Premessa n°1: Il calciomercato ancora non è finito e quindi la nuova Lazio sarà tale il 3 settembre.
Premessa n°2: non scrivo questo topic a causa della debacle con la Juve (che secondo me è colpa di Petko) ma lo volevo aprire da un po'.
La campagna acquisti cessioni della Lazio può essere letta, secondo me, in due modi. In modalità pessimistica e in modalità ottimistica.
Pessimista:
La Lazio ha comprato in pratica solo Biglia. Una forzatura, ma mica tanto. Consideriamo infatti che il gioiello della campagna acquisti, Felipe Anderson, oltre a non essere un giocatore affermato, è fermo ai box e non ha fatto la preparazione come gli altri, sarà quindi disponibile tra un mesetto, dopo il quale comincerà il suo processo di ambientazione.
Gli altri acquisti sono: Perea. Un oggetto misterioso che ancora non è arrivato a Formello (carenza di programmazione) e che molto probabilmente non sarà un crac e non rinforzerà il reparto d'attacco boccheggiante e bisognoso di risorse.
Perea inoltre è extra comunitario e andrà ad occupare una casella preziosa che blocca tante altre opzioni.
Vinicius potrebbe non vedere mai il campo. Credo che sia più un vice-Lulic che un vice-Radu, quindi la Lazio non ha acquistato un terzino di riserva.
Novaretti (ne sono il padre adottivo) è il rinforzo scelto per integrare un reparto difensivo che lo scorso anno ha mostrato più di qualche falla. Sarebbe stato troppo chiedere di investire pesantemente in un difensore centrale di maggiore esperienza e qualità condivisa? Non è che Tare e Lotito sono diventati per molti di noi i beneficiari di quella qualità speciale che li porta a vedere del buono (e noi avremmo bisogno dell'ottimo) dove gli altri non lo vedono?
Dunque: Biglia, Perea, Felipe Anderson, Vinicius, Novaretti. Più Elez che è destinato ad allungare l'elenco dei Primavera.
Mi dimentico qualcuno?
Il gioco della Lazio si basa molto sulla spinta e la qualità degli esterni Candreva e Lulic: chi sono i loro sostituti? Forse Vinicius e Gonzalez che sarebbe adattato.
Non mi pare che la stoffa sia la stessa.
In attacco dopo Klose c'è il vuoto. Mentre una squadra deve per prima cosa individuare i suoi punti cardine e trovare loro dei sostituti all'altezza per non far notare la differenza tra titolari e riserve. L'attacco della Lazio è palesemente più debole di quello delle sue concorrenti. Lo dicono i numeri.
In tutto questo va aggiunta l'assenza di Mauri di cui non si conosce ancora il futuro, mentre se ne conoscono le grandi qualità di apporto alla fase offensiva della Lazio. È stato sostituito?
Domanda provocatoria: cosa avremmo pensato se la riomma avesse comprato i giocatori che ha comprato la Lazio? Magari si sarebbe allungato il topic dell'ormai leggendaria tensione finanziaria.
Ottimista:
Il buco nero della Lazio 2012-2013 è stata la mancanza di alternative. Quest'anno le alternative sono molte. Non solo quelle arrivate, ma soprattutto i giocatori già presenti. Onazi è ormai un giocatore fatto e affidabile; Ederson – se ha risolto i suoi problemi fisici cronici – può finalmente dare il contributo che lo scorso anno non diede. Cana, grazie a Petkovic, è un giocatore ritrovato, un nuovo centrale che va ad integrare la difesa formata ora da Dias, Biava, Novaretti e Ciani (il reparto centrale a cui aggiungere anche Radu): un numero cospiscuo e giusto di difensori per ovviare alle prevedibili assenze per squalifiche o cali di forma.
I giovani: Crecco potrebbe essere il vero sostituto di Radu o di Lulic a sinistra; Keita, Tounkara e Rozzi per la prima volta sembrano essere considerati (non con la Juventus) delle risorse a cui attingere.
Il reintegro di Cavanda è stato salutato positivamente dall'ambiente e ci rende più tolleranti nei confronti del degente Konko che ha la soglia del dolore piuttosto bassina.
La Lazio può giocare con tutti i moduli possibili, essere camaleontica e imprevedibile, sorprendere sempre l'avversario. A centrocampo la rosa di soluzioni è amplissima. Finalmente, con Biglia, è stato trovato un sostituto di Ledesma. I due possono giocare insieme oppure alternarsi senza che il Patagonia debba timbrare il cartellino anche nelle partite amichevoli.
Novaretti sembra essere il tipo di difensore di cui la Lazio, carente nei colpi di testa e nel fisico (soprattutto sui calci piazzati) aveva bisogno. Vinicius assomiglia al primo Cesaretto. Felipe Anderson è il famoso predestinato, la fantasia e il cambio di passo da buttare tra le linee per dare ossigeno alla compassata manovra a cui abbiamo assistito per anni, da Reja a Petkovic.
Il fatturato della Lazio quello è. La Lazio è una squadra non migliorabile nei suoi punti cardine avendo a disposizione questo fatturato, a meno di una cessione eccellente che per fortuna non è arrivata. La continuità del 'progetto' Petko può diventare un valore aggiunto: stessi giocatori, meccanismi assimilati, il famoso amalgama, l'importanza del gruppo reso ancora più coeso (perdonatemi) dalla vittoria nel derby.
Scusate la lungaggine. A voi le riflessioni.