tra grandi squadre che marciano spedite (la juve imbattuta da 42 gare, l'inarrestabile napoli di insigne), grandi che rovinano falcidiate dagli infortuni (roma senza de rossi, milan privo di motolivo) e penalizzate dagli arbitri (rigore negato ai rossoneri, gilardino in sospetto fuorigioco nel terzo gol dei rossoblu), grandi che stentano a decollare (l'inter romanista di stramaccioni forte in trasferta ma incerta a san siro, la fiorentina degli ex-giallorossi montella e pizarro) e sorprese che non vogliono mollare (la sampdoria di maxi lopez e la Lazio di saracinesca marchetti, il portiere meno battuto del campionato), dopo tre giornate la serie A affida a noi appassionati di calcio una classifica con le prime, provvisorie e forse ingannevoli, sentenze
i prossimi mesi diranno se questa juventus sarà capace di coniugare champions league e campionato, se sarà capace cioè di raddoppiare gli sforzi e riuscire la dove il milan finì per era inciampare, appunto a vantaggio dei torinesi, la stagione scorsa. vedremo poi se i rossoneri riusciranno a tradurre in rinnovata competitività le strategie innovative dell'ultimo mercato. e se il napoli di insigne avrà forza e testa per continuare a guidare questa riscossa del calcio meridionale. ma soprattutto i prossimi mesi diranno quanto i tre figli di trigoria, dal "vecchio" zeman a "giovane", passando per "mago" montella, ovvero quanto i tre allenatori che oggi impersonificano la speranza stessa del rinnovamento del calcio italiano, sapranno e potranno (potranno, nel senso che verrà loro concesso...) alimentare la volontà e il vento del cambiamento
in attesa di occuparci di ciò che accadrà, non possiamo esimerci però dall'esprimere, con la severità che merità, la nostra opinione su ciò che è accaduto. poniamo allora ai lettori, tranquillamente, con animo sereno, la più imparziale delle domande: è un caso, è giusto, è accettabile che a guidare il campionato di serie A siano la juventus di conte, il napoli di cannavaro, la Lazio di mauri? tre squadre, lo sappiamo, non nuove agli scandali, alla corruzione, al marcio che ha devastato il nostro calcio; tre società però che, pur volendo dimenticare il passato, proprio la cronaca recente vuole al centro dell'insulto più grande alla nostra buona fede, alla nostra speranza, al nostro desiderio di pulizia e di onestà. che calcio è - ci chiediamo, vi chiediamo - quello in cui primeggiano allenatori costretti a nascondersi e calciatori che non si ha il coraggio di chiamare a rispondere delle proprie colpe (colpe conclamate, peraltro, lo sappiamo bene!)
a noi - ma siamo certi, non solo a noi - piacerebbe un campionato che vedesse in testa il coraggio e le parole. il coraggio di chi sa vivere il calcio come una sfida, le parole di chi non si tira indietro, di chi denuncia le ingiustizie, di chi ha faccia e idee da mostrare senza remore o vergogna. chi vuole non solo un calcio diverso, ma anche un'Italia diversa, viste anche le difficoltà non solo congiunturali che frenano il milan, non può limitarsi, poveramente, ad aspettare che l'aria venga rischiarata e sferzata dal "vento di trigoria". è il momento questo di scendere in campo, il momento di battersi per il calcio delle facce pulite