Citazione di: Adler Nest il 12 Apr 2024, 15:26
Però dovrebbe chiamarsi educazione e dialogo tra genitore e figlio. Che deve essere preparato a cosa c'è fuori.
Io ti porto allo stadio e di dico ciò che va bene e ciò che non va bene.
Altrimenti quando vorrà giocare a calcio in una squadretta (esempio a caso),e non puoi certamente evitarlo, e sentirà i genitori appesi alle reti sbavare e imprecare contro allenatore, avversari, compagni magari di colore, esternando li peggiori comportamenti, non sarà pronto.
La vita fuori è una giungla.
Su questo hai ragione...personalmente con il mio sono molto border line (nel senso che non ho mai presentato un mondo da favole con il poliziotto buono) e certi contenuti li ho giá trattati.
Tutavia in merito alla squadra del cuore, bisogna stare attenti perché parliamo di processi che vanno a formare un´identitá.
Non dimentichiamo che un figli@ non é un app da scrivere, in cui dai le giuste stringe e il gioco é fatto.
Ad un certo punto come genitori si diventa poco influenti in merito alla creazione della soggettivitá.
Tra 5-6 anni il figlio di Achab77 andrá da solo allo stadio e troverá cool certi personaggi e certa narrativa che si innesteranno su una fede creata da Achab stesso. Puó essere e ci credo che Achab gli abbia dato abbastanza anticorpi, ma non diamolo per scontato.
Da genitore ma anche da persona civile ho il dovere di preoccuparmi e occuparmi del contesto.
Poi eh, son d´accordo che lo stadio sia solo parte di una certa manifestazione e allo stadio emerge il razzismo e anche il fascismo perché il corpo sociale é difatto cosí.