Citazione di: pan il 25 Mar 2023, 22:08
io dico solo che:
se un giorno riusciremo a liberarci, o a rendere quasi nullo, il fenomeno degli esponenti fascisti nella nostra tifoseria dopo decenni di incazzatura e frustrazione, sarà, molto probabilmente, proprio perché si è posto l'accento sulla discriminazione evidente che ha portato a coprire i fascismi dell'altra tifoseria. ripeto, se. triste, vergognoso, superficiale, mettetela come ve pare, ma così credo sia. i nostri fascisti saranno di più, loro saranno meno scenografici, ma la storia raccontava altro, un popolo romanista puro che si permette di voltarsi dall'altra parte perché sa che tanto, se la fa sporca, non verrà mai stigmatizzato. scendere nella poco figa agone del "guarda che nella merda ci sei pure tu", farà fare la parte del poco antifascista così per molti (per me assolutamente no, due argomenti in cui uno è più importante ma l'altro ne è compreso hanno valenza ambedue eccome, ma tant'è...), ma è necessario, assolutamente funzionale alla lotta, al proposito principale alla base: il fascismo, razzismo, discriminazioni, fanno schifo, il popolo sano da solo poco può, aspettiamo di essere aiutati dalle istituzioni, questo non avviene mai, la strada che può percorrere il tifoso sano è solo questa.
FUNZIONALE, questo è il concetto. la cosa, purtroppo, per fortuna, non è argomento scamuffo. non è un caso che se qualcosa è cambiata in questi ultimissimi anni è SOLO perché gente di LN, LeL e tutti gli altri tifosi sciolti legati alla causa, si sono letteralmente riversati su twitter e altri social per offrire a giornalisti, cantanti, attori, politici, professionisti del dileggio, intellettuali, un'altra verità, con tanto di testimonianze fotografiche, link, con la nostra stessa presenza da persone antifa, moltissime di sinistra, che hanno attestato una verità alternativa (per loro). lo abbiamo fatto ben consci che la prima reazione sarebbe stata di incredulità, sbeffeggiamento, di essere presi per bugiardi e anche quella, come riportata qua, di essere solo spinti dal tifo e non avere a cuore realmente il tema dell'antifascismo. una bella zona grigia di merda, quindi, solo legati alla nostra Lazio ma non al tema principale. e il calice amaro (di merda) ce lo siamo bevuto e continuiamo a berlo. gente, ripeto, che ha utilizzato i social per attuare una piccola rivoluzione. sì, utilizzo proprio la parola rivoluzione, dato che altre negli anni non abbiamo avuto gli strumenti per farne. e se i berizzi si sono decisi, finalmente, ad allargare il raggio è frutto unicamente di questo.
ribadisco che SOLO per questo da un po' di tempo con qualcuno puoi discutere civilmente, che qualcuno ammette che il problema è trasversale (cosa fino anche 5 anni fa impensabile), che il problema non viene più liquidato con le fotine ricordo dei nostri fascismi, dato che come una contraerea partono le altrettante foto dei fascismi romanisti. e vorrei ricordare, anche qui, che quelle contraeree non sono fotomontaggi, sono loro, è il loro problema, il problema di tutti, occultato per anni e ora bisogna farne i conti, TUTTI, se le indignazioni sono state autentiche e volte a risolvere.
tutto qui, scusate la lungaggine.
Il problema sta nelle premesse e corrompe tutto il ragionamento.
Questa idea per cui i romanisti sono inconsapevoli del problema è tendenzialmente errata e basata su una visione da tifosa avversa.
Certo, alcuni negazionisti ci sono, alcuni particolarmente beceri, ma non si può ridurre a loro (presenti anche tra i laziali) la percezione di una tifoseria intera che invece sa bene di avere anche lei un problema.
È anche questo un modo di raccontare le cose con la sciarpetta al collo (ma lo vediamo solo quando lo fanno loro) e infatti, secondo me, riscuote consenso proprio per questo. Perché coincide con lo sguardo da tifosi/e e semplifica.
Ma potrei portare decine e decine di interventi, articoli, interviste che negli anni denunciano il problema in sud a prescindere da LazioNet o LeL. Cancellate da questa lettura.
Certo che i media fanno differenza ma, come ho provato a spiegare, è un fatto di consuetudine e assonanze, se invece partiamo dall'idea che so
tutti romanisti pure qui, stiamo semplificando vedendo tutto nell'ottica del tifo. Io che un pochino con tre delle redazioni citate da least ho a che fare per ragioni sentimentali e amicali, posso dire che il tifo non c'entra una mazza, ma proprio zero.
È un problema ma è un altro problema, non è lo stesso.
La cosa curiosa è che in realtà la rappresentazione prevalente tra i romanisti coincide esattamente con quella di Pan e costituisce, secondo me, parte dello slittamento.
Pan distingue tra tifoso sano e tifoso, evidentemente, malato. Due forme essenti. Chiaramente la soluzione in tal caso diventa cauterizzare attraverso l'esclusione dei malati. Che spesso si sovrappongono agli ultras nella semplificazione.
È quello che ti dicono i romanisti: anche tra noi ci sono gruppi di malati. ma descritti così la cosa sembra riguardare non loro ma chi deve controllare gli infetti.
Il problema anche in questa visione torna a ciò che si è più che a cio che si fa (o meglio le due cose coincidono). Per questo chi considera il razzismo un affare da razzisti ci si ritrova.
Ho provato a parlare di zona grigia e di cosa sia il razzismo proprio per dire che non ci sono tifosi sani e malati. Ma c'è una pratica sociale che può essere adottata da tutti (pure dal tifoso ebreo preso dalla foga del momento!) e che occorre capire perché alla Lazio viene riprodotta maggiormente che altrove.
Se cerchiamo i razzisti, i seguaci della dottrina razzista, ne troveremo pochi e non avremo afferrato il problema. Che è invece la pratica sociale razzista, che può coinvolgere tutti perché iscritta nelle relazioni sociali, nelle consuetudini, nei modi di dire sedimentati tra noi (tra noi in generale, non solo laziali).
Perché tra i laziali alcune consuetudini attecchiscono di più? Partirei da qui, invece di pensare che il problema sta in un manipolo di malati (semicit) razzisti.