La sanzione è giusta?

Aperto da GuyMontag, 24 Ago 2013, 14:14

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GuyMontag

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Ci ho riflettuto un po'.
Al netto degli ovvii distinguo, delle prese di posizione e della considerazione nei confronti degli ululanti dell'Illinois.

Ma una sanzione:
1. deve essere provocata da un'infrazione
2. deve essere commisurata all'entità dell'infrazione
3. deve colpire chi ha commesso l'infrazione

Ok, la chiusura della curva nord è stata provocata da un'infrazione (punto 1). L'infrazione sono gli ululati, ripetuti ed inequivocabili nei confronti di destinatari altrettanto certi. Per quanto riguarda il punto 2, si può discutere se la sanzione sia adeguata. C'è chi la considera troppo morbida, chi eccessiva.

Il punto 3 mi lascia assolutamente perplesso. Come giustamente faceva notare elvis in altro topic, l'infrazione si è verificata in campo neutro. Che fosse facile individuare da dove provenissero, gli ululati, non è possibile essere precisi. Dal settore destinato ai laziali, ovvero nord (curva e distinti) e tevere. Dal mio osservatorio di tevere posso affermare che nessuno intorno a me ululava, ma non posso giurare per tutto il settore. Certo è che dal settore nord provenivano, netti ed inequivocabili, ululati.

Però stiamo parlando di un settore per il quale sono stati venduti i biglietti. Non di settori riservati agli abbonati. Al netto delle prelazioni, chiunque ha potuto acquistare biglietti di curva, distinti, tevere. E comunque non li hanno acquistati da abbonati. Hanno cacciato i soldi.

Ne consegue che individuare come colpevole la curva (e gli abbonati della curva, dato che si tratta di un incontro di campionato) è come minimo incongruo. In quella curva hanno trovato posto un sacco di persone che in quella curva non sono abbonate, lo stesso dicasi per i distinti (pensate a tutti quelli che di solito vanno nei distinti est). Come conseguenza di un atto che non è stato compiuto dagli abbonati della curva, ma probabilmente attribuibile (a seguito di molte testimonianze) a gente che ha acquistato biglietti sia in curva che nei distinti si è deciso di privare gli abbonati della curva (e chissà perché allora non quelli dei distinti) della possibilità di entrare per Lazio-Udinese.

A mio parere è un arbitrio, e giuridicamente un errore. Da abbonato in curva che magari non sono potuto andare allo stadio per qualsiasi motivo, credo avrei tutti i diritti per impugnare questa decisione, per un atto commesso da altre persone nel mio posto.

Facciamo un altro esempio. Dato che gli juventini non è che si distinguano per correttezza, immaginiamo un discorso al contrario. Vinciamo noi, loro si incazzano e ululano a Cavanda e Onazi a più non posso. Plausibile, dato che la mamma degli idioti partorisce senza far caso alla latitudine. E allora? Cosa avrebbe dovuto fare l'organo giudicante? Squalificare la curva della juve anche se - con ogni probabilità - chi stava in curva e distinti sud proveniva da ogni parte d'Italia, con predominanza di quelli di Roma?

A me sta storia di far d'ogni erba un fascio, la Sanzione Esemplare, colpirne uno per educarne cento (anzi al contrario, colpirne diecimila per educarne cento) non piace neanche un po'. La ritengo una sanzione profondamente ingiusta, non proporzionata e che non colpisce chi ha commesso l'infrazione.

In un mondo tecnologico dove a me mi hanno beccato con l'autovelox a Fregene, di domenica alle due, e fatto 180 euro di multa per essere andato ad 1 km all'ora oltre il limite tassativo dei 60 km/h, quindi con una sanzione mirata, precisa al chilometro, supportata da strumenti tecnologici (de li mortacci loro e de chi nun glielo dice, aggiungo), noi non siamo in grado di individuare in questo caso alcun colpevole. Gli strumenti tecnologici, Dio ce ne guardi, non sia mai che con una telecamera possiamo individuare chi fa cosa in curva, che non è né deve essere terra di nessuno.

E' meglio prendere il codice e sparare nel mucchio. A cazzo di cane. E ndo cojo cojo. A me la giustizia ndo cojo cojo me preoccupa. Più dell'autovelox.

angeloadamo

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Quoto al 100% ma il punto 3 e' quello che distingue da anni il modo di gestire cosa accade in uno stadio e cosa accade in qualsiasi altro posto.
Ricordo un Chelsea-Lazio in cui ero nel nostro settore. Gli stewards guardavano fisso verso di noi. Hanno detto di sedere, quasi nessuno lo ha fatto, lo hanno ridetto guardandoci in faccia, qualcuno lo ha fatto, alla terza volta hanno preso 4-5 che stavano ancora in piedi e se li sono portati via. Al fischio di inizio eravamo tutti seduti.
Possibile che sia tanto difficile punire solo i colpevoli!

superaquila

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Rispondendo alla domanda del topic: assolutamente NO !
C'è da aggiungere che stiamo sotto tiro anche da quelli dellà.

valpa62

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Ingiusta,fare di tutta l'erba un fascio è sempre sbagliato! :X(

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migdan

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CitazioneQuoto al 100% ma il punto 3 e' quello che distingue da anni il modo di gestire cosa accade in uno stadio e cosa accade in qualsiasi altro posto.
Ricordo un Chelsea-Lazio in cui ero nel nostro settore. Gli stewards guardavano fisso verso di noi. Hanno detto di sedere, quasi nessuno lo ha fatto, lo hanno ridetto guardandoci in faccia, qualcuno lo ha fatto, alla terza volta hanno preso 4-5 che stavano ancora in piedi e se li sono portati via. Al fischio di inizio eravamo tutti seduti.
Possibile che sia tanto difficile punire solo i colpevoli!

Mi sembra un concetto talmente logico che dietro la sua mancata applicazione c'è sicuramente qualcosa che non sappiamo, e possiamo solo ipotizzare.

Gio

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Fate confusione.
La sanzione non è contro gli spettatori, perché non è compito della giustizia sportiva occuparsene.
La sanzione è contro la società che, nei casi come quello verificatosi in Supercoppa, secondo il Codice di Giustizia Sportiva è responsabile per il comportamento discriminatorio dei suoi tifosi.
Probabilmente non consiste in una semplice multa perché la Lazio, a causa del ripetersi di tali comportamenti, purtroppo, è recidiva.
Quindi i richiami ad una giustizia ingiusta non sono pertinenti. Anche se i tifosi ululanti fossero stati individuati uno per uno e poi puniti dalla giustizia ordinaria, la Lazio non avrebbe evitato la chiusura della curva.
La sanzione, dunque, è sacrosanta (anzi è andata pure bene; per me c'erano gli estremi per la chiusura dello stadio intero, ma questo lo penso io).

GuyMontag

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Mi dispiace Gio ma proprio non ci capiamo.
La sanzione è stata applicata. Amen, ce la teniamo. Se la sanzione è stata applicata perché il C.G.S. eccetera eccetera, ciò non toglie che ci si possa domandare se ciò è giusto o meno.
La mia domanda è se pensate che sparare nel mucchio sia giusto.

Citazione di: Gio il 24 Ago 2013, 14:59
Quindi i richiami ad una giustizia ingiusta non sono pertinenti. Anche se i tifosi ululanti fossero stati individuati uno per uno e poi puniti dalla giustizia ordinaria, la Lazio non avrebbe evitato la chiusura della curva.
La sanzione, dunque, è sacrosanta (anzi è andata pure bene; per me c'erano gli estremi per la chiusura dello stadio intero, ma questo lo penso io).

Tu pensi che sarebbe stato giusto che (cito) se i tifosi ululanti fossero stati individuati uno per uno e poi puniti dalla giustizia ordinaria, la Lazio non avrebbe evitato la chiusura della curva? Oppure no?

Da quel che scrivi mi sembra di capire che se io incontro dieci persone, uno mi spara, il colpevole è preso e assicurato alla giustizia, tutti e dieci devono andare in galera perché non si sa mai? O forse sono io che interpreto male il tuo pensiero?

angeloadamo

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Citazione di: Gio il 24 Ago 2013, 14:59
Fate confusione.
La sanzione non è contro gli spettatori, perché non è compito della giustizia sportiva occuparsene.
La sanzione è contro la società che, nei casi come quello verificatosi in Supercoppa, secondo il Codice di Giustizia Sportiva è responsabile per il comportamento discriminatorio dei suoi tifosi.
Probabilmente non consiste in una semplice multa perché la Lazio, a causa del ripetersi di tali comportamenti, purtroppo, è recidiva.
Quindi i richiami ad una giustizia ingiusta non sono pertinenti. Anche se i tifosi ululanti fossero stati individuati uno per uno e poi puniti dalla giustizia ordinaria, la Lazio non avrebbe evitato la chiusura della curva.
La sanzione, dunque, è sacrosanta (anzi è andata pure bene; per me c'erano gli estremi per la chiusura dello stadio intero, ma questo lo penso io).
Quello che dici e' giusto ma non in contraddizione e riguarda la responsabilita' oggettiva che meriterebbe un discorso a parte (per me e' uno strumento fondamentale ma deve essere commisurato a quello che la societa' poteva fare e ha fatto per evitare il fenomeno). La societa' pero' puo' essere sanzionata in tanti modi. Inoltre sia la responsabilita' oggettiva che i provvedimenti generici non sono stati in grado di risolvere il problema. Non si discute sul fatto che la sanzione sia giusta regole alla mano (che sono state applicate) ma se le regole stesse siano giuste e adequate a risolvere il problema.

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Gio

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Guy, per me, si confondono due piani che devono essere tenuti distinti.
Dal punto di vista della giustizia ordinaria, se arrestassero tutti gli abbonati in Nord perché solo alcuni hanno ululato sarei certamente con te. In questo caso la responsabilità è e deve essere individuale e il tuo discorso sarebbe perfetto.

Dal punto di vista della giustizia sportiva, invece, la chiusura dello stadio è una delle sanzioni tipiche per le società, da sempre. E la cosa mi sembra molto meno grave.
Anche quando si gioca in campo neutro o si perde la partita a tavolino perché un singolo tifoso ha tirato un accendino in testa al portiere avversario, la punizione è per molti a causa del gesto di uno.
Nel caso specifico, non mi sento di dire che siamo in presenza di una sanzione ingiusta; anzi mi pare anche una sanzione abbastanza leggera visto quello che è capitato e vista la recidiva. Avrebbero anche potuto farci giocare a porte chiuse o in campo neutro.

Poi si può discutere (e molti discutono) il fatto che le società siano responsabili per comportamenti dei propri tesserati o dei propri tifosi. Però è tutta un'altra questione.

GuyMontag

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Tanto per fare un esempio non legato al calcio.
Dal corriere.it, oggi.

http://27esimaora.corriere.it/articolo/ragazze-drogate-e-poi-stupratea-lecce-il-prefetto-vieta-le-feste-in-spiaggia/

In pratica, dato che esiste il dramma di ragazze che - in spiaggia, durante feste notturne o non - assumono droghe, anche inconsapevolmente, sciolte in un drink, e vengono poi violentate, il prefetto di Gallipoli ha deciso che basta feste in spiaggia.

Anche qui, in reazione ad un problema reale, la soluzione è chiudere. Come ha fatto il prefetto di Lecce, potrebbero fare i prefetti di tutta Italia. E non capisco perché - seguendo questo filo logico - siano ancora aperte le discoteche.

E' un atteggiamento che mi preoccupa. Come la curva, la spiaggia, la discoteca. Lo Stato ha abdicato da sempre ad ogni controllo su una buona parte del proprio territorio. Noi ci scandalizziamo per i buu ma cazzo ci siete stati in curva, no? E' una terra di nessuno, dove vige un altro codice, vigono altre leggi. E ora che lo Stato si rende conto che questa assenza non è più sopportabile, invece di ripristinare la territorialità di questi spazi, cosa fa? Chiude.

E quel che mi preoccupa di più è che per molti questo non è avvertito come un problema. E di conseguenza per molti non è opportuno, utile, giusto trovare una soluzione di tipo diverso (io ho il pallino della tecnologia, forse non è la soluzione ideale. Parliamone).

Ed è anche opportuno notare come tutti i provvedimenti applicati finora nei confronti dello spettatore sono stati esclusivamente votati a scoraggiare lo spettatore dall'andare allo stadio (burocrazia infinita, tornelli, perquisizioni, controlli di documenti pure al cesso). Ma una volta dentro lo stadio, oplà tutto diventa possibile, lo Stato se ne va, e se succede qualcosa in culo alla Lazio, che nulla può. E dovrei pure dire che è giusto?

GuyMontag

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Citazione di: Gio il 24 Ago 2013, 15:37
Poi si può discutere (e molti discutono) il fatto che le società siano responsabili per comportamenti dei propri tesserati o dei propri tifosi. Però è tutta un'altra questione.

Scusa non avevo letto ma stavo postando nello stesso istante. Ma è proprio di questo che volevo discutere, ovvero se le società e tutti i tifosi che nulla hanno fatto debbano essere considerati responsabili e sanzionati per questo. Poi se esiste un ordinamento giuridico sportivo che va in una direzione, la sanzione è automatica. Ma per me - comunque - non è giusta. E non si capisce proprio perché la giustizia sportiva debba essere differente da quella ordinaria. Il caso Mauri è una prova lampante dell'assurdità di questa discrepanza...

GazzaA

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per essere giusta dovrebbe colpire i responsabili non mirare nel mazzo

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marcantonio

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Citazione di: Gio il 24 Ago 2013, 15:37
Guy, per me, si confondono due piani che devono essere tenuti distinti.
Dal punto di vista della giustizia ordinaria, se arrestassero tutti gli abbonati in Nord perché solo alcuni hanno ululato sarei certamente con te. In questo caso la responsabilità è e deve essere individuale e il tuo discorso sarebbe perfetto.

Dal punto di vista della giustizia sportiva, invece, la chiusura dello stadio è una delle sanzioni tipiche per le società, da sempre. E la cosa mi sembra molto meno grave.
Anche quando si gioca in campo neutro o si perde la partita a tavolino perché un singolo tifoso ha tirato un accendino in testa al portiere avversario, la punizione è per molti a causa del gesto di uno.
Nel caso specifico, non mi sento di dire che siamo in presenza di una sanzione ingiusta; anzi mi pare anche una sanzione abbastanza leggera visto quello che è capitato e vista la recidiva. Avrebbero anche potuto farci giocare a porte chiuse o in campo neutro.

Poi si può discutere (e molti discutono) il fatto che le società siano responsabili per comportamenti dei propri tesserati o dei propri tifosi. Però è tutta un'altra questione.

Mi trovi d'accordo.

In una situazione sfuggita di mano come purtroppo è l'affaire razzismo in Italia, anche se così si colpisce il giusto con l'ingiusto qualcosa s'aveva da fare. Secondo me è giusto.

Più giusto sarebbe che si cominciasse a utilizzare la tecnologia, a individuare i responsabili e ad allontanarli dallo stadio se possibile a vita. Dato che ancóra gli costa tanto farlo, la chiusura della curva è l'unico mezzo che sia rimasto, insufficiente e in parte iniquo ma con un minimo d'efficacia. Perché questa sanzione non è solo punitiva ma dovrebbe (sottolineo l'uso del condizionale) servire anche a scoraggiare il ripetersi di certi atteggiamenti.

Gio

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Citazione di: GuyMontag il 24 Ago 2013, 15:41
Scusa non avevo letto ma stavo postando nello stesso istante. Ma è proprio di questo che volevo discutere, ovvero se le società e tutti i tifosi che nulla hanno fatto debbano essere considerati responsabili e sanzionati per questo. Poi se esiste un ordinamento giuridico sportivo che va in una direzione, la sanzione è automatica. Ma per me - comunque - non è giusta. E non si capisce proprio perché la giustizia sportiva debba essere differente da quella ordinaria. Il caso Mauri è una prova lampante dell'assurdità di questa discrepanza...

Onestamente su questo punto ho meno certezze.
Penso che eliminare del tutto la responsabilità oggettiva delle società rischierebbe di creare un far west (il Codice di Giustizia vale per tutto il calcio, non solo per la serie A).
In linea di principio, sarei per attenuarlo (sono responsabili solo le società che non hanno fatto tutto il possibile per evitare il comportamento dei propri tifosi o dei propri tesserati).
Però, anche attenuando il principio di responsabilità, sempre si arriverebbe ad ipotesi in cui tutti pagano per il comportamento di pochi.
L'unica soluzione sarebbe quella di sancire la totale irresponsabilità delle società di calcio per i comportamenti dei propri tifosi. Il che, penso, risolverebbe il problema del topic, ma ne aprirebbe di più gravi (penso che ci vorrebbe l'esercito in curva e che le vittorie in casa nei campetti di provincia arriverebbero a sfiorare il 100%).

canguro

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Lazionetter
* 640
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Provocazione.
Domani sera la Curva Nord rimane chiusa.
Domani sera la Monte Mario è aperta.
Domani sera qualche decina di imbecilli (non abbonati) non potendo fare il biglietto di curva Nord,  fa il biglietto di TribunaM.M.
Domani sera qualche decina di imbecilli fa gli ululati dalla Tribuna M.M.
Domani sera gli ululati vengono refertati dall'arbritro.
Le regole (sacrosante) prevedono la chiusura del settore dal quale gli ululati sono arrivati.
La prossima partita interna della Lazio vedrebbe la Tribuna M.M. chiusa per squalifica e la Curva Nord aperta.
Domanda: la sanzione è giusta? Io, abbonato di Tribuna M.M., che catzo centro?

happyeagle

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Purtroppo  "summa ius, summa iniuria",
c'è anche da dire che adesso rispetto al passato c'è stata un'attenuazione del danno perché invece dell'intero stadio si chiude soltanto un settore dello stesso,
che la sanzione sia iniqua non c'è dubbio ma è altrettanto vero che la colpa va a ledere una sfera del sociale che nel XXI secolo sarebbe ormai da consegnare alla storia, così non è per innumerevoli fattori dei quali la Lazio e la stragrande maggioranza dei suoi Tifosi non dovrebbero farsi carico ma che si ritrovano a fronteggiare per la stupidità di pochi.
Io sono nato e cresciuto a Roma e credo di poter affermare che la nostra città è tutto meno che intollerante nei confronti degli immigrati e dei "neri" in particolare, per mia esperienza personale la percentuale di "razzisti" è inferiore allo zerovirgola e posso dire che se conto gli episodi di razzismo a cui ho assistito mi avanzano alcune dita di una mano (in uno era persino implicato un ebreo nei panni del "cattivo") , ciò non toglie però che lo stadio e la curva in particolare sia un luogo dove alcuni si sentono in grado di dare sfogo agli istinti peggiori, quella che alla fine degli anni novanta è cominciata come una becera moda trova ancora oggi degli emuli di quei lontani precursori e con la sanzione di domenica forse è la volta buona che il fenomeno venga debellato per sempre, a concorrere per questa ipotesi è la violazione della sacralità del territorio "ultras" , lo spazio deputato ad istanze che vanno oltre il semplice assistere alla partita è stato colpito da una rappresaglia , per contrappasso condannati al silenzio da una punizione degna dei loro referenti storici, quando si chiamano gli "ismi" si corre il rischio che arrivino quelli veri, siano essi politici o religiosi, ed a quel punto rimane poco da lamentarsi.   
In un mondo ideale si sarebbero individuati i pochi responsabili dei cori razzisti di domenica e solo questi avrebbero pagato per le loro responsabilità, ma analizzare completamente le ragioni di questo ritardo delle soluzioni più logiche (e tecnologiche) per rendere oggi gli stadi come parte integrante del territorio nazionale ci porterebbe in campi dove la gramigna prospera da decenni ed il discorso si incarterebbe nella ricerca di chi è peggio tra politici e giornalisti.

Adler Nest

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Guy, troppo sofisticato, questa volta il tuo pensiero.


Che nella curva (non la) della Lazio ci siano gli ululanti non ci piove.
È a costo di colpire pochi per educarne molti, meglio così dei vari distinguo.
Perché mi auguro che serva (quanto meno uno straccio di comunicato ė stato partorito), perché la prossima volta spero che se parte un ululato da un decerebrati, il vicino gli faccia mangiare i denti, una volta per tutte.
Quando c'ė una metastasi, non si deve guardare troppo per il sottile, ma pulire e ripulire per salvare.

angeloadamo

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Speriamo sia cosi'. Pero' ci credo poco. Invece di risolvere il problema si da' un'arma in piu' a certa gente per ricattare la societa'.
Quando portai per la prima volta la mia sorellina di colore (lazialissima) allo stadio si alzo' il coro "siete la Roma squadra di negri". E' stata anche l'ultima volta che ce l'ho portata. Parlo di quasi venti anni fa.

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FuoriPorta

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Citazione di: canguro il 24 Ago 2013, 16:01
Provocazione.
Domani sera la Curva Nord rimane chiusa.
Domani sera la Monte Mario è aperta.
Domani sera qualche decina di imbecilli (non abbonati) non potendo fare il biglietto di curva Nord,  fa il biglietto di TribunaM.M.
Domani sera qualche decina di imbecilli fa gli ululati dalla Tribuna M.M.
Domani sera gli ululati vengono refertati dall'arbritro.
Le regole (sacrosante) prevedono la chiusura del settore dal quale gli ululati sono arrivati.
La prossima partita interna della Lazio vedrebbe la Tribuna M.M. chiusa per squalifica e la Curva Nord aperta.
Domanda: la sanzione è giusta? Io, abbonato di Tribuna M.M., che catzo centro?

ecco ora pensa ai 5000 in curva che non hanno fatto bu.
sto leggendo troppo spesso la curva ha fatto questo la curva ha fatto quello, non è così!!!sono una piccolissima parte, li inquadri(cosa che si fa già)li prendi e li porti fuori.non è difficile.

GuyMontag

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Citazione di: Adler Nest il 24 Ago 2013, 16:31
È a costo di colpire pochi per educarne molti, meglio così dei vari distinguo.

Nessun distinguo. Il discorso è altro.

In un romanzo stupendo, una delle pietre miliari della mia educazione, Il mondo nuovo di Huxley, si preconizzavano vaste aree del mondo (appunto quelle da cui proviene il Selvaggio, protagonista del libro), in cui non c'è alcun controllo da parte del Governo. Queste aree sono "autogestite", e sono isolate da fili spinati dal resto del mondo, quello "civilizzato" (e in un certo senso le periferie di 1984 sono anch'esse un altro mondo, orizzontalmente separato).

Piano piano ci stiamo abituando ad avere aree più o meno vaste in cui lo Stato non ha più potere, con regole differenti, gerarchie differenti, in cui quello che si può fare e dire dipende da chi comanda. Una sorta di 1997 Fuga da New York. Lo Stato sa di non aver alcuna influenza in quelle aree, tollera finché può, finché dei comportamenti all'interno di queste aree esondano all'esterno. E' lo stesso caso della droga sulle spiagge.

A questo punto scatta un processo un po' sporco, secondo me. Perché in nome di una sacrosanta indignazione per certi comportamenti (e non me lo dire a me, gli ululati hanno per me l'effetto di uno scorpione nelle mutande), che si verificano comunque in aree nelle quali lo Stato non entra (e per le quali è sommamente ipocrita ritenere possibile un intervento delle Società maggiore di quanto stiano attualmente facendo, e sanzionarle comunque, anche quando è evidentissimo che le Società da comportamenti siffatti abbiano dei danni enormi. La beffa oltre il danno), lo Stato cosa dice, più o meno esplicitamente?

"Io Stato da quelle parti non ci entro, non le controllo e non voglio controllarle. Se c'è qualche problema, chiudo le aree. Come fossero aree contaminate."

Eppure basterebbe guardare cosa si fa altrove (descritto benissimo in quell'esempio di Chelsea-Lazio). Lì ci sono gli steward, e se fai qualcosa ti vengono a prendere. E non rimediano le sveglie che rimedierebbero qua. I responsabili sono identificati, presi e allo stadio non ci entrano più.

Ma perché dovremmo accettare che "dopotutto è il male minore", "è giusto che ci squalifichino il campo", "anche troppo poco". Ma perché, di grazia? Io non faccio nulla, sto al mio posto, sono identificato ed identificabile, mi hanno contato pure i peli del culo all'entrata, e allora perché mai devo pagare anche io per colpe di altri?

Oppure dovrei fare il vigilante. Con le "sanzioni a decibel" la giustizia sportiva avalla questa aberrazione, ovvero se io ululo e tu fischi, allora l'ululato è sanato. Come se non fosse l'ululato in sé la colpa, come se non fosse l'autore a dover essere individuato a allontanato, anche se fosse solo uno e tutto lo stadio lo fischiasse...

Oppure magari lo riempio di botte. Calci al razzista. E tutto questo con il beneplacito, anzi l'approvazione della giustizia sportiva e del mondo del calcio intero. Leggo sulla Gazzetta: "in dieci fanno buu, bastonati a sangue. Lo stadio intero applaude, il giudice sportivo: avete fatto bene, nessuna sanzione".

Sarà che io ci tengo troppo al principio della responsabilità individuale, sarà che ad ognuno i suoi compiti, e che io fischi o meno gli ululanti comunque il compito di difendere la Società (non la Lazio, intendo la Società civile) da sta gentaglia è affidato a coloro che noi paghiamo per questo, io confermo il mio dissenso totale dai principi informativi di questa sanzione e di altre consimili. Guardate che alla fine non è differente dal caso Mauri o da altre situazioni in cui la nostra Lazio, senza alcune colpe sue e senza poter far nulla per difendersi, ha pagato conti salati. E' troppo.

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