuri che dobbiamo aspettare altre tre settimane per rivederlo in campo?
LA MAGLIA DI CHINAGLIA, QUELLA VERA - Che emozione vedere la maglia originale di Giorgio Chinaglia, quella del '74, quella del primo scudetto. Il numero 9 consumato dal tempo, qualche buco a testimoniare l'esperienza. La lana pesante fa pensare a quanto fosse difficile giocare a quei tempi, caldo o freddo, inverno o estate, la lana era comunque pesante e la maglia a maniche lunghe. Edy Reja ha affrontato la conferenza stampa con la maglia di Giorgione al suo fianco, solo a guardarla con quello scudetto sul petto trasmetteva il suo spirito guerriero.
L'AGGRESSIONE AL GIORNALISTA DELFINO - Già sta scoppiando la bufera, il radiocronista di Radio Rai Giulio Delfino sarebbe stato aggredito in Tribuna Stampa. Qualcuno al gol di Mauri gli avrebbe tolto le cuffie, preso il microfono e in diretta esultato con goliardia. Sorvolando il fatto che 'aggressione' significa violenza fisica e quindi non esageriamo con le parole, sorvolando il fatto che sicuramente non sono comunque accettabili tali comportamenti, vorrei ricordare quanto accaduto lo scorso anno: nel famoso Napoli-Lazio 4-3 con tanto di gol fantasma dei biancocelesti e sviste arbitrali, alcuni giornalisti di Roma furono aggrediti, non metaforicamente, da altri napoletani. La notizia non è stata opportunamente riportata da nessuno. Ma stavolta di mezzo c'è la Lazio, quindi è quasi obbligatorio creare un caso.