E ti pareva che il "laziale fracico" (cit.) Pagani, si faceva sfuggire lo sguuub su "Il Fatto Quotidiano" in edicola oggi?!?
CODA AVVELENATA
Lazio-Inter, lo scandalo arriva in ProcuraIl magistrato DeFicchy apre a Tivoli un procedimento per minacce ai giocatori biancocelesti. Sentito Baronio,
rischio penalizzazione?
(di Malcom Pagani)
Gite non eucaristiche a Formello, avvertimenti espliciti, inviti a non giocare, pena ritorsioni. È su quest'ipotesi e su reati come violenza privata e minacce, che un magistrato come Luigi De Ficchy, procuratore capo a Tivoli (competente su Formello), in magistratura dal 1977 attraversando la Storia del Paese tra brigatismo rosso, Banda della Magliana, 'Ndrangheta e mafie di ogni natura, ha deciso di aprire quell'inchiesta che il togato della Figc Stefano Palazzi aveva tenuto, nonostante le pressioni, chiusa ermeticamente. De Ficchy non parla, ma da ambienti giudiziari e investigativi soffia notevole irritazione per la fuga di notizia che avrebbe inclinato l'inchiesta sul piano di una difficoltosa omertà. C'è chi sussurra di intercettazioni ambientali e telefoniche (ma è difficile, altrimenti i faldoni avrebbero preso la via di Roma). Il Romanista attribuisce a De Ficchy poche considerazioni: "Mi è venuto naturale aprire un'inchiesta, visto che sui giornali della settimana precedente e successiva al 2 maggio, si parlava apertamente di reati commessi". E poi, ancora, in una stoccata non si sa quanto involontaria alla Procura Federale: "Dovreste chiedere a loro perchè non hanno aperto un'inchiesta, dovrebbero aver letto i giornali come noi".
Qualcosa accadde, nella settimana precedente a Lazio-Inter, tra i viali del centro sportivo della Lazio, in mezzo a una campagna che degrada in ville blindate e ristoranti sul ciglio della strada. Incontri ravvicinati del terzo tipo, tra ultras indisposti a discutere e giocatori edotti su tutto ciò che mai avrebbero dovuto osare. Indicazioni chiare, laconiche, ultimative. Su quel qualcosa e sul possibile terrore provato dai giocatori laziali scossi dall'invocazione visiva (striscioni di gaudio ai gol dell'Inter) e vocale a farsi da parte da parte dei 50.000 dell'Olimpico: "Se vincete ve menamo" indagheranno De Ficchy e i suoi uomini con l'ausilio della Digos. In una delle partite più importanti dell'intero campionato, la Lazio evitò di giocare. I tifosi l'avrebbero preteso. Troppo alto il rischio di far vincere, con un risultato differente, uno scudetto ai rivali della Roma, a pochi giorni dalla sconfitta non priva di alterchi nel derby. La partita, definita "vergognosa" dagli organi di stampa di tutto il mondo, aveva ratificato un comodo successo dell'Inter per 2-0, nonostante l'impegno di Muslera, il portiere uruguayano a disposizione di Reja, unico calciatore laziale a mostrare numeri assimiliabili all'impegno. Nelle ore successive alla gara, Rosella Sensi si era espressa, seguita da Giampaolo Montali sul tenore dello spettacolo, poi nell'affollato agone, in una vicenda dai contorni (e dai mandanti) ancora non chiarissimi era sceso anche Lotito che in differita, aveva rivelato di aver ricevuto minacce di morte accompagnate da un proiettile. Ora l'indagine (già ascoltato il calciatore Roberto Baronio, capitano durante la gestione Ballardini, a seguire gli altri) e l'ipotesi che si plasma in certezza di un passaggio tra i colori pastello dell'imponente Procura laziale, di mezza rosa alle dipendenze di Lotito.
Per andare al di là delle impressioni visive, dell'indignazione, anche dura di chi alla gara assistette impotente (solo l'altro ieri, l'allenatore della Roma Claudio Ranieri, dalla pagine del Fatto Quotidiano aveva definito la gara : disgustosa", con risposta piccata di Tare ieri sul sito ufficiale a nome della Lazio: "Pensi alla sconfitta con Sampdoria") bisogna rileggere con attenzione le dichiarazioni imbarazzate dei giocatori di Reja. Il primo a disvelare uno scenario collimante con le minacce subìte era stato Christian Brocchi: "Il clima allo stadio un po' ci ha condizionato, ma forse ancor di più dei nostri tifosi, è stato il risultato dell'Atalanta nel pomeriggio ad incidere sulla nostra gara contro l'Inter". A ruota l'ex libero della Lazio e vice di Reja, Lopez: "Il clima surreale dello stadio che tifava contro di noi qualcosa ci ha creato...". Infine Ledesma: "Penso che avesse ragione qualche mio compagno dicendo che il clima era surreale". Tre dichiarazioni finite sul tavolo di De Ficchy, assieme a quella dettata al sito
sportske.net da Kolarov che si era dichiarato : "Choccato per qualcosa che non avevo mai vissuto prima". Ora Kolarov sfilerà e spiegherà il senso di quelle confessioni. Ieri il quadro è stato arricchito dalle parole di Edy Reja, intervenuto a Radio Radio.
Prima la ritrosia: "Lazio-Inter? L'ho cancellata completamente", poi qualche indizio rivelatorio: "Ho preparato la gara in maniera importante. Fino al sabato abbiamo fatto delle considerazioni tattiche per mettere in difficoltà l'Inter. Ero in tribuna (squalificato, ndr) e ho visto che inizialmente c'era la volontà e la voglia di fare, ma poi quando ti trovi uno stadio con 50 mila persone, nostri tifosi, che applaudono l'altra squadra è difficile avere un rendimento diverso. Una volta che l'Inter è andata in vantaggio diventa difficile recuperare con quel clima che abbiamo trovato allo stadio. Le cose sono andate così è inutile nasconderle". Quasi un'ammissione di "riposo forzato" che alimenta le suggestioni di De Ficchy e promette di prolungare una stagione avvelenata dalle ultime giornate di campionato.
A Tivoli (ultimo caso di rilevanza nazionale, la scuola di Rignano Flaminio), si vivrà ora una coda di torneo. Anche ammesso che qualcuno tra i laziali (magari quelli emarginati dalla società) ammetta il condizionamento,
la penalizzazione per la squadra di Reja pare una prospettiva remota. Lavora la giustizia penale, là dove quella sportiva avrebbe potuto fare luce e comminare pene severe. Il paese dei paradossi, il pallone delle nausee, la solita conclusione, triste, solitaria e finale.
Un eloquente striscione esposto dai tifosi laziali il 2 maggio in occasione di Lazio-Inter (FOTO ANSA)