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Lazio e basta / Only Lazio => Lazio Talk => Discussione aperta da: GuyMontag il 23 Feb 2012, 12:39

Titolo: La morte dell'immaginazione
Inserito da: GuyMontag il 23 Feb 2012, 12:39
Ho cercato di dipanarmi – più che altro per capire cosa era successo – nel topic "Reja si dimette". Trentotto pagine. Dopo pochi minuti mi mancava l'aria. Un flipper impazzito di vergogna dimettiti io sto con e quello vaffanqulo e posizioni indifendibili ma statte zitto ma che stai a dì oggi me gioco l'account siete patetici e ciaraggione la campagna di gennaio ma nun ci ha le palle sto vecchio sì però vecchio ma contro lotito quindi ciaraggione ma la formazione sbagliata gli volevano imporre Stankevicius ma lui ci ha n'età ma ci ha le palle anzi no.

Oddiomio.

Basta.

Sosteneva il sublime Tarallo in altro topic: qui nun se diverte più nessuno.
Mi sento defraudato nella mia innocenza. Di quella che rivendico con forza, dell'innocenza e dell'immaginazione, quella che per forza dovevi avere quando le partite in tivvù non ci andavano mica, al più il secondo tempo alle diciotto. E allora ti dovevi immaginare dal calcio minuto per minuto, l'immaginazione creava gli eroi, le battaglie epiche, captavi brandelli di radiocronaca e ci costruivi la partita perfetta. E non solo nel calcio, ero piccolino ma mi ricordo la nottata per la radiocronaca di Benvenuti-Griffith dal mitico – già il nome evoca un mondo – Madison Square Garden di New York.

Bene, ora l'immaginazione la posso regalare a un vecchio, non ci faccio più nulla. Ogni gesto tecnico viene vivisezionato da quattordici angolazioni, ogni frase, verbo, avverbio appeso ed incollato là, nella gigantesca lavagna virtuale dove tutti possono – a seconda delle convinzioni – appendere un exvoto o lanciare ortaggi vari.

Mi immagino i leoni di Highbury, oggi. Per chi non sa, erano i giocatori della Nazionale (quando ancora giocare in nazionale era un onore) Campione del Mondo 1934 che andarono a giocare a Londra contro l'Inghilterra. Là non si vinceva. E basta. In un grigio novembre di pioggia e fango l'Italia si trovò sotto di tre gol dopo dodici minuti. E il mitico Luisito Monti, calpestato da un avversario, con un alluce rotto dopo dieci. In campo per un tempo, poi l'abbandono tra le lacrime. Nel secondo tempo gli italiani alzano la testa. Basta prendere botte, ora tocca a noi. E ribattono colpo su colpo, tre a uno, poi tre a due, e alla fine lo stadio in apnea per mezz'ora esplode in un urlo liberatorio al fischio dell'arbitro. La rimonta non si completa, gli azzurri escono dal campo a testa altissima, tra gli applausi, e passano direttamente dalla cronaca alla leggenda.

Oggi non sarebbe possibile niente. Dalla moviola infinita, alla prova televisiva richiesta a gran voce per l'intervento dell'inglese che ha causato l'infortunio a Monti, alle polemiche sulla formazione italiana, passando per la richiesta di dimissioni di Pozzo (l'Italia Campione non può perdere) e per le accuse a Orsi di aver tolto la gamba, mentre i laziali si rifutano di tifare una nazionale che non sentono propria perché gioca Guaita e i romanisti uguale perché c'è il "traditore" Ferraris IV. Dopo ore e giorni di highlights e di processi, tavole rotonde, blog e forum di accusa difesa io sto con la squadra, così non si può andare avanti, gli eroi escono annacquati, ridimensionati, la partita rientra nei ranghi, si aggiunge alle statistiche, internet tritura tutto, avanti un'altra (in cui per la cronaca, in dieci per l'ultima mezz'ora, triturammo a Milano l'Ungheria per 4-2. E l'Ungheria era roba forte, allora).

Forse è giusto così, è stupido e inutile guardarsi indietro, ma mentre le pagine sul topic delle dimissioni di Reja arrivano a 44 mi chiedo se ancora ne vale la pena. Se vale la pena di attaccarmi a qualcosa che non sento più mio, in nessuna componente. Tarallo ha ragione. Non si diverte più nessuno. Siamo in un momento decisamente positivo per la storia della Lazio, da più di dieci anni non ci troviamo messi così bene, un paio di scoppolone, ma insomma ci possono stare, gli infortunati stanno rientrando, cavolo siamo in piena zona Champions, oggi andiamo a Madrid, abbiamo già perso ma hai visto mai, che costa sperare, il calcio ci dovrebbe rendere bambini invece no, siamo brutti, incazzati, incattiviti, astiosi, ringhiosi, la nostra arma è l'insulto...
Io ho visto la classifica ed insomma oggi siamo terzi, ma mi vergogno quasi a dirlo, dovremmo essere feroci e tristi, alla disperata ricerca di un colpevole. Chiunque sia, di cosa non si sa, ma portiamoci l'ombrello. Tanto prima o poi piove. E se non piove acqua, che quella non dipende da noi, piove merda. Che ci tiriamo addosso allegramente. Che quello è lo sport. Il calcio, la Lazio, la partita, è tutto in secondo piano.
Muoia Sansone con tutti i Filistei. E se Sansone ad oggi ha solo un raffreddore, speriamo degeneri in polmonite.

No so voi, ma io questa sera la partita non me la vedo. Voglio chiudermi in camera e sentirmi una radiocronaca. E immaginare. Immaginare uno stadio di calcio, dove ventidue ragazzi se le danno di santa ragione per vincere la partita, uno stadio dove la gente è andata per divertirsi e fare il tifo, per vivere un momento di gioia in tempi difficili. Comunque vada a finire, e chissà, da bambino ultracinquantenne, mi creerò una piccola leggenda personale, i miei "eroi del Calderòn", dove undici ragazzi biancocelesti hanno realizzato l'impresa. O l'hanno sfiorata. O hanno lottato ma hanno dovuto soccombere. Non so, ma li sognerò in bianco e nero, con immagini sgranate, coi numeri da 1 a 11, coi portieri con la maglia nera e gli arbitri con la camicia bianca sotto la giacchetta, magari con un quasi gol di Nicolò Carosio.

E sarà realtà, né più né meno delle quarantaquattro pagine sulle dimissioni di Reja.

Godetevela, godiamocela, caz.zo. Divertitevi.

E spegnete tutto.

Anche qui.

Clic.


I rigori son tre, Forza Lazio alé.
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: TomYorke il 23 Feb 2012, 12:43
Hai scritto una cosa bellissima, che mi fa riflettere su me stesso che mi sto scannando sulle 44 pagine.
Grazie per avermi fatto fermare un attimo a riflettere.
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: misolidio il 23 Feb 2012, 12:53
Pensare che ascoltando sempre "tutto il calcio minuto per minuto" avevo acquisito una tale "sensibilità" da poter riconoscere, sulla base della voce del radiocronista e dell'intensità delle grida di esultanza, chi avesse segnato...
in quella frazione di secondo (interruzione del radiocronista - annuncio del gol) c'era più emozione di quanta ne abbia oggi con trenta telecamere, gol vivisezionati e quant'altro ..
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: beppegol11 il 23 Feb 2012, 12:53
Citazione di: GuyMontag il 23 Feb 2012, 12:39
Ho cercato di dipanarmi – più che altro per capire cosa era successo – nel topic "Reja si dimette". Trentotto pagine. Dopo pochi minuti mi mancava l'aria. Un flipper impazzito di vergogna dimettiti io sto con e quello vaffanqulo e posizioni indifendibili ma statte zitto ma che stai a dì oggi me gioco l'account siete patetici e ciaraggione la campagna di gennaio ma nun ci ha le palle sto vecchio sì però vecchio ma contro lotito quindi ciaraggione ma la formazione sbagliata gli volevano imporre Stankevicius ma lui ci ha n'età ma ci ha le palle anzi no.

Oddiomio.

Basta.

Sosteneva il sublime Tarallo in altro topic: qui nun se diverte più nessuno.
Mi sento defraudato nella mia innocenza. Di quella che rivendico con forza, dell'innocenza e dell'immaginazione, quella che per forza dovevi avere quando le partite in tivvù non ci andavano mica, al più il secondo tempo alle diciotto. E allora ti dovevi immaginare dal calcio minuto per minuto, l'immaginazione creava gli eroi, le battaglie epiche, captavi brandelli di radiocronaca e ci costruivi la partita perfetta. E non solo nel calcio, ero piccolino ma mi ricordo la nottata per la radiocronaca di Benvenuti-Griffith dal mitico – già il nome evoca un mondo – Madison Square Garden di New York.

Bene, ora l'immaginazione la posso regalare a un vecchio, non ci faccio più nulla. Ogni gesto tecnico viene vivisezionato da quattordici angolazioni, ogni frase, verbo, avverbio appeso ed incollato là, nella gigantesca lavagna virtuale dove tutti possono – a seconda delle convinzioni – appendere un exvoto o lanciare ortaggi vari.

Mi immagino i leoni di Highbury, oggi. Per chi non sa, erano i giocatori della Nazionale (quando ancora giocare in nazionale era un onore) Campione del Mondo 1934 che andarono a giocare a Londra contro l'Inghilterra. Là non si vinceva. E basta. In un grigio novembre di pioggia e fango l'Italia si trovò sotto di tre gol dopo dodici minuti. E il mitico Luisito Monti, calpestato da un avversario, con un alluce rotto dopo dieci. In campo per un tempo, poi l'abbandono tra le lacrime. Nel secondo tempo gli italiani alzano la testa. Basta prendere botte, ora tocca a noi. E ribattono colpo su colpo, tre a uno, poi tre a due, e alla fine lo stadio in apnea per mezz'ora esplode in un urlo liberatorio al fischio dell'arbitro. La rimonta non si completa, gli azzurri escono dal campo a testa altissima, tra gli applausi, e passano direttamente dalla cronaca alla leggenda.

Oggi non sarebbe possibile niente. Dalla moviola infinita, alla prova televisiva richiesta a gran voce per l'intervento dell'inglese che ha causato l'infortunio a Monti, alle polemiche sulla formazione italiana, passando per la richiesta di dimissioni di Pozzo (l'Italia Campione non può perdere) e per le accuse a Orsi di aver tolto la gamba, mentre i laziali si rifutano di tifare una nazionale che non sentono propria perché gioca Guaita e i romanisti uguale perché c'è il "traditore" Ferraris IV. Dopo ore e giorni di highlights e di processi, tavole rotonde, blog e forum di accusa difesa io sto con la squadra, così non si può andare avanti, gli eroi escono annacquati, ridimensionati, la partita rientra nei ranghi, si aggiunge alle statistiche, internet tritura tutto, avanti un'altra (in cui per la cronaca, in dieci per l'ultima mezz'ora, triturammo a Milano l'Ungheria per 4-2. E l'Ungheria era roba forte, allora).

Forse è giusto così, è stupido e inutile guardarsi indietro, ma mentre le pagine sul topic delle dimissioni di Reja arrivano a 44 mi chiedo se ancora ne vale la pena. Se vale la pena di attaccarmi a qualcosa che non sento più mio, in nessuna componente. Tarallo ha ragione. Non si diverte più nessuno. Siamo in un momento decisamente positivo per la storia della Lazio, da più di dieci anni non ci troviamo messi così bene, un paio di scoppolone, ma insomma ci possono stare, gli infortunati stanno rientrando, cavolo siamo in piena zona Champions, oggi andiamo a Madrid, abbiamo già perso ma hai visto mai, che costa sperare, il calcio ci dovrebbe rendere bambini invece no, siamo brutti, incazzati, incattiviti, astiosi, ringhiosi, la nostra arma è l'insulto...
Io ho visto la classifica ed insomma oggi siamo terzi, ma mi vergogno quasi a dirlo, dovremmo essere feroci e tristi, alla disperata ricerca di un colpevole. Chiunque sia, di cosa non si sa, ma portiamoci l'ombrello. Tanto prima o poi piove. E se non piove acqua, che quella non dipende da noi, piove merda. Che ci tiriamo addosso allegramente. Che quello è lo sport. Il calcio, la Lazio, la partita, è tutto in secondo piano.
Muoia Sansone con tutti i Filistei. E se Sansone ad oggi ha solo un raffreddore, speriamo degeneri in polmonite.

No so voi, ma io questa sera la partita non me la vedo. Voglio chiudermi in camera e sentirmi una radiocronaca. E immaginare. Immaginare uno stadio di calcio, dove ventidue ragazzi se le danno di santa ragione per vincere la partita, uno stadio dove la gente è andata per divertirsi e fare il tifo, per vivere un momento di gioia in tempi difficili. Comunque vada a finire, e chissà, da bambino ultracinquantenne, mi creerò una piccola leggenda personale, i miei "eroi del Calderòn", dove undici ragazzi biancocelesti hanno realizzato l'impresa. O l'hanno sfiorata. O hanno lottato ma hanno dovuto soccombere. Non so, ma li sognerò in bianco e nero, con immagini sgranate, coi numeri da 1 a 11, coi portieri con la maglia nera e gli arbitri con la camicia bianca sotto la giacchetta, magari con un quasi gol di Nicolò Carosio.

E sarà realtà, né più né meno delle quarantaquattro pagine sulle dimissioni di Reja.

Godetevela, godiamocela, caz.zo. Divertitevi.

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I rigori son tre, Forza Lazio alé.

Ti voglio bene.  Grandissimo topic.
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: Kim Gordon il 23 Feb 2012, 12:56
Citazione di: GuyMontag il 23 Feb 2012, 12:39
Ho cercato di dipanarmi – più che altro per capire cosa era successo – nel topic "Reja si dimette". Trentotto pagine. Dopo pochi minuti mi mancava l'aria. Un flipper impazzito di vergogna dimettiti io sto con e quello vaffanqulo e posizioni indifendibili ma statte zitto ma che stai a dì oggi me gioco l'account siete patetici e ciaraggione la campagna di gennaio ma nun ci ha le palle sto vecchio sì però vecchio ma contro lotito quindi ciaraggione ma la formazione sbagliata gli volevano imporre Stankevicius ma lui ci ha n'età ma ci ha le palle anzi no.

Oddiomio.

Basta.

Sosteneva il sublime Tarallo in altro topic: qui nun se diverte più nessuno.
Mi sento defraudato nella mia innocenza. Di quella che rivendico con forza, dell'innocenza e dell'immaginazione, quella che per forza dovevi avere quando le partite in tivvù non ci andavano mica, al più il secondo tempo alle diciotto. E allora ti dovevi immaginare dal calcio minuto per minuto, l'immaginazione creava gli eroi, le battaglie epiche, captavi brandelli di radiocronaca e ci costruivi la partita perfetta. E non solo nel calcio, ero piccolino ma mi ricordo la nottata per la radiocronaca di Benvenuti-Griffith dal mitico – già il nome evoca un mondo – Madison Square Garden di New York.

Bene, ora l'immaginazione la posso regalare a un vecchio, non ci faccio più nulla. Ogni gesto tecnico viene vivisezionato da quattordici angolazioni, ogni frase, verbo, avverbio appeso ed incollato là, nella gigantesca lavagna virtuale dove tutti possono – a seconda delle convinzioni – appendere un exvoto o lanciare ortaggi vari.

Mi immagino i leoni di Highbury, oggi. Per chi non sa, erano i giocatori della Nazionale (quando ancora giocare in nazionale era un onore) Campione del Mondo 1934 che andarono a giocare a Londra contro l'Inghilterra. Là non si vinceva. E basta. In un grigio novembre di pioggia e fango l'Italia si trovò sotto di tre gol dopo dodici minuti. E il mitico Luisito Monti, calpestato da un avversario, con un alluce rotto dopo dieci. In campo per un tempo, poi l'abbandono tra le lacrime. Nel secondo tempo gli italiani alzano la testa. Basta prendere botte, ora tocca a noi. E ribattono colpo su colpo, tre a uno, poi tre a due, e alla fine lo stadio in apnea per mezz'ora esplode in un urlo liberatorio al fischio dell'arbitro. La rimonta non si completa, gli azzurri escono dal campo a testa altissima, tra gli applausi, e passano direttamente dalla cronaca alla leggenda.

Oggi non sarebbe possibile niente. Dalla moviola infinita, alla prova televisiva richiesta a gran voce per l'intervento dell'inglese che ha causato l'infortunio a Monti, alle polemiche sulla formazione italiana, passando per la richiesta di dimissioni di Pozzo (l'Italia Campione non può perdere) e per le accuse a Orsi di aver tolto la gamba, mentre i laziali si rifutano di tifare una nazionale che non sentono propria perché gioca Guaita e i romanisti uguale perché c'è il "traditore" Ferraris IV. Dopo ore e giorni di highlights e di processi, tavole rotonde, blog e forum di accusa difesa io sto con la squadra, così non si può andare avanti, gli eroi escono annacquati, ridimensionati, la partita rientra nei ranghi, si aggiunge alle statistiche, internet tritura tutto, avanti un'altra (in cui per la cronaca, in dieci per l'ultima mezz'ora, triturammo a Milano l'Ungheria per 4-2. E l'Ungheria era roba forte, allora).

Forse è giusto così, è stupido e inutile guardarsi indietro, ma mentre le pagine sul topic delle dimissioni di Reja arrivano a 44 mi chiedo se ancora ne vale la pena. Se vale la pena di attaccarmi a qualcosa che non sento più mio, in nessuna componente. Tarallo ha ragione. Non si diverte più nessuno. Siamo in un momento decisamente positivo per la storia della Lazio, da più di dieci anni non ci troviamo messi così bene, un paio di scoppolone, ma insomma ci possono stare, gli infortunati stanno rientrando, cavolo siamo in piena zona Champions, oggi andiamo a Madrid, abbiamo già perso ma hai visto mai, che costa sperare, il calcio ci dovrebbe rendere bambini invece no, siamo brutti, incazzati, incattiviti, astiosi, ringhiosi, la nostra arma è l'insulto...
Io ho visto la classifica ed insomma oggi siamo terzi, ma mi vergogno quasi a dirlo, dovremmo essere feroci e tristi, alla disperata ricerca di un colpevole. Chiunque sia, di cosa non si sa, ma portiamoci l'ombrello. Tanto prima o poi piove. E se non piove acqua, che quella non dipende da noi, piove merda. Che ci tiriamo addosso allegramente. Che quello è lo sport. Il calcio, la Lazio, la partita, è tutto in secondo piano.
Muoia Sansone con tutti i Filistei. E se Sansone ad oggi ha solo un raffreddore, speriamo degeneri in polmonite.

No so voi, ma io questa sera la partita non me la vedo. Voglio chiudermi in camera e sentirmi una radiocronaca. E immaginare. Immaginare uno stadio di calcio, dove ventidue ragazzi se le danno di santa ragione per vincere la partita, uno stadio dove la gente è andata per divertirsi e fare il tifo, per vivere un momento di gioia in tempi difficili. Comunque vada a finire, e chissà, da bambino ultracinquantenne, mi creerò una piccola leggenda personale, i miei "eroi del Calderòn", dove undici ragazzi biancocelesti hanno realizzato l'impresa. O l'hanno sfiorata. O hanno lottato ma hanno dovuto soccombere. Non so, ma li sognerò in bianco e nero, con immagini sgranate, coi numeri da 1 a 11, coi portieri con la maglia nera e gli arbitri con la camicia bianca sotto la giacchetta, magari con un quasi gol di Nicolò Carosio.

E sarà realtà, né più né meno delle quarantaquattro pagine sulle dimissioni di Reja.

Godetevela, godiamocela, caz.zo. Divertitevi.

E spegnete tutto.

Anche qui.

Clic.


I rigori son tre, Forza Lazio alé.

contro il calcio moderno.
contro la società dello spettacolo.
contropotere.

appalusi per GuyMontag.
e già che ce stamo pure per GuyDebord.
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: maumarta il 23 Feb 2012, 12:58
Il topic delle dimissioni è fermo alle 12:41... 20 minuti tondi tondi.

1-0 pe' Guy Montag!!!

Grazie
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: Sirius il 23 Feb 2012, 13:03
'Cci tui GM  :)

Se tu avessi aperto prima questa discussione, me sarei risparmiato le 15 pagine di topic sulle dimissioni che mi sono dovuto sorbettare prima di arrendermi :)
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: Adler Nest il 23 Feb 2012, 13:07
Sarà il masochismo laziale di rovinare le cose belle o è così dappertutto?
Io comunque voglio aria pulita e serenità
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: GoodbyeStranger il 23 Feb 2012, 13:12
Che dire... solo applausi.

:ssl
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: bombo il 23 Feb 2012, 13:13
Grande Guy!!!
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: Zoppo il 23 Feb 2012, 13:20
Citazione di: bombo il 23 Feb 2012, 13:13
Grande Guy!!!
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: cosmo il 23 Feb 2012, 13:32
Da brividi.
Grazie Montag, e ti prego: scrivi più spesso, abbiamo bisogno di te.

Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: lastoriasiamonoi il 23 Feb 2012, 13:41
Bravo!

Ebbene deprogrammatevi.


Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: arrigodolso il 23 Feb 2012, 13:47
Citazione di: misolidio il 23 Feb 2012, 12:53
Pensare che ascoltando sempre "tutto il calcio minuto per minuto" avevo acquisito una tale "sensibilità" da poter riconoscere, sulla base della voce del radiocronista e dell'intensità delle grida di esultanza, chi avesse segnato...
in quella frazione di secondo (interruzione del radiocronista - annuncio del gol) c'era più emozione di quanta ne abbia oggi con trenta telecamere, gol vivisezionati e quant'altro ..
E la fibrillazione  in attesa che iniziassero i collegamenti dove ti avrebbero dato il risultato del 1° tempo?
Ricordo il derby del 1° scudetto; 1 a 0 per le merde alla fine del primo tempo, D'Amico in lacrime surclassato da Rocca e sostituito da Franzoni all'inizio della ripresa. Comincia tutto il calcio e io( allo stadio) ero furente al pensiero che da li a qualche secondo tutta l'Italia avrebbe saputo che stavamo perdendo e mi pareva di sentire gli sfotto e i commenti in tutti i bar e le case dove si ascoltava tutto il calcio . Palla al centro, si ricomincia,e alla radio danno la linea allo stadio Olimpico . "Ci siamo" penso, fra poco tutti sapranno.
"qui Roma e' appena iniziato il 2° tempo......GOL DELLA LAZIO; HA PAREGGIATO FRANZONI!!"....e mi sembro' una concessione dal cielo , e seppi che avremmo vinto. Quel giorno mi successero altre cose strane.
Ma l'appagamento che mi diede quel mancato annuncio del nostro svantaggio fu un' emozione a se che ancora oggi ricordo vivamente. E' un po di tempo che viene anche a me il pensiero di spegnere tutto e ascoltare tutto il calcio minuto per minuto , e vivere la "mia" partita, senza pause, senza smadonnamenti, che occhio non vede cuore non duole, e allora anche una caxxata de Zauri si trasformerebbe nel mio immaginario come un "generoso tentativo" o un tiro ciccato di Candreva in una "pericolosa conclusione"aldila delle parole del radiocronista.Dice , ma non sarebbe reale; e che c'e' di reale negli ultimi dieci anni di questa Lazio? Campioni andati via per due lire , il fallimento dietro l'angolo, tifosi che chiedono la serie B, curva nord contro distinti Est, cori contro il presidente piuttosto che per la Lazio, giocatori fischiati a prescindere., ambiente a pezzi allenatore dimissionario nonostante il 3° posto in classifica; cari miei qui si e' perso il senso della realta', e allora irreale per irreale la realta' me la faccio come dico io. E dov'e' quella gioia quella emozione che mi pervadeva quando da bambino percorrevo il viale del circolo del tennis per andare in curva sud , e sentivo mano a mano l'adrenalina crescere. e guardavo tutti quelli che camminavano accanto a me e a mio padre veramente come fratelli, o meglio come complici che custodivano un segreto, quel grande amore per la nostra Lazio . Ecco, quei sentimenti quelle emozioni e quel senso di appartenenza erano per me il succo del gioco del calcio, del tifare una squadra, e , credetemi, il risultato era l'ultimo dei problemi, anche se si perdeva, e in quell'epoca purtroppo succedeva spesso, dopo 15 giorni non era cambiato nulla, stessa strada stesse facce stessa emozione, perche di li a poco la Lazio sarebbe scesa in campo.
Si, me sa che stasera me sintonizzo con la radio e la partita me la immagino come dico io , e anche il gol piu' brutto sara' un magnifico gol della Lazio e lo immagginero' con grande emozione. Grazie Guy Montag.
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: RickGoesToParis il 23 Feb 2012, 13:52
Bellissimo topic.
Grazie Guy.
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: strike il 23 Feb 2012, 13:54
Bravo Guy Montag, applausi.
Però non ci arrendiamo.
Noi siamo la Lazio.
Godiamocela
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: iDresda il 23 Feb 2012, 14:30
Questo topic è aria pura

Forza Lazio

:band1:  :band2: :band3: :band5: :band6: :bandes: :band9: :band8: :band7: :band11: :band12: :band1:
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: DajeLazioMia il 23 Feb 2012, 15:09
Liberazione e un po' di commozione... Giù le mani da un sogno chiamato SSLAZIO1900!!!
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: umanoide69 il 23 Feb 2012, 15:15
Scrivi meravigliosamente Guy Montag (e come poteva essere altrimenti...).
Non sono d'accordo con il tuo idealizzare i bei tempi andati (e in fondo credo che tutti noi ci stiamo "divertendo" anche ora, anche qui a litigare e a discutere sul nulla; peccato solo non poterlo fare insieme al bar davanti ad un bicchiere), ma non è importante: mi auguro davvero di leggerti ancora e spesso.

Vorrei tanto che questo pezzo finisse in copertina sul Magazine: è plausibile?
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: rocchigol il 23 Feb 2012, 15:20
GRAZIE GUY, parole di ossigeno...

una cosa voglio aggiungere, una cosa che mi fa incazzare.
il tifoso ragioniere.

hai comprato cisse a 6 l'hai rivenduto a 5 e il milione che c'hai in piu' che c'hai fatto?
dove sta? lo devi reinvestire... e minchiate varie...

ma sti cazzi!!! io muoio pure pe Alfaro figurate che me frega della contabilita'...

FORZA LAZIO
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: PARISsn il 23 Feb 2012, 15:54
io non sono tanto d'accordo col post di Guy...cioe' specifico. gli argomenti sono condivisibili pero' sembra dare per scontato, come anche ha detto qualche altro, che qui " non si diverte piu' nessuno". beh per me non e' vero. io credo che tutti quelli che scrivono qui...a parte rarissime eccezioni di gente in malafede e probabilmente manco laziale ma che sta qui solo per seminare zizzania, quando l'arbitro fischia l'inizio e viene toccato il primo pallone se dimentica tutto...e da quel momento per 90 minuti ce so' solo i giocatori. per me e' cosi'...per me  una sciabolata di Candreva che finisce in curva " e' sempre" un tiro che poteva essere pericoloso..ma la zolla...il vento...il sole..ect ect..un liscio di Zauri " e' sempre " un generoso tentativo di fermare l'avversario...ma tradito dalla zolla..dal campo scivoloso...dal sole in faccia ect ect. i tempi cambiano...ed e' giusto cosi'...ma stare in piedi davanti alla tv...la faccia attaccata allo schermo..sussurrare i nomi dei giocatori..parlarci come se ti potessero sentire..." vai!! non mollare!!"...." corrigli dietro!!"...." profeta passalaaaa!!"...non e'diverso dello stare all'epoca con l'orecchio incollato alla radio..e pensare..." vai long jhon sfondali!!! "...." vai frusta inventa qualcosa!!! ". prima c'era la radio e poi i commenti al bar...oggi c'e la tv...e poi i post su internet...ma la sostanza e' la stessa...quelli che oggi qui scrivono che Zauri e' una pippa...hanno avuto il padre o il nonno che al bar 30 anni fa' dicevano che Petrelli era na' pippa. il problema purtroppo non e' la tv...internet...o il discutere se quel tale giocatore e' una pippaarsugo oppure no...ora si fa qui..prima si faceva appunto al bar...alla pausa al lavoro ect ect...ma e' un dato oggettivo...tu quello lo vedi giocare...per alcuni ha giocato bene..per altri male...e se ne discute...ma l'hai visto..puoi argomentare in un senso o nell'altro...dicendo " hai visto in quell'episodio?? ha sbagliato!! "...oppure " si ma hai visto dopo?? ha fatto il fenomeno!!"....il danno avviene quando si parla di scorregge....di Tare e Klose che se menano...ma nessuno ha visto..nessuno era presente..quando si parla di Lotito che rimprovera Reja per palermo...ma nessuno c'era..nessuno conferma. questi sono i danni...cari amici laziali...non i commenti su internet...non il fatto che  preferisco vedermi la partita a colori..piuttosto che ascoltarla alla radio come 30 anni fa'...i danni sono quando si destabilizza un ambiente...quando si fa tutto per farci dimenticare..e far passare in secondo piano di fronte all'opinione pubblica  il fatto che sei terzo...e che quindi poi se te fanno qualche carognata manco se ne accorge nessuno...il danno e' far aprire 44 pagine di commenti su una notizia di cui nessuno sa' nulla di certo o di vero...e non farti parlare della partita di coppa...dove il vero tifoso...come credo siano il 99,9% qui...crede alla partita della vita...alla tripletta de kozac pure a 5 minuti dalla fine ancora sullo 0 a 0. dall'altra parte hanno un detto..un motto...che recita " la riomma non si discute si ama "...ecco me piacerebbe che pure qui...prima di tutto si amasse la Lazio...e siccome non siamo idioti anche con un po di discussione...ma non troppa... :=))
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: Baldrick il 23 Feb 2012, 16:26
Citazione di: Kim Gordon il 23 Feb 2012, 12:56
contro il calcio moderno.
Uno slogan che è diretta emanazione del calcio moderno.

Grande GM, anche se forse non tutti hanno capito.
Sono un ragazzino innamorato come te.
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: zimmer il 23 Feb 2012, 16:43
Citazione di: GuyMontag il 23 Feb 2012, 12:39
Ho cercato di dipanarmi – più che altro per capire cosa era successo – nel topic "Reja si dimette". Trentotto pagine. Dopo pochi minuti mi mancava l'aria. Un flipper impazzito di vergogna dimettiti io sto con e quello vaffanqulo e posizioni indifendibili ma statte zitto ma che stai a dì oggi me gioco l'account siete patetici e ciaraggione la campagna di gennaio ma nun ci ha le palle sto vecchio sì però vecchio ma contro lotito quindi ciaraggione ma la formazione sbagliata gli volevano imporre Stankevicius ma lui ci ha n'età ma ci ha le palle anzi no.

Oddiomio.

Basta.

Sosteneva il sublime Tarallo in altro topic: qui nun se diverte più nessuno.
Mi sento defraudato nella mia innocenza. Di quella che rivendico con forza, dell'innocenza e dell'immaginazione, quella che per forza dovevi avere quando le partite in tivvù non ci andavano mica, al più il secondo tempo alle diciotto. E allora ti dovevi immaginare dal calcio minuto per minuto, l'immaginazione creava gli eroi, le battaglie epiche, captavi brandelli di radiocronaca e ci costruivi la partita perfetta. E non solo nel calcio, ero piccolino ma mi ricordo la nottata per la radiocronaca di Benvenuti-Griffith dal mitico – già il nome evoca un mondo – Madison Square Garden di New York.

Bene, ora l'immaginazione la posso regalare a un vecchio, non ci faccio più nulla. Ogni gesto tecnico viene vivisezionato da quattordici angolazioni, ogni frase, verbo, avverbio appeso ed incollato là, nella gigantesca lavagna virtuale dove tutti possono – a seconda delle convinzioni – appendere un exvoto o lanciare ortaggi vari.

Mi immagino i leoni di Highbury, oggi. Per chi non sa, erano i giocatori della Nazionale (quando ancora giocare in nazionale era un onore) Campione del Mondo 1934 che andarono a giocare a Londra contro l'Inghilterra. Là non si vinceva. E basta. In un grigio novembre di pioggia e fango l'Italia si trovò sotto di tre gol dopo dodici minuti. E il mitico Luisito Monti, calpestato da un avversario, con un alluce rotto dopo dieci. In campo per un tempo, poi l'abbandono tra le lacrime. Nel secondo tempo gli italiani alzano la testa. Basta prendere botte, ora tocca a noi. E ribattono colpo su colpo, tre a uno, poi tre a due, e alla fine lo stadio in apnea per mezz'ora esplode in un urlo liberatorio al fischio dell'arbitro. La rimonta non si completa, gli azzurri escono dal campo a testa altissima, tra gli applausi, e passano direttamente dalla cronaca alla leggenda.

Oggi non sarebbe possibile niente. Dalla moviola infinita, alla prova televisiva richiesta a gran voce per l'intervento dell'inglese che ha causato l'infortunio a Monti, alle polemiche sulla formazione italiana, passando per la richiesta di dimissioni di Pozzo (l'Italia Campione non può perdere) e per le accuse a Orsi di aver tolto la gamba, mentre i laziali si rifutano di tifare una nazionale che non sentono propria perché gioca Guaita e i romanisti uguale perché c'è il "traditore" Ferraris IV. Dopo ore e giorni di highlights e di processi, tavole rotonde, blog e forum di accusa difesa io sto con la squadra, così non si può andare avanti, gli eroi escono annacquati, ridimensionati, la partita rientra nei ranghi, si aggiunge alle statistiche, internet tritura tutto, avanti un'altra (in cui per la cronaca, in dieci per l'ultima mezz'ora, triturammo a Milano l'Ungheria per 4-2. E l'Ungheria era roba forte, allora).

Forse è giusto così, è stupido e inutile guardarsi indietro, ma mentre le pagine sul topic delle dimissioni di Reja arrivano a 44 mi chiedo se ancora ne vale la pena. Se vale la pena di attaccarmi a qualcosa che non sento più mio, in nessuna componente. Tarallo ha ragione. Non si diverte più nessuno. Siamo in un momento decisamente positivo per la storia della Lazio, da più di dieci anni non ci troviamo messi così bene, un paio di scoppolone, ma insomma ci possono stare, gli infortunati stanno rientrando, cavolo siamo in piena zona Champions, oggi andiamo a Madrid, abbiamo già perso ma hai visto mai, che costa sperare, il calcio ci dovrebbe rendere bambini invece no, siamo brutti, incazzati, incattiviti, astiosi, ringhiosi, la nostra arma è l'insulto...
Io ho visto la classifica ed insomma oggi siamo terzi, ma mi vergogno quasi a dirlo, dovremmo essere feroci e tristi, alla disperata ricerca di un colpevole. Chiunque sia, di cosa non si sa, ma portiamoci l'ombrello. Tanto prima o poi piove. E se non piove acqua, che quella non dipende da noi, piove merda. Che ci tiriamo addosso allegramente. Che quello è lo sport. Il calcio, la Lazio, la partita, è tutto in secondo piano.
Muoia Sansone con tutti i Filistei. E se Sansone ad oggi ha solo un raffreddore, speriamo degeneri in polmonite.

No so voi, ma io questa sera la partita non me la vedo. Voglio chiudermi in camera e sentirmi una radiocronaca. E immaginare. Immaginare uno stadio di calcio, dove ventidue ragazzi se le danno di santa ragione per vincere la partita, uno stadio dove la gente è andata per divertirsi e fare il tifo, per vivere un momento di gioia in tempi difficili. Comunque vada a finire, e chissà, da bambino ultracinquantenne, mi creerò una piccola leggenda personale, i miei "eroi del Calderòn", dove undici ragazzi biancocelesti hanno realizzato l'impresa. O l'hanno sfiorata. O hanno lottato ma hanno dovuto soccombere. Non so, ma li sognerò in bianco e nero, con immagini sgranate, coi numeri da 1 a 11, coi portieri con la maglia nera e gli arbitri con la camicia bianca sotto la giacchetta, magari con un quasi gol di Nicolò Carosio.

E sarà realtà, né più né meno delle quarantaquattro pagine sulle dimissioni di Reja.

Godetevela, godiamocela, caz.zo. Divertitevi.

E spegnete tutto.

Anche qui.

Clic.


I rigori son tre, Forza Lazio alé.

Proprio l'altro ieri (o era ieri) facevo una riflessione di questo identico genere e la avrei voluta riportare qui, ma il tempo e la voglia di esprimere le mie emozioni non c'erano.
Quoto tutto anche se quando penso di spegnere intendo spegnere tutto quello che non è calcio giocato (giornali, post, siti, trasmissioni sul calcio SKYsport24, ecc.)

più un piccolo OT
Le "immagini" dei Leoni di Highbury - sospetto tu non le abbia vissute in diretta per radio - le hai costruite anche grazie a un libro arancione dell'inizio 1974 sulla storia della nazionale italiana credo edito dalla ERI-RAI?
fine OT
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: Baldrick il 23 Feb 2012, 16:50
Comunque il topic m'ha fatto pensare a 'sto pezzo qui:



Go without
'Til the need seeps in
You're low, anymore
Collect your novel petals for the stem

And glow
Glow
Melt and flow
Eviscerate your fragile frame
And spill it out on the ragged floor
A thousand different versions of yourself

And if the old guard still offend
They got nothing left on which you depend
So enlist every ounce
Of your bright blood
And off with their heads
Jump from The hook
You're not obliged to swallow anything you despise
See, those unrepenting buzzards want your life

And they got no right
As sure as you have eyes
They got no right

Just put yourself in my new hooves
And see that I do what I do
Because the old guard still offend (their pudgy hearts and slimy hands)
They've got nothing left on which we depend
So enlist every ounce
Of your bright blood
And off with their heads
Jump from The hook
You're not obliged
To swallow anything you despise
That you despise

Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: mansiz il 23 Feb 2012, 16:53
Mi viene in mente un paragone spiacevole tra il codardo Schettino e il pavido Reja... i calciatori sopra la nave impauriti dall'emergenza, gente che scappa infortunata, il comandante Lotito da Genova che dice a Reja di risalire subito... e noi sotto tutti a farci le foto ricordo!

Maddai, non è mica questa la realtà. Questo è calcio, non c'è niente di scritto e definito o drammatico.

Sono anche io convinto che stasera usciremo con le ossa rotte e che in campionato a questo punto diventerà tutto più difficile, ma ne ho passate di peggio....

Io sono matto lo so, ma voglio bene pure a Lotito , a Tare, a Reja e tutta la squadra...
...e non vedo l'ora di spararmi in vena una magia di Hernanes, un 'incornata di Kozak, una sgaloppata di Lulic...

Forza Lazio regà... forza lazio.
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: utilior il 23 Feb 2012, 17:57
Avevo scritto nel topic delle dimissioni di Reja che non avrei più partecipato al forum fino a che non si sarebbe iniziata a respirare un'aria più salutare senza i veleni delle infinite diatribe che da un po' hanno "ucciso" ogni discussione obiettiva...

Ecco ho infranto la mia piccola promessa solo per questa volta perchè l'ottimo GuyMontag ha espresso in maniera magnifica quello che io penso e non riesco/sono riuscito ad eprimere nei miei interventi.

Grazie GM c'è un gran bisogno in tutti noi Laziali di un bel po' di questa aria cheta che traspira dal tuo post!!

Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: alex73 il 23 Feb 2012, 18:26
Tutto bello...tutto vero e condivisibile....la mia immaginazione mi porta a pensare che questa e' la stagione degli "eroi"....chi scenderà in campo ha questa opportunità e noi tifosi abbiamo la medesima opportunità di godercela......quando c'e di mezzo l'assurdo che porta al baratro ecco che esce l'eroe...dai cazzo! Spegnete tutto e vediamo che succede...
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: Barabba Terzo il 23 Feb 2012, 19:27
Citazione di: cosmo il 23 Feb 2012, 13:32
Da brividi.
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: Silverado il 23 Feb 2012, 19:32
E' finita.

E' finita quella partita. Negli occhi ancora i fantasmi delle vecchie azioni, ti capisco, ma nessuna immaginazione sostituirà ciò che succede veramente.
Romantici, sognatori, idealisti, fiumi di melassa ingrossati da aggettivi ormai vuoti di significato. Cos'è il calcio romantico? L'olio canforato o una telecronaca di De Angelis?
Piscedda fece il cross per Poli. E l'urlo liberatorio al gol di Fiorini. La brillantina che usavano gli arbitri. I racconti che partono dai pantaloni alla zuava e finiscono ai piedi der bibbitaro, che neanche si china più a raccoglierli, manco fossero bronzini di 5 centesimi.
Il calcio è una creatura vivente che cambia. Forse il calcio attuale non ha più bisogno di divertimento. Se lo amiamo, il calcio, dovremmo essere disposti ad accettare questa sua necessità fisiologica: entrare in una fase che non prevede alcun divertimento. Poi tra qualche anno le cose cambieranno di nuovo. E chi sa come.
Smettiamo di rincorrere le nostre adolescenze. Il calcio del "c'era una volta il divertimento e l'immaginazione" non è finito: è cambiato, è qualcos'altro. Vive nelle 18 angolazioni del prossimo gol, in uno smartphone, in un tweet geniale, in un post pieno di livore, in un altro pieno di amore, nel veleno di un forum. Inutile cercare un ventenne in un corpo adulto; sai che è lì dentro ma sai che non è esattamente quel corpo. E sai che non puoi lamentarti se quell'uomo si comporterà da adulto e non da ventenne.
L'immaginazione non è morta ma proviamo a ucciderla ogni volta che la confiniamo nelle terre dei ricordi. Si stava meglio una volta? Sono giunto alla conclusione che sia la domanda più insensata: se la risposta è sì, tenteremo di tornare indietro (magari solo con l'esercizio del rimpianto), allontanandoci dall'unico amore possibile, quello con il presente; se la risposta è no, va tutto bene.
Cos'è il calcio? Gli addominali da leccare di Cristiano Ronaldo o una palla di stracci rincorsa da piedi scalzi? Se avete risposto come credo, sappiate che i morti sieti voi.

Non l'immaginazione.
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: ralphmalph il 23 Feb 2012, 20:08
Citazione di: Silverado il 23 Feb 2012, 19:32
E' finita.

E' finita quella partita. Negli occhi ancora i fantasmi delle vecchie azioni, ti capisco, ma nessuna immaginazione sostituirà ciò che succede veramente.
Romantici, sognatori, idealisti, fiumi di melassa ingrossati da aggettivi ormai vuoti di significato. Cos'è il calcio romantico? L'olio canforato o una telecronaca di De Angelis?
Piscedda fece il cross per Poli. E l'urlo liberatorio al gol di Fiorini. La brillantina che usavano gli arbitri. I racconti che partono dai pantaloni alla zuava e finiscono ai piedi der bibbitaro, che neanche si china più a raccoglierli, manco fossero bronzini di 5 centesimi.
Il calcio è una creatura vivente che cambia. Forse il calcio attuale non ha più bisogno di divertimento. Se lo amiamo, il calcio, dovremmo essere disposti ad accettare questa sua necessità fisiologica: entrare in una fase che non prevede alcun divertimento. Poi tra qualche anno le cose cambieranno di nuovo. E chi sa come.
Smettiamo di rincorrere le nostre adolescenze. Il calcio del "c'era una volta il divertimento e l'immaginazione" non è finito: è cambiato, è qualcos'altro. Vive nelle 18 angolazioni del prossimo gol, in uno smartphone, in un tweet geniale, in un post pieno di livore, in un altro pieno di amore, nel veleno di un forum. Inutile cercare un ventenne in un corpo adulto; sai che è lì dentro ma sai che non è esattamente quel corpo. E sai che non puoi lamentarti se quell'uomo si comporterà da adulto e non da ventenne.
L'immaginazione non è morta ma proviamo a ucciderla ogni volta che la confiniamo nelle terre dei ricordi. Si stava meglio una volta? Sono giunto alla conclusione che sia la domanda più insensata: se la risposta è sì, tenteremo di tornare indietro (magari solo con l'esercizio del rimpianto), allontanandoci dall'unico amore possibile, quello con il presente; se la risposta è no, va tutto bene.
Cos'è il calcio? Gli addominali da leccare di Cristiano Ronaldo o una palla di stracci rincorsa da piedi scalzi? Se avete risposto come credo, sappiate che i morti sieti voi.

Non l'immaginazione.

Straordinario!!

(come cacchio fate a scrive così?)  ;) (ce l'ho pure co Guy, anche se non sono d'accodo con lui).
Però io non vi dico di scrivere più spesso. Non vorrei abituarmi a leggere ste perle. Ne vorrei una ogni tanto, per assaporarle meglio.
:ssl :ssl
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: Tarallo il 23 Feb 2012, 20:26
Contesto il sublime (cit.) Silverado.
Non siamo morti affatto, anzi siamo eterni. Vivremo sempre, perche' non passiamo la nostra esistenza a rincorrere il presente, che come sai non esiste e come tale se ne puo' fare a meno. Finito di leccare gli addominali di Ronaldo c'e' da coniugare le espressioni di Caressa, contare quanti dei capelli biondi di Neymar siano veri e quanti tinti, c'e' da commentare l'ultimo articolo delirante di Mura. Non va mai bene, non andra' mai bene, e genera la frenesia che leggi qui sopra.
Rincorrere il presente, qualunque esso sia, questa e' la morte.
Non ci si diverte piu'? Si puo' spegnere, non e' obbligatorio.

Si puo' pensare che si stava meglio una volta anche se proiettati al futuro.
Per inseguire il presente non possiamo perdere noi stessi.
Siamo noi che non accettiamo la non-gioia, in una continua ricerca che utilizza il passato ma non vi si rifugia.


Grande Guy.
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: 18e4min il 23 Feb 2012, 21:16
Citazione di: GuyMontag il 23 Feb 2012, 12:39
Ho cercato di dipanarmi – più che altro per capire cosa era successo – nel topic "Reja si dimette". Trentotto pagine. Dopo pochi minuti mi mancava l'aria. Un flipper impazzito di vergogna dimettiti io sto con e quello vaffanqulo e posizioni indifendibili ma statte zitto ma che stai a dì oggi me gioco l'account siete patetici e ciaraggione la campagna di gennaio ma nun ci ha le palle sto vecchio sì però vecchio ma contro lotito quindi ciaraggione ma la formazione sbagliata gli volevano imporre Stankevicius ma lui ci ha n'età ma ci ha le palle anzi no.

Oddiomio.

Basta.

Sosteneva il sublime Tarallo in altro topic: qui nun se diverte più nessuno.
Mi sento defraudato nella mia innocenza. Di quella che rivendico con forza, dell'innocenza e dell'immaginazione, quella che per forza dovevi avere quando le partite in tivvù non ci andavano mica, al più il secondo tempo alle diciotto. E allora ti dovevi immaginare dal calcio minuto per minuto, l'immaginazione creava gli eroi, le battaglie epiche, captavi brandelli di radiocronaca e ci costruivi la partita perfetta. E non solo nel calcio, ero piccolino ma mi ricordo la nottata per la radiocronaca di Benvenuti-Griffith dal mitico – già il nome evoca un mondo – Madison Square Garden di New York.

Bene, ora l'immaginazione la posso regalare a un vecchio, non ci faccio più nulla. Ogni gesto tecnico viene vivisezionato da quattordici angolazioni, ogni frase, verbo, avverbio appeso ed incollato là, nella gigantesca lavagna virtuale dove tutti possono – a seconda delle convinzioni – appendere un exvoto o lanciare ortaggi vari.

Mi immagino i leoni di Highbury, oggi. Per chi non sa, erano i giocatori della Nazionale (quando ancora giocare in nazionale era un onore) Campione del Mondo 1934 che andarono a giocare a Londra contro l'Inghilterra. Là non si vinceva. E basta. In un grigio novembre di pioggia e fango l'Italia si trovò sotto di tre gol dopo dodici minuti. E il mitico Luisito Monti, calpestato da un avversario, con un alluce rotto dopo dieci. In campo per un tempo, poi l'abbandono tra le lacrime. Nel secondo tempo gli italiani alzano la testa. Basta prendere botte, ora tocca a noi. E ribattono colpo su colpo, tre a uno, poi tre a due, e alla fine lo stadio in apnea per mezz'ora esplode in un urlo liberatorio al fischio dell'arbitro. La rimonta non si completa, gli azzurri escono dal campo a testa altissima, tra gli applausi, e passano direttamente dalla cronaca alla leggenda.

Oggi non sarebbe possibile niente. Dalla moviola infinita, alla prova televisiva richiesta a gran voce per l'intervento dell'inglese che ha causato l'infortunio a Monti, alle polemiche sulla formazione italiana, passando per la richiesta di dimissioni di Pozzo (l'Italia Campione non può perdere) e per le accuse a Orsi di aver tolto la gamba, mentre i laziali si rifutano di tifare una nazionale che non sentono propria perché gioca Guaita e i romanisti uguale perché c'è il "traditore" Ferraris IV. Dopo ore e giorni di highlights e di processi, tavole rotonde, blog e forum di accusa difesa io sto con la squadra, così non si può andare avanti, gli eroi escono annacquati, ridimensionati, la partita rientra nei ranghi, si aggiunge alle statistiche, internet tritura tutto, avanti un'altra (in cui per la cronaca, in dieci per l'ultima mezz'ora, triturammo a Milano l'Ungheria per 4-2. E l'Ungheria era roba forte, allora).

Forse è giusto così, è stupido e inutile guardarsi indietro, ma mentre le pagine sul topic delle dimissioni di Reja arrivano a 44 mi chiedo se ancora ne vale la pena. Se vale la pena di attaccarmi a qualcosa che non sento più mio, in nessuna componente. Tarallo ha ragione. Non si diverte più nessuno. Siamo in un momento decisamente positivo per la storia della Lazio, da più di dieci anni non ci troviamo messi così bene, un paio di scoppolone, ma insomma ci possono stare, gli infortunati stanno rientrando, cavolo siamo in piena zona Champions, oggi andiamo a Madrid, abbiamo già perso ma hai visto mai, che costa sperare, il calcio ci dovrebbe rendere bambini invece no, siamo brutti, incazzati, incattiviti, astiosi, ringhiosi, la nostra arma è l'insulto...
Io ho visto la classifica ed insomma oggi siamo terzi, ma mi vergogno quasi a dirlo, dovremmo essere feroci e tristi, alla disperata ricerca di un colpevole. Chiunque sia, di cosa non si sa, ma portiamoci l'ombrello. Tanto prima o poi piove. E se non piove acqua, che quella non dipende da noi, piove merda. Che ci tiriamo addosso allegramente. Che quello è lo sport. Il calcio, la Lazio, la partita, è tutto in secondo piano.
Muoia Sansone con tutti i Filistei. E se Sansone ad oggi ha solo un raffreddore, speriamo degeneri in polmonite.

No so voi, ma io questa sera la partita non me la vedo. Voglio chiudermi in camera e sentirmi una radiocronaca. E immaginare. Immaginare uno stadio di calcio, dove ventidue ragazzi se le danno di santa ragione per vincere la partita, uno stadio dove la gente è andata per divertirsi e fare il tifo, per vivere un momento di gioia in tempi difficili. Comunque vada a finire, e chissà, da bambino ultracinquantenne, mi creerò una piccola leggenda personale, i miei "eroi del Calderòn", dove undici ragazzi biancocelesti hanno realizzato l'impresa. O l'hanno sfiorata. O hanno lottato ma hanno dovuto soccombere. Non so, ma li sognerò in bianco e nero, con immagini sgranate, coi numeri da 1 a 11, coi portieri con la maglia nera e gli arbitri con la camicia bianca sotto la giacchetta, magari con un quasi gol di Nicolò Carosio.

E sarà realtà, né più né meno delle quarantaquattro pagine sulle dimissioni di Reja.

Godetevela, godiamocela, caz.zo. Divertitevi.

E spegnete tutto.

Anche qui.

Clic.


I rigori son tre, Forza Lazio alé.

Molto bello leggerti, grazie.
La rivisitazione moderna della sfida leggendaria tra i "maestri" inglesi e gli italiani campioni del mondo e' un capolavoro.
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: Paquito il 23 Feb 2012, 21:43
Sara' una questione di eta', ma io sto con Guy.
Fantastico post, grazie.
Clic.
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: fiord il 23 Feb 2012, 21:50
Spero per l'autore del topic che la radiocronaca che sta ascoltando gli stia facendo immaginare una prestazione epica da parte dei nostri...
Perchè purtroppo la realta non è questa.

Ma c'è ancora il secondo tempo, ed anche senza immaginazione, la speranza non muore mai!! :ssl
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: Neal il 23 Feb 2012, 23:33
Topic eccezionale.
Provo a non rovinarlo  :)

Il passato suscita nostalgia ma dobbiamo vivere il presente.

Ricordo i servizi in TV sulla serie b: tre minuti per tutti i gol, e se la Lazio faceva 0 a 0 dovevi aspettare un'altra settimana per vedere le maglie biancocelesti. Siamo tutti contro il calcio moderno ma vorrei vedere chi rinuncerebbe a SKY o MP per tornare indietro. Immaginare la Lazio non era un'opportunità ma un obbligo.
Anche lo stadio negli anni 70/80 non era un posto migliore di quanto sia oggi, il tempo stempera i ricordi e li ammanta di una patina epica che forse non c'era nemmeno allora.

Nei 90 minuti non era diverso da oggi, credo di aver insultato almeno tre generazioni dei congiunti di Vincenzo D'Amico, ed era il mio idolo. La differenza era nella priorità che aveva il calcio nella società.
Lo ricordo meno vissuto durante la settimana e ricordo come si accettavano le sconfitte: ricordo i cori per Galderisi, che da ex nazionale (che all'epoca valeva molto) non riuscì a fare la differenza in b, o gli striscioni per Simoni che "non ci aveva dato la a ma il cuore". Ma era qusi lo stesso anche sulla sponda difettosa del Tevere: cantavano "grazie lo stesso" nella magica notte del 30/5/84.

Lo sport prevede che uno vinca e uno, o più, perdano.
Nella Lazio di oggi non è più così. E forse non solo nella Lazio.
Ogni gol subito scatta la caccia al colpevole, si viviseziona ogni gesto: il portiere deve fare un passo laterale e anticipare col braccio di richiamo, il difensore deve fare la diagonale più aperta, il mediano deve scivolare per l'interdizione e così via. Senza parlare del mister: il cambio prima, no dopo, si adesso col 442 il 4321 meglio 352 o 4231. Finita la partita si passa alla gestione societaria, da dove si tengono le coppe (la roma perse quella del primo scudetto e non interessava a nessuno) a come su cura un crociato anteriore.

E rabbia, tanta rabbia.
Non si può perdere perchè gli avversari hanno giocato meglio. No. Ci vuole un nemico, può essere Zauri come stankevicius. Ma anche Pancaro o Bacci nel recente passato. Fino all'ex ministraro oggi uomo vero o il duo Lotito-Tare. Tutto annegato nel risentimento.
Siamo l'unica tifoseria che ha celebrato il funerale del calcio il giorno dello scudetto o che ha toccato la vetta massima della nostra storia contestando la società: mentre Nesta alzava la coppa negli spalti c'era scritto "Sergio la Lazio siamo noi".

Non è morta l'immaginazione ma la gioia di godere dello sport. Rabbia e odio quando si perde, le vittorie sono solo un parziale e dovuto risarcimento per la rabbia provata.
Uno bravo a scrivere su lazionet ha postato "non mi diverto più". Concordo, non è morta l'immaginazione ma il divertimento.
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: Splash il 23 Feb 2012, 23:44
Ringrazio GuyMontag e Silverado per i 2 splendidi post.

Un tifoso cragnottiano
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: Gianluko il 24 Feb 2012, 00:47
Bravo Guy, bravo.
E, guarda caso, tutti quelli che si scannano sulle dimissioni qui manco si affacciano.
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: strike il 24 Feb 2012, 01:32
Io la vivo ancora come la vivevo da ragazzino. Ci riesco benissimo. Mi cambia poco che c'è Sky, duemila angolature, ogni gesto vivisezionato, le polemiche, la società dello spettacolo. Quando riesco a partire per andarla a vedere, quando gioisco o me incazzo allo stadio (anche se magari non posso esagerare). Ma pure quando la vedo a casa, magari con gli amici. O in un locale dove incontri laziali che non avresti mai immaginato, magari trovati qui sul forum. Ma pure quando leggo i giornali (o i siti) che parlano della Lazio (magari non ci credo ma questo è un altro discorso). Me li ricordo anch'io i servizi sulla serie B negli anni 80, novantesimo minuto, i pianti al gol di Fiorini, gli spareggi a Napoli con papà, Piscedda e Poli. Io allo stadio allora quasi non vedevo la partita, di sicuro la capivo poco. E l'immaginazione funziona anche ora come allora, quando vedo Klose o Hernanes, e prima Di Canio o Nesta, Veron o Signori. Anzi, se li vedo meglio, funziona pure meglio. Non mi diverto più? No, no, io mi diverto eccome. E secondo me pure Silverado.

Non ci hanno tolto niente. Ringrazio Guy Montag per avermelo ricordato in un giorno triste come questo, in cui mi devo confrontare col fatto che la Lazio è pure Lotito, Tare, Reja e la sceneggiata mortificante a cui assistiamo (ma di sicuro mi risparmio il relativo topic). Me la rende più lieve. Mi ricorda chi sono e da dove vengo. Alla faccia di chi ci vuole male.

A guardarci bene anche "una volta" non era un granché, ha ragione Neal. C'erano i signori, i professionisti, i campioni, le bandiere, ma anche i giocatori banditi, i giocatori truffaroli, i giocatori mercenari, il calcioscommesse, i presidenti cazzari e trafficoni, gli allenatori pavidi e de coccio, i nazisti... C'erano i tifosi che si dividevano: Neal ricordava gli striscioni contro Cragnotti, un amico un po' più vecchio di me ricorda anche gli "anti Maestrelli". Tanto per dire che non c'è niente di particolarmente nuovo, se non questo cicaleccio di radio, di siti, di chiacchiere... E' il brutto e bello di una lunga storia d'amore. Ora tocca sorbirsi pure Lotito e gli anti Lotito, Reja e gli anti Reja. Ma che ce frega? Noi siamo sempre la Lazio. Noi siamo eterni (cit.Tarallo) e non rincorriamo il presente (ari-cit.Tarallo). Caro Silverado, il calcio è la palla di stracci a piedi nudi, noi la rincorriamo e siamo qui. Chissenefrega degli addominali di Cristiano Ronaldo. Chi ci ammazza?

Stasera non è andata così male, a parte l'aggressione prima della partita. I miei eroi hanno perso con onore. Almeno così immagino. Comunque gli altri erano più forti. Li ho visti male, stavo lavorando, era quasi come sentirla per radio (cosa che peraltro mi capita spesso). Immagino.

Forza Lazio
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: Fabio70rm il 24 Feb 2012, 01:37
Nel mio immaginario due partite.

La prima, nel '93 mi pare, contro il Parma, vista con mio padre. Clima rilassato in tribuna, risate, scherzi, partita commentata ma senza uscire dalle righe, con scotimenti di testa agli errori dei nostri, ed applausi alle azioni ben fatte. Niente insulti agli avversari, o per lo meno in modalità contenute.

La seconda nel 2007, con l'Olympiakos. Clima che definire funereo è poco. Tutti contro tutti, insulti ai giocatori, fischi, cori contro la dirigenza, scazzi tra i tifosi, urla belluline e becere contro i tifosi avversari nemmeno fossimo fronte a fronte con spade in mano pronti a sgozzarci.

Che dire....piena ragione a Guy!
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: kelly slater il 24 Feb 2012, 01:58
Citazione di: Silverado il 23 Feb 2012, 19:32
E' finita.

E' finita quella partita. Negli occhi ancora i fantasmi delle vecchie azioni, ti capisco, ma nessuna immaginazione sostituirà ciò che succede veramente.
Romantici, sognatori, idealisti, fiumi di melassa ingrossati da aggettivi ormai vuoti di significato. Cos'è il calcio romantico? L'olio canforato o una telecronaca di De Angelis?
Piscedda fece il cross per Poli. E l'urlo liberatorio al gol di Fiorini. La brillantina che usavano gli arbitri. I racconti che partono dai pantaloni alla zuava e finiscono ai piedi der bibbitaro, che neanche si china più a raccoglierli, manco fossero bronzini di 5 centesimi.
Il calcio è una creatura vivente che cambia. Forse il calcio attuale non ha più bisogno di divertimento. Se lo amiamo, il calcio, dovremmo essere disposti ad accettare questa sua necessità fisiologica: entrare in una fase che non prevede alcun divertimento. Poi tra qualche anno le cose cambieranno di nuovo. E chi sa come.
Smettiamo di rincorrere le nostre adolescenze. Il calcio del "c'era una volta il divertimento e l'immaginazione" non è finito: è cambiato, è qualcos'altro. Vive nelle 18 angolazioni del prossimo gol, in uno smartphone, in un tweet geniale, in un post pieno di livore, in un altro pieno di amore, nel veleno di un forum. Inutile cercare un ventenne in un corpo adulto; sai che è lì dentro ma sai che non è esattamente quel corpo. E sai che non puoi lamentarti se quell'uomo si comporterà da adulto e non da ventenne.
L'immaginazione non è morta ma proviamo a ucciderla ogni volta che la confiniamo nelle terre dei ricordi. Si stava meglio una volta? Sono giunto alla conclusione che sia la domanda più insensata: se la risposta è sì, tenteremo di tornare indietro (magari solo con l'esercizio del rimpianto), allontanandoci dall'unico amore possibile, quello con il presente; se la risposta è no, va tutto bene.
Cos'è il calcio? Gli addominali da leccare di Cristiano Ronaldo o una palla di stracci rincorsa da piedi scalzi? Se avete risposto come credo, sappiate che i morti sieti voi.

Non l'immaginazione.

bello
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: Kim Gordon il 24 Feb 2012, 08:38
Citazione di: Baldrick il 23 Feb 2012, 16:26
Uno slogan che è diretta emanazione del calcio moderno.
Grande GM, anche se forse non tutti hanno capito.
Sono un ragazzino innamorato come te.

speigati meglio, che sono curioso.
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: GuyMontag il 24 Feb 2012, 09:22
Doverosa premessa: ho tradito. Ma mi sono sacrificato per il bene comune. Mia moglie voleva vedere L'Isola dei Famosi, e ha accettato di abbandonare il telecomando solo per Atletico-Lazio, perché le avevo vagheggiato l'importanza e l'epica possibilità di un'eroica rimonta. Tra Zauri e Valeria Marini, tra Reja e il Mago Otelma ho preferito il male minore.

Ringrazio tutti quanti hanno perso tempo a leggere, e anche per i non banali commenti. Ad essere sincero quello che mi ha colpito di più è stato il video postato da Baldrick. Bellissimo, e i testi mi hanno obbligato a fare i conti con il mio inglese, che ritenevo più che passabile, ma che è miseramente naufragato nella traduzione...

Però lo spunto più critico ed interessante è quello di Silverado. Che IMHO parte da una interpretazione non corretta di quanto dicevo (o almeno non mi sono fatto capire). Sarebbe a dire: prima era bello, ora non lo è più. La televisione, i forum, internet, le non-stop televisive hanno ucciso il bello del calcio. Video killed the radio stars. Hanno ragione i Neal e gli Strike, non è che "prima" fosse tutto rose e fiori. Il vantaggio di avere un'età – forse l'unico – è che puoi abbracciare un più vasto campo di esperienze. Quindi mi ricordo da piccino le contestazioni a Maestrelli,  giocatori che si vendevano le partite, e il fatto che Trinca e Cruciani vestrissero improbabili giacche a righe molto, troppo anni '70 non aggiunge una goccia di romanticismo al nostro capitano (per i più giovani, Pino Wilson) che – come il capitano dell'Atalanta oggi – se ne fotteva di tutto e metteva in tasca i quattrini. E tornando più indietro nel tempo, laddove i ricordi vengono sostituiti da libri e riviste dei miei genitori, ci fu un giocatore che passò da noi a loro e provocò una sorta di sommossa popolare, e addirittura negli anni '20 uno scudetto non fu assegnato per un'evidente combine. E manco i tifosi... possiedo un'annata de Il Calcio del 1925 dove ho potuto seguire, come un romanzo, il famoso infinito scudetto tra Bologna e Genoa, con gli altrettanto famosi spari tra un treno e l'altro tra i tifosi delle due squadre... E i giocatori non si trombavano le veline perché Striscia era di là da venire, ma Rivera aveva comunque la sua soubrette, e addirittura una contessina scappò con (scandalo!) un giocatore di colore!

Ma non è questo il punto. Non sono un laudator temporis acti. E non coloro i miei ricordi con la mia gioventù. Oggi 2012 io con la tecnologia ci vivo, e chi mi conosce sa che coi forum ci bazzicavo quando la maggior parte di voi manco riusciva a pronunciare la parola Stankevicius. Perché dire: Smettiamo di rincorrere le nostre adolescenze. Il calcio del "c'era una volta il divertimento e l'immaginazione" non è finito: è cambiato, è qualcos'altro. Vive nelle 18 angolazioni del prossimo gol, in uno smartphone, in un tweet geniale, in un post pieno di livore, in un altro pieno di amore, nel veleno di un forum. E' veramente così? E – più importante – è necessario sia così? E' indispensabile alla sua fruizione? Se io fossi un ventenne di oggi magari – conoscendo solo questo calcio – non immaginerei alternative. Ma io le alternative le conosco. E sono fortunato per questo. Ho i mezzi per sfuggire a questa dittatura del "qualcosaltro". I miei spazietti me li ritaglio, e tra qualche anno potrò raccontare ai miei nipoti la favola di Lazio-Cesena, quando – sotto di due gol all'intervallo e con un uomo in meno – con coraggio e incoscienza realizzammo una storica rimonta. E se prenderanno l'iPod per riguardarsi gli highlights in tempo reale lo schermo glielo dipingo col pennarello.

L'immaginazione proviamo ad ucciderla ogni volta che la confiniamo nelle terre dei ricordi? Scusa ma non sono d'accordo assolutamente. Noi SIAMO i nostri ricordi, e coloriamo i nostri ricordi con i pastelli dell'immaginazione, più che rivederli alla moviola coi pantone. Ognuno la vive a modo suo. Io sono affascinato dalla Terra del Fuoco. Dovendo scegliere, per viverla nel mio cuore, tra un racconto di Francisco Coloane ed un documentario del National Geographic (che pure sono fatti benissimo) non avrei dubbi. Il documentario me lo guardo, poi apro il libro e comincio a sognare. E se mi arriva un tweet se ne po' annaffanqulo.


Aaranciata bira coca caffé Borghetti
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: Kim Gordon il 24 Feb 2012, 09:41
Citazione di: Silverado il 23 Feb 2012, 19:32
E' finita.
se la risposta è no, va tutto bene.


mi sono divertito a fare questo taglio tra capo e coda, in nome della sopravvivenza, nostra signora.

ci sono elemnti che trovo interessanti nella prospettiva che suggeriva Montag ( se l'ho capita lo dirà baldrick)
ed altrettanto in quella critica postata da silverado.

ma francamente la querelle su l'isola dei famosi consumata in casa Montag mi ha convinto che silverado ha ragione.

conta solo il presente, la ragione la danno gli "uomini" quando la danno, ma il presente se ne frega, il presente Vive, e chi Vive c'ha sempre Ragione, e tutto il resto torto.

anche quando il Torto è profondamente più intelligente e bello.
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: Tarallo il 24 Feb 2012, 09:52
Citazione di: GuyMontag il 24 Feb 2012, 09:22
Aaranciata bira coca caffé Borghetti

No Guy, le basi no!!!!
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: rocchigol il 24 Feb 2012, 10:13
come puo' una persona cosi' Laziale cosi' intelligente cosi brava a scrivere... VEDERE L'ISOLA DEI FAMOSI? come puoi guy? come? e come puoi permetterlo a tua moglie?
io non ce la farei... non ti offendere ma sento di dirtelo...

FORZA LAZIO
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: Tarallo il 24 Feb 2012, 10:26
Non lo vede lui, lo vede la moglie.
Lui ha deciso di guardare andata e ritorno del nostro turno di Coppa, e cosi' ho fatto anch'io.
E io a criticare la moglie di Guy per la sua scelta proprio non ce la faccio, senza aver mai visto il programma di cui parli.
Titolo: Re:La morte dell'immaginazione
Inserito da: rocchigol il 24 Feb 2012, 11:10
Citazione di: Tarallo il 24 Feb 2012, 10:26
Non lo vede lui, lo vede la moglie.
Lui ha deciso di guardare andata e ritorno del nostro turno di Coppa, e cosi' ho fatto anch'io.
E io a criticare la moglie di Guy per la sua scelta proprio non ce la faccio, senza aver mai visto il programma di cui parli.

avevo capito tutto il contrario....

HO TRADITO mi ha ingannato...

cmq l'isola dei famosi nze po' vede'!!!
quanto al criticare? W CHI HA ANCORA IL CORAGGIO