La Lazio è ANTIFASCISTA!

Aperto da Goceano, 20 Lug 2021, 11:47

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PARISsn

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Citazione di: Laziolubov il 06 Set 2023, 14:07
e sei sicuro che stessero allo stadio questi fantomatici collaboratori? Stanno in tutti gli stadi? hanno una posizione particolare vicino a quale curva quella di casa o quella degli ospiti? Sono forniti di mezzi tecnici, telecamere microfoni ecc. per individuare esattamente chi fa cosa? secondo me è solo un'espressione fumosa per non dire che riportano quello che esce dalla stampa perché se loro devono decidere squalifiche e campionato vorrei sapere chi sono, dove si collocano allo stadio, se ascoltano TUTTE le curve in TUTTI gli stadi se passano le notti a visionare telecamere e registrazioni e poi voglio un comunicato ufficiale dei "collaboratori" che dicono alle ore tot, posizionati nel tale punto abbiamo udito/ visto il settore x composto da un numero di tifosi y  urlare a tizio e a caio. Inoltre voglio leggere il comunicato dei "collaboratori" posizionati vicino alla curva avversa e questo in TUTTI gli stadi, quindi almeno 20 comunicati di altrettanti gruppi ogni giornata, che mettano nero su bianco, che non hanno visto/ascoltato cori o altro di irregolare nella tale curva e questo dopo aver anche visionato tutte le immagini e registrazioni dentro e fuori tutti gli stadi. Ecco, ora andrebbe bene

guarda durante la telecronaca non ne hanno fatto parola, sui giornali e i servizi tv del giorno dopo nemmeno, quindi il rapporto è arrivato da funzionari delle procura in loco che  ci sono sempre, che sia  uno o dieci non lo so, che stiano a bordo campo o in tribuna nemmeno, che qualcuno stia attento a cosa parte dalla curva e qualcuno  si fa distrarre dai culi delle maschere puo' essere pure,  ma segnalano anche  i fumogeni, il lancio di oggetti ect quindi devono per forza essere presenti

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Citazione di: FatDanny il 06 Set 2023, 13:31

è la realtà concreta a fare la differenza, non una logica formale. Se nei  Sessanta i milanesi avessero avuto difficoltà a trovare lavoro e casa perché considerati dei reietti "milanesi tutti appesi" sarebbe stato  considerato discriminatorio e i cori su di essi sanzionati  tanto quanto.

A parer mio non è solo questa la discriminante. Cioè non conta solo, perché ci sia discriminazione, rivolgersi ad un determinato gruppo sociale che storicamente abbia subito discriminazioni.

In primo luogo perché il gruppo che non ha subito storicamente in maniera macro (neri, meridionali, ebrei) potrebbe aver subito discriminazione in un contesto più specifico. O anche potrebbe non aver storicamente subito discriminazioni così evidenti o, almeno, non generalizzate (ad esempio, potrebbe esserci stata discriminazione per i mussulmani, ma sicuramente non per i petrolieri, oppure per i cinesi, sono discriminati i cinesi? boh... Sicuramente non sono stati oggetto di leggi razziali).

In secondo luogo perché bisogna anche considerare il gruppo sociale con il quale si mette in relazione il gruppo che si fa oggetto di insulto territoriale ("milanese polentone", "milanese appeso" certamente non rappresentano espressioni di discriminazione territoriale). Ma se ad esempio mettessimo in relazione i milanesi con, che so, gli ebrei o i neri, un bel "milanese ebreo" sarebbe discriminazione? Secondo me sì, altroché. E attenzione... un "milanese terrone"??? Questo è un bel cortocircuito...

Inoltre, la connotazione storica non mi soddisfa in pieno, anche l'attualità conta. Negli anni novanta, in pieno svolgimento dei fatti in Albania, si cantava allegramente "sei venuto col gommone" quando ancora la storia non aveva espresso il suo giudizio sulla questione.

A monte di tutto: il fine è sanzionare la discriminazione o sanzionare la violenza? Quest'ultima esiste anche da parte del gruppo storicamente debole. "Bianchi a morte" inneggiata da un gruppo di neri sicuramente non integra la discriminazione ma integra sicuramente un fattore di violenza.

Sento fortemente di aver scritto delle cazzate, o almeno delle ingenuità. Nel caso, perdonatemi, però sono pensieri che ho.

Fulmineblu

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Ce stanno mille cori. Mille da poter fare e contro chiunque.
Se si sceglie di seguire certi cori si sa benissimo a cosa si va incontro. Giusto? Ingiusto?
È cosi. Punto. Basta non farli.
La curva non si chiude. Nessuno si incazza.
Li fai? Paghi le conseguenze.
Battaglia persa.

Maremma Laziale

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Citazione di: Aquila Romana il 06 Set 2023, 15:28
Perdonami ma mi sembra la solita frase fatta, buttata lì tanto per

Il problema che hai in casa è una semplice particella rispetto al problema generale

Se vuoi risolvere "Il Problema hai bisogno degli organi di informazione, utili a denunciare il problema, porlo sotto i riflettori, attirando sul tema l'attenzione pubblica etc etc

Organi di informazione che dovrebbero dunque denunciare ogni singola espressione del problema di cui sopra (non solo per deontologia, ma perchè se vuoi combattere "Il Problema" in generale deve aggredirlo in ogni sua singola espressione)

Quando però vedi che gli organi di informazione sono "sensibili" a "Il Problema" solo quando ci siamo di mezzo noi, mentre si voltano dall'altra parte quando noi non c'entriamo niente, significa solo una cosa: che a loro de "Il Problema" generale non interessa una ceppa, il loro obiettivo è molto meno nobile, a loro interessa solo colpire una determinata squadra di calcio, ed utilizzano ogni possibile strumento disponibile per poterlo fare (in questo caso "la sensibilità collettiva" a "Il Problema" generale di cui sopra)

E molti ci cascano, anche i tifosi stessi della squadra colpita, che sono portati a credere che una volta risolto questa piccola percentuale de "Il Problema" (rappresentata dalla Lazio), magari anche con il radicale annientamento della squadra, poi gli organi di informazione continuerebbero ad operarsi per risolvere anche tutte le altri particelle de "Il Problema"

Oppure tornerebbero ad elogiare il "fantastico bobolo" rappresentante unico di un'intera città ?

Mi dispiace, però secondo me a noi ci annientano quei soggetti lì, non la stampa o una qualche loggia massonica che trama alle nostre spalle per farci sparire.

Condivido quel che scrive Palo. Se mio figlio fa una cosa che non va fatta insieme ad un suo amico, non sarà compito mio tentare di correggere anche il comportamento del figlio dell'altro. Poi, se per l'altro genitore sarà un "tutto va bene Madama La Marchesa", facile pure che si ritroverà in futuro il problema amplificato.

P.s.: per far sparire la Lazio e il laziale ci vuole ben altro

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WhiteNoise

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Citazione di: Fulmineblu il 06 Set 2023, 17:29
Ce stanno mille cori. Mille da poter fare e contro chiunque.
Se si sceglie di seguire certi cori si sa benissimo a cosa si va incontro. Giusto? Ingiusto?
È cosi. Punto. Basta non farli.
La curva non si chiude. Nessuno si incazza.
Li fai? Paghi le conseguenze.
Battaglia persa.

Indubbiamente, forza Lazio e roma merda e nessuno si incazza (forse a parte la merda).

WhiteNoise

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Citazione di: Maremma Laziale il 06 Set 2023, 17:30
Mi dispiace, però secondo me a noi ci annientano quei soggetti lì, non la stampa o una qualche loggia massonica che trama alle nostre spalle per farci sparire.

Condivido quel che scrive Palo. Se mio figlio fa una cosa che non va fatta insieme ad un suo amico, non sarà compito mio tentare di correggere anche il comportamento del figlio dell'altro. Poi, se per l'altro genitore sarà un "tutto va bene Madama La Marchesa", facile pure che si ritroverà in futuro il problema amplificato.

P.s.: per far sparire la Lazio e il laziale ci vuole ben altro

Giusto, con la macroscopica differenza che tuo figlio e il figlio dell'altro non partecipano ad una competizione con un premio in palio e nella quale vorrebbero essere trattati in maniera equanime.

gesulio

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Personalmente sanzionerei l'idiozia, in primo luogo: ché inneggiare al più grande sterminio mai concepito, organizzato e realizzato della storia dell'umanità mi sembra inconcepibilmente infamante, per essere messo in atto da gente non idiota.

Fare triste sarcasmo solo per sentirsi organici ad un contesto sociale, nei confronti di una bambina ammazzata brutalmente dopo aver passato parte della sua gioventù in clandestinità è una cosa per cui non riesco a concepire nulla che sia adatto ad un confronto a scopo di stigmatizzazione. Non lo so peggio di così cosa ci può essere. Credo nemmeno il dileggio caustico delle disabilità. Chi cazzo vorrebbe sentircisi organico a un tale ambito?

Cosa sono questi, che nel XXI secolo ragionano ancora come se fosse un peccato originale, una colpa oggettiva e non emendabile quella di nascere da genitori con la pelle scura? Come definirli se non abietti idioti, meschini imbe.cilli, spregevoli inf.ami... e no, nemmeno questo aiuta a descriverli compiutamente.

Veramente manco a li cani (e utilizzo questa locuzione non a caso, vista invece la spiccata sensibilità riservata ad altre categorie di esseri viventi).

C'è un punto nella storia in cui abbiamo toccato l'apice della bestialità e degli sprofondi inconcepibili di brutalità a cui può arrivare chi detiene il potere costituito o se ne appropria in maniera più o meno violenta. Quanto accaduto dopo la fine della guerra e la sconfitta del nazismo, con molta fatica e poco successo bisogna dire, è stato creare le condizioni perché tutto questo non potesse più succedere. Milioni e milioni di persone nei ruoli più disparati, dal politico all'insegnante, dal sindacalista al datore di lavoro, dallo scienziato allo scrittore, dallo sportivo alla personalità dello spettacolo, dall'artista all'uomo comune, hanno contribuito a generare un corredo prima di tutto culturale da poter tramandare alle generazioni a seguire, un contesto di riferimento non statico, fatto non solo di liturgie amorfe da seguire, ma capace di rinnovarsi con senso critico e di definire dinamicamente i confini entro i quali riconoscere e neutralizzare eventuali nascenti forme di discriminazione a qualsiasi titolo.
Niente che abbia avuto un successo indiscutibile, ovviamente, a fronte di un sacrificio abnorme di intelligenze, risorse, vite.

Tutto questo per certe persone, un qualcosa che banalmente viene chiamato progresso e riconosciuto oggettivamente come tale dalla stragrande maggioranza dell'umanità, andrebbe sacrificato in nome non di un qualcosa che possa eliminare quei confini, perché benché il risultato sia stato finora insufficiente, possiamo ben dire che in quella situazione non ci si tornerà mai più (almeno in un futuro più o meno lungo), ma per semplice, sciatto, insulso atteggiamento di rivalsa a titolo puramente personale, come fossero bambini anaffettivi con bisogni primitivi di attenzione che si atteggiano dopo aver scureggiato in un autobus mezzo vuoto arrivato quasi al capolinea.

Senza nemmeno la scusa dell'età, quindi idi.oti.

Gianluko

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COLDILANA61

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Io sono Palo .

e non mi e' mai piaciuto " eh ma lo fanno tutti"

e lo rimarco sempre .

E perche'  ci sono cose piu' importanti della Lazio e dei Laziali .


tommasino

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Gesulio ottimo ed abbondante

FatDanny

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Citazione di: WhiteNoise il 06 Set 2023, 17:27
A parer mio non è solo questa la discriminante. Cioè non conta solo, perché ci sia discriminazione, rivolgersi ad un determinato gruppo sociale che storicamente abbia subito discriminazioni.

In primo luogo perché il gruppo che non ha subito storicamente in maniera macro (neri, meridionali, ebrei) potrebbe aver subito discriminazione in un contesto più specifico. O anche potrebbe non aver storicamente subito discriminazioni così evidenti o, almeno, non generalizzate (ad esempio, potrebbe esserci stata discriminazione per i mussulmani, ma sicuramente non per i petrolieri, oppure per i cinesi, sono discriminati i cinesi? boh... Sicuramente non sono stati oggetto di leggi razziali).

In secondo luogo perché bisogna anche considerare il gruppo sociale con il quale si mette in relazione il gruppo che si fa oggetto di insulto territoriale ("milanese polentone", "milanese appeso" certamente non rappresentano espressioni di discriminazione territoriale). Ma se ad esempio mettessimo in relazione i milanesi con, che so, gli ebrei o i neri, un bel "milanese ebreo" sarebbe discriminazione? Secondo me sì, altroché. E attenzione... un "milanese terrone"??? Questo è un bel cortocircuito...

Inoltre, la connotazione storica non mi soddisfa in pieno, anche l'attualità conta. Negli anni novanta, in pieno svolgimento dei fatti in Albania, si cantava allegramente "sei venuto col gommone" quando ancora la storia non aveva espresso il suo giudizio sulla questione.

A monte di tutto: il fine è sanzionare la discriminazione o sanzionare la violenza? Quest'ultima esiste anche da parte del gruppo storicamente debole. "Bianchi a morte" inneggiata da un gruppo di neri sicuramente non integra la discriminazione ma integra sicuramente un fattore di violenza.

Sento fortemente di aver scritto delle cazzate, o almeno delle ingenuità. Nel caso, perdonatemi, però sono pensieri che ho.

Per storico in questa accezione non si intende ciò che è accaduto nel passato, ma l'alternativa a logico.
In tal senso, anche quanto accaduto l'altroieri è storico.
In modo più semplicistico potremmo dire concreto/astratto, ma lascia adito ad altre incomprensioni e storico/logico è più corretto.  :=))

Il fine, per me, è proprio sanzionare la discriminazione, NON la violenza.
E questa è un'altra grossa confusione che si fa.
Il discorso contro le discriminazioni è tale perché vuole essere contro... Le discriminazioni! Se voleva essere contro la violenza si faceva un discorso specifico.
E invece le due questioni vengono "ammischiate" a mio avviso deliberatamente (non da te ma da chi in origine le ammischia) esattamente per annacquarle.
Un po' come quando si fa un discorso sul fascismo e la necessità dell'antifascismo e se ne esce quello "ma pure il comunismo ha prodotto tragedie, dobbiamo condannare anche quello".
Ecco, è uguale.  A che serve? Ad annacquare un discorso mirato e attenuare gli effetti sul suo obiettivo.

Si vuole spostare il discorso dalle discriminazioni, evidentemente scomodo per qualcuno, annacquandolo in un più generico discorso contro le violenze che diventa un "volemose bene" un po' più forbito.

La risposta civile dovrebbe essere: col cazzo.
Manco ci arrivo a spiegare perché la violenza è una categoria troppo ampia, che al suo interno ha forme legittime per chiunque (per te sarà quella istituzionale di stato per fare rispettare la legge, per me quella delle piazze, per tarallo quella dei piromani de bruchi giallorossi) e quindi una sua condanna general generica non ha alcun senso ed equivale alla famosa "pace nel mondo".

Il discorso è e resta solo ed esclusivamente sulle discriminazioni, anche se c'è un gruppo di neri qui dietro l'angolo che apre i crani con le mazze chiodate e succhia i cervelli a poveri bianchi indifesi.
E non perché non ce ne fotte in assoluto, ma perché buttarceli dentro serve appunto a diluire il discorso. Dei succhiatori di cervello, neri o bianchi, ne parleremo domani, se ci va. Sennò è un perenne "e allora le foibe" in altra forma.
Questo è ciò che fanno i filo/cripto-razzisti da anni ed evidentemente gli è riuscito bene se i risultati sono i dibattiti attuali.

Quindi no, il discorso sulle discriminazioni non è il discorso contro la violenza (che è altro), non è il discorso contro gli insulti a categorie x quali i milanesi, i biondi o gli islandesi (che è altro), non è il discorso su relativismo assoluto dell'infinità dei possibili rapporti offensivi tra due individui (che è altro).
Quando si parla di discriminazioni si parla di concreti rapporti di potere che in un dato momento storico (incluso oggi) porta un gruppo sociale di qualsiasi tipo ad essere escluso/privato di diritti o possibilità.

Se domani ciò avverrà con gli islandesi parleremo del perché gli insulti agli islandesi sono inaccettabili. Fino ad allora se dico che gli islandesi puzzano de merluzzo marcio li sto offendendo, ma il mio insulto non rispecchia alcuna concreta discriminazione esistente.

pan

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Citazione di: FatDanny il 06 Set 2023, 22:47
Per storico in questa accezione non si intende ciò che è accaduto nel passato, ma l'alternativa a logico.
In tal senso, anche quanto accaduto l'altroieri è storico.
In modo più semplicistico potremmo dire concreto/astratto, ma lascia adito ad altre incomprensioni e storico/logico è più corretto.  :=))

Il fine, per me, è proprio sanzionare la discriminazione, NON la violenza.
E questa è un'altra grossa confusione che si fa.
Il discorso contro le discriminazioni è tale perché vuole essere contro... Le discriminazioni! Se voleva essere contro la violenza si faceva un discorso specifico.
E invece le due questioni vengono "ammischiate" a mio avviso deliberatamente (non da te ma da chi in origine le ammischia) esattamente per annacquarle.
Un po' come quando si fa un discorso sul fascismo e la necessità dell'antifascismo e se ne esce quello "ma pure il comunismo ha prodotto tragedie, dobbiamo condannare anche quello".
Ecco, è uguale.  A che serve? Ad annacquare un discorso mirato e attenuare gli effetti sul suo obiettivo.

Si vuole spostare il discorso dalle discriminazioni, evidentemente scomodo per qualcuno, annacquandolo in un più generico discorso contro le violenze che diventa un "volemose bene" un po' più forbito.

La risposta civile dovrebbe essere: col cazzo.
Manco ci arrivo a spiegare perché la violenza è una categoria troppo ampia, che al suo interno ha forme legittime per chiunque (per te sarà quella istituzionale di stato per fare rispettare la legge, per me quella delle piazze, per tarallo quella dei piromani de bruchi giallorossi) e quindi una sua condanna general generica non ha alcun senso ed equivale alla famosa "pace nel mondo".

Il discorso è e resta solo ed esclusivamente sulle discriminazioni, anche se c'è un gruppo di neri qui dietro l'angolo che apre i crani con le mazze chiodate e succhia i cervelli a poveri bianchi indifesi.
E non perché non ce ne fotte in assoluto, ma perché buttarceli dentro serve appunto a diluire il discorso. Dei succhiatori di cervello, neri o bianchi, ne parleremo domani, se ci va. Sennò è un perenne "e allora le foibe" in altra forma.
Questo è ciò che fanno i filo/cripto-razzisti da anni ed evidentemente gli è riuscito bene se i risultati sono i dibattiti attuali.

Quindi no, il discorso sulle discriminazioni non è il discorso contro la violenza (che è altro), non è il discorso contro gli insulti a categorie x quali i milanesi, i biondi o gli islandesi (che è altro), non è il discorso su relativismo assoluto dell'infinità dei possibili rapporti offensivi tra due individui (che è altro).
Quando si parla di discriminazioni si parla di concreti rapporti di potere che in un dato momento storico (incluso oggi) porta un gruppo sociale di qualsiasi tipo ad essere escluso/privato di diritti o possibilità.

Se domani ciò avverrà con gli islandesi parleremo del perché gli insulti agli islandesi sono inaccettabili. Fino ad allora se dico che gli islandesi puzzano de merluzzo marcio li sto offendendo, ma il mio insulto non rispecchia alcuna concreta discriminazione esistente.

...infatti coloro che tirano le fila, che invece idioti non sono e sto discorso lo capiscono benissimo, hanno spostato il tiro, preferendo affermare che il fascismo non esiste più, che le minoranze (sessuali, di religione...) sono le nuove lobby di potere, che quelli non occidentali/non bianchi vivono una favola e problemi non ne hanno più. si appiana ciò che ancora appianato non è e si trova così una normalizzazione rabberciata che permette ancora di enunciare o di attuare i propri comodi (di merda).

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Miro68

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Un coro sul reddito di cittadinanza è discriminazione territoriale?



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Ecco uno che ha le idee chiare e che inviterei volentieri allo stadio o anche solo a scrivere su Lazionet. Per darci una mano a fare pulizia.

Zverev fa cacciare tifoso dallo Us Open: «Ha detto la frase più famosa di Hitler, è inaccettabile»

Lo spettatore incitava il rivale di Sinner urlando «Deutschland Uber Alles»: «Non c'è da essere orgogliosi di quel periodo»


Fonte

Negli ottavi degli Us Open, durante il match tra Alexander Zverev e Jannik Sinner (nel quale l'altoatesino si è arreso dopo 4 ore e 41' di battaglia), un tifoso tedesco è stato cacciato dall'Arthur Ashe Stadium.

A farlo mandare via è stato proprio il connazionale Zverev. Lo spettatore incitava il rivale di Sinner urlando «Deutschland Uber Alles».

È accaduto tutto durante il quarto set. In quel momento. Zverev era al servizio quando, dopo un incitamento arrivato dalla tribuna, il tedesco si è fermato avvicinandosi alla sedia dell'arbitro, James Keothavong, lamentandosi per le urla arrivate dall'alto. «Ha appena urlato la frase più famosa di Hitler, è incredibile», ha detto il numero 12 del mondo al giudice di sedia.

Allora l'arbitro si è consultato con gli addetti alla sicurezza per identificare l'autore dell'urlo. Dopo una breve ricerca, un uomo identificato grazie a un cappellino da baseball blu, è stato individuato e invitato a lasciare il campo.

«Ha iniziato a cantare l'inno di quell'epoca, ho pensato fosse davvero troppo per sopportarlo», ha detto Zverev in conferenza al termine del match vinto contro Sinner. «Probabilmente era coinvolto emotivamente in un match lunghissimo, ma non mi interessa. Adoro i tifosi, il chiasso, le emozioni e gli incitamenti. Però, da cittadino tedesco e non esattamente orgoglioso di quel periodo storico, penso non sia stata una brillante idea la sua. In più, era seduto in una delle prime file, quindi penso potessero sentirlo in tanti. Se non avessi reagito sarebbe stata una macchia per me» ha aggiunto il tennista tedesco. Infine, Zverev ha concluso: «Mah, semplicemente per me non si deve trattare di un tipo molto intelligente, per fare quello che ha fatto. Alla fine ho solo detto e fatto quel che mi sentivo, il giudice mi ha semplicemente detto "Ok, lo facciamo buttare fuori". Ci ha solo rimesso lui, che si è perso gli ultimi due bellissimi e combattutissimi set».

trax_2400

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Ma Deutschland Uber Alles non sono le parole dell'inno tedesco?

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Non si usano più quelle parole, quella strofa la saltano.

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Citazione di: WhiteNoise il 06 Set 2023, 17:27
A parer mio non è solo questa la discriminante. Cioè non conta solo, perché ci sia discriminazione, rivolgersi ad un determinato gruppo sociale che storicamente abbia subito discriminazioni.

In primo luogo perché il gruppo che non ha subito storicamente in maniera macro (neri, meridionali, ebrei) potrebbe aver subito discriminazione in un contesto più specifico. O anche potrebbe non aver storicamente subito discriminazioni così evidenti o, almeno, non generalizzate (ad esempio, potrebbe esserci stata discriminazione per i mussulmani, ma sicuramente non per i petrolieri, oppure per i cinesi, sono discriminati i cinesi? boh... Sicuramente non sono stati oggetto di leggi razziali).

In secondo luogo perché bisogna anche considerare il gruppo sociale con il quale si mette in relazione il gruppo che si fa oggetto di insulto territoriale ("milanese polentone", "milanese appeso" certamente non rappresentano espressioni di discriminazione territoriale). Ma se ad esempio mettessimo in relazione i milanesi con, che so, gli ebrei o i neri, un bel "milanese ebreo" sarebbe discriminazione? Secondo me sì, altroché. E attenzione... un "milanese terrone"??? Questo è un bel cortocircuito...

Inoltre, la connotazione storica non mi soddisfa in pieno, anche l'attualità conta. Negli anni novanta, in pieno svolgimento dei fatti in Albania, si cantava allegramente "sei venuto col gommone" quando ancora la storia non aveva espresso il suo giudizio sulla questione.

A monte di tutto: il fine è sanzionare la discriminazione o sanzionare la violenza? Quest'ultima esiste anche da parte del gruppo storicamente debole. "Bianchi a morte" inneggiata da un gruppo di neri sicuramente non integra la discriminazione ma integra sicuramente un fattore di violenza.

Sento fortemente di aver scritto delle cazzate, o almeno delle ingenuità. Nel caso, perdonatemi, però sono pensieri che ho.
Come piccola precisazione, i cinesi forse non sono stati discriminati in Europa, perche' fino a pochi decenni fa erano molto pochi. Diversa la situazione negli Stati Uniti. E in Cina stessa durante il periodo delle legazioni

Parken

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Citazione di: Tarallo il 07 Set 2023, 06:44
Non si usano più quelle parole, quella strofa la saltano.

a me per questa cosa nel 2002 per poco tre tedeschi in Campus nel North Carolina non mi linciano. A scuola, a casa (anni 80-90)etc avevo sempre sentito fosse cantata cosi. spesso e' semplicemente ignoranza (nel senso di non conoscenza)

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FatDanny

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Citazione di: trax_2400 il 07 Set 2023, 00:11
Ma Deutschland Uber Alles non sono le parole dell'inno tedesco?

faccio notare questa cosa, perché è un  elemento che caratterizza anche questa nostra discussione specifica (i cori) e generale (zona grigia e razzismo).
Fossimo stati in Italia e fosse stato il  nostro dibattito sarebbe stato un proliferare di giustificazioni di questo tipo:
"ma è una strofa del nostro  inno"
"non possiamo sapere con sicurezza che ci fosse un riferimento al nazismo"
"siete ossessionati, uno non  può nemmeno far riferimento all'inno nazionale che ci vedete il nazismo"

Chi invece ha fatto più seriamente i conti con la propria storia non cerca scuse, come facciamo noi.
Va dritto al punto, non ci gira intorno e soprattutto non  si perde in inutili quanto assolutorie aperture di credito per trovare la via di fuga a chi si macchia di merdate simili.
Il dibattito italiano  su ste  cose  è un dibattito di imbecilli che finiscono per giustificare altri imbecilli.

In Germania in alcuni  stadi se vesti con alcune marche non entri. Perché quelle marche sono vestite dai neonazi. Posso solo immaginare cosa succederebbe se facessero una cosa qui  da noi, si tirerebbero fuori i diritti fondamentali dell'uomo per la libertà tolta al  povero indossatore di Pivert.
In germania invece decide la sicurezza, che si tratti di discoteche o di stadi.
E se puzzi di guai - e puzzare di neonazismo è un sinonimo - tu non entri. Punto. E muto.
e se dici "A" ci prendi pure un sacco di pizze in bocca.
Questa è democrazia. La nostra invece è un gruppo di scimmie che fanno  versi incomprensibili convinte di partecipare ad un simposio filosofico.

Adler Nest

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l'Italia è il paese delle regole disattese.
Fai le regole e poi non le applichi.
Applica, sanziona.
rangoglione, doveva essere daspato, denunciato e perseguito.
Ovvio che noi dobbiamo pensare a noi, ma lo Stato che detta le regole deve garantire che le stesse vengano applicate ovunque.
Forse facile nel tennis individuare il singolo "cantante" e immagino che se mezzo Flushing Meadow avesse cantato Deutschland Über Alles sarebbe stato più difficile selezionarli ed espellerli dal campo.
Se ci sono (e credo che ci siano i mezzi) per inquadrare e selezionare e individuare chi canta cori razzisti, chi ulula, deve essere daspato.
Non ci sono vie di mezzo.
I tentennamenti, il non fare niente, il dare una multa più o meno simbolica delegittima la reale portata dell'azione che deve essere intrapresa.
Ovunque.

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