Citazione di: cosmo il 02 Set 2014, 09:05
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Quanto scrive cosmo è condivisibile sotto ogni punto di vista.
La mediocrità è un concetto relativo, dipende da con chi o cosa ci compariamo. Siamo mediocri perché non siamo il Chelsea o il Real? Ci sta, ci sarebbe stato anche se avessimo preso Thiago Silva.
Siamo mediocri (o rassegnati alla mediocrità) perché faremo un campionato mediocre? Mamma mia, ciò mi preoccupa non poco. Stiamo messi proprio male, è passata una giornata e ci apprestiamo a trentasette giornate di geremiadi e lamentazioni. Non sappiamo cosa ci aspetterà il futuro, ma in effetti lo sappiamo. Sarà grigio, tendente all'ardesia, galleggiando in posizioni di rincalzo. E' già tutto scritto, lo sappiamo, e ci apprestiamo a vivere questa stagione con l'entusiasmo di Fantozzi nei confronti della signora Pina.
Ci manca l'entusiasmo, ci manca la voglia di conoscere, verificare di giorno in giorno quello che faranno i ragazzi in campo. Una cazzata e via, anche DeVrij si unisce al club della mediocrità, manco una cazzata perché non ha giocato, ecco che Gentiletti, che ha pure un nome sfigato, si unisce al club. Keita, chetelodicoaffà, è una ex-promessa, Parolo che lo abbiamo comprato a fare, Biglia è solo biondo, Basta è biondo ma brutto, Cana ormai manco sentirne il nome, mentre le altre comprano campioni a tutto spiano, noi siamo al palo, e manco Gonzalez riusciamo a sbolognare a due soldi al primo Latina che capita.
Se l'entusiasmo non ce l'hai dentro, nessuno te lo dà. Poi hai sempre pronta la scusa per tutto: il duo, catalizzatore di tutte le nostre energie positive. Come un deumidificatore, ha seccato tutta l'aria. Domani - comunque vada - pioverà.
Il duo è un comodissimo parafulmine. Restiamo quindi scettici e snob alla finestra, in attesa che l'entusiasmo ce lo dia questa squadra, con le sue prestazioni, e forse - dico forse - solo allora potremo tornare timidamente sulle tribune ad emettere un rauco Forza Lazio, tra un perculeggiamento di Novaretti, una polemica sull'ingaggio di Onazi e - comunque - la consapevolezza che meriteremmo di più.
Ma fornirlo noi l'entusiasmo a questa squadra, no, eh? Non sia mai che riempiamo lo stadio non perché facciamo un favore a chissà chi, ma solo per noi, per quelle parole ormai demodés che si chiamano supporto, passione, amore. Nzia mai... mia moglie era una bella gnocca, ma una mattina mi si è presentata coi bigodini e la vestaglia, e mi è calato l'entusiasmo. Non dipende da me, non ci posso fare niente, magari se si trucca e si mette il push-up un po' mi riattizzo, ma dipende sempre e comunque da lei. Mai da me, se lei è così allora pure io mi metto in ciabatte e con la tuta incerata anche quando usciamo.
Per me dovremmo, se ne siamo capaci, rivoltare davvero la prospettiva, proprio come afferma cosmo.
Cominciamo noi a colorare la Lazio. Cominciamo noi a creare i presupposti, rendiamo l'ambiente allegro, riempiamo questo cazzo di stadio, proviamo noi, che è quello che possiamo fare, a dare a questa squadra l'entusiasmo di cui ha disperatamente bisogno. Invece lo stadio è un sepolcro silenzioso, noi vogliamo, pretendiamo undici guerrieri con le maglie bagnate di sangue e di sudore, ma le nostre magliette e le nostre camicie sono sdegnosamente asciutte, ci scaldiamo solo quando insultiamo Lotito, per il resto potremmo portarci le carte, allo stadio, o stare su twitter mentre si gioca.
Noi, di nostro, non ci mettiamo più niente. Ci mettiamo alla finestra, sbadigliamo, guardiamo il tempo. Tanto, la colpa è sempre degli altri. Se poi gli altri di colpe ne hanno, eccome, ancora meglio. Abbiamo la coscienza pulita. Se mi avesse portato il centrale, forse, chissà...